Universit degli Studi di Trieste Cd L Discipline

  • Slides: 70
Download presentation
Università degli Studi di Trieste Cd. L Discipline storiche e filosofiche STORIA GRECA corso

Università degli Studi di Trieste Cd. L Discipline storiche e filosofiche STORIA GRECA corso avanzato A. A. 2015/16 4 – Sparta e il ‘miraggio spartano’ Matteo Zaccarini matteo. zaccarini 2@unibo. it

1. 1 Contenuti • Contesto storico e culturale • Elementi di storia arcaica: espansione

1. 1 Contenuti • Contesto storico e culturale • Elementi di storia arcaica: espansione territoriale, Peloponneso • Società, cittadinanza, cariche pubbliche, organi di governo • Il ‘miraggio spartano’ e la ricezione di Sparta nel pensiero occidentale

4 Sparta e il ‘miraggio spartano’ I La società spartana

4 Sparta e il ‘miraggio spartano’ I La società spartana

2. 1 Stirpe di Eracle 4 generazioni dopo… (XI sec. ? ) Ritorno degli

2. 1 Stirpe di Eracle 4 generazioni dopo… (XI sec. ? ) Ritorno degli Eraclidi (‘invasioni’ doriche): Aristomaco Temeno Argo Temenidi (Macedon i) Cresfonte Messenia Aristodemo (Procle, Euristene) Sparta

3. 1 Licurgo e l’eunomia Hdt. 1. 65. 2: In precedenza [i Lacedemoni] erano

3. 1 Licurgo e l’eunomia Hdt. 1. 65. 2: In precedenza [i Lacedemoni] erano quelli con i peggiori nomoi (kakonomotatoi) tra quasi tutti i Greci […]. Mutarono però all’eunomia così: Licurgo, un uomo stimato membro degli Spartiati andò a Delfi dall’oracolo…[VI sec. ] Thuc. 1. 18. 1: Dopo la fondazione da parte dei Dori che ancora oggi la abitano, Lacedemone soffrì disordini (stasis) per un lungo tempo; tuttavia, dai tempi più antichi essa è stata sia retta da eunomia sempre priva di tiranni… [IX-VIII sec. ]

3. 2 Licurgo e l’eunomia Ellanico di Lesbo FGr. Hist 4 F 116 ap.

3. 2 Licurgo e l’eunomia Ellanico di Lesbo FGr. Hist 4 F 116 ap. Strabone 8. 5. 5: Ellanico dice che Euristene e Procle stabilirono la politeia [di Sparta]. Ma Eforo (F 118) [lo] critica dicendo che egli non ricorda mai Licurgo, e che le sue gesta le assegna a [personaggi] che non hanno nulla a che fare [con lui].

3. 3 Licurgo e l’eunomia Isoc. 12. 153: Concordo che parlerò a lungo delle

3. 3 Licurgo e l’eunomia Isoc. 12. 153: Concordo che parlerò a lungo delle istituzioni [di Sparta], ma non in quanto qualcosa inventato o concepito in alcuna parte da Licurgo. Piuttosto, egli ha imitato al meglio di quanto poteva il [governo] dei nostri antenati, stabilendo presso [gli Spartani] una democrazia temperata nell’aristocrazia (che peraltro già noi avemmo in passato), e rendendo le cariche [assegnate] non per sorteggio, ma per elezione.

4. 1 Senofonte, Costituzione dei Lacedemoni Testimone in prima persona No dettagli storici né

4. 1 Senofonte, Costituzione dei Lacedemoni Testimone in prima persona No dettagli storici né leggi descrizione dei costumi e dello stile di vita spartani

4. 2 Senofonte: Licurgo e l’eunomia Xen. Lac. Pol. 1. 1 -2: E così

4. 2 Senofonte: Licurgo e l’eunomia Xen. Lac. Pol. 1. 1 -2: E così una volta io pensai come Sparta, pur essendo una delle città assolutamente meno popolose, si rivelò potentissima e rinomatissima in Grecia, e mi meravigliai come potessere così. Quando, però, mi resi conto del modo di vivere degli Spartiati, non mi meravigliai più. Licurgo […] non rese la [propria] patria superiore in felicità [a tutte] imitando le altre poleis, ma piuttosto con decisioni opposte alla

4. 3 Senofonte, Costituzione dei Lacedemoni 10. 8. E che questi nomoi sono antichissimi,

4. 3 Senofonte, Costituzione dei Lacedemoni 10. 8. E che questi nomoi sono antichissimi, è chiaro: Licurgo, infatti, si dice che fosse nato al tempo degli Eraclidi [ca. XI sec. ]. Tuttavia, pur essendo così antichi, anche oggi sono nuovissimi per gli altri: e infatti la cosa più meravigliosa di tutte è che tutti lodano questa condotta di vita, ma nessuna polis vuole imitarla. 8. 1. E che a Sparta ubbidiscono massimamente alle autorità e alle leggi, lo sappiamo tutti.

4. 4 Senofonte, Costituzione dei Lacedemoni • Eugenetica • Ubbidienza • Donne attive e

4. 4 Senofonte, Costituzione dei Lacedemoni • Eugenetica • Ubbidienza • Donne attive e forti • Moralità • Poligamia • Vecchiaia • Educazione • Ordinamento militare • Pederastia • Decoro • Adolescenza • Formazioni e tattiche • Comunanza dei beni • Ritualità • Divieto di lavoro e di ricchezza • Regalità

5. 1 Kosmos spartano Apollo Licurgo (IX-VI sec. ? ) grande rhetra: orale (oracolo/legge)

5. 1 Kosmos spartano Apollo Licurgo (IX-VI sec. ? ) grande rhetra: orale (oracolo/legge) Gerousia diarchia Apella kosmos spartano: eunomia agoge ‘immutabile’ esercito peculiare privo di moneta immune alla tirannide autarkeia 9. 000 kleroi uguali e inalienabili

5. 2 Popolazione Eguali (homoioi) (Spartani, Lacedemoni) (Spartiati) Diritti: Doveri: Diritti politici (30+ anni)

5. 2 Popolazione Eguali (homoioi) (Spartani, Lacedemoni) (Spartiati) Diritti: Doveri: Diritti politici (30+ anni) No lavoro Fidizi/sissizi (20+) Paideia (agoge) (7 -30 anni) Servizio militare (20+) Fidizi/sissizi Inferiori (hypomeiones) No diritti; doveri militari Perieci (Lacedemoni) Diritti politici locali doveri militari (opliti) Mothones, mothakes, trophimoi, . . . ? Neodamodei s Schiavi manomessi Iloti Schiavi statali, 7: 1?

