METODOLOGIE DIDATTICHE E VALUTAZIONE NELLA SCUOLA INCLUSIVA Venezia

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“ METODOLOGIE DIDATTICHE E VALUTAZIONE NELLA SCUOLA INCLUSIVA” Venezia 17/11/17 – 18/01/18 nn Barbara Baschiera Ph. D. University of Malta Department of Inclusion and Access to Learning barbara. baschiera@um. edu. mt barbara-baschiera@unive. it

Partiamo con un VIDEO https: //www. youtube. com/watch? v=Krm_d. Abtg. FE Differenze. 7 miliardi

Partiamo con un VIDEO https: //www. youtube. com/watch? v=Krm_d. Abtg. FE Differenze. 7 miliardi di Altri [IT]

BES = Difficoltà di apprendimento “qualsiasi difficoltà riscontrata da uno studente durante la sua

BES = Difficoltà di apprendimento “qualsiasi difficoltà riscontrata da uno studente durante la sua carriera scolastica” (Cornoldi, 1999, p. 7) …dovuta a un complesso variegato di cause individuali e contestuali. “Le difficoltà scolastiche sono di tanti tipi diversi e spesso non sono la conseguenza di una causa specifica, ma sono dovute al concorso di molti fattori che riguardano sia lo studente, sia il contesto in cui si trova” (Cornoldi, op. cit. , p. 8)

BES = Difficoltà di apprendimento Situazione a livello organico, biologico, familiare, sociale, ambientale, contestuale,

BES = Difficoltà di apprendimento Situazione a livello organico, biologico, familiare, sociale, ambientale, contestuale, (p. e. sindrome di Down, ritardo cognitivo, conflitti familiari, background culturale deprivato, reazioni emotive/comportamentali disturbate…) + altri fattori (personali e/o contestuali cfr. ICF) = ostacolo all’apprendimento e allo sviluppo (bisogni speciali di appartenenza, identità, valorizzazione, accettazione) Difficoltà globali e pervasive (autismo) o specifiche (dislessia), o settoriali (disturbi del linguaggio, ansia), gravi o leggere, permanenti o transitorie

I fondamenti delle pratiche educative inclusive 1. Fondamenti epistemologici 1. Fondamenti valoriali 2. Fondamenti

I fondamenti delle pratiche educative inclusive 1. Fondamenti epistemologici 1. Fondamenti valoriali 2. Fondamenti metodologici Tessaro, 2012

1. I fondamenti epistemologici Attenti ai dilemmi connessi al riconoscimento dell’identità della persona tra

1. I fondamenti epistemologici Attenti ai dilemmi connessi al riconoscimento dell’identità della persona tra DIFFERENZA [dal lat. differre «portare di qua e di là, portare in varie direzioni» , comp. di dis-1 e ferre «portare» ] e DIVERSITA’ [lat. divĕrsus, propr. part. pass. di divertĕre «deviare» , comp. di di(s)-1 e vertĕre «volgere» ]

Proprio per la sua differenza, ogni persona deve poter realizzarsi ed espandersi in tutta

Proprio per la sua differenza, ogni persona deve poter realizzarsi ed espandersi in tutta la sua originale pienezza, affermandosi come “differente” non solo dagli altri ma anche da se stessa, dai propri limiti, dal proprio vissuto, dal proprio ambiente.

2. I fondamenti Valoriali Indirizzati all’educabilità della persona, nella ricerca, scoperta e sviluppo del

2. I fondamenti Valoriali Indirizzati all’educabilità della persona, nella ricerca, scoperta e sviluppo del potenziale formativo personale, mediante strategie e percorsi inclusivi

E’ compito degli insegnanti scoprire i talenti dei propri allievi, valorizzarli impostando una azione

E’ compito degli insegnanti scoprire i talenti dei propri allievi, valorizzarli impostando una azione educativa di sviluppo personale, intellettivo, socio-relazionale e affettivo

3. I fondamenti metodologici Per la costruzione di curricoli che integrano individualizzazione dell’insegnamento e

3. I fondamenti metodologici Per la costruzione di curricoli che integrano individualizzazione dell’insegnamento e personalizzazione dell’apprendimento

