SIRA e PFR Storia servizi potenzialit del SIRA































































































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SIRA e PFR Storia, servizi, potenzialità del SIRA della Toscana, accesso al suo patrimonio conoscitivo tramite il PFR
Argomenti 1. Premesse 2. Nascita del SIRA della Toscana 3. Cosa è un Sistema Informativo Ambientale 4. La Rete SINANet 5. L’era dei Centri Tematici Nazionali 6. L’era dei Punti Focali Regionali 7. Il dato ambientale: fonti e processi di formazione • • Acqua Aria Suolo e Rifiuti Energia ed Agenti Fisici 8. Conoscenza: l’approccio in Toscana 9. Perseguire la qualità del dato 10. Integrazione con altri dati 1. Integrazione su base anagrafica 2. Integrazione su base geografica 11. Favorire la disponibilità e diffusione del dato 12. Supportare utilizzi evoluti del dato tramite modellistica e GIS 13. Le nuove applicazioni del SIRA 2 • Web. Impianti
Premesse Le attività di Governo dell'Ambiente, del Territorio e la definizione delle politiche Sanitarie , Sociali, Economiche richiedono la disponibilità di patrimoni conoscitivi affidabili sui cui poggiare le decisioni. La Regione Toscana si è dotata nel tempo di diversi Sistemi Informativi specificatamente delegati alla raccolta, validazione, integrazione di dati utili alle proprie esigenze conoscitive: Sistema Informativo Regionale, Sistema Statistico, Sistema Informativo Sanitario, Sistema Geografico Regionale, Sistema Idrografico Regionale, Sistema Informativo Regionale Ambientale, ecc. Si è venuto delineando un contesto di forte frammentazione delle competenze di formazione dei patrimoni conoscitivi: tale situazione favorisce una maggiore capacità operativa, grazie anche ad una marcata specializzazione, ma produce come effetto collaterale una maggiore difficoltà di integrabilità e coerenza dei dati raccolti dai diversi Soggetti. Per quanto attiene specificatamente le problematiche della conoscenza relativamente all'ambiente, si è sempre più evidenziata la necessità di poter ancorare le scelte e le decisioni operate ai diversi livelli istituzionali ad un riferimento informativo unico e coerente. 3 Questo è il ruolo che la Giunta Regionale ha inteso attribuire al SIRA
Nascita del SIRA della Toscana Un progetto specifico per la realizzazione del SIRA nasce in Regione già nel secondo semestre del 1993, concretizzando indicazioni ed esigenze emerse fin dal 1988, in occasione della disponibilità di finanziamenti del Ministero dell'Ambiente per la realizzazione del progetto di cui alla L. 67/88 art. 18: "Sistema Informativo Epidemiologico e gestione dei Servizi Multizonali di Prevenzione". Il Sistema Informativo Regionale per l'Ambiente nasce con la L. R. 66/1995, che istituisce la Agenzia per la Protezione Ambientale della Toscana, ed all'articolo Art. 8. - "Attività dell'ARPAT" specifica che L'ARPAT svolge le attività di interesse regionale ricomprese nelle declaratorie di cui all'art. 01 del d. l. 4 dicembre 1993, n. 496 convertito con modificazioni in legge 21 gennaio 1994, n. 61. In particolare, esse consistono in: . . c) organizzazione e gestione del Sistema Informativo Regionale per l'Ambiente: 1. progettazione e gestione reti di monitoraggio ed altri sistemi di indagine; 2. raccolta sistematica informatizzata dei dati, anche acquisiti dalle Province in coordinamento e integrazione del sistema informativo territoriale (SIT), dei Catasti acque/rifiuti/Materie Prime Seconde/aria e dell'osservatorio regionale per la produzione, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, pubblicazione e divulgazione dei dati SIRA, cartografia tematica regionale in materia di ambiente e risorse naturali; 3. promozione delle attività di educazione, formazione e aggiornamento 4 professionale in materia ambientale
Sistema Informativo Ambientale Un sistema è un insieme complesso composto da elementi opportunamente organizzati e strutturati, correttamente documentati mediante efficace metainformazione, destinati a specifici scopi e finalità. Sono importanti, in un sistema, l’organizzazione e le finalità. Informativo indica che ha a che fare con Le informazioni sono delle informazioni elementi di conoscenza di un fenomeno - Attenzione: Ambientale indica che il dominio di informativo è diverso da interesse è l’Ambiente, nei suoi informatico molteplici aspetti: comprende ogni conoscenza disponibile rispetto agli elementi dell'ambiente, ai fattori che possono incidere sugli elementi dell'ambiente, alle misure ed agli atti amministrativi che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente, lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della catena alimentare, 5 le condizioni della vita umana, il
Il SIRA - Sistema Informativo Territoriale Un Sistema Informativo Territoriale serve a rendere disponibile un modello che consenta di “conoscere” il territorio, in modo da poter operare in maniera più consapevole in tutte quelle attività di pianificazione, di gestione e di valutazione di interventi. In tal senso il SIT si configura anche come uno strumento adeguato a consentire la valutazione degli effetti di certi interventi, e ad analizzare le correlazioni esistenti tra fenomeni diversi relativi alla stessa porzione di territorio: dall’utilizzo sinergico di dati diversi relativi alla stessa area è possibile derivare conoscenze nuove e complesse. 6