6. 1 Organi di governo: re, efori e gerousia Re Sempre 2, in ruoli

6. 1 Organi di governo: re, efori e gerousia Re Sempre 2, in ruoli alternati Solo 2 famiglie di homoioi (Agiadi, Euripontidi) Potere militare, religioso (Zeus), politico + 23 homoioi (60+ anni) = Efori Sempre 5, di cui 2 in guerra In carica per 1 anno; 1 eponimo Sorveglianza pubblica: re, tradimento, finanze Ricezione delle ambascerie Istituzione non licurghea? Geronti: Funzione probuleutica Tribunale per i comuni cittadini Gerousia

6. 2 Organi di governo: damos Damos: Apella Assemblea (ekklesia) Spartiati 18+ anni Prob.

6. 2 Organi di governo: damos Damos: Apella Assemblea (ekklesia) Spartiati 18+ anni Prob. libertà di parola dei singoli limitata No proposte autonome o emendamenti solo acclamazione (sì/no) del probouleuma dei geronti Sessioni interamente regolate dai geronti Tribunale per i re, forse con potere di delegare la gerousia Alcune cariche pubbliche: (Reggenti) Navarchi Armosti Riforme: Ufficiali Agide IV (243 -1) e Cleomene III …?

7. 1 La congiura di Cinadone Xen. HG. 3. 3. 4 -11: Quando Agesilao

7. 1 La congiura di Cinadone Xen. HG. 3. 3. 4 -11: Quando Agesilao era in carica da nemmeno un anno [399], mentre stava facendo uno dei sacrifici stabiliti per la città il mantis disse che gli dèi rivelavano una cospirazione tra le più terribili. […] Ed entro cinque giorni dalla fine del sacrificio, un tale andò dagli efori e denunciò una congiura, e che a capo delle cose [vi era] Cinadone. Costui era giovane nel corpo e saldo nello spirito, ma non era uno degli eguali. […]

7. 2 La congiura di Cinadone Il delatore disse che Cinadone lo aveva condotto

7. 2 La congiura di Cinadone Il delatore disse che Cinadone lo aveva condotto al bordo dell’agora e gli aveva chiesto di contare quanti Spartiati vi fossero tra i presenti. ‘E io – disse – contati il re, gli efori, i geronti e circa altri 40, domandai: perché, Cinadone, mi chiedi di contare costoro? ’ Lui disse: ‘costoro – diceva – immagina che siano tuoi nemici, e gli altri tutti alleati, circa 4. 000 nell’agora: […] iloti, neodamodi, inferiori, perieci. Quando qualcuno parli loro di Spartiati, a nessuno di questi è possibile nascondere che se li mangerebbero volentieri

7. 3 La congiura di Cinadone [Gli efori] ritennero di non arrestarlo in città,

7. 3 La congiura di Cinadone [Gli efori] ritennero di non arrestarlo in città, in quanto non sapevano quanto fosse grande la cosa, e prima volevano sentire da Cinadone chi fossero i suoi consociati. […] Infine gli chiesero perché voleva fare queste cose. Quello rispose che non voleva essere inferiore a nessuno a Lacedemone. Arist. Pol. 5. 1306 b: Nelle aristocrazie le stasis avvengono talora per via del fatto che pochi partecipano alle cariche pubbliche (timai). […] [ad es. ] quando un uomo virile non partecipa alle timai, come Cinadone, che nel regno di Agesilao mise in atto un attacco contro

8. 1 Sparta in epoca arcaica: celebrazione marziale Tyrt. fr. 11 W. , 31

8. 1 Sparta in epoca arcaica: celebrazione marziale Tyrt. fr. 11 W. , 31 -4: καὶ πόδα πὰρ ποδὶ θεὶς καὶ ἐπ' ἀσπίδος ἀσπίδ' ἐρείσας, ἐν δὲ λόφον τε λόφῳ καὶ κυνέην κυνέῃ καὶ στέρνον στέρνῳ πεπλημένος ἀνδρὶ μαχέσθω, ἢ ξίφεος κώπην ἢ δόρυ μακρὸν ἑλών. Premendo piede contro piede, scudo levato contro scudo, Cresta contro cresta, elmo contro elmo, Petto contro petto, combatta in mischia da uomo, Brandendo l’impugnatura della spada o la lunga lancia. Arete, disciplina collettiva, ‘bella morte’, orgoglio eraclide

8. 2 Sparta in epoca arcaica: espansione territoriale VIII-VII sec. ‘guerre messeniche’ VII-VI sec.