Personalizzazione = Lo studente incorpora la proposta formativa rivolta a tutti, interpretandola entro propri

Personalizzazione = Lo studente incorpora la proposta formativa rivolta a tutti, interpretandola entro propri quadri di riferimento concettuali e linguistici, sviluppando le proprie attitudini e coltivando i propri potenziali

Le indispensabili qualità dei “progressive teachers” 1. Umiltà (per evitare il radicamento nel circuito

Le indispensabili qualità dei “progressive teachers” 1. Umiltà (per evitare il radicamento nel circuito della “mia verità”) 2. Amorevolezza (nei confronti degli studenti e del processo dell’insegnamento) 3. Coraggio (per lavorare contro i miti che ci deformano e sostenere le nostre scelte pedagogiche) 4. Tolleranza (che ci permette di con-vivere con le differenze ) 5. Risolutezza (implica la responsabilità) 6. Tensione tra la pazienza e l’impazienza 7. Parsimonia verbale 8. Gioia di vivere Freire (1998)

Le indispensabili qualità dei “progressive teachers” Per una scuola che pensa, che partecipa, che

Le indispensabili qualità dei “progressive teachers” Per una scuola che pensa, che partecipa, che crea, che parla, che ama, che immagina, che con passione dice sì alla vita! Freire (1998)

Le indispensabili qualità dei “progressive teachers” “Cosa posso fare? Sia che mi chiamino insegnante

Le indispensabili qualità dei “progressive teachers” “Cosa posso fare? Sia che mi chiamino insegnante o mamma premurosa, rimango sottopagato, disgustato e disinteressato”. Questa è la posizione più conveniente, ma è anche la posizione di qualcuno che ha smesso di lottare, che ha smesso di scrivere la storia. Freire (1998)

Prima di proseguire prendiamo in considerazione il nostro personale stile inclusivo di insegnamento

Prima di proseguire prendiamo in considerazione il nostro personale stile inclusivo di insegnamento

Creiamo mini gruppi (possibilmente per appartenenza allo stesso Cd. C) SCHEDA SK 0 Scegliamo

Creiamo mini gruppi (possibilmente per appartenenza allo stesso Cd. C) SCHEDA SK 0 Scegliamo la classe su cui lavorare

La classe che abbiamo scelto STUDENTI SENZA DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO O CON DIFFICOLTA’ DI

La classe che abbiamo scelto STUDENTI SENZA DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO O CON DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO ORDINARIE STUDENTI CON GRAVI DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

La classe che abbiamo scelto Bisogni di autorealizzazioane: essere soddisfatti di se stessi e

La classe che abbiamo scelto Bisogni di autorealizzazioane: essere soddisfatti di se stessi e sviluppare le proprie potenzialità Bisogni estetici: simmetria, ordine e bellezza Bisogni cognitivi: conoscere, capire ed esplorare Bisogni di stima: raggiungere le mete, essere competente e ottenere approvazione e riconoscimento Bisogni di appartenenza e di amore: aggregarsi in gruppi, venire accettati e sentirsi di appartenere al gruppo Bisogni di sicurezza: sentirsi sicuri e salvi, fuori da ogni pericolo Bisogni fisiologici: fame, sete e così via

SCHEDA SK 1: IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO ALLIEVI CON BES Per la CONDIVISIONE di

SCHEDA SK 1: IL PROFILO DI FUNZIONAMENTO ALLIEVI CON BES Per la CONDIVISIONE di STRATEGIE didattiche (Bagnariol, 2017)

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES (Bagnariol, 2017)

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES (Bagnariol, 2017)

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES STRUTTURA REGISTRO DI

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES STRUTTURA REGISTRO DI FUNZIONAMENTO CLASSE BES CAMPO VALUTAZIONE DATI GENERALI DOCENTE/I TIPOLOGIA BES DOCENTE/I PROFILO SOCIO RELAZIONALE DOCENTE/I + ALLIEVI PROFILO COGNITIVO APPRENDITIVO DOCENTE/I + ALLIEVI PROFILO OPERATIVOMOTORIO DOCENTE/I (Bagnariol, 2017)