La Rete SINANet Il fatto che il SIRA costituisca il riferimento regionale del sistema informativo nazionale ambientale ne fa soggetto della Rete SINANet, le cui linee di sviluppo sono contenute e descritte nel Documento di programma per lo sviluppo del Sistema Nazionale conoscitivo e dei controlli, oggetto dell'intesa Stato. Regioni sottoscritta il 22 novembre 2001. Le attività per lo sviluppo della rete SINAnet la caratterizzano sia come rete di soggetti sia come sistema informativo distribuito. Oltre allo sviluppo e alla gestione del Modulo Nazionale infatti, tra le attività principali di APAT vi sono il coordinamento della rete dei Punti Focali Regionali (PFR) e dei progetti relativi ai Centri Tematici Nazionali (CTN) di SINAnet. 7
La Rete SINANet II Regione, Province, Comuni, Agenzie produttori/detentori di conoscenza ambientale APAT assolve al ruolo di National Focal Point verso la rete ambientale Europea (EIONet), e vede alimentato il proprio SINA con i dati Regionali tramite i Punti Focali Regionali, che conferiscono al livello nazionale opportune e concordate sintesi dei dati del livello regionale conservati presso i SIRA. 8
I Centri Tematici Nazionali X I CTN svolgevano la funzione di nodi tematici con riferimento a specifiche problematiche ambientali, principale supporto operativo dell’APAT per: • l’espletamento delle attività di formazione delle regole generali per il monitoraggio/controllo ambientale, al fine di favorire l’integrazione territoriale e tematica delle informazioni, in linea con lo sviluppo di attività analoghe nel contesto comunitario; • a predisposizione delle proposte tecniche in materia di standard ambientali che richiedano l’approvazione delle sedi di concertazione Stato-Regioni; Prima dell’avvio dei PFR, i CTN hanno curato anche la raccolta diretta di dati dalle Regioni per alimentare il SINA e consentire la realizzazione del Rapporto sullo Stato dell’Ambiente. Dopo l’avvio dei PFR e la cessazione dei CTN continuano ancora, per inerzia, flussi informativi che non transitano dai • il monitoraggio delle attività di alimentazione della base conoscitiva a livello nazionale; • la elaborazione delle proposte di indici e indicatori ai fini 9 della conoscenza delle singole
I Punti Focali Regionali Il Punto Focale Regionale cura, oltre ai compiti assegnati dalla Convenzione APAT/ARPAT, anche quelle funzioni necessarie ad una efficace diffusione della conoscenza ambientale: Organizza e gestisce i flussi informativi diretti alla rete SINAnet Partecipa ai gruppi di lavoro nazionali e regionali per la valutazione della qualità ambientale Coordina i referenti tecnici dell'Agenzia e della Regione che partecipano ai tavoli SINAnet Assicura la continuità con l'attività di tipo informativo svolta in precedenza dagli ex CTN Assicura il pieno supporto alle attività di Reporting Ambientale ai diversi livelli. Collabora allo sviluppo del Portale web del SIRA Si raccorda con gli uffici della Regione per la definizione e verifica dei requisiti informativi in relazione ai progetti ed alle attività SINAnet Si occupa dell'acquisizione e organizzazione delle banche dati di interesse ambientale non comprese nel SIRA necessarie alla produzione di indici e indicatori richiesti in ambito SINAnet Svolge i propri compiti in raccordo con le strutture tecniche e informatiche dell'Agenzia Il PFR si configura come interfaccia informativa tra il livello regionale ed il livello nazionale e strumento per l’accessibilità alla conoscenza ambientale. Collabora alla gestione della documentazione di standard, procedure operative, sicurezza dati Cura la predisposizione delle banche dati di riferimento e la definizione dei criteri di elaborazione dati per la produzione e la comunicazione degli 10 indicatori SINA (circa 100)
I PFR nel Programma di sviluppo SINA Il Programma di Sviluppo SINA, approvato il 22 novembre 2001 in Conferenza Stato Regioni, cita: "Le Regioni coordinano le attività a livello regionale e sub-regionale, garantiscono la messa a disposizione delle informazioni di interesse nazionale e comunitario all'interno della rete SINAnet attraverso l'attivazione di un Punto Focale Regionale. I PFR sono, quindi, il polo regionale del Sistema e rappresentano il riferimento per il livello territoriale regionale. Sono designati dalle Regioni e Province autonome, e in attuazione dei programmi definiti e concordati a livello nazionale, e con le modalità concordate nell'ambito della rete SINAnet , sono responsabili di: • assicurare, la disponibilità (visibilità) di dati e informazioni ambientali di interesse del Sistema nazionale, prodotti all'interno del territorio regionale; • assicurare le elaborazioni dei dati di interesse ambientale, al fine di realizzare prodotti e servizi informativi di interesse del sistema nazionale; • garantire il flusso delle informazioni all'interno della rete SINAnet. " specificando poi, relativamente ai PFR: "I Punti Focali Regionali sono un elemento fondamentale della rete e quindi dell'intero Sistema conoscitivo nazionale; alla loro funzionalità è subordinata l'alimentazione della base conoscitiva nazionale con i dati derivanti dalle attività di monitoraggio e controllo, ed il coordinamento a livello regionale delle attività programmate a livello nazionale. Pertanto la definizione del quadro completo di queste strutture è considerata un'azione prioritaria del presente programma. La loro definizione ed attivazione deve avvenire attraverso una designazione delle Regioni e delle Province 11 autonome.