8. 2 Sparta in epoca arcaica: espansione territoriale VIII-VII sec. ‘guerre messeniche’ VII-VI sec. : Guerre: Tireatide, Cinuria, Argolide e Arcadia Alleanze/ingerenze: Elide, Corinzia, Megaride, Egina ---- ‘I Lacedemoni e gli alleati’

8. 2 Sparta in epoca classica: Laconia e Messenia Lakedaimon (Sparta) Perieci Sciriti Iloti

8. 2 Sparta in epoca classica: Laconia e Messenia Lakedaimon (Sparta) Perieci Sciriti Iloti Lacedemoni

8. 3 Sparta in epoca classica: Laconia Pa rno n e Ta ig eto

8. 3 Sparta in epoca classica: Laconia Pa rno n e Ta ig eto Limne Mesoa Λακεδαίμω ν Pitane Cinosura Amicle tas Euro Lakedaimo n

9. 1 Sparta in epoca classica: polis Thuc. 1. 10. 2: Se mai la

9. 1 Sparta in epoca classica: polis Thuc. 1. 10. 2: Se mai la polis dei Lacedemoni fosse distrutta, a parte templi e fondamenta degli edifici, molto difficilmente, penso, si potrebbe credere, passato tanto tempo, che la loro forza fosse pari alla loro fama. [. . . ] Siccome la polis non è sinecizzata, né dispone di templi o edifici sontuosi, ma è abitata per villaggi secondo l’antico costume della Grecia, essa potrebbe apparire di poca importanza. Se invece questo accadesse ad Atene, ci si immaginerebbe una potenza doppia di quella reale, per via del suo aspetto.

10. 1 La tradizione marziale Hdt. 5. 97. 1: Aristagora di Mileno, scacciato da

10. 1 La tradizione marziale Hdt. 5. 97. 1: Aristagora di Mileno, scacciato da Sparta da Cleomene il Lacedemone, arrivò ad Atene: questa infatti era la polis che deteneva il potere più grande, tra le rimanenti.

10. 2 Battaglia di Platea (479) Hdt. 9. 62: Mentre [Pausania] invocava queste cose,

10. 2 Battaglia di Platea (479) Hdt. 9. 62: Mentre [Pausania] invocava queste cose, i Tegeati per primi si misero a correre contro i barbari, e subito dopo la preghiera di Pausania i sacrifici risultarono favorevoli ai Lacedemoni: in quel momento allora si misero a correre contro i Persiani, e i Persiani, gettati gli archi, contro [di loro]. [2] Prima vi fu battaglia intorno agli scudi di vimini; come questi furono abbattuti, la battaglia si fece dura nei pressi del santuario di Demetra, e per lungo tempo, fino a quando vennero allo scontro serrato (othismos). I barbari, afferrando le lance, le spezzavano.

10. 3 Platea: armi greche vs. armi persiane Hdt. 9. 62 -63 (Platea): Per

10. 3 Platea: armi greche vs. armi persiane Hdt. 9. 62 -63 (Platea): Per ardore e forza, i Persiani non erano inferiori. Ma, privi di hopla (anoploi) e di perizia (anepistemones) […], si gettavano contro gli Spartiati venendo uccisi. […] La cosa che più recò loro danno fu l’abbigliamento privo di hopla: infatti, stavano combattendo da nudi contro gli opliti.

10. 4 Termopili: armi greche vs. armi persiane Hdt. 7. 211: Allora attaccarono i

10. 4 Termopili: armi greche vs. armi persiane Hdt. 7. 211: Allora attaccarono i Persiani che il Re chiamava immortali, comandati da Idarne; [si pensava che] questi si sarebbero occupati facilmente del lavoro. 2. Ma come questi furono in mischia con i Greci, non fecero meglio del resto dell’esercito persiano, in quanto combattevano in uno spazio ristretto e si servivano di lance più corte rispetto ai Greci, e non potevano usare la loro moltitudine. Diodoro 11. 7. 2: Siccome gli uomini erano fianco a fianco nella battaglia mentre venivano alle mani, per lungo tempo la battaglia fu equilibrata. Ma siccome i Greci erano superiori in valore (arete), e per la grandezza degli scudi, a poco i Medi cedettero: molti furono uccisi, e non pochi feriti.

11. 1 Termopili: Demarato e Serse sugli Spartani Hdt. 7. 209: Serse […] non

11. 1 Termopili: Demarato e Serse sugli Spartani Hdt. 7. 209: Serse […] non riusciva a comprendere quanto accadeva. […] Quando [Demarato] giunse, Serse gli chiese ciascuna delle cose che voleva sapere sui Lacedemoni. Quello disse: ‘Il mio [parere] su questi uomini lo hai ascoltato anche in precedenza, quando avanzavamo verso la Grecia. Ma dopo averlo sentito hai riso di me, quando dicevo come sarebbero finite queste cose, secondo me. Per me, infatti, sostenere la verità di fronte a te è un’impresa molto grande. Ascoltami ora, però. Questi uomini sono venuti per combattere contro di noi per l’ingresso, e a questo si preparano. Questo è il loro nomos: quando stanno per mettere in pericolo la loro vita, si prendono cura delle loro teste. Sappi questo: se sottometterai questi e coloro che sono rimasti a Sparta, non vi sarà altro popolo al mondo, o Re, che oserà alzare le mani contro di te. Ora

11. 2 Termopili: Demarato e Serse sugli Spartani Hdt. 7. 234: Combatterono dunque in

11. 2 Termopili: Demarato e Serse sugli Spartani Hdt. 7. 234: Combatterono dunque in questo modo i Greci alle Termopili. Convocato Demarato, Serse chiese, iniziando così: ‘Demarato, tu sei un uomo nobile; […] ora, dunque, dimmi: quanti sono i Lacedemoni che ancora restano, e quanti sono come questi in guerra? O lo sono tutti? ’. Quelli rispose: ‘O re, la moltitudine dei Lacedemoni è grande, e molte sono le loro città. Quello che vuoi sapere, lo vedrai: c’è una città a Lacedemone, Sparta, di circa 8. 000 uomini. Tutti questi sono uguali (homoioi) a quelli che qui hanno combattuto; gli altri Lacedemoni non sono certo uguali, ma comunque valorosi.