PROFILO DELLO STUDENTE Potenzialità Difficoltà Profilo relazionale Profilo cognitivo Profilo operativo-motorio Rendimento

PROFILO DELLO STUDENTE Potenzialità Difficoltà Profilo relazionale Profilo cognitivo Profilo operativo-motorio Rendimento

SCHEDA 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES IMPATTO SOCIALE

SCHEDA 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES IMPATTO SOCIALE

Le relazioni sociali dello studente Il sociogramma di Moreno = rappresentazione grafica delle relazioni

Le relazioni sociali dello studente Il sociogramma di Moreno = rappresentazione grafica delle relazioni interpersonali all’interno del gruppo classe Il questionario sociometrico

Le relazioni sociali dello studente Il foglio di calcolo dell’impatto sociale

Le relazioni sociali dello studente Il foglio di calcolo dell’impatto sociale

Le relazioni sociali dello studente Punteggi e impatto sociale POPOLARITA' * molto polare: scelte

Le relazioni sociali dello studente Punteggi e impatto sociale POPOLARITA' * molto polare: scelte ottenute > 20 mediamente popolare: 20 < scelte ottenute < 10 poco popolare: 9 < scelte ottenute < 1 rifiutato: 0 scelte ottenute

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES REGISTRO DEI PROFILI

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES REGISTRO DEI PROFILI COGNITIVO-APPRENDITIVI

STILE PERCETTIVO DI APPRENDIMENTO CANALI SENSORIALI E APPRENDIMENTO

STILE PERCETTIVO DI APPRENDIMENTO CANALI SENSORIALI E APPRENDIMENTO

GLI STILI COGNITIVI (CORNOLDI) Stile cognitivo PERCEZIONE RAGIONAMENTO MEMORIA ANALITICO GLOBALE DIP. DAL CAMPO

GLI STILI COGNITIVI (CORNOLDI) Stile cognitivo PERCEZIONE RAGIONAMENTO MEMORIA ANALITICO GLOBALE DIP. DAL CAMPO INDIP. DAL CAMPO SISTEMATICO INTUITIVO IMPULSIVO RIFLESSIVO CONVERGENTE DIVERGENTE VISUALE VERBALE (

Per arrivare ad un insegnamento non più centrato sulla prestazione, ma sugli aspetti qualitativi

Per arrivare ad un insegnamento non più centrato sulla prestazione, ma sugli aspetti qualitativi del processo di apprendimento, è necessario che il docente impari a variare e ad incrementare il proprio repertorio di metodi d'insegnamento, fornendo una molteplicità di situazioni stimolo, tale da permettere ad ogni studente sia di utilizzare il suo stile, sia di cimentarsi con stili e strategie d'apprendimento diversi da quello personale, potenziando entrambi. Partendo dallo stile cognitivo predominante dei ragazzi con BES, i docenti potrebbero avvicinare gli obiettivi di classe alle loro potenzialità, favorirne l'integrazione nel gruppo dei coetanei e dare un senso reale al loro inserimento in una scuola inclusiva.

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE VISIVO-VERBALE Far prendere appunti in classe

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE VISIVO-VERBALE Far prendere appunti in classe e farli rileggere a casa far riassumere per iscritto quanto si è letto far prendere nota delle istruzioni per i compiti e le lezioni accompagnare grafici e diagrammi del materiale didattico con spiegazioni scritte in generale elencare per iscritto ciò che si desidera ricordare istruzioni o spiegazioni scritte (Bagnariol, 2017)

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE VISIVO- NON VERBALE Promuovere l’utilizzo di

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE VISIVO- NON VERBALE Promuovere l’utilizzo di disegni, mappe multimediali in cui inserire parole-chiave, immagini, grafici ecc. . per ricordare i termini e per riassumere il materiale da studiare Promuovere l’uso del colore nel testo per evidenziare le parolechiave e nelle mappe multimediali per differenziare i diversi contenuti e livelli gerarchici Far leggere gli indici testuali prima di leggere il capitolo di un libro Promuovere l’utilizzo di immagini mentali di ciò che viene ascoltato o letto, utili per il recupero dei contenuti (Bagnariol, 2017)