Criticità nel fuzionamento dei PFR La organizzazione delle Agenzie e delle Regioni presenta ancora inerzia nel recepire il nuovo modello, in cui non esistono più i CTN (che all’epoca si erano fatti carico dei compiti dei PFR, ancora in corso di avvio) e cominciano ad essere invece operative le strutture tecniche dei PFR. Ciò crea le condizioni per cui continuano flussi informativi da uffici della Regione o dell’Agenzia che non coinvolgono in alcun modo il Punto Focale Regionale. Si creano così le condizioni per cui alcuni patrimoni conoscitivi non vengono conferiti nel SIRA, provocando importanti ritardi nel raggiungimento della piena implementazione del modello SINANet. Quelle del SIRA e del PFR sono funzioni “regionali”, anche se in diversi casi tali strutture sono collocate presso l’Agenzia di Protezione Ambientale. In taluni casi i rapporti delle strutture regionali con SIRA e 12 PFR allocati presso l’ARPA risultano difficoltosi (non favorendo un efficace popolamento delle banche
Informazione ambientale Ai sensi dell'art. 2, co. 1 del D. lgs. 195/06, per "informazione ambientale" si intende "qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente: 1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali, compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversita' biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi; 2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1); 3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonche' le attivita' che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o le attivita' finalizzate a proteggere i suddetti elementi; 4) le relazioni sull'attuazione della legislazione ambientale; 5) le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche, usate nell'ambito delle misure e delle attivita' di cui al numero 3); 6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della catena alimentare, le condizioni della vita umana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, per quanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cui al punto 1) o, attraverso tali 13 elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e 3); "
La conoscenza dell’ambiente PRESSIONI STATO La conoscenza ambientale, che sino ad oggi era fondamentalmente rappresentata essenzialmente dai dati derivanti da attività di monitoraggio, viene ad essere inglobata in una visione più ampia ove questi rappresentano solo ed esclusivamente uno dei tre elementi fondamentali che, assieme alla caratterizzazione delle emissioni di inquinanti ed alla modellazione dei processi di diffusione, trasporto e trasformazione chimica/degradazione biologica degli inquinanti, contribuiscono alla valutazione della qualità dell'ambiente e della • ecosostenibilità delle pressioni. Monitoraggi manuali • Catasti delle fonti di ed automatici pressione e caratterizzazione delle • Censimenti, rilevazioni loro emissioni e repertori • Esiti delle attività di controllo • Siti contaminati • Detenzione di sostanze pericolose • Produzione e gestione rifiuti 14
Cosa indica il PRAA 2007 -2010 per SIRA ARPAT svolge quel complesso di azioni atte a promuovere gli obiettivi del Piano contribuendo al miglioramento sostanziale e misurabile dell'ambiente mediante la distribuzione di informazioni puntuali, mirate, pertinenti ed affidabili ai responsabili decisionali ed al pubblico. La conoscenza dello stato dell’ambiente e delle sue criticità costituisce elemento determinante per l’azione di governo del territorio e, nello stesso tempo, per il processo di partecipazione da parte della società civile. L’esigenza di conoscenza che ne deriva richiede la disponibilità di un sistema di produzione dati, ma anche di raccolta, elaborazione e gestione delle informazioni, anche prodotte da soggetti diversi, organizzato ed ottimizzato allo scopo. SIRA experts at work. ARPAT dovrà quindi perseguire, da un lato la qualità del dato ambientale e dall’altro la sua disponibilità e diffusione, in forma organizzata 15 e fruibile, ai soggetti interessati.
Macrobiettivi – Aria, ac. Qua, Suolo/rifiuti, Energia Cambiamenti Ridurre le emissioni di Produrre apposita reportistica sulla qualità Climatici gas serra in accordo col dell’aria, con evidenziati i trend dei parametri il Protocollo di Kyoto rilevati dal sistema regionale di monitoraggio in continuo (centraline) A Natura, biodiversità e difesa del suolo Prevenzione e riduzione Sviluppare e mantenere aggiornati i catasti del rischio idrogeologico ambientali quali strumenti di conoscenza delle e riduzione dell’erosione pressioni sul territorio e dei potenziali rischi costiera A Q S E Ambiente e Salute Ridurre la percentuale di popolazione esposta all’inquinamento atmosferico Promuovere azioni di coordinamento e A integrazione tra autorità competenti, ARPAT, corpi di polizia, anche alla luce dei nuovi assetti di competenze derivanti dal D. lgs. 152/06, sia sotto il profilo della pianificazione e dello svolgimento dei controlli, che sotto il profilo dei sistemi informativi Ambiente e Salute Ridurre la percentuale di popolazione esposta all’inquinamento acustico, elettromagnetico e radiazionizzanti Prosecuzione implementazione catasti delle sorgenti a radiofrequenza 16 E