12. 1 La tradizione marziale: un laboratorio di guerra Senofonte, Agesilao 1. 25 -27:

12. 1 La tradizione marziale: un laboratorio di guerra Senofonte, Agesilao 1. 25 -27: Verso primavera, [Agesilao] radunò l’esercito a Efeso. Siccome desiderava addestrarlo, istituì premi per le squadre di cavalleria, per la più possente nel cavalcare, e anche per quelle oplitiche, per quella che avesse l’eccellenza del fisico; e anche per i peltasti e per gli arcieri istituì premi, per coloro che si mostrassero più possenti nelle loro attività. […] Davvero la città era ormai un laboratorio di guerra (polemou ergasterion). Era poi un gran conforto vedere – Agesilao per primo, poi anche gli altri soldati – uscire dalle palestre incoronati e dedicare le corone ad Artemide. Laddove gli uomini venerano gli dèi, si esercitano alla guerra, e si curano di ubbidire, come potrebbe non esservi un clima di nobili speranze?

12. 2 La rappresentazione dei barbari Convinto che disprezzare i nemici infondesse forza nel

12. 2 La rappresentazione dei barbari Convinto che disprezzare i nemici infondesse forza nel combattere, annunciò agli araldi di vendere nudi i barbari catturati dai pirati. I soldati, vedendo ora [quei barbari] bianchi per il fatto che non si toglievano mai i vestiti, grassi e molli per il fatto che stavano sempre sui carri, pensarono che la guerra sarebbe stata come combattere contro delle donne.

13. 1 Sparta in guerra Thuc. 5. 10. 5 -11 (Battaglia di Anfipoli, 422):

13. 1 Sparta in guerra Thuc. 5. 10. 5 -11 (Battaglia di Anfipoli, 422): Nel frattempo Brasida […] dice a quelli con lui e agli altri [soldati]: ‘questi uomini non reggono di fronte a noi. E’ chiaro dal movimento delle lance e delle teste: chi fa così, infatti, di solito non regge gli avversari’. […] [6] E scagliandosi contro il centro degli Ateniesi, atterriti dal loro stesso disordine e insieme stupefatti dalla sua audacia, li volge in fuga. […] [11] [Gli Spartani], sollevato Brasida dal campo e postolo in salvo, lo portarono nella città che ancora respirava: e saputo che i suoi avevano vinto, non molto dopo egli morì. Isoc. 12. 217: L’atletica […] e l’esercizio del coraggio, e la concordia generale, e l’impegno nella guerra, tutte cose che – chiunque concorderebbe – gli Spartani mettono a frutto massimamente.

14. 1 La battaglia di Mantinea (418) Unica battaglia campale ben descritta nel V

14. 1 La battaglia di Mantinea (418) Unica battaglia campale ben descritta nel V sec. Lacedemoni (Agide II), Tegeati, pochi altri Argivi, Mantineesi, Ateniesi, Egineti, altri Arcadi

15. 2 La battaglia di Mantinea (418) Thuc. 5. 68 -74: Questo era lo

15. 2 La battaglia di Mantinea (418) Thuc. 5. 68 -74: Questo era lo schieramento e la preparazione di entrambi. L’esercito di Lacedemoni sembrava più grande. […] Ma la moltitudine dei Lacedemoni, per via della segretezza della politeia, era ignoto. […] Comunque, la moltitudine si può calcolare come segue. Oltre ai 600 Sciriti, combattevano 7 reggimenti (lochoi), in ciascuno 4 compagnie da 50 (? ), e in ciascuna 4 enomotiai. […] Erano disposti in profondità disomogenee, in base alla decisione di ciascun lochagos, ma nel complesso erano disposti su 8 ranghi. Sul primo rango vi erano 448 uomini, oltre agli Sciriti. […] 2. 800 Spartani + 600 Sciriti? + perieci + cavalleria + alleati = ca. 10. 000

15. 3 La battaglia di Mantinea (418) Gli Argivi e gli alleati avanzarono violentemente

15. 3 La battaglia di Mantinea (418) Gli Argivi e gli alleati avanzarono violentemente e con furia. Ma i Lacedemoni lentamente e con molti flautisti, com’era loro uso. […] Tutti gli eserciti fanno quanto segue: estendono il fianco destro, ciascuno proteggendo quello sinistro dal destro avversario. Per via della paura, ciascun [soldato] ripara come può il proprio fianco nudo con lo scudo del suo compagno di destra. […] Qui i Lacedemoni, sopraffatti quanto a perizia, si dimostrarono superiori in coraggio (andreia). Infatti, appena vennero alle mani con gli avversari, la destra dei Mantineesi mise in rotta i loro Sciriti e i Brasidiani […]. Ma i Lacedemoni, sconfitti su questa ala, con il resto dell’esercito, e specie con il centro, ove era il re Agide con intorno i 300 detti ‘cavalieri’, si scagliò sui più anziani degli Argivi e i cinque reggimenti chiamati (? ), e i Cleonesi, e gli Orneati, e gli Ateniesi vicini a loro, e li mise in fuga immediatamente. […]

15. 4 La battaglia di Mantinea (418) Tale fu la battaglia, descritta al meglio

15. 4 La battaglia di Mantinea (418) Tale fu la battaglia, descritta al meglio possibile. Fu la più grande in un lungo tempo tra gli Elleni, e vi parteciparono le città più importanti. I Lacedemoni, disposte le armi di fronte ai morti dei nemici, eressero subito un trofeo e saccheggiarono i morti. E recuperarono i propri morti, li condussero a Tegea, ove li seppellirono, e restituirono quelli dei nemici dietro trattato. Degli Argivi, Orneati, e Cleoniani morirono circa 700; dei Mantineesi 200, e degli Ateniesi con gli Egineti 200, inclusi entrambi gli strateghi. Dei Lacedemoni, tra gli alleati non vi furono perdite significative; quanto a loro, era difficile conoscere

16. 1 Formazione oplitica Senofonte, Memorabilia 3. 8: E infatti in guerra bisogna disporre

16. 1 Formazione oplitica Senofonte, Memorabilia 3. 8: E infatti in guerra bisogna disporre i migliori sul fronte e sul retro, e in mezzo i peggiori, affinché questi siano dagli uni guidati, dagli altri spinti. Leuttra, 371