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE UDITIVO saper catturare l’attenzione alle spiegazioni

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE UDITIVO saper catturare l’attenzione alle spiegazioni in classe far verbalizzare verbalmente agli studenti le conoscenze pregresse su un dato argomento ripetere oralmente più volte registrare le proprie lezioni Trasformare le pagine del libro in formato audio per poi ascoltarle promuovere l’utilizzo della sintesi vocale per la lettura Utilizzare audiolibri per leggere i libri di narrativa Far lavorare gli studenti a coppie facendo leggere uno de due (Bagnariol, 2017)

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE CINESTESICO Fare prove pratiche nelle materie

ALCUNE STRATEGIE DI INSEGNAMENTO PER STUDENTI CON STILE CINESTESICO Fare prove pratiche nelle materie in cui è possibile trasformare in pratica ciò che si deve studiare Far costruire mappe, grafici, diagrammi di ciò che si studia Suddividere in maniera chiara i momenti di Studio da quelli di pausa Alternare momenti in cui gli studenti stanno seduti a momenti in cui ci si alza (Bagnariol, 2017)

Il questionario degli stili di apprendimento degli studenti

Il questionario degli stili di apprendimento degli studenti

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES IL “FARE”: IL

SCHEDA SK 2: IL REGISTRO DEI FUNZIONAMENTI DELLA CLASSE CON BES IL “FARE”: IL PROFILO OPERATIVO - MOTORIO

SCHEDA SK 3: CREIAMO LE COPPIE DI STUDENTI (Bagnariol, 2017)

SCHEDA SK 3: CREIAMO LE COPPIE DI STUDENTI (Bagnariol, 2017)

SCHEDA SK 5: PROGETTIAMO UNA UNITA’ di APPRENDIMENTO OBIETTIVI METODI/STRATEGIE DIDATTICHE SPAZI, TEMPI e

SCHEDA SK 5: PROGETTIAMO UNA UNITA’ di APPRENDIMENTO OBIETTIVI METODI/STRATEGIE DIDATTICHE SPAZI, TEMPI e MATERIALI (Bagnariol, 2017)

MODALITA’ DI APPRENDIMENTO

MODALITA’ DI APPRENDIMENTO

COME SI APPRENDE NELLE NOSTRE CLASSI CON BES 1 Lezione frontale 97% 2 Discussione

COME SI APPRENDE NELLE NOSTRE CLASSI CON BES 1 Lezione frontale 97% 2 Discussione del grande gruppo Schede didattiche Laboratori informatici e ICT Uscite didattiche Gioco libero Tutoring Lavoro di gruppo Gioco mirato Cooperative Learning 78, 1% 3 4 5 6 7 8 9 10 11 71, 3% 55, 3% 54, 3% 51, 2% 48, 5% 47, 4% 46, 1% 41, 2% 31, 2%

L’INSEGNANTE DIDATTICA TRADIZIONALE DIDATTICA ATTIVA E INCLUSIVA DOCENTE SAPERE DOCENTE ALLIEVO Docente unica fonte

L’INSEGNANTE DIDATTICA TRADIZIONALE DIDATTICA ATTIVA E INCLUSIVA DOCENTE SAPERE DOCENTE ALLIEVO Docente unica fonte del sapere Didattica trasmissiva SAPERE DOCENTE Docente co-costruttore del sapere Talent scout Osservatore e valutatore dell’apprendim DIDATTICA PER COMPETENZE

DIDATTICA PER COMPETENZE CONOSCENZE • risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. • Le conoscenze

DIDATTICA PER COMPETENZE CONOSCENZE • risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. • Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche ABILITA’ • indicano le capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche (comprendenti l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti).

DIDATTICA PER COMPETENZE VALUTARE PER COMPETENZE • “per valutare le competenze si tratta di

DIDATTICA PER COMPETENZE VALUTARE PER COMPETENZE • “per valutare le competenze si tratta di riconoscere assieme al soggetto non solo ciò che sa (conoscenze) e ciò che sa fare con ciò che sa (abilità) ma soprattutto perché lo fa (scopo, motivazioni) e che cosa potrebbe fare (strategie, scenari) con ciò che sa e che sa fare” Tessaro, 2012

DIDATTICA PER COMPETENZE TECNICHE ATTIVE: • – Simulative (role play, recite, copioni, . .