Macrobiettivi – Aria, ac. Qua, Suolo/rifiuti, Energia Uso sostenibile risorse naturali e gestione rifiuti Ridurre la produzione totale di rifiuti e la percentuale conferita in discarica e migliorare il sistema di raccolta aumentando il recupero ed il riciclo. Incrementare e migliorare il sistema dei controlli sui rifiuti, attraverso piani mirati condivisi con le Province e, ove necessario, in sinergia con le forze di polizia (CCTA, CFS, Gd. F) S Uso sostenibile risorse naturali e gestione rifiuti Ridurre la produzione totale di rifiuti e la percentuale conferita in discarica e migliorare il sistema di raccolta aumentando il recupero ed il riciclo. Azioni di coordinamento e integrazione tra S autorità competenti, ARPAT, corpi di polizia, anche alla luce dei nuovi assetti di competenze derivanti dal D. lgs. 152/06, sia sotto il profilo della pianificazione e dello svolgimento dei controlli, che sotto il profilo dei sistemi informativi. Uso sostenibile risorse naturali e gestione rifiuti Bonificare i siti inquinati Realizzare sul piano informatico l’anagrafe dei S e ripristinare le aree siti contaminati in accordo con le Province e la minerarie dismesse Regione ed assicurarne il costante aggiornamento degli aspetti tecnici Uso sostenibile risorse Tutelare la qualità delle Perfezionare il sistema di raccolta dati e della 17 acque interne e costiere loro elaborazione per ottenere indici sintetici e promuovere un uso che descrivano la qualità della risorsa idrica Q
Macrobiettivi – Aria, ac. Qua, Suolo/rifiuti, Energia Uso sostenibile risorse naturali e gestione rifiuti Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere un uso sostenibile della risorsa idrica Azioni di coordinamento e integrazione tra autorità competenti finalizzate a definire linee guida ed indirizzi sul rilascio delle autorizzazioni agli scarichi e sulle tecniche depurative da adottare in ambito regionale Q S Uso sostenibile risorse naturali e gestione rifiuti Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere un uso sostenibile della risorsa idrica Partecipazione al processo di attuazione della normativa in materia di IPPC sia nelle valutazioni ex ante (partecipando ai processi istruttori delle amministrazioni titolari di funzioni in materia di AIA) sia mediante una qualificata attività di controllo ex post A Q S E Uso sostenibile risorse naturali e gestione rifiuti Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere un uso sostenibile della risorsa idrica Collaborazione con altre istituzioni pubbliche e private Q per l’individuazione di acquiferi o parte di essi a S maggior contaminazione, e progettazione di sistemi di riutilizzo industriale e di bonifica degli stessi acquiferi (vedi ad es: pozzi contaminati da tetracloroetilene in vicinanza di aziende idroesigenti) Uso sostenibile risorse naturali e gestione Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere un uso sostenibile Collaborazione con altre istituzioni per la definizione puntuale dei programmi di azione per la riduzione della presenza di nitrati nelle acque sotterranee, attraverso anche una attenta analisi conoscitiva dei diversi impatti territoriali sul 18 sistema idrogeologico delle numerose aree attualmente monitorate che evidenziano valori medi di nitrati superiori a A Q S E
Obiettivi trasversali – Aria, ac. Qua, Suolo/rifiuti, Energia OBIETTIVI Implementazione e azioni di monitoraggio degli effetti di piani TRASVERSA integrazione dei sistemi regionali (a cominiciare dal PIT) LI informativi A Q S E OBIETTIVI Implementazione e definizione di un quadro condiviso dei rapporti tra A TRASVERSA integrazione dei sistemi ARPAT, Regione ed enti locali, in vista della Q LI informativi regolazione dei flussi informativi necessari S per il popolamento e l'alimentazione delle E banche dati del SIRA e della fruizione del patrimonio informativo da parte dei vari livelli istituzionali e della società toscana OBIETTIVI Implementazione e integrazione dei patrimoni conoscitivi TRASVERSA integrazione dei sistemi regionali mediante azioni di coordinamento e LI informativi cooperazione tra autorità competenti alla gestione di sistemi informativi (v. ambiente, salute, territorio, ecc…) A Q S E OBIETTIVI Implementazione e Individuazione e popolamento di nuovi indicatori TRASVERSA integrazione dei sistemi necessari ai processi di VAS e valutazione LI informativi integrata; azioni per la condivisione dell’anagrafica comune delle aziende (v. progetto Web. Impianti) con i Servizi di 19 Prevenzione nei luoghi di lavoro delle AUSL e A Q S E
Acqua Monitoraggio ambientale acque superficiali interne Monitoraggio ambientale acque marine costiere Monitoraggio acque superficiali a specifica destinazione (acque dolci dest. alla produzione di acqua potabile; acque dest. alla balneazione; acque dolci dest. alla vita dei pesci; acque dest. alla vita dei molluschi) Monitoraggio ambientale acque sotterranee Acque Reflue Urbane (scarichi civili, fognature pubbliche depurate/non depurate) Acque Reflue Industriali (scarichi produttivi, zootecnici, frantoi) Catasto pozzi e derivazioni superficiali Catasto impianti di depurazione delle acque reflue urbane Catasto Corpi Idrici Superficiali Catasto Corpi Idrici Sotterranei - stratigrafie ed individuazioni acquiferi significativi regionali Analisi acque destinate al consumo umano 20
Formazione dei dati - Acqua Monitoraggio ambientale acque superficiali interne Monitoraggio ambientale acque marine costiere Monitoraggio acque superficiali a specifica destinazione (acque dolci dest. alla produzione di acqua potabile; acque dest. alla balneazione; acque dolci dest. alla vita dei pesci; acque dest. alla vita dei molluschi) Monitoraggio ambientale acque sotterranee Acque Reflue Urbane (scarichi civili, fognature pubbliche depurate/non depurate) Acque Reflue Industriali (scarichi produttivi, zootecnici, frantoi) Analisi acque destinate al consumo umano ARPALAB Catasto pozzi e derivazioni superficiali, stratigrafie – Geni Civili/Province Catasto impianti di depurazione delle acque reflue urbane - Censimento a cura dei Dip. ti ARPAT Catasto Corpi Idrici Superficiali – RT SGR e Aut. Bacino Arno Catasto Corpi Idrici Sotterranei ed individuazioni acquiferi significativi regionali – RT e SIRA 21
Risorsa acqua Occorrono conoscenze rispetto alle piogge, alle falde, ai corpi idrici, agli scarichi, alla qualità, alla quantità, ai consumi, agli usi: le competenze sono distribuite tra più Soggetti, e la corretta conoscenza e amministrazione della risorsa “Acqua” può venire solo dalla piena integrazione delle diverse competenze e patrimoni informativi. E tali patrimoni informativi possono essere analizzati efficacemente solo facendo ricorso a modelli matematici complessi e tecnologie GIS. 22