17. 1 Il controllo del campo Hdt. 1. 82: A quel tempo, gli Spartiati

17. 1 Il controllo del campo Hdt. 1. 82: A quel tempo, gli Spartiati contendevano agli Argivi la terra detta di Tirea. […] Gli Argivi vennero per difendere la terra, e vennero a patti stabilendo che combattessero in 300 per parte. Il lato vincitore avrebbe posseduto la terra, e il resto dell’esercito si sarebbe ritirato […]. Nessuna parte riusciva a prevalere nella battaglia. Alla fine, solo 3 dei 600 erano rimasti. Alcenore e Cromio degli Argivi, Otriade dei Lacedemoni. Questi tre erano rimasti vivi al calare della notte. Allora i due Argivi, credendosi vincitori, vanno ad Argo. Ma Otriade il Lacedemone, dopo aver preso le armi dei morti argivi e portatele al suo accampamento, attese al proprio posto. Il secondo giorno, entrambi gli eserciti si presentarono per vedere il risultato. All’inizio entrambi reclamavano la vittoria, gli Argivi dicendo che tra i loro erano sopravvissuti più uomini, i Lacedemoni dicendo che gli Argivi erano fuggiti,

17. 2 Il controllo del campo A forza di discutere finirono per combattere. Molti

17. 2 Il controllo del campo A forza di discutere finirono per combattere. Molti morirono da entrambi i lati, ma i Lacedemoni vinsero. Gli Argivi, che prima per tradizione portavano i capelli lunghi (kome), li tagliarono e fecero persino una legge, con annessa una maledizione, che nessun Argivo mai si facesse crescere i capelli fino a quando non avessero ripreso Tirea. I Lacedemoni fecero una legge opposta, [ossia] che da quel momento avrebbero portato i capelli lunghi. E fino a oggi, non hanno smesso. Otriade, l’unico sopravvissuto dei 300, provava vergogna – si dice – nel tornare a Sparta quando tutti gli uomini della sua compagnia erano morti, e si suicidò sul

17. 3 Il recupero dei caduti Plutarco, Nicia 6. 5 -6: [Nicia] fece anche

17. 3 Il recupero dei caduti Plutarco, Nicia 6. 5 -6: [Nicia] fece anche una spedizione nella terra di Corinto, sconfisse i Corinzi e ne uccise molti, incluso lo stratego Licofrone. Qui gli accadde che due dei suoi morti fossero rimasti sul campo, in quanto non notati. Appena se ne rese conto, subito fermò l’esercito e inviò un araldo presso i nemici per la restituzione. Siccome, per usanza (nomos) e convenzione, coloro che recuperavano i morti dietro trattato erano considerati rinunciare a reclamare la vittoria e non era loro lecito erigere un trofeo. I vincitori infatti dominano [il campo], ma chiede non domina, in quanto non è in grado di prendere [nulla]. Nonostante tutto, [Nicia] preferì rinunciare alla vittoria e alla fama

17. 4 Un confronto con il Vicino Oriente In comune: Importanza nella scelta del

17. 4 Un confronto con il Vicino Oriente In comune: Importanza nella scelta del campo Tempo della battaglia annunciato, no notte Grecia: Recupero dei morti ‘bella morte’ Ideologia oplitica V. Oriente: comandante (= re) che muore in guerra = fallimento es. Sargon II degli Assiri: abbandonato dalla divinità, ordalia fallita

18. 1 Sparta in guerra: coraggio e paura Hdt. 7. 229 -32: Si dice

18. 1 Sparta in guerra: coraggio e paura Hdt. 7. 229 -32: Si dice che due di questi 300, Eurito e Aristodemo, avrebbero potuto concordare di tornare insieme a Sparta, dal momento che erano stati esonerati dall’accampamento da parte di Leonida […in quanto…] malati agli occhi, oppure scegliere di morire insieme gli altri. Ma non si misero d’accordo […]. Eurito, quando apprese dell’aggiramento dei Persiani, richiese le hopla e le indossò, ordinando all’ilota di guidarlo ai combattenti. […] Aristodemo, tuttavia, perse lo spirito e si ritirò.

18. 2 Sparta in guerra: coraggio e paura Ora se solo Aristodemo fosse stato

18. 2 Sparta in guerra: coraggio e paura Ora se solo Aristodemo fosse stato malato e fosse tornato a Sparta, o se entrambi insieme fossero rientrati, a me pare che gli Spartani non si sarebbero adirati. Quando, però, uno di loro morì, ma l’altro, avendo la stessa scusa, non volle morire, a loro non restò che adirarsi grandemente con Aristodemo. […] Tornato a Lacedemone, Aristodemo ricevette disgrazia e atimia. Patì l’atimia in questo modo: nessuno degli Spartiati gli avrebbe concesso il fuoco, né la parola. Ricevette anche la vergogna dell’essere chiamato Aristodemo ‘il tremante’ (tresas). Alla battaglia di Platea, comunque, fece ammenda dell’atimia.

18. 3 Sparta in guerra: coraggio e paura Si dice poi che anche un

18. 3 Sparta in guerra: coraggio e paura Si dice poi che anche un altro dei 300 sopravvisse, poiché era stato mandato come messaggero in Tessaglia. Di nome faceva Pantite. Quando tornò a Sparta, siccome fu disonorato (etimoto), si impiccò.