DIDATTICA PER COMPETENZE TECNICHE ATTIVE: • – Simulative (role play, recite, copioni, . . . ) • – Analitiche (studi di caso /autocaso / autobiografie …) • – Narrative (racconti, storie, …) • – Problemiche (situazioni critiche / incident, . . . ) • – Proattive (brainstorming, progetti, …) • – Relazionali (cooperative learning, peer tutoring) • – Esecutive (dimostrazioni, esercitazioni)

DIDATTICA PER COMPETENZE TECNICHE ATTIVE: • – Simulative (role play, recite, copioni, . .

DIDATTICA PER COMPETENZE TECNICHE ATTIVE: • – Simulative (role play, recite, copioni, . . . ) • – Analitiche (studi di caso /autocaso / autobiografie …) • – Narrative (racconti, storie, …) • – Problemiche (situazioni critiche / incident, . . . ) • – Proattive (brainstorming, progetti, …) • – Relazionali (cooperative learning, peer tutoring) • – Esecutive (dimostrazioni, esercitazioni)

DIDATTICA PER COMPETENZE Didattica Tradizionale Didattica per i BES Situazioni decontestualizzate Applicazione delle conoscenze

DIDATTICA PER COMPETENZE Didattica Tradizionale Didattica per i BES Situazioni decontestualizzate Applicazione delle conoscenze a situazioni REALI (AUTENTICHE) Cio’ che il ragazzo sa fare con cio’ che sa, perché lo fa cosa potrebbe fare con cio’ che sa Cio’ che sa riprodurre Co-costruzione e sviluppo della competenza (Coop L) Ricordo di conoscenze Riflessione Prodotto PROCESSO

Cooperative Learning vs. Altre Forme di Apprendimento v Il Cooperative learning è solo uno

Cooperative Learning vs. Altre Forme di Apprendimento v Il Cooperative learning è solo uno dei tanti modi utilizzati per strutturare l’apprendimento. v Altre tipologie includono: v. Apprendimento individualistico (goals individuali – viene premiato il prodotto personale) v. Apprendimento competitivo (mors tua vita mea – si raggiunge uno scopo solo con il fallimento dell’altro – solo il vincitore viene premiato) v Il Cooperative learning rappresenta forse la più importante tra le tipologie di apprendimento, ma è la meno usata a scuola (<20%)

Cooperative Learning Si tratta di un metodo di insegnamento e apprenimento in cui gli

Cooperative Learning Si tratta di un metodo di insegnamento e apprenimento in cui gli studenti lavorano assieme in piccoli truppi e apprendono grazie alla reciproca interazione mentre l’insegnante guida il processo. E’ una strategia che funziona con piccoli gruppi di livello misto e fa uso di una varietà di attività volte ad incrementare la comprensione di una disciplina. Ogni membro del gruppo non solo deve imparare ciò che gli viene insegnato, ma deve anche aiutare gli altri componenti ad imparare.

Non tutti i gruppi di apprendimento sono gruppi cooperativi • C’è chi discute e

Non tutti i gruppi di apprendimento sono gruppi cooperativi • C’è chi discute e non fa gruppo • C’è chi è troppo timido per partecipare • C’è chi fa il lavoro, mentre qualcun altro parla di sport • C’è chi ha molto talento e ordina agli altri cosa fare, o lavora separatamente ignorandoli

La Cooperazione efficace • …non capita per caso • …non può dare per scontato

La Cooperazione efficace • …non capita per caso • …non può dare per scontato che tutti I partecipanti siano in grado di collaborare e socializzare • …avviene solo se si strutturano le attività, seguendo alcuni requisiti

5 Elementi chiave per Costruire Gruppi di Apprendimento Efficaci • • • Interdipendenza positiva

5 Elementi chiave per Costruire Gruppi di Apprendimento Efficaci • • • Interdipendenza positiva Valutazione individuale e di gruppo Analisi metacognitiva dei processi Competenze socali Interazione faccia a faccia Johnson & Johnson

