Scena del crimine Dott ssa Jessica Ochs CRIME

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Scena del crimine Dott. ssa Jessica Ochs

Scena del crimine Dott. ssa Jessica Ochs

CRIME SCENE INVESTIGATION Scienze forensi, o forensic sciences “Lo studio e la pratica delle

CRIME SCENE INVESTIGATION Scienze forensi, o forensic sciences “Lo studio e la pratica delle applicazioni della scienza per gli scopi previsti dalla legge”; (American Academy of F. S) Termine dal significato ampio, che comprende campi come la medicina legale, la tossicologia, la psicologia e l’antropologia, la criminologia, così come il lavoro degli esperti di balistica, di impronte digitali, di analisi dei documenti e della voce.

Le Scienze Forensi analizzano la scena di un crimine secondo il metodo della scienza:

Le Scienze Forensi analizzano la scena di un crimine secondo il metodo della scienza: prima di tutto l’analisi, lo studio cioè di un elemento sconosciuto per comprendere le sue caratteristiche essenziali, poi il confronto, vale a dire la comparazione con le caratteristiche di altri elementi già conosciuti, quindi la valutazione, per cogliere somiglianze e diversità e raggiungere una identificazione.

Sulla scena del crimine investigatori e esperti riconoscono due semplici e grandi categorie: le

Sulla scena del crimine investigatori e esperti riconoscono due semplici e grandi categorie: le prove personali, come ad esempio le testimonianze, dove la soggettività gioca un ruolo importante, e le prove fisiche, come le impronte digitali, o la comparazione balistica, oggettive e oggettivabili. .

Proteggi e preserva, regola fondata sul principio di interscambio, illustrato nel 1910 da Edmund

Proteggi e preserva, regola fondata sul principio di interscambio, illustrato nel 1910 da Edmund Locard, responsabile del laboratorio della polizia scientifica di Lione: “Sul criminale possono essere ritrovate tracce della vittima e della scena del crimine, come pure la vittima può avere su di sé tracce che rimandano all’aggressore. E ancora, l’aggressore può lasciare traccia di sé sulla scena delitto”.

Le scene del crimine possono essere: macroscopiche e microscopiche: il primo caso è ben

Le scene del crimine possono essere: macroscopiche e microscopiche: il primo caso è ben rappresentato dall’ipotesi di un cadavere gettato in un campo, con ferite d’arma da fuoco, e qui la scena comprende le ferite, il corpo e il terreno circostante. Invece il termine microscopico rimanda a un angolo di visuale più focalizzato, alla valutazione delle tracce trovate sul cadavere, dei residui di sparo che circondano la ferita.

Si può poi parlare di scena del crimine primaria, il luogo dove ha avuto

Si può poi parlare di scena del crimine primaria, il luogo dove ha avuto origine il primo atto criminale, e di scene secondarie; qui basta pensare a una aggressione mortale avvenuta in una camera d’albergo, con il cadavere trasportato nel bagagliaio di un’auto per essere quindi sepolto in un luogo isolato.

Altre classificazioni si basano ancora sul tipo di crimine commesso, che si tratti di

Altre classificazioni si basano ancora sul tipo di crimine commesso, che si tratti di omicidio, o di aggressione sessuale, oppure sulla localizzazione spaziale, e avremo allora scene outdoor e indoor, ognuna delle quali richiede un approccio diverso, di solito più difficile quando si deve operare in spazi aperti, soggetti al variare delle condizioni climatiche.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Terminata la prima fase di valutazione bisogna documentarne le

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Terminata la prima fase di valutazione bisogna documentarne le caratteristiche e le condizioni: annotare, fotografare, videoregistrare, prendere schizzi degli ambienti, della posizione della vittima e delle tracce.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: Si comincia con le informazioni sulla segnalazione

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: Si comincia con le informazioni sulla segnalazione del crimine: chi e come ha segnalato il fatto, il giorno e l’ora e che notizie ha fornito.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: Si effettua la descrizione della scena: le

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: Si effettua la descrizione della scena: le condizioni meteorologiche, la localizzazione e le caratteristiche della scena del crimine, la presenza di punti di entrata e punti di fuga, i segni della precedente presenza di soggetti, come portacenere e mozziconi, bicchieri, i resti di un pasto; e la presenza e il tipo di arredamento, i mobili, la presenza di armi.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: L’ultimo passaggio riguarda la vittima: la posizione

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Prendere nota: L’ultimo passaggio riguarda la vittima: la posizione del corpo, la presenza e le caratteristiche delle ferite, lo stato degli indumenti e, quando è possibile stabilirlo, la sua identità.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Videoregistrazione: Le riprese vanno sempre iniziate dai dintorni, includendo