Aria 23
Suolo 24
Rifiuti 25
Dichiarazioni MUD La dichiarazione si compone di diverse sezioni. La sezione anagrafica è sempre presente. Le altre vengono compilate, con i loro moduli integrativi, solo per specifiche tipologie di dichiarazioni. 26
La bonifica dei dati MUD Sono ben noti i limiti del contenuto informativo delle dichiarazioni MUD (si pensi al fatto che un errore nella Unità di Misura indicata per un quantitativo di un rifiuto, può provocare un dato aumentato (o diminuito) di 1000 volte, generando quindi una conoscenza errata). A tale scopo il SIRA ha realizzato una applicazione in Access 97, Sira. MUD, che implementa un ambiente (maschere, query, ecc. ) che consente la ricerca e correzione di specifiche situazioni di errore (dal codice CER errato, codice Istat del comune, unità di misura, codice fiscale, ecc. ), registrando e documentando gli interventi correttivi operati (singoli, o multipli con apposite procedure batch), ed infine consentendo la produzione (quando si è soddisfatti della bonifica operata) di specifici indicatori statistici utili a caratterizzare fenomeni quali 27 la produzione, il recupero, lo smaltimento, i flussi tra province e
Agenti Fisici 28
Energia 29
Integrazione con altri dati 30
Integrazione su base anagrafica 31
Integrazione su base geografica 32
Il portale: diffusione del dato ambientale Il patrimonio conoscitivo raccolto deve anche essere accessibile. Anzi, il D. Lgs. n. 195 del 19 agosto 2005, che ha dato attuazione alla Direttiva 2003/4/CE nel nostro ordinamento, riconosce grande rilevanza del ruolo attivo delle autorità pubbliche nella 33 diffusione
http: //sira. arpat. toscana. it/ Aria Banche dati Report Mappe Acqua Suolo e rifiuti Energia ed Agenti Fisici 34
Banche dati Scarico dati monitorag gio acque Scarico dati monitorag gio aria Impianti di Radio. Com unicazione Dichiarazi oni MUD Impianti di gestione rifiuti Catasto aziende ed unità locali Siti contaminati 35
Criticità: cosa è divulgabile? Dati divulgati • Dati analitici (Aria, Acqua) • Alcuni catasti (Siti contaminati, Impianti Gestione Rifiuti) • Sintesi (report, statistiche) • Esiti attività di monitoraggio (es. centraline FUB) • Esiti attività di controllo (es. Geotermia: controlli Dati con accesso ristretto • Dichiarazioni MUD (CF, tel, LR) • Dati Impianti RC (caratteristiche tecniche, antenne) • Aziende Seveso (raggi di rischio, sostanze stoccate) • Registro Imprese (dati 36 “in vendita”)
Report dati monitorag gio acque Report dati impianti di radiocomu nicazione Report dati monitorag gio acque balneaz. Report dati monitorag gio aria Report dati geotermia 37
Mappe Reti monitorag gio acque Impianti di depurazion e Reti monitorag gio aria Biomonito raggio lichenico Impianti gestione rifiuti Unità locali R. I. Siti contaminat i Aziende a rischio di incidente rilevante Impianti di Radio. Com unicazione Piani Classificaz ione Acustica 38
Impianti di depurazione 39
Reti monitoraggio aria 40
Impianti di gestione rifiuti 41
Catasto aziende del Registro Imprese 42
Siti contaminati 43
Aziende a rischio di incidente rilevante 44
Balneabilità acque interne e costiere 45
Impianti di radiocomunicazione e monitoraggio campi EM 46
Web. MUD E’ possibile impostare i criteri di selezione delle dichiarazioni di interesse, per Codice Fiscale/Partita IVA, per parte di Ragione Sociale o di indirizzo, per Attività Economica o per CER dichiarato (o per loro combinazioni) Il Portale è particolarmente ricco di dati relativi alla “problematica dei rifiuti”, raccolti e sistematizzati in stretta collaborazione con la Sezione Regionale del Catasto Rifiuti.
Web. MUD è stata la prima applicazione per la diffusione dei dati del SIRA, nell’ambito delle attività di avvio del PFR Toscano. Tale applicazione si propone di consentire ai soggetti abilitati la navigazione delle dichiarazioni MUD e e la stampa di report preimpostati, oltre al download della dichiarazione di interesse. E’ possibile impostare i criteri di selezione delle dichiarazioni di interesse, per Codice Fiscale/Partita IVA, per parte della Ragione Sociale o dell’indirizzo, per Attività Economica o per CER dichiarato (o per loro combinazioni) 48
Navigazione della dichiarazione 49
Chiamata del Map. Server In corrispondenza dell’anagrafica, è disponibile un Hyperlink per richiamare il Map. Server. 50
Il Map. Server consente la visualizzazione della localizzazione dell’impianto. Dal Map. Server è possibile, altresì, chiamare l’applicazione Web. Mud, passando come parametro il codice fiscale del gestore dell’impianto, ed ottenendo l’accesso alle diverse dichiarazioni presenti associate a quel codice 51
Chiamata del Web. MUD da Map. Server Il Map. Server può richiamare l’applicazione Web. Mud, passando come parametro il codice fiscale del gestore dell’impianto, ed ottenendo l’accesso alle diverse dichiarazioni presenti associate a quel codice fiscale. Nella stessa maniera la chiamata al Web. MUD può essere inserita all’interno di qualsiasi altra applicazione o report, consentendo l’interrogazione delle dichiarazioni disponibili associate a quello specifico Codice Fiscale /Partita IVA. 52
Chiamata del Web. MUD da Report Ad esempio, all’interno di un report, è possibile inserire gli Hyperlink che consentano di richiamare il Web. MUD per interrogare le dichiarazioni presentate dal relativo gestore, o di richiamare il Map. Server, zoomando sulla finestra centrata sulla posizione dell’Unità Locale di interesse. 53
Indicatori MUD Oltre al Web. MUD è disponibile l’applicazione Ipercubi, con cui vengono pubblicati, ad esempio, indicatori costruiti sui dati MUD, che si propone di consentire l’interrogazione di statistiche preimpostate. In prima istanza sono state implementate quelle 54
Le statistiche La statistica richiesta può essere ottenuta in formato 55 HTML….