Social skills da insegnare: Presa di decisione Costruzione della fiducia Condivisione della leadership Comunicazione

Social skills da insegnare: Presa di decisione Costruzione della fiducia Condivisione della leadership Comunicazione Gestione dei conflitti

In sintesi Il Cooperative Learning è una relazione che avviene tra un gruppo di

In sintesi Il Cooperative Learning è una relazione che avviene tra un gruppo di studenti che richiede - Interdipendenza positiva (nuotiamo assieme o affoghiamo) - Valutazione individuale e di gruppo - Competenze sociali (comunicazione, fiducia, leadership distribuita, presa di decisione, risoluzione dei conflitti) - Interazione faccia a faccia - Meta-riflessione sui processi messi in atto (come il gruppo ha funzionato e come avrebbe potuto lavorare meglio).

Quali sono le differenze? Gruppi Cooperativi Gruppi Tradizionali Interdipendenza positiva Non c’è interdependenza Valutazione

Quali sono le differenze? Gruppi Cooperativi Gruppi Tradizionali Interdipendenza positiva Non c’è interdependenza Valutazione individuale e di gruppo Valutazione di gruppo Gruppi eterogenei Gruppi omogenei Leadership distribuita Un leader Responsabilità condivisa Responsabilità individuale Insegnamento diretto delle competenze Sociali Competenze sociali ignorate/date per scontato L’insegnante interviene e guida L’insegnante “tradizionale” Aiuto reciproco Competitività Meta-riflessione Inconsapevolezza dei processi messi in atto

Il. Cooperative Learning: • • Segue un approccio costruttivista Supporta il multiculturalismo Promuove lo

Il. Cooperative Learning: • • Segue un approccio costruttivista Supporta il multiculturalismo Promuove lo sviluppo sociale Fornisce più di un “insegnante”

Per pianificare attività di apprendimento cooperativo Quali sono gli obiettivi della attività? Chi interagirà?

Per pianificare attività di apprendimento cooperativo Quali sono gli obiettivi della attività? Chi interagirà? Come formiamo coppie/gruppi? Cosa facciamo prima di iniziare la attività ? Come la sviluppiamo? Come la chiudiamo? Tempistica Materiali

References David and Roger Johnson. "Cooperative Learning. " [Online] 15 October 2001. http: //www.

References David and Roger Johnson. "Cooperative Learning. " [Online] 15 October 2001. http: //www. clcrc. com/pages/cl. html David and Roger Johnson. "An Overview of Cooperative Learning. " [Online] 15 October 2001. http: //www. clcrc. com/pages/overviewpaper. html Howard Community College's Teaching Resources. "Ideas on Cooperative Learning and the use of Small Groups. " [Online] 15 October 2001. http: //www. howardcc. edu/profdev/resources/learning/groups 1. htm Kagan, Spencer. "Kagan Structures for Emotional Intelligence. " [Online] 15 October 2001. "http: //www. kagancooplearn. com/Newsletter/1001/index. html College Level One — Collaborative Learning Page. On the web at: http: //www. wcer. wisc. edu/nise/cl 1/CL/resource/R 1. asp Panitz, T. (1996). A Definition of Collaborative vs Cooperative Learning. On the web at: http: //www. lgu. ac. uk/deliberations/collab. learning/panitz 2. html

 • WHAT CHILDREN CAN DO TOGETHER TODAY, THEY CAN DO ALONE TOMORROW. –

• WHAT CHILDREN CAN DO TOGETHER TODAY, THEY CAN DO ALONE TOMORROW. – Vygotsky, 1965

DIDATTICA PER COMPETENZE CONOSCENZE • risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. • Le conoscenze

DIDATTICA PER COMPETENZE CONOSCENZE • risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. • Le conoscenze sono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche ABILITA’ • indicano le capacità di applicare conoscenze e di utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche (comprendenti l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti).