18. 4 Sparta in guerra: coraggio e paura Thuc. 5. 107: I Lacedemoni, in

18. 4 Sparta in guerra: coraggio e paura Thuc. 5. 107: I Lacedemoni, in genere, osano (tolmao) il meno possibile. Thuc. 5. 107: E anche in questa occasione, i Lacedemoni si dimostrarono tra tutti i nemici i più convenienti per gli Ateniesi. Essendo infatti così diversi, gli uni [noi] rapidi, gli altri [gli Spartani] lenti, gli uni intraprendenti, gli altri

18. 5 Forme di coraggio ἀνδρεία andreia (Sparta) Coraggio virile, abilità marziale, valore oplitico

18. 5 Forme di coraggio ἀνδρεία andreia (Sparta) Coraggio virile, abilità marziale, valore oplitico τόλμα tolma (Atene) Ardimento, capacità di osare, spirito di improvvisazione e propensione al rischio; valore non oplitico ma

4 Sparta e il ‘miraggio spartano’ II Il miraggio spartano

4 Sparta e il ‘miraggio spartano’ II Il miraggio spartano

19. 1 Un trofeo da Pilo (425 a. C. )

19. 1 Un trofeo da Pilo (425 a. C. )

19. 2 Un trofeo da Pilo (425 a. C. )

19. 2 Un trofeo da Pilo (425 a. C. )

20. 1 Sparta in guerra: astuzia? Euripide, Andromaca 445 -47: Di tutti gli uomini

20. 1 Sparta in guerra: astuzia? Euripide, Andromaca 445 -47: Di tutti gli uomini mortali i più odiosi / voi, abitanti di Sparta, infidi nei consigli / signori degli inganni, voi che congegnate i mali ecc. Plutarco, Lisandro 7. 5 -6: Coloro che ritenevano doveroso che la stirpe di Eracle combattesse senza inganno, [Lisandro] li derideva e li riprendeva: ‘ove non arriva la pelle di leone, bisogna cucirla insieme a quella della volpe’. cf. Machiavelli, Il Principe 18

20. 2 Sparta in guerra: astuzia? Plutarco, Marcello 22. 5: Vale la pena ricordare

20. 2 Sparta in guerra: astuzia? Plutarco, Marcello 22. 5: Vale la pena ricordare che il legislatore spartano ha stabilito i sacrifici in modo opposto a quello romano. A Sparta, infatti, il comandante che ritorna [avendo vinto] con l’inganno o la persuasione sacrifica un bue, mentre chi [abbia vinto] con la battaglia un gallo. Poiché, pur essendo bellicosissimi, essi ritenevano più grande e più umana l’impresa ottenuta con parole e sagacia, rispetto a quella ottenuta con violenza e

21. 1 Sparta e la cultura: ottusità e ignoranza Thuc. 1. 86. 1 (ca.

21. 1 Sparta e la cultura: ottusità e ignoranza Thuc. 1. 86. 1 (ca. 431 a. C. ): [Stenelaida] ‘Io, i tanti discorsi (logoi) degli Ateniesi non li capisco…’ Thuc. 4. 84. 2 (ca. 424): Nella stessa estate, Brasida senza perdere tempo marciò coi Calcidesi contro Acanto, una colonia degli Andri […]. Brasida persuase la moltitudine a farlo entrare e ad ascoltare cosa aveva da dire, prima di decidere. Fu fatto entrare e stette di fronte alla moltitudine. Non era incapace – per essere un Lacedemone – a parlare. Disse queste cose. Thuc. 4. 81. 3: [Brasida] per primo, tra quelli che uscirono, ebbe fama di essere nobile in ogni cosa (kata panta agathos), e si lasciò [dietro] la forte speranza che anche gli

21. 2 Sparta e la cultura: ottusità e ignoranza Isocrate, Panatenaico (12) 208: [nello

21. 2 Sparta e la cultura: ottusità e ignoranza Isocrate, Panatenaico (12) 208: [nello stile di vita, nelle arti e in ogni altra cosa] i Lacedemoni sono più indietro dei barbari: questi ultimi, infatti, si rivelano esser stati sia maestri sia studenti di molte scoperte, mentre quegli altri sono rimasti talmente indietro nella [nostra] comune educazione (paideia) da non studiare più nemmeno le lettere. Plutarco, Licurgo 16. 10: Delle lettere, imparavano appena quanto serviva loro; tutto il resto dell’educazione (paideia) riguardava l’essere comandati bene, il sopportare i patimenti, e il vincere in battaglia.

21. 3 Sparta e la cultura: musica… Aristotele, Politica 8. 1339 b: [I Laconi],

21. 3 Sparta e la cultura: musica… Aristotele, Politica 8. 1339 b: [I Laconi], pur non imparando [a eseguirla], sono in grado di giudicare correttamente, come si dice, la musica buona da quella non buona. Ateneo, Deipnosofisti 14. 639 f: Tra i Greci, soprattutto i Lacedemoni erano attenti alla musica, se ne servivano molto, e spesso presso di loro vi erano autori di canti.

21. 4 Sparta e la cultura: …filosofia e sapienza? Platone, Protagora 342 a-e: La

21. 4 Sparta e la cultura: …filosofia e sapienza? Platone, Protagora 342 a-e: La filosofia, in tutta la Grecia, è più antica a Creta e a Lacedemone, e i sofisti sono più numerosi in quella terra. Ma [gli abitanti] lo negano e fingono di essere ignoranti, per non mostrare che è attraverso la conoscenza (sophia) che guidano i Greci […], e per far sembrare che sia attraverso il combattere e il coraggio (andreia). […] Così bene hanno celato i [loro] segreti da ingannare perfino che quelli che laconizzano nelle poleis: e così, per imitarli, alcuni di questi si rompono le orecchie, si fasciano [le nocche] con strisce di cuoio, si dedicano alla ginnastica, e vestono corti mantelli, come se attraverso queste cose che i Lacedemoni governano gli altri Greci. […]

21. 5 Sparta e la cultura: …filosofia e sapienza? I Lacedemoni sono educati al

21. 5 Sparta e la cultura: …filosofia e sapienza? I Lacedemoni sono educati al meglio nella filosofia e nel parlare, com’è evidente: se mai tu volessi stare in compagnia del più meschino dei Lacedemoni, [342 e] nella maggior parte delle conversazioni egli ti sembrerà banale; poi, però, a un certo punto nella discussione, quello improvvisamente butterà dentro un discorso notevole, breve e puntuale, come un tiratore micidiale, al punto che il suo interlocutore non sembrerà meglio di un bambino. Plu. Lyc. 20. 1: Il carattere delle [loro] sentenze era tale da rendere tutt’altro che strano che il ‘vivere alla laconica’ (lakonizein) equivalesse all’amare la sapienza piuttosto che l’esercizio fisico.

