Scena del crimine Dott ssa Jessica Ochs Polizia


















































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Scena del crimine Dott. ssa Jessica Ochs Polizia Scientifica
CRIME SCENE INVESTIGATION Scienze forensi, o forensic sciences “Lo studio e la pratica delle applicazioni della scienza per gli scopi previsti dalla legge”; (American Academy of F. S) Termine dal significato ampio, che comprende campi come la medicina legale, la tossicologia, la psicologia e l’antropologia, la criminologia, così come il lavoro degli esperti di balistica, di impronte digitali, di analisi dei documenti e della voce.
Nel 2006 James e Nordbye avevano tentato di raccoglierle sistematicamente in: • Antropologia forense, l’applicazione dei metodi e delle teorie antropologiche per la risoluzione dei problemi medico-legali. • Archeologia forense, l’applicazione dei metodi dell’archeologia per il recupero dei resti umani e l’interpretazione delle loro associazioni spaziali. • Entomologia forense, lo studio degli insetti in rapporto ai fenomeni trasformativi di un cadavere. • Odontologia forense, l’applicazione delle competenze odontologiche in campo legale. • Patologia forense, specializzazione che si occupa di investigare sulle cause delle lesioni, del tempo, dei mezzi e delle modalità della morte. • Psicologia e psichiatria forense, le scienze della mente in rapporto alla legge. • Tafonomia forense, lo studio dei fenomeni post-mortali ed il loro rapporto con il contesto abientale. • Tossicologia forense, lo studio delle droghe d’abuso e dei veleni nelle implicazioni legali.
Ma a queste discipline vanno poi aggiunte: • Biologia, lo studio di tutte le forme viventi. • Geologia forense, lo studio del suolo, di minerali, delle rocce al fine di identificare, caratterizzare e verificare la compatibilità di campioni di terreno e sostanze inorganiche presenti e connesse alla scena. • Genetica forense, con lo studio del DNA per definire la paternità/maternità o per collocare un individuo sulla scena del crimine. • Digital forensic, l’applicazione di metodi e tecniche scientifiche con lo scopo di recuperare dati in formato elettronico.
Ed altre nuove tecnologie come: l’ingegneria forense (studio delle strutture di oggetti per rispondere sulle cause legali di danneggiamento); analisi forense di video (per la comparazione e la valutazione di video in ambito legale); e molte altre.
Le Scienze Forensi analizzano la scena di un crimine secondo il metodo della scienza: • prima di tutto l’analisi, lo studio cioè di un elemento sconosciuto per comprendere le sue caratteristiche essenziali, • poi il confronto, vale a dire la comparazione con le caratteristiche di altri elementi già conosciuti, • quindi la valutazione, per cogliere somiglianze e diversità e raggiungere una identificazione.
Ma cos’è UNA SCENA DEL CRIMINE?
La scena del crimine Innanzi tutto la scena del crimine non deve necessariamente sottintendere un delitto sanguinario. Essa, infatti, può comprendere una molteplicità di reati (si pensi ad esempio ad una violenza sessuale, ad un furto, ad una rapina, etc. ), in cui non obbligatoriamente si trovano tracce di sangue, caos e chiari elementi caratterizzanti.
La scena del crimine Le scene di un crimine non rappresentano mai qualcosa di statico, di perfettamente definito ed uguale, ed è proprio per non correre il rischio di perdersi che sembra necessario, almeno in ambito letterario, classificare le diverse tipologie di scena del crimine, partendo da un presupposto (una regola) molto importante che deve essere impresso nella mente di quanti intervengono sulla scena.
Proteggi e preserva, regola fondata sul principio di interscambio, illustrato nel 1910 da Edmund Locard, responsabile del laboratorio della polizia scientifica di Lione: “Sul criminale possono essere ritrovate tracce della vittima e della scena del crimine, come pure la vittima può avere su di sé tracce che rimandano all’aggressore. E ancora, l’aggressore può lasciare traccia di sé sulla scena delitto”.