Le statistiche … o in formato XML. La chiamata può essere effettuata anche passando i parametri di selezione (del territorio, dell’anno, ecc. ) all’interno della URL. In tal modo possono essere impostati Hyperlink, ad esempio in una pagina del sito WEB di una Provincia, che chiamano specifici indicatori, filtrati sul territorio di interesse, rendendo trasparente a chi richiede la statistica il fatto che la richiesta viene inoltrata al SIRA 56 dell’ARPAT, che provvede
Ipercubi 57
Ipercubi: generazione della URL 58
Anaconda Ambiente di Navigazione e Condivisione Dati Ambientali: è una applicazione che consente di visionare quali banche dati siano disponibili (sia per i monitoraggi che, prossimamente, per alcuni catasti), ed operare delle selezioni spaziali e temporali dei dati di interesse, per poi scaricarli sul proprio computer, in formato XML o CSV. Consente, ad utenti appositamente registrati, di acquisire facilmente 59 e velocemente copia dei dati
Filtri di selezione 60
Alcyone
http: //sira. arpat. toscana. it/ Vi è stata una costante crescita sia dei servizi informativi disponibili, sia del gradimento da parte degli utenti (P. A. e cittadini). Il portale ha contribuito ad accrescere la credibilità dello stesso SIRA nei confronti degli Enti Locali della 62 Toscana (aumenta
Georeferenziazione per una integrazione su base territoriale Dichiarazioni MUD Catasto aziende RI 63
Densità della distribuzione di specifici fenomeni Densità: Produzione di rifiuti non pericolosi Densità: Produzione di rifiuti pericolosi 64
Flussi di rifiuti 65
Flussi di rifiuti 66
Flussi di rifiuti 67
Impianti gestione rifiuti – P/NP 68
Produzione rifiuti 69
Produzione rifiuti nelle aree industriali 70
GIS e modellistica I dati ambientali, raccolti sotto forma di informazioni georeferenziate, e di cui è in qualche modo nota la localizzazione o l’ambito territoriale di riferimento, consentono analisi qualitative o quantitative mediante l’utilizzo di strumenti GIS o di modellistica. In tal modo diventa possibile “costruire” una nuova conoscenza mediante specifiche elaborazioni dei dati disponibili. L’utilizzo di strumenti GIS ed in particolare di modelli consente la massima valorizzazione di un Sistema 71
Cromo VI in Val di Cecina Nel mese di Luglio nell’ambito della caratterizzazione di un ex-insediamento produttivo sito in Cecina, ARPAT ha evidenziato la presenza del Cr VI nelle acque sotterranee, presenza poi confermata anche su di un pozzo adiacente collegato alla rete acquedottistica del luogo come sul più vicino punto di prelievo delle acque potabili. Sulla base di questi dati il Dipartimento di Livorno ha inoltrato ai competenti organi istituzionali la segnalazione della situazione di contaminazione ai sensi del D. Lgs. 152/06. In seguito a tale comunicazione ed ai relativi atti da parte degli Enti, il Sindaco del Comune di Cecina disponeva, con propria ordinanza, l’inibizione all’uso di tali pozzi. Il Dipartimento di Livorno disponendo di una serie di dati storici relativi al Cromo totale nelle acque sotterranee di tutto il territorio di competenza ha prodotto un analisi che ha permesso di evidenziare ulteriori zone, tra cui quella di cui sopra, in cui la concentrazione di Cromo totale Da tutte le indagini successive assume valori. Pianura significativi sebbene sempre al di condotte sulla Costiera sotto dei limiti di 50 µg/l. si evince una estesa presenza di 72
L’individuazione di possibili fonti ed anomalie di livello regionale sono state indagate tramite l’elaborazione dei dati di Cromo totale rilevati nel periodo 2002 -2005 dalle reti di monitoraggio dei corpi idrici significativi sotterranei e superficiali. L’elaborazione statistica e rappresentazione GIS ha evidenziato la notevole singolarità, nel panorama regionale, dei due acquiferi costieri. Sulla stessa tavola furono riportati gli affioramenti di rocce verdi (molto ricche in Cromo). In un caso documentato dalla letteratura infatti, nella vicina provincia di la Spezia, erano state notate acque sotterranee concentrazioni significative di Cromo esavalente di origine naturale. La presenza di Cromo VI è stata confermata nelle sorgenti ofiolitifere presenti in Val di Cecina come in altre parti della Regione (Galceti di PO ed Anghiari di AR) L’ipotesi di una origine naturale “geologica” del Cromo VI è ancora allo studio per una sua definitiva validazione. E’ certo che in aree interessate dagli affioramenti delle rocce ofiolitiche, possono verificarsi le condizioni per un generalizzato innalzamento del cosiddetto “fondo caratteristico” nei suoli e nei terreni in genere come nei 73
Scarichi e punti di monitoraggio Per perseguire l’uso sostenibile della risorsa è auspicabile la partecipazione ai processi programmatori e decisionali di tutti quei soggetti titolari di funzioni, anche solo di segmenti della “politica idrica”. Questo significa che per decidere con la massima consapevolezza, è indispensabile “sfruttare” tutte le conoscenze e le competenze L’utilizzo del Sistema delle Acque come repository disponibili. idoneo all’innesto di una logica di analisi dei flussi, basata sia su tecnologie di network analysis che di map-algebra, non può che risultare una scelta positiva nel supportare le scelte decisionali, favorendo solidità e comprensibilità delle valutazioni che portano alla formazione del parere tecnico in merito alla ecosostenibilità di nuovi scarichi o alla definizione di strategie per il miglioramento dello stato ambientale di Nell’ambito del progetto INTERREG/AQUAMED il SIRA con ETELNET, società leader corpi idrici. in ambito toscano, ha progettato e realizzato un interessante toolbar GIS per l'analisi territoriale ai fini della valutazione della correlazione tra pressione e stato dei corpi idrici anche come sistemi di supporto alle azioni politiche. 74