DIDATTICA PER COMPETENZE VALUTARE PER COMPETENZE • “per valutare le competenze si tratta di

DIDATTICA PER COMPETENZE VALUTARE PER COMPETENZE • “per valutare le competenze si tratta di riconoscere assieme al soggetto non solo ciò che sa (conoscenze) e ciò che sa fare con ciò che sa (abilità) ma soprattutto perché lo fa (scopo, motivazioni) e che cosa potrebbe fare (strategie, scenari) con ciò che sa e che sa fare” Tessaro, 2012

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • -Realizzare un pieghevole per il lancio

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • -Realizzare un pieghevole per il lancio di una campagna di prevenzione (alcolismo –droga); • -Organizzare un torneo sportivo con finalità solidali; • -Organizzare una fiera del dolce per la solidarietà; • -Intervista impossibile ad un autore della letteratura o a un personaggio storico studiato; • -Organizzare un incontro con i compagni delle classi quinte della scuola primaria per spiegare le caratteristiche del percorso scolastico della secondaria; • -Scrivere la recensione di un libro di un autore locale; • -Prendere parte ai vari Progetti della scuola.

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • -Scrivere le istruzioni di funzionamento della

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • -Scrivere le istruzioni di funzionamento della macchina erogatrice di bibite e merendine; • -Organizzare una gita scolastica; • -Scrivere una scena da rappresentare; • -Scrivere il biglietto d’invito ad una festa; • -Organizzare la visita ad un museo; • -Realizzare una guida per la sicurezza sulla strada; • -Realizzare un volantino per la guida turistica della propria città; • -Descrivere la classe; • -Spiegare come si realizza un esperimento scientifico in laboratorio; • -Spiegare le regole di un gioco;

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • COMPITO DI REALTA’ “Raccontiamo la nostra

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • COMPITO DI REALTA’ “Raccontiamo la nostra scuola” • • CONSEGNA Organizza la mattinata incontro Scuola Primaria / Secondaria • • INDICAZIONI DA SEGUIRE: -Crea uno striscione per invogliare gli alunni a frequentare la nostra scuola (usa acrostici, rime, fantasia); -Prepara un distintivo da distribuire agli alunni di quinta che dovranno appuntare sulla felpa per tutta la durata dell’incontro; -Prepara una tabella con le materie e le ore di lezione corrispondenti; -Dai loro qualche consiglio sul metodo di studio appreso (usa il diagramma di flusso); -Fornisci informazioni sulla tua classe (prepara una pianta della classe in scala, colora sulla pianta i banchi in modo differente in base alla scuola di provenienza, ai ripetenti, . . . ); -Dai indicazioni sul materiale occorrente il primo giorno di scuola; -Dai consigli pratici (insegnanti, regole, …); -Presenta qualche parola appresa nella seconda lingua studiata; -Dai dei consigli per reperire altre informazioni sulla scuola. • •

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • COMPITO DI REALTA’ “Io giornalista” •

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • COMPITO DI REALTA’ “Io giornalista” • CONSEGNA • Sei un giornalista. Il quotidiano per il quale lavori ha iniziato a pubblicare una serie di articoli intorno al tema “Stati Uniti: terra di libertà? ” Sei incaricato di redigere un articolo concernente il periodo storico che va dalla fine del XVIII alla fine del XIX secolo. Hai intenzione di intervistare un importante storico americano e per prepararti hai raccolto qualche documento sulla storia di questo periodo. • INDICAZIONI DA SEGUIRE: • Formula 5 domande che possono scaturire dall’analisi e dal confronto di questi documenti ed organizzale come traccia per la tua intervista. Le domande da porre allo storico saranno costruite a partire da questa prima traccia. • Non dimenticare di ricorrere ai concetti visti in classe (contenuti disciplinari: colonizzazione, crisi/crescita, migrazione, stratificazione sociale, liberalismo, democrazia/autoritarismo).