CLASSIFICAZIONE DELLA SCENA Le scene del crimine possono essere: macroscopiche e microscopiche: il primo caso è ben rappresentato dall’ipotesi di un cadavere gettato in un campo, con ferite d’arma da fuoco, e qui la scena comprende le ferite, il corpo e il terreno circostante. Invece il termine microscopico rimanda a un angolo di visuale più focalizzato, alla valutazione delle tracce trovate sul cadavere, dei residui di sparo che circondano la ferita.
CLASSIFICAZIONE DELLA SCENA Si può poi parlare di scena del crimine primaria, il luogo dove ha avuto origine il primo atto criminale, e di scene secondarie; qui basta pensare a una aggressione mortale avvenuta in una camera d’albergo, con il cadavere trasportato nel bagagliaio di un’auto per essere quindi sepolto in un luogo isolato.
CLASSIFICAZIONE DELLA SCENA Un’altra tipologia si basa sulla localizzazione spaziale, nella quale verranno identificate scene outdoor e indoor, ognuna delle quali richiede un approccio diverso, di solito più difficile quando si deve operare in spazi aperti, soggetti al variare delle condizioni climatiche.
CLASSIFICAZIONE DELLA SCENA Ma l’ambito accademico non si limita a questo. Tra le diverse classificazioni, infatti, è possibile ritrovarne altre basate: • sul tipo di reato commesso (omicidio, rapina, violenza sessuale, etc. ); • sulle condizioni di ritrovamento di un luogo, teatro del crimine (organizzate o disorganizzate); • e addirittura sul tipo di comportamento criminale posto in essere (attivo o passivo). La verità, comunque, è che nessuna di queste ultime classificazioni sarà mai in grado di calzare perfettamente ad una scena particolare.
MA COSA SI CERCA SULLA SCENA DEL CRIMINE?
Sulla scena del crimine investigatori e esperti riconoscono due semplici e grandi categorie: • le prove personali, come ad esempio le testimonianze, dove la soggettività gioca un ruolo importante, • le prove fisiche, come le impronte digitali, o la comparazione balistica, oggettive e oggettivabili. .
CHI CERCA LE PROVE SULLA SCENA DEL CRIMINE? E QUANDO SIAMO DI FRONTE AD UNA SCENA DEL CRIMINE?
IL PRIMO INTERVENTO Tutti sanno che, quando un crimine viene scoperto o comunque si assiste ad un fatto singolare al quale non possiamo porre rimedio per competenza, la prima cosa da fare è avvisare rispettivamente le Forze dell’Ordine, l’assistenza sanitaria o simili per denunciare la cosa.
IL PRIMO INTERVENTO In caso di reato, la segnalazione viene raccolta dalla centrale operativa delle forze di polizia (o del servizio contattato) che trasmetterà la notizia alla pattuglia più vicina che cercherà di raggiunge il luogo del crimine nel minor tempo possibile.
LE FIGURE CHE INTERVENGONO SULLA SCENA DEL CRIMINE Contemporaneamente la notizia verrà trasmessa alla Polizia Giudiziaria (Squadra mobile per l’Italia) e al Magistrato di turno, cui spetterà il compito di coordinare le indagini.
LE FIGURE CHE INTERVENGONO SULLA SCENA DEL CRIMINE Tutto converge sulla scena del crimine, il teatro più importante per quanti devono identificare, raccogliere, analizzare e interpretare i segni lasciati dalla vittima e dall’aggressore. In questo luogo investigatori e scienziati forensi lavorano fianco a fianco in un processo di indagine delicato e affascinante, una analisi condotta con metodo e tuttavia mai rigidamente imbrigliata.
