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Case-museo, musei diocesani, studi d’artista, musei etnografici, ecomusei
Una immagine individuale di storia soggettiva ricreata in un ambiente privato • Le case museo nascono intorno alla metà del XIX secolo in un'epoca in cui l’alta borghesia subiva il fascino del collezionismo; le case museo erano volute e allestite dagli stessi proprietari-collezionisti più come esternazione del proprio gusto ed esibizione di cimeli e collezioni che vere e proprie abitazioni.
R. Pavoni, Case Museo in Italia, Roma, 2009 • Perché le case museo offrono al proprio pubblico un’esperienza diversa rispetto a quelle che si possono fare negli altri musei: infatti, nonostante le difficoltà di musealizzare, cioè di rendere pubblico e educativo un luogo carico di riferimenti individuali e intimamente legato a azioni e riti personali, solo la casa è in grado di raccontare con un linguaggio proprio risvolti di una società, di un’epoca, di un periodo artistico, di una personalità che altrimenti andrebbero irrimediabilmente perduti.
• Un ulteriore elemento che caratterizza le case museo nel panorama museale e le rende narratori di storie sempre originali è non solo il fatto di essere state abitate da uomini e donne ciascuno portatore della propria storiae personalità (dall’artista famoso, al commerciante, al contadino, al nobile, al collezionista, all’uomo politico), ma anche di essere profondamente legate al territorio e alla sua storia.
Il Comitato Internazionale Dimore Storiche Museo (DEMHIST), 2009 • Le nove tipologie individuate dal DEMHIST: • Case di uomini illustri, abitazioni di scrittori, artisti, musicisti, politici, eroi militari. . , cioè di personaggi famosi internazionalmente o in grado di incarnare localmente i valori e le qualità in cui la comunità si riconosce e attraverso cui si presenta • Case di collezionisti, dimore volute, ideate, arredate da collezionisti, e dunque documenti del gusto del collezionare e dell’abitare di un determinato periodo storico.
• Case della Bellezza, dimore dove la prima ragione per l’esistenza del museo è la casa come opera d’arte, vuoi per la struttura architettonica, vuoi per gli arredi e decori mobili, vuoi per la coerenza complessiva del progetto • Case interpreti di eventi storici, case testimoni di un evento o che rappresentano efficacemente i mutamenti stessi vissuti dalla società nel tempo, attraverso i cambiamenti della qualità della vita quotidiana e domestica
• Case volute da una comunità , case trasformate in museo non per ragioni storiche o artistiche ma perchè la comunità le ha viste come uno strumento in grado di raccontare la propria identità e le radici culturali del territorio in cui si trova.
• Dimore nobiliari, ville e palazzi dove generazioni di una stessa famiglia o di famiglie che vi si sono succedute e hanno lasciato i segni della propria storia • Palazzi reali e luoghi del potere, regge e dimore ormai storicizzate e completamente musealizzate o (come spesso avviene all’estero) ancora parzialmente utilizzate per l’originaria funzione • Case del clero, monasteri, abbazie e altre residenze ecclesiastiche aperte al pubblico con un uso residenziale sia passato che attuale
• Case a carattere etno-antropologico, documenti di un mondo e di una società scomparsa, come le case contadine in una società preindustrializzata. Queste case museo hanno avuto in tempi recenti una rinnovata fortuna, legandosi spesso agli ecomusei, luoghi capaci di parlare di una comunità attraverso il paesaggio, le manifestazioni della vita e del lavoro, e dunque anche grazie alle forme dell’abitare.
Milano, Museo Poldi Pezzoli
• Nacque come collezione privata di Gian Giacomo Poldi Pezzoli e dei suoi predecessori, in particolare della madre: Rosa Trivulzio. • Le sale vennero concepite come preziosi contenitori di una serie di opere d'arte antica e sono appositamente ideate per accogliere quadri e arredi, più come una moderna galleria d'arte, che una vera a propria casa improntata alla dimensione privata e personale.
1943 Bombardamenti • Il palazzo fu in parte distrutto. Si accese un vivace dibattito a proposito della scelta da adottare per il restauro: ripristino storicistico o allestimento delle collezioni secondo criteri moderni. Su decisione del Direttore di Brera si scelse di ripristinare gli ambienti il più vicino possibile a come li aveva voluti Gian Giacomo Poldi Pezzoli.
Francesco Hayez, Ritratto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Giuseppe Bertini, (Milano 1825 -1898) Ritratto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Museo Poldi Pezzoli, allestimento storico
Museo Poldi Pezzoli, armeria
Armeria
Interno
Logo del Museo, Pollaiolo, Ritratto di dama
Da casa-museo a museo-casa • Nel 1951 il museo fu riaperto al pubblico con l’allestimento di Ferdinando Reggiori.