Censimento scarichi diretti nell’Ambiente Nell’ambito del "Protocollo di Intesa per il raggiungimento degli standard qualitativi previsto dal Piano di Tutela delle Acque della Regione" una interessante fonte dati prodotta da tutti gli ATO ha riguardato il Censimento dei Punti di Scarico diretti nell'Ambiente per scarichi fognari non depurati per abitati minori di 2. 000 AE. Il censimento condotto da parte dei Gestori ha rilevato numerosi punti di Scarico ed informazioni importanti in merito a: => Localizzazione dello scarico in scala 1: 5. 000, => Parametri Tecnici => Provenienza dello scarico => Trattamento (Soluzioni Progettuali di riferimento individuate, Numero di AE, Costo totale per la realizzazione) Dall’altra parte la Regione Toscana ha caratterizzato lo stato ambientale delle acque superficiali e sotterranee L'idea è stata quella tramite il della Regione individuando i Corpi Idrici. Sistema delle Acque di RT di legare in modo dinamico le due L’esigenza del Protocollo d’Intesa era quella di fonti dati ai fini della comparazione selezionare, ai fini di una opportuna graduazione di indicatori da un lato all'altro. 75 degli interventi nel tempo, quegli scarichi più prossimi e più impattanti ai corpi idrici con stato
Le operazioni di interrogazione ed analisi messe a disposizione dell'utente: • selezione di tutti gli scarichi relativi ad una determinata stazione e/o corpo idrico; • visualizzazione del percorso tra uno scarico e il corpo idrico ricettore di interesse e calcolo della relativa distanza lungo il flusso; • per un determinato corpo idrico e/o stazione calcolo di indici predefiniti relativi ai fattori di pressione, come: • pressione espressa in AE degli scarichi che si immettono nel corpo idrico selezionato (somma degli AE di tutti gli scarichi), • costo complessivo per l'adeguamento degli scarichi che si immettono nel corpo idrico selezionato (somma del costo per i singoli scarichi). 76 Implementazione del Sistema delle Acque Superficiali nell'ambito del Progetto INTERREG – ACQUAMED. Sviluppo di funzionalità GIS
Implementazione del Sistema delle Acque Superficiali nell'ambito del Progetto INTERREG – ACQUAMED. Sviluppo di funzionalità GIS. 77
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Analisi territoriale Creazione di una tabella riepilogativa del contributo degli scarichi selezionati dalla procedura espressi in AE e suddivisi per corpo idrico. L’analisi del contesto territoriale, tramite la toolbar, progettata dal SIRA e realizzata da Etelnet nell’ambito del progetto Aquamed, consente di mettere in relazione un tratto di corpo idrico, caratterizzato da un ben preciso stato ecologico (es. : tramite l’indice SECA (Stato Ecologico Corsi d’Acqua) che si ottiene dall’incrocio dei due indici LIM (Livello di Inquinamento da Macrodescrittori) e IBE (Indice Biotico Esteso)), con gli scarichi che lo interessano, a loro volta caratterizzati dai rispettivi carichi inquinanti e costi di mitigazione, consentendo di definire delle priorità di intervento per la sua bonifica e miglioramento qualitativo. L’utlizzo di tali tecnologie, per cui il SIRA della Toscana risultra trai centri di eccellenza a livello nazionale, consente, con efficacia ed in maniera documentabile, di supportare le 81 decisioni sia per investimenti per la
Catasto edifici Per la modellazione dei campi E. M. e per la stima degli edifici e della popolazione esposti a rumore, sono stati ricostruiti i volumi edificati dalla CTR 1: 10. 000, ed agli edifici residenziali è stata attribuita 82 la popolazione
Livelli di campo generati da elettrodotti e popolazione esposta Nell’ambito di apposita convenzione con IFAC (ex CNRIROE) è stato realizzato il software PLEIA di stima dei valori campo EM generato, sulla base dei dati tecnici che descrivono l'elettrodotto. 83
CONVENZIONE TRA L’ARPAT E L’IFAC PER LO SVILUPPO DI UN SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE PREVENTIVA DELL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO AMBIENTALE A BASSISSIMA FREQUENZA Catasto delle sorgenti Applicazione di calcolo e strumenti collegati Inserimento e consultazione dati nel catasto Cartografia, DTM e GIS
Struttura CERT • Sicurezza: unico punto di accesso all’archivio; isolamento DBMS dalla rete Internet. • Flessibilità: semplicità di migrazione a DBMS diversi, facilità implementazione diverse architetture. • Modularità: semplicità di manutenzione e sviluppo. • Standardizzazione: le applicazioni di calcolo e quelle di manutenzione- consultazione dell’archivio utilizzano dei servizi standardizzati forniti dall’application server 85
Applicazione di calcolo dei campi • Struttura modulare. • Utilizzo di file di interscambio in formato testo. • Utilizzo di un modello del terreno (attraverso lo stesso application server che permette di accedere all’archivio) che copre tutta la Toscana. Molteplici modalità di calcolo (determinazione curve isolivello ad una specifica altezza dal suolo, determinazione fasce di rispetto di primo e secondo livello…). Generazione dei risultati del calcolo in file georeferenziati e leggibili con programmi CAD/GIS (shp, dwg). Strumenti accessori: visualizzazione profilo del terreno e dei conduttori, calcolo parametro di tesatura conduttori… • • • 86