UNA COSA IMPORTANTE Nell’ambito dell’investigazione giudiziaria, che presuppone il verificarsi di un evento delittuoso e prende avvio dalla “notizia criminis”, la prima fondamentale distinzione è quella tra indagini dirette e indagini indirette. • Le indagini dirette (o indagini tecniche) vengono definite anche come indagini di acquisizione probatoria oggettiva, dal momento che si svolgono direttamente su cose, luoghi o situazioni pertinenti al reato e comportano una analisi degli elementi ritrovati sulla scena del crimine. • Le indagini indirette, invece, o indagini di acquisizione probatoria soggettiva, riguardano le persone o gli atti che non promanano direttamente dalla scena del crimine (ad esempio acquisizione di informazioni, alle sommarie informazioni. . ).
LE FIGURE CHE INTERVENGONO SULLA SCENA DEL CRIMINE Ma il passaggio iniziale, come detto poco prima, spesso determinante per il successo o l’insuccesso di un’indagine, è nelle mani dell’ufficiale di polizia che per primo giunge ed interviene sulla scena.
LE FIGURE CHE INTERVENGONO SULLA SCENA DEL CRIMINE All’ufficiale di polizia (volante) competono una serie di doveri, come : • Prestare la necessaria assistenza nel caso la vittima sia ancora in vita. • Ricercare e fermare il responsabile delitto, nel caso si trovi ancora presente sulla scena. • Identificare le prime testimonianze che possano gettare luce sul delitto, separando dagli altri chi può dare informazioni, al fine di preservarne l’obbiettività. • Proteggere la scena del crimine, utilizzando i mezzi normalmente in dotazione quali il nastro segnaletico, gli stessi automezzi intervenuti; registrare chiunque acceda alla scena, impedendone l’accesso a chi non professionalmente coinvolto; evitare di fumare, bere o mangiare sulla scena (quest’ultimo aspetto può sembrare banale, ma ancor oggi può accadere che la saliva trovata su un mozzicone di sigaretta fumata da un irresponsabile venga analizzata per il DNA, nella speranza possa appartenere all’aggressore). • Annotare e comunicare agli investigatori che intervengono in seconda battuta ogni dettaglio o alterazione avvenuta sulla scena del crimine.
LE FIGURE CHE INTERVENGONO SULLA SCENA DEL CRIMINE Ufficiale della Volante Personale 118 Polizia Giudiziaria Medico Legale PM Personale 115 Polizia Scientifica
LE FIGURE CHE INTERVENGONO SULLA SCENA DEL CRIMINE Il sopralluogo giudiziario rappresenta il punto di partenza di ogni indagine di polizia. Allo stesso partecipano: • il Magistrato di turno (che ha il compito di coordinare le indagini) • la PG (o polizia giudiziaria per le indagini); • la polizia scientifica (per i rilievi tecnici); • il medico legale (per l’ispezione del cadavere/ferito sul posto ed eventuale autopsia); • gli operatori che sono per primi entrati in contatto con la scena del crimine (si pensi, ad esempio, alla persona che ha scoperto il caso, al personale medico del 118, ai Vigili del Fuoco e moltissimi altri).
COSA SI FA SULLA SCENA DEL CRIMINE?
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Terminata la prima fase di valutazione bisogna documentarne le caratteristiche e le condizioni: annotare, fotografare, videoregistrare, prendere schizzi degli ambienti, della posizione della vittima e delle tracce.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: Si comincia con le informazioni sulla segnalazione del crimine: chi e come ha segnalato il fatto, il giorno e l’ora e che notizie ha fornito.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: Si effettua la descrizione della scena: le condizioni meteorologiche, la localizzazione e le caratteristiche della scena del crimine, la presenza di punti di entrata e punti di fuga, i segni della precedente presenza di soggetti, come portacenere e mozziconi, bicchieri, i resti di un pasto; e la presenza e il tipo di arredamento, i mobili, la presenza di armi.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: L’ultimo passaggio riguarda la vittima: la posizione del corpo, la presenza e le caratteristiche delle ferite, lo stato degli indumenti e, quando è possibile stabilirlo, la sua identità.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Videoregistrazione: Le riprese vanno sempre iniziate dai dintorni, includendo le strade di accesso e di uscita per cogliere la scena nel suo insieme prima di registrare nel particolare la localizzazione delle tracce. E’ sempre più utile passare da una visione grandangolare sino ai più piccoli dettagli, piuttosto che saltare da un elemento all’altro.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Videoregistrazione: La scena va registrata anche dal punto di vista della vittima, mettendo la macchina vicino al corpo e spostando l’inquadratura in direzione dei punti cardinali.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Documentazione fotografica: Fissare nel tempo permette di riprendere, analizzare, confrontare, e magari cogliere aspetti prima trascurati. Non è mai possibile stabilire a priori quanti scatti saranno necessari, meglio affidarsi alla regola dell’errore per eccesso.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Sketch o Schizzi: Permettono di ricostruire l’ambiente e gli elementi più interessanti per l’investigatore nel rispetto delle dimensioni e dei rapporti originari. Per far questo si utilizzano di solito due prospettive, quella dall’alto, a “volo d’angelo”, e poi una visione laterale della scena.
DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Laser-scanner: Permette di effettuare ricostruzioni tridimensionali. Esistono due tipi di scanner: il primo è uno scanner a triangolazione, utilizzato per la scansione di oggetti di piccole dimensioni, sino a un’area massima di due metri per due; il secondo è invece uno scanner a tempo di volo, in grado di effettuare scansioni su grandi distanze, fino a circa 100 metri.
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (da Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • Cosa fare Limitare l’accesso alla scena usando il nastro Identificare i possibili percorsi utilizzati dal criminale Registrare accuratamente le condizioni originarie della scena Annotare ogni modificazione della scena dovuta a interventi propri o di terzi (es. il personale di soccorso)
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa fare Proteggere le prove dalle condizioni ambientali avverse Evitare di introdurre contaminazioni legate al fumare o al bere all’interno della scena Registrare accuratamente la posizione degli oggetti prima di muoverli
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa fare Tenere la mente aperta a tutto ciò che potrebbe costituire una prova Fare attenzione a sé stessi come fonte di inquinamento delle prove Chiamare personale specializzato per la raccolta di prove e tracce che presentino difficoltà
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • Cosa non fare Permettere l’ingresso sulla scena di persone inutili Utilizzare i percorsi praticati dal criminale Confidare che altri annoteranno le condizioni originarie Non documentare cambia-menti o contaminazioni della scena
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa non fare Permettere che le prove vengano compromesse da fattori ambientali Mangiare, fumare o utilizzare il telefono rinvenuto sulla scena del crimine Rimuovere oggetti e imbustarli senza l’opportuna documentazione
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa non fare Ignorare elementi che sembrano fuori posto o difficili da inquadrare Muoversi senza precauzioni e toccare oggetti senza necessità Dare per scontato che gli esperti possano sempre fornire interpretazioni complete e corrette a materiale non correttamente raccolto e documentato
IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Capita che sulla sua scena del crimine ci siano tracce inequivocabili di una aggressione mortale, ma manchi la vittima, cioè non venga rinvenuto nessun corpo.
IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per ovviare a questo problema l’investigatore si affida ad uno strumento antico: il fiuto di un cane addestrato, di un “cane da cadavere”.
IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per allenare un cane nel ritrovamento dei resti umani occorre un addestramento particolare, che tenga conto della soglia di stimolo, la quantità di informazioni necessarie perché l’animale abbia una reazione di interesse, e del tempo di attenzione, la durata per la quale viene mantenuta la reazione di interesse.
IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per l’addestramento si utilizzano pezzi di maiale, ma anche pezzuole imbevute di sangue, denti umani, acido isobutirrico o particolari sostanze chimiche dal nome poco originale e chiaramente evocativo: cadaverina e putridina.
IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI I risultati sono importanti. Perché qualunque sia la scena di un delitto, è fondamentale capire chi sia la vittima, ritrovarla, e interrogare quello che rimane di lei, prima di restituirla alla sua dignità e a chi vuole ricordare.


















