Parigi, Museo Jacquemart-André • Il museo Jacquemart-André ospita la collezione d'arte riunita, tra il 1864 e il 1912, dai coniugi Edouard André e Nélie Jacquemart. Il percorso proposto dalla casa-museo, notevole non soltanto per la spiccata qualità delle opere esposte ma anche per la singolarità delle soluzioni allestite, che riflettono il gusto ottocentesco dei due fondatori, si snoda attraverso due sezioni principali: al pian terreno è protagonista l'arte francese dell’Ancien Regime (Lemoine, Vigée- Le. Brun, Boucher, Chardin, Fragonard, ecc. ) cui si affianca la pittura olandese (Rembrandt, Hals, Van Dyck, ) e la ritrattistica inglese (Gainsborough, Reynolds, ecc. ); il primo piano è dedicato all'arte italiana del Rinascimento: da Botticelli a Paolo Uccello, da Carlo Crivelli a Francesco del Cossa , fino alle opere di Mantegna, di Donatello, di Bernardino Luini. La più grande collezione d'arte italiana presente in Francia, dopo quella del Louvre, è qui esposta ricreando atmosfere peculiari: i grandi capolavori sono riuniti in un contesto in cui pittura, scultura e arti decorative si fondono con accostamenti inediti fin nei minimi particolari dell'arredo.
Isabella Stewart Gardner Museum, Boston, 1924
Interni
Recanati, Casa Leopardi • L'attuale palazzo risale alla metà del XVIII secolo, quando il canonico Carlo Orazio Leopardi, prozio del Poeta e valente architetto dell'epoca, riunì in un unico nucleo i vari edifici in cui la famiglia aveva abitato ininterrottamente fin dal secolo XIII. A Carlo Orazio si devono in modo particolare la facciata del palazzo, in sobrio stile neoclassico, e lo scalone interno, considerato uno tra i suoi migliori interventi sugli edifici della città.
• L'intero primo piano dello stabile è occupato dalla famosa Biblioteca che accoglie più di 20. 000 volumi ed è l'unica parte aperta al pubblico dell'edificio. I piani superiori, infatti, sono ancora oggi abitati dai discendenti dalla famiglia Leopardi.
Gabriele D’annunzio Il Vittoriale degli italiani, Gardone Riviera, Brescia
La stanza del lebbroso
Studio del pittore Pellizza da Volpedo • Lo studio di Giuseppe Pellizza, l’atelier nel quale egli dipingeva, si esercitava e studiava, avendo di fronte i prati e la campagna, fu fatto costruire dal pittore nel 1888 e fu successivamente ampliato fino ad assumere, nel 1896, l’attuale veste con l’ampio lucernario zenitale; è stato donato dalle due figlie di Pellizza al comune di Volpedo nel 1966 e l’aspetto che ha ora è dovuto ad un restauro che lo ha riportato alle condizioni originarie tra 1986 e 1994, anno della sua apertura al pubblico.
Sorrento, Museo Correale di Terranova • I fratelli Pompeo e Alfredo Correale, conti di Terranova, rimasti scapoli, scrissero nel testamento che alla loro morte tutte le opere d'arte in loro possesso, accumulate nel corso degli anni dalla famiglia, non andassero perdute e quindi proponevano la creazione di un museo in una villa di loro proprietà: il museo è ospitato in una villa settecentesca, utilizzata come residenza estiva dai conti di Terranova, Villa Correale.
ALLESTIMENTO • Al pianterreno si trova la sala dedicata ai fondatori con i loro ritratti e l’albero geneaologico della famiglia Correale, realizzato nel XIX secolo ; seguono quindi le sale dedicate alla storia di Sorrento. Si prosegue con gli ambienti dedicati all’archeologia. Al primo sono esposti dipinti e arredi del XVIII secolo, al secondo piano nature morte e paesaggi e una sala interamente dedicata agli orologi italiani ed europei del XVIII secolo; al terzo piano sono esposte maioliche italiane e straniere.
Scalone d’accesso, Francesco Jerace, busto della contessa Correale
Sala degli orologi
SALA DEGLI SPECCHI
Museo Diego Aragona Cortes Pignatelli Napoli
Rosina Pignatelli
Mostra Sartoria Tirelli Villa Pignatelli, luglio 2017
Museo delle carrozze
• “. . non sono i muri, nè il soffitto nè il pavimento che danno caratterealla casa, ma gli esseri che la rendono viva con la loro conversazione, le loro risate, i loro amori e risentimenti. . ”(Ernesto Sabato)