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Videoregistrazione: Le riprese vanno sempre iniziate dai dintorni, includendo le strade di accesso e di uscita per cogliere la scena nel suo insieme prima di registrare nel particolare la localizzazione delle tracce. E’ sempre più utile passare da una visione grandangolare sino ai più piccoli dettagli, piuttosto che saltare da un elemento all’altro.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Videoregistrazione: La scena va registrata anche dal punto di

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Videoregistrazione: La scena va registrata anche dal punto di vista della vittima, mettendo la macchina vicino al corpo e spostando l’inquadratura in direzione dei punti cardinali.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Documentazione fotografica: Fissare nel tempo permette di riprendere, analizzare,

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Documentazione fotografica: Fissare nel tempo permette di riprendere, analizzare, confrontare, e magari cogliere aspetti prima trascurati. Non è mai possibile stabilire a priori quanti scatti saranno necessari, meglio affidarsi alla regola dell’errore per eccesso.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Sketch o Schizzi: Permettono di ricostruire l’ambiente e gli

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Sketch o Schizzi: Permettono di ricostruire l’ambiente e gli elementi più interessanti per l’investigatore nel rispetto delle dimensioni e dei rapporti originari. Per far questo si utilizzano di solito due prospettive, quella dall’alto, a “volo d’angelo”, e poi una visione laterale della scena.

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Laser-scanner: Permette di effettuare ricostruzioni tridimensionali. Esistono due tipi

DOCUMENTARE LA SCENA DEL CRIMINE Laser-scanner: Permette di effettuare ricostruzioni tridimensionali. Esistono due tipi di scanner: il primo è uno scanner a triangolazione, utilizzato per la scansione di oggetti di piccole dimensioni, sino a un’area massima di due metri per due; il secondo è invece uno scanner a tempo di volo, in grado di effettuare scansioni su grandi distanze, fino a circa 100 metri.

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Capita che sulla sua scena del crimine ci siano

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Capita che sulla sua scena del crimine ci siano tracce inequivocabili di una aggressione mortale, ma manchi la vittima, cioè non venga rinvenuto nessun corpo.

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per ovviare a questo problema l’investigatore si affida ad

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per ovviare a questo problema l’investigatore si affida ad uno strumento antico: il fiuto di un cane addestrato, di un “cane da cadavere”.

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per allenare un cane nel ritrovamento dei resti umani

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per allenare un cane nel ritrovamento dei resti umani occorre un addestramento particolare, che tenga conto della soglia di stimolo, la quantità di informazioni necessarie perché l’animale abbia una reazione di interesse, e del tempo di attenzione, la durata per la quale viene mantenuta la reazione di interesse.

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per l’addestramento si utilizzano pezzi di maiale, ma anche

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI Per l’addestramento si utilizzano pezzi di maiale, ma anche pezzuole imbevute di sangue, denti umani, acido isobutirrico o particolari sostanze chimiche dal nome poco originale e chiaramente evocativo: cadaverina e putridina.

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI I risultati sono importanti. Perché qualunque sia la scena

IL RINVENIMENTO DI RESTI UMANI I risultati sono importanti. Perché qualunque sia la scena di un delitto, è fondamentale capire chi sia la vittima, ritrovarla, e interrogare quello che rimane di lei, prima di restituirla alla sua dignità e a chi vuole ricordare.

MORTE EQUIVOCA O EQUIVOLCAL DEATH Quando la morte si presta a interpretazioni diverse, quando

MORTE EQUIVOCA O EQUIVOLCAL DEATH Quando la morte si presta a interpretazioni diverse, quando non è chiaro se la vittima si è tolta la vita, è stata uccisa, o se la sua morte dipende da una causa insolita, ma comunque naturale.

BE OPEN-MINDED Quando ci si imbatte in un caso di morte equivoca, il cui

BE OPEN-MINDED Quando ci si imbatte in un caso di morte equivoca, il cui orientamento sembra essere a senso unico, è necessario che l’investigatore si ricordi di mantenere sempre una disposizione mentale pronta ad accogliere ogni traccia, ogni spiegazione, ogni interpretazione alternativa di fronte a un delitto

STAGING O MESSA IN SCENA L’attività di staging identifica la deliberata alterazione della scena

STAGING O MESSA IN SCENA L’attività di staging identifica la deliberata alterazione della scena del crimine allo scopo di trarre in inganno le forze dell’ordine e di depistare le indagini.