21. 6 Cultura laconica: canto, musica, arte… Suda, s. v. Ἀλκμάν (A 1289 Adler):

21. 6 Cultura laconica: canto, musica, arte… Suda, s. v. Ἀλκμάν (A 1289 Adler): Alcmane: un Lacone di Messoa: ma secondo Cratete, che si sbaglia, un Lidio di Sardi. Poeta lirico, figlio di Damante o di Titaro. Nacque nella 27° Ol. [672] [. . . ]. Siccome era un uomo molto passionale, inventò i canti d’amore. Nacque da servi: scrisse sei libri, liriche e Le nuotatrici. Per primo introdusse il canto non esametrico. Usava il dialetto dorico, come gli Spartani. [. . . ] Grande attenzione per canto, musica, lirica, ginnastica Almeno fino al VI sec. : notevole produzione materiale

22. 1 Filolaconismo Plutarch, Pericles 9. 5: E dunque Pericle, che era forte nel

22. 1 Filolaconismo Plutarch, Pericles 9. 5: E dunque Pericle, che era forte nel demos, attaccò la boule [dell’Areopago] per toglierle la maggior parte delle prerogative attraverso Efialte. E Cimone fu ostracizzato in quanto filolacone e per odio verso il demos (misodemos). Xen. HG 2. 3. 47: [Teramene: ] E come dovremmo chiamarlo [scil. Crizia], per gli dèi? Tu, durante la democrazia, eri considerato che più di tutti odiava il demos (misodemotatos), mentre durante l’aristocrazia sei divenuto colui che più di tutti odiava gli [uomini] utili (misochrestotatos).

22. 2 Filolaconismo Aristofane, Uccelli 1277 -81 (ca. 414 a. C. ): Araldo: ]

22. 2 Filolaconismo Aristofane, Uccelli 1277 -81 (ca. 414 a. C. ): Araldo: ] Tu [scil. Pisetero] che hai costruito la famosissima città aerea, non sai quanta stima abbiano di essa gli uomini, e quanti bruciano di passione per avere [casa in] quella terra. Prima che questa [tua] città fosse costruita, tutti gli uomini erano matti per Sparta (elakonomanoun), lodavano i lunghi capelli (kome) e socratizzavano, sporchi, portando la scitale. Ora tutto è cambiato.

23. 1 Gli Spartani fuori da Sparta: intemperanza Thuc. 1. 95. 7: In seguito

23. 1 Gli Spartani fuori da Sparta: intemperanza Thuc. 1. 95. 7: In seguito i Lacedemoni non inviarono più altri [comandanti], temendo che coloro che uscivano diventassero peggiori – così come avevano visto in Pausania – e anche perché volevano liberarsi della guerra persiana ecc. Thuc. 1. 68. 1: [Corinzi: ] Lacedemoni, la fiducia secondo cui vi regolate nella vostra politeia e vita comune vi rende privi di fiducia verso gli altri, se vi parliamo di qualcosa. E per questo voi possedete prudenza (sophrosyne), ma esercitate una maggiore ignoranza (amathia) nei confronti delle cose esterne.

23. 2 Gli Spartani fuori da Sparta: corruzione Hdt. 6. 72: Neppure Leotichide invecchiò

23. 2 Gli Spartani fuori da Sparta: corruzione Hdt. 6. 72: Neppure Leotichide invecchiò a Sparta […]. Guidò una spedizione militare in Tessaglia, mentre avrebbe potuto sottometterla tutta fu corrotto da molto argento. Colto in flagrante nell’accampamento, seduto su un sacco pieno d’argento, fuggì da Sparta ecc. 8. 5. 1: Temistocle, dunque, fu in grado di trattenere i Greci [all’Artemisio] in questo modo. Diede a Euribiade 5 talenti del denaro ecc. Thuc. 2. 21. 1: Finché l’esercito [nemico] era presso Eleusi e la pianura Triasia, gli Ateniesi avevano qualche speranza che non avanzasse oltre, ricordandosi anche di Plistoanatte di Pausania, re dei Lacedemone, il quale invadendo l’Attica fino a Eleusi e Trio con un esercito di Peloponnesiaci, 14 anni prima di questa guerra, si ritirò senza avanzare più (e per questo avvenne anche la sua fuga da Sparta, in quanto sembrava che la ritirata fosse stata comprata col denaro).

23. 3 L’espulsione degli stranieri (xenelasia) Hdt. 3. 148: Meandro navigò in fuga da

23. 3 L’espulsione degli stranieri (xenelasia) Hdt. 3. 148: Meandro navigò in fuga da Samo a Lacedemone. Arrivata lì con le cose che si era portato fuggendo dalla patria, prese a fare quanto segue. Espose bicchieri d’argento e d’oro; mentre i suoi servi li pulivano, allo stesso tempo lui andava parlando con Cleomene, figlio di Anassandride, che regnava a Sparta, e lo conduceva a casa [propria]. Mentre Cleomene si meravigliava di fronte ai bicchieri, [Meandro] lo esortava a prenderne quanti volesse. Dopo che Meandro fece questa offerta due o tre volte Cleomene si mostrò essere un uomo giustissimo, in quanto non fece un’ingiustizia prendendo queste offerte. Ma apprendendo che [Meandro] le offriva anche ad altri in città in cerca di favori, recatosi dagli efori disse che sarebbe stato meglio per Sparta cacciare il Samio dal Peloponneso, di modo che non persuadesse lui o chiunque altro degli Spartiati a divenire cattivo (kakon genesthai). E quelli, ascoltandolo,