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • COMPITO DI REALTA’ “La dieta mediterranea”

DIDATTICA PER COMPETENZE: I compiti di realtà • COMPITO DI REALTA’ “La dieta mediterranea” • CONSEGNA • Creare un menu mediterraneo INDICAZIONI DA SEGUIRE: Sei uno chef Crea un powerpointche illustri il menu elaborato Puoi utilizzare internet, libri di testo, riviste, ricette Il documento dovrà contenere almeno 10 slide e due ricette (una giornaliera e una delle feste) • Le ricette devono contenere tutti gli ingredienti rappresentativi del territorio mediterraneo nel rispetto della stagionalità • Realizza il tuo menu (Buon appetito!!) • • •

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Didattica interculturale delle discipline (Fiorucci, 2015) STORIA: • nell’insegnamento

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Didattica interculturale delle discipline (Fiorucci, 2015) STORIA: • nell’insegnamento della storia vi sarebbe da rivisitare il tema della scoperta/conquista dell’America e degli incontri tra popoli nell’età di Colombo; • vi sarebbe da riconsiderare la vicenda delle crociate anche attraverso il punto di vista degli storici arabi, • vi sarebbe da riscoprire la storia stessa del “Mediterraneo” come spazio di dialogo e di incontro tra civiltà; • sarebbe importante rileggere lo stretto rapporto che lega da sempre Europa ed Asia così come sarebbe necessario rivisitare • l’esperienza coloniale italiana e la triste stagione del razzismo di Stato;

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Didattica interculturale delle discipline (Fiorucci, 2015) • per l’insegnamento

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Didattica interculturale delle discipline (Fiorucci, 2015) • per l’insegnamento della GEOGRAFIA si pensi al ruolo che potrebbe svolgere la conoscenza anche di altre rappresentazioni cartografiche del mondo come, per esempio, quella proposta da Arno Peters; • Per l’insegnamento della MATEMATICA si pensi alle molteplici influenze culturali che ne hanno determinato lo sviluppo, ecc. ; • per la MUSICA si pensi alla dimensione interculturale del jazz, del blues e della world music; • Per la LETTERATURA la rilettura in chiave interculturale degli autori della nostra tradizione letteraria; il colonialismo nella letteratura italiana; la rappresentazione del mondo non occidentale presente nelle opere degli scrittori italiani ed europei; il tema dell’emigrazione italiana; la letteratura italiana della migrazione; autori non italiani;

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Progettare uno scaffale interculturale con: - Libri su paesi

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Progettare uno scaffale interculturale con: - Libri su paesi e culture differenti - Fiabe e leggende del mondo - Libri in lingua d’origine - Libri bilingue - Classici tradotti in tutte le lingue - Libri multiculturali (racconti, romanzi, narrativa) - Storie di immigrazione - Autobiografie di immigrati - Materiali multimediali - Materiale per l’insegnamento e l’apprendimento dell’Italiano come L 2

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Percorsi di accoglienza Percorsi volti alla conoscenza di differenti

POSSIBILI TEMATICHE PER UDA SULL’INTERCULTURA Percorsi di accoglienza Percorsi volti alla conoscenza di differenti culture: - Lettura di fiabe, romanzi, racconti - Feste (spazio, tempo e cibo) - Autobiografie - Confronto tra religioni e culture (differenze e punti di contatto) - Linguaggi artistici interculturali nell’educazione all’immagine - Utilizzo della musica come linguaggio non verbale interculturale Percorsi volti al decentramento dei punti di vista Percorsi di educazione alla cittadinanza e ai diritti umani Percorsi volti alla prevenzione di stereotipi e pregiudizi

VALUTAZIONE • PIU’ DEL PRODOTTO O LA PERFORMANCE VALUTARE I PROCESSI DEGLI STUDENTI CON

VALUTAZIONE • PIU’ DEL PRODOTTO O LA PERFORMANCE VALUTARE I PROCESSI DEGLI STUDENTI CON BES • Un PROCESSO COGNITIVO è la sequenza dei singoli eventi necessari alla formazione di un qualsiasi contenuto di conoscenza attraverso l'attività della mente VALUTARE LO STUDENTE CON DISABILITA’ IN FIERI MENTRE APPRENDE

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COME SCRIVERE UN PROCESSO NELLA DIDATTICA PER COMPETENZE ESEMPIO di PROCESSO RELAZIONALE COLLABORARE con gli altri instaurando rapporti costruttivi di fiducia e stima reciproca

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