STAGING O MESSA IN SCENA Sono tre le alternative più comuni: 1. Il criminale

STAGING O MESSA IN SCENA Sono tre le alternative più comuni: 1. Il criminale modifica gli elementi della scena perché la morte sembri un suicidio; 2. Vuole coprire il vero movente facendo credere che alla base delitto ci sia il sesso, una rapina, o un furto con scasso finito male; 3. Ricorre al fuoco, appicca un incendio per distruggere prove e contemporaneamente indirizzare le indagini verso un incidente, un fornelletto del gas lasciato imprudentemente acceso, o magari il classico corto-circuito.

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (da Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher)

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (da Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • Cosa fare Limitare l’accesso alla scena usando il nastro Identificare i possibili percorsi utilizzati dal criminale Registrare accuratamente le condizioni originarie della scena Annotare ogni modificazione della scena dovuta a interventi propri o di terzi (es. il personale di soccorso)

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) •

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa fare Proteggere le prove dalle condizioni ambientali avverse Evitare di introdurre contaminazioni legate al fumare o al bere all’interno della scena Registrare accuratamente la posizione degli oggetti prima di muoverli

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) •

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa fare Tenere la mente aperta a tutto ciò che potrebbe costituire una prova Fare attenzione a sé stessi come fonte di inquinamento delle prove Chiamare personale specializzato per la raccolta di prove e tracce che presentino difficoltà

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) •

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • Cosa non fare Permettere l’ingresso sulla scena di persone inutili Utilizzare i percorsi praticati dal criminale Confidare che altri annoteranno le condizioni originarie Non documentare cambia-menti o contaminazioni della scena

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) •

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa non fare Permettere che le prove vengano compromesse da fattori ambientali Mangiare, fumare o utilizzare il telefono rinvenuto sulla scena del crimine Rimuovere oggetti e imbustarli senza l’opportuna documentazione

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) •

INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE (Techniques of Crime Scene Investigation di Barry Fisher) • • • Cosa non fare Ignorare elementi che sembrano fuori posto o difficili da inquadrare Muoversi senza precauzioni e toccare oggetti senza necessità Dare per scontato che gli esperti possano sempre fornire interpretazioni complete e corrette a materiale non correttamente raccolto e documentato

IL TEMPO DELLA MORTE Quando ci si trova davanti ad un caso di omicidio

IL TEMPO DELLA MORTE Quando ci si trova davanti ad un caso di omicidio e non si ha il confronto di una testimonianza diretta, definire l’epoca della morte rappresenta uno dei passi decisivi nel percorso investigativo, un elemento che può permettere di inchiodare un colpevole, di distruggere un alibi, di eliminare un sospetto

PMI, POST MORTEM INTERVAL Viene indicato come il periodo intercorso tra la morte e

PMI, POST MORTEM INTERVAL Viene indicato come il periodo intercorso tra la morte e il ritrovamento di un cadavere. E’ uno dei compiti più difficile per il medico legale, soprattutto quando l’intervallo di tempo è maggiore.

PMI, POST MORTEM INTERVAL Nel caso di un cadavere ben conservato si utilizzano le

PMI, POST MORTEM INTERVAL Nel caso di un cadavere ben conservato si utilizzano le classiche nozioni di TANATOLOGIA, la scienza che studia i fenomeni degenerativi e morfologici che accompagnano e seguono la morte.

PMI, POST MORTEM INTERVAL Fenomeni degenerativi e morfologici: • ALGOR: raffreddamento progressivo del corpo

PMI, POST MORTEM INTERVAL Fenomeni degenerativi e morfologici: • ALGOR: raffreddamento progressivo del corpo rispetto alla temperatura ambientale • LIVOR: presenza di ipostasi o macchie ipostatiche • RIGOR: contrazione dei muscoli scheletrici dovuta alle modificazioni chimiche successive la morte

PMI, POST MORTEM INTERVAL Ci sono dei regoli per il calcolo del periodo post

PMI, POST MORTEM INTERVAL Ci sono dei regoli per il calcolo del periodo post mortem: i NOMOGRAMMI che permettono di definire un intervallo minimo e massimo del decesso in base al peso della vittima, alla temperatura ambientale e rettale e agli indumenti indossati.

I PROCESSI DI TRASFORMAZIONE • • • Fase colorativa: la pelle assume una tinta

I PROCESSI DI TRASFORMAZIONE • • • Fase colorativa: la pelle assume una tinta verdastra già dopo qualche giorno dalla morte. Fase enfisematosa: il cadavere diventa gonfio e successivamente presenta fluidificazione e desquamazione della cute. Fase di scheletrizzazione: il periodo può variare da settimane a mesi, a seconda dell’ambiente in cui si trova il corpo.