24. 1 Il potere degli efori Arist. Pol. 2. 1270 b: Anche l’eforato ha

24. 1 Il potere degli efori Arist. Pol. 2. 1270 b: Anche l’eforato ha gravi difetti. La carica, infatti, è sovrana delle cose più grandi, ma [gli efori] provengono da tutto il demos, e così spesso la caricade su uomini molto poveri, i quali, per via dell’indigenza, erano (? ) comprabili. […] Alcuni [efori], corrotti dall’argento, danneggiarono l’intera polis con il loro potere, e siccome la carica era troppo grande, pari a una tirannide (isotyrannos), anche i re erano costretti a coltivare il favore popolare (demagogein), e anche da questo fu danneggiata la [loro] politeia: E infatti così da un’aristocrazia venne fuori una democrazia. Plutarco, Temistocle 19. 1: Reduce da queste cose, [Temistocle] subito prese a occuparsi della ricostruzione e fortificazione della polis, avendo persuaso con denaro gli efori a non opporsi, come racconta Teopompo (F 85), oppure, come dicono i più, con un inganno.

25. 1 Sparta: un altro mondo Popolazione: oliganthropia (Platea: 5000; Leuttra: 700; III sec.

25. 1 Sparta: un altro mondo Popolazione: oliganthropia (Platea: 5000; Leuttra: 700; III sec. : 100 ‘eugenetica’ All’esterno: xenelasia, segretezza, paranoia, corruzione All’interno: krypteia; controllo sulla vita privata Lakonizein: un ‘fascino’ inesauribile Alimentazione: pasti comuni; brodo nero Famiglia: controllo delle nascite; donne ‘emancipate’

25. 2 Sparta: un altro mondo Isoc. 12. 213 -14: Com’è possibile tollerare coloro

25. 2 Sparta: un altro mondo Isoc. 12. 213 -14: Com’è possibile tollerare coloro che approvano uomini che sono così lontani dai nostri comuni costumi, e che non ragionano in un modo vicino né ai Greci né ai barbari? [214] Gli altri, infatti, ritengono che i malfattori e i ladri siano peggiori anche dei servi, mentre quelli [scil. i Lacedemoni] considerano coloro che primeggiano in questi affari i migliori tra i loro giovani, e più di tutti li onorano.

26. 1 Due facce di Sparta Valorosi e nobili Questa è Sparta! Saggi, austeri

26. 1 Due facce di Sparta Valorosi e nobili Questa è Sparta! Saggi, austeri e di poche parole Pii, umili, rispettosi di gerarchie e leggi Custodi della Grecia e nemici dei tiranni Laconia mai vista da un nemico I migliori opliti del mondo greco I migliori guerrieri del mondo Fieramente insulari e incorrotti dalle insidie della cultura MA. . . F. Ollier, Le mirage spartiate. Étude sur l’idéalisation de Sparte dans l’antiquité greque, de l’origine jusqu’aux Puerili, ingenui Cyniques (Paris 1933) Ottusi, retrogradi e ignoranti Politicamente imbelli Arroganti, dispotici, insopportabili ‘Eccessivamente’ pederasti; incapaci di dominare le donne Assai vulnerabili a diserzione, rivolta, corruzione Chiusi nel loro mondo, alieni e alienati Incapaci di innovazioni in campo militare Questa è Sparta? !

26. 2 La genesi del miraggio VII sec. Tirteo. . . Erodoto Tucidide Aristofane

26. 2 La genesi del miraggio VII sec. Tirteo. . . Erodoto Tucidide Aristofane V sec. zio- nipo t e Crizia tardo V sec. Platone (‘vecchio oligarca’) Socrate IV sec. Senofonte ecc. . ‘Filolaconi’ ecc. Plutarco ecc.

26. 3 La propagazione del miraggio Dionigi di Alicarnasso, Antichità Romane 2. 13 (I

26. 3 La propagazione del miraggio Dionigi di Alicarnasso, Antichità Romane 2. 13 (I sec. a. C. ): [Romolo], resosi conto che gli sarebbe servito anche un corpo di giovani, utile come guardie del corpo e per gli affari urgenti, scelse 300 uomini dalle casate più illustri, i più forti nel corpo. [. . . ] Il nome che essi ebbero, collettivamente, fu quello di celeres. [. . . ] A me sembra che egli abbia tratto questa pratica dai Lacedemoni, avendo appreso che anche presso di loro i 300 più nobili tra i giovani fungevano da guardie dei re, loro difensori in guerra, sia a cavallo che a piedi.

26. 4 La persistenza del miraggio Tardo V sec. a. C. …periodo romano… …tarda

26. 4 La persistenza del miraggio Tardo V sec. a. C. …periodo romano… …tarda Antichità… 1500 -1700: …Medioevo… Sparta-Roma (Machiavelli) Licurgo legislatore ideale …Periodo moderno… (es. Jean Bodin) Periodo contemporaneo

27. 1 Quale Sparta? I punti salienti della critica moderna: • Mitizzata / demonizzata

27. 1 Quale Sparta? I punti salienti della critica moderna: • Mitizzata / demonizzata • Ordinamento militaresco, ma non solo • Politica interna ben più complessa di quanto appaia • Vivace vita culturale • Fossilizzata su concetti arcaici e incapace di rinnovarsi • Priva di una voce propria dal VII sec. fino al tardo III secolo (Sosibio) La Sparta che ‘conosciamo’ è quella idealizzata: • Dalla celebrazione aristocratica di Tirteo, ecc. • Dai suoi detrattori o dai suoi ammiratori, per lo più ateniesi • Da modelli deformati sedimentatosi nella tradizione degli studi e nella cultura • ‘Miraggio’, in gran parte impenetrabile – con pesanti sue ricadute storiche