Le applicazioni del SIRA Il personale tecnico del SIRA è coinvolto nella progettazione e nella gestione delle applicazioni informatiche per la raccolta, gestione, uso del patrimonio informativo ambientale, funzionale alle esigenze conoscitive degli Enti con competenza di governo del territorio, e della stessa Agenzia per poter svolgere con maggiore efficacia ed efficienza i propri compiti istituzionali finalizzati alla protezione dell’ambiente. Per tali 87 compiti sono richieste peculiari
La piramide dei dati Processi Direzionali: se concorrono alla definizione degli obiettivi strategici. Processi Gestionali: se concorrono alla traduzione degli obiettivi in criteri di gestione ed effettuano il controllo del raggiungimento di tali obiettivi. Processi Operativi: se concorrono all’attuazione degli obiettivi. La quantità ed il dettaglio delle informazioni necessarie è significativamente diverso ai diversi livelli. Le esigenze conoscitive dei processi direzionali, ad esempio, richiedono il popolamento di indicatori che con estrema sintesi riescano a veicolare enormi quantità di "informazione". 88
Perseguire la qualità del dato Strategia che il SIRA cerca di perseguire è la progettazione di strumenti di informatizzazione in modo da catturare il dato durante i processi che lo producono: ad esempio ARPALAB a supporto delle attività di laboratorio. Attraverso una reingegnerizzazione dei processi operativi si garantisce una efficace costruzione del dato, adeguato a supportare le esigenze conoscitive anche dei processi 89
Perseguire la qualità del dato Anche per supportare i processi operativi delle Province per l’autorizzazione di nuove pressioni ambientali (scarichi, emissioni, spandimento fanghi, gestione rifiuti) erano state sviluppate procedure in grado di catturare il dato di interesse del SIRA e di garantire il popolamento di indicatori di sintesi per I processi gestionali e decisionali. Purtroppo le Province Toscane non hanno utilizzato il SW fornito gratuitamente. 90
Web. Impianti ARPAT sta ora realizzando il sistema Web. Impianti, che sostituirà le applicazioni a suo tempo sviluppate per le Province (e da queste mai usate). I tempi sono maturi per impostare tale sistema intorno ad una Anagrafica centrale e comune ai diversi settori tematici: la stessa APAT si sta attrezzando per la realizzazione di una “Anagrafica Intertematica”, nell’ambito del Lo scopo è di avere un riferimento ufficiale progetto Ca. Ri. Na. ed univoco per tutte le Aziende di (Catasto dei Rifiuti Nazionale). interesse “ambientale”, perseguendo una efficace integrazione dei dati su base anagrafica. Ed a questa anagrafe associare tutte le informazioni utili a documentare il più esaustivamente 91 possibile ciascuna azienda.
L’idea è poter associare a ciascuna entità, univocamente definita, tutte le conoscenze acquisite nel corso delle diverse attività: istruttorie, ispezioni… e poter costruire uno schedario informatizzato in cui inserire tutte le informazioni che, nelle più diverse maniere, si vanno raccogliendo relativamente alle Aziende disseminate nel territorio. Aziende a rischio di incidente rilevante, aziende che gestiscono rifiuti, aziende che detengono PCB, aziende che emettono in atmosfera, che scaricano in corpi idrici, che consumano energia, acqua, che producono rifiuti…. Condividendo l’accesso (e potenzialmente il popolamento) del sistema anche con Province, 92 ASL, ecc.
Si vuole costruire un nucleo centrale con tutti i dati anagrafici (da gestirsi con le opportune storicizzazioni, a seguito di cessazioni, cessioni, cambi di ragione sociale, ecc. ) delle Aziende, delle loro Unità Locali, e, ove opportuno e necessario, degli Su tale struttura si andranno ad aggiungere una serie di moduli, impianti presenti presso implementabili nel tempo, destinati ad accogliere e gestire i dati ciascuna Unità Locale. tecnici (anch’essi storicizzati) relativi ad una particolare “prospettiva”: in tal modo si può garantire sempre una visione 93 “integrata” della azienda.
Un primo impianto della componente anagrafica sarà costruito a partire dalle anagrafiche delle dichiarazioni MUD o dalle anagrafiche del Registro Imprese (entrambe le banche dati sono disponibili), ed a questo, in prima battuta, riferire tutti i dati tecnici disponibili relativamente alle attività di gestione rifiuti, di detenzione PCB, e, prossimamente, di produzione rifiuti (MUD). Insomma, per cominciare, 94 i dati della Sezione del
A tale Catasto, poi, i colleghi dei Dipartimenti potranno associare tutti i dati raccolti in occasione delle attività istruttorie, in occasione di progetti di approfondimento conoscitivo e di controllo (es. : Progetto 14), o derivanti dagli esiti di attività analitiche (dei rifiuti stoccati, ma anche dei prodotti delle attività di gestione, piuttosto che, in futuro, delle emissioni o degli scarichi). Tale Catasto troverà poi un naturale utilizzo anche come riferimento per altri “strumenti di gestione di informazione”, dal sistema di protocollazione e gestione documentale, al sistema di rilevamento attività, o per agganciarvi eventuali campioni gestiti con ARPALAB, ecc. Come, in prospettiva, deve sempre di più avvenire anche per il Catasto 95































































