I PROCESSI DI TRASFORMAZIONE • Saponificazione: avviene di solito in acqua, ma si può

I PROCESSI DI TRASFORMAZIONE • Saponificazione: avviene di solito in acqua, ma si può ritrovare anche in parti del corpo ricoperti da plastica, o materiali simili che trattengono l’umidità. Il corpo non va incontro alle fasi colorative ed enfisematose, ma subisce delle modificazioni, in particolare della cute e del sottocute, che assumono un aspetto simile al “sapone”, e con un’apparenza biancastra e cretacea che si può conservare per mesi.

I PROCESSI DI TRASFORMAZIONE • Mummificazione: avviene in ambienti secchi e ventilati. Il cadavere

I PROCESSI DI TRASFORMAZIONE • Mummificazione: avviene in ambienti secchi e ventilati. Il cadavere si disidrata, la proliferazione batterica è minima, e così i tessuti si possono conservare. permettendo la conservazione dei tessuti. Perfino in una abitazione un corpo può mummificarsi in pochi mesi e restare così per anni, addirittura decenni.

MANNER OF DEATH Esistono centinaia di modalità che possono portare alla morte, ma tutte

MANNER OF DEATH Esistono centinaia di modalità che possono portare alla morte, ma tutte confluiscono in quattro grandi categorie: naturale, accidentale, omicidio e suicidio.

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Gli esperti della scena del crimine parlano di equivocal death

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Gli esperti della scena del crimine parlano di equivocal death investigations, di investigazioni sulle morti dubbie, dove c’è stata più di una causa letale, e ciascuna era sufficiente a produrre una vittima; oppure dove c’è il sospetto che gli indizi siano stati deliberatamente alterati per sviare le indagini.

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Siamo nei primi anni ’ 60 a Los Angeles, e

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Siamo nei primi anni ’ 60 a Los Angeles, e precisamente al Suicide Prevention Centre, dove gli psichiatri Edwin Shneidman e Norman Farberow utilizzano la loro esperienza per proporre una nuova tecnica di analisi che chiamano autopsia psicologica (AP).

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Autopsia psicologica (AP) Si tratta di creare un profilo basandosi

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Autopsia psicologica (AP) Si tratta di creare un profilo basandosi sulle condizioni psicologiche di un soggetto che è morto in circostanze che possono far pensare a un suicidio, ma che possono anche rivelarsi differenti, e aprire la strada a piste investigative diverse.

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Edwin Shneidman identifica dei momenti fondamentali, costruisce quelle che in

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Edwin Shneidman identifica dei momenti fondamentali, costruisce quelle che in gergo tecnico si chiamano “lineeguida”. Vuole che si ponga attenzione alla storia della famiglia del defunto, alla personalità, allo stile di vita e alle abitudini, e a come queste siano cambiate nel periodo precedente la morte.

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Se occuparsi di equivocal death si rivela spesso una sfida

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Se occuparsi di equivocal death si rivela spesso una sfida impegnativa, accostarsi alla mente criminale e cercare di penetrare i motivi che hanno spinto a un omicidio è un’operazione altrettanto complessa.

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Il delitto può nascere da una passione, dalla gelosia che

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Il delitto può nascere da una passione, dalla gelosia che acceca, da anni di frustrazione covata tra le mura di casa, ma può anche esplodere senza che se ne capisca la ragione: certamente un movente c’è sempre, in ogni delitto, ma se appartiene al mondo interno del criminale, alle sue fantasie malate, ai bisogni mai espressi, allora diventa difficile decifrarlo.

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Anche la stabilità mentale degli investigatori e degli psichiatri è

NEGLI ABISSI DELLA MENTE Anche la stabilità mentale degli investigatori e degli psichiatri è messa a dura prova nel tentativo di penetrazione nella mente criminale. Robert Ressler (fondatore dell’Unità di Scienza del comportamento dell’FBI) cita le parole di Nietsche: “Chiunque combatta contro i mostri dovrebbe badare a non diventare un mostro lui stesso. Perché quando scruti l’abisso, l’abisso scruterà dentro di te”.

SCENA DEL CRIMINE L’intervento sulla scena del crimine è quindi il momento più importante

SCENA DEL CRIMINE L’intervento sulla scena del crimine è quindi il momento più importante delle indagini su un omicidio. Non bastano, dunque, le parole di Conan Doyle: “Quando hai escluso l’impossibile, qualunque cosa rimanga, anche se improbabile, allora quella è la verità”. Gli investigatori dovranno dare una risposta a tutti quegli interrogativi che una scena del crimine propone: “five W and one H”, dicono gli americani, e significano “when, where, who, why and how”.