CORSO DI FORMAZIONE ORDINE PSICOLOGI CALABRIA LAMEZIA TERME
CORSO DI FORMAZIONE ORDINE PSICOLOGI CALABRIA LAMEZIA TERME 30 -31 MARZO 2017 LA PSICOLOGIA DIVENTA ADULTA: EPISTEMOLOGIA E PRATICA DELLA PSICOLOGIA DOCENTI: F. MEGNA – C. SESTITO
• • Di cosa ci occuperemo • • • 2° giorno • pomeriggio 1° giorno mattina Breve introduzione sul modello della PNL Le submodalità visive: esercitazione e applicazione della tecnica in piccoli gruppi pomeriggio La scozzata: dimostrazione e applicazione della tecnica in piccoli gruppi Cambiamento di convinzioni limitanti: dimostrazione e applicazione della tecnica in piccoli gruppi mattina La ristrutturazione in sei fasi: dimostrazione e applicazione della tecnica in piccoli gruppi
Marito: ‘ Se non capisci il mio punto di vista, è inutile continuare a parlare ’. Moglie: ‘ Sento come se tu mi stessi respingendo ‘. Marito: ‘ Non mi sembra, piuttosto vedo che ti stai comportando da stupida ‘. Moglie: ‘ Sono stufa dei tuoi giudizi taglienti! Mi sento sempre offesa ’. Marito: ‘ Sei tu che non ti avvicini e non mi degni mai di uno sguardo ’.
COS’È LA PNL § PROGRAMMAZIONE: il comportamento è programmato con la combinazione e la disposizione delle rappresentazioni del sistema neurale – visioni, suoni, sensazioni, odori e sapori – indipendentemente dal comportamento messo in atto. § NEURO: (dal greco neuron, nervo) secondo cui ogni comportamento deriva da processi neurologici. § LINGUISTICA: indica che i processi neurali sono disposti ed ordinati in strategie attraverso il linguaggio e i sistemi di comunicazione.
PERCHÉ NASCE Nasce in risposta alle seguenti domande: 1. Come mai alcuni terapeuti sono molto efficaci mentre i loro allievi non ottengono i loro medesimi risultati? 2. Cosa fanno le persone per guarire da soli? 3. Come mai alcuni raggiungono, quasi sempre facilmente i loro obiettivi?
IL METODO La grande innovazione: il Modello A differenza di altre scuole Bandler e Grinder hanno preso a modello le persone che raggiungono l’eccellenza in ambito clinico, nel business e nel campo dell’educazione. In particolar modo essi hanno studiato, con filmati e audiocassette, terapeuti di grande efficacia: Erickson, Perls, Satir, Berne, Rogers , etc.
APPROCCIO PNL CAMPI DI APPLICAZIONE Caratteristiche: § modello contro teoria § Studio § struttura contro contenuto § In terapia come funziona contro perché funziona § Business § Modellamento dell’eccellenza § Educazione § Sviluppo delle risorse umane § abilità richieste: acuità sensoriale § §Processo contro definizione diagnostica della soggettività
I PRESUPPOSTI DELLA COMUNICAZION E UMANA
§ Le persone rispondono alle loro proprie percezioni della realtà. § Ogni persona ha la propria mappa individuale del mondo. § Le persone fanno le migliori scelte loro disponibili. LE RISORSE SONO NELLA STORIA PERSONALE 1. Non è possibile isolare completamente una qualsiasi parte del sistema dal resto. 2. Non possiamo non comunicare. 3. Tra mente e corpo esiste un profondo legame. 4. Nella comunicazione non esistono errori, esistono solo reazioni e risultati che otteniamo. 5. La comunicazione è qualificata dal contesto.
OGNI COMPORTAMENTO HA UN’INTENZIONE POSITIVA • È utile separare il comportamento dall’intenzione positiva dalla quale è generato. • È più facile e più produttivo rispondere all'intenzione piuttosto che esprimere un comportamento problematico. • Un comportamento positivo in una situazione può rivelarsi inopportuno in un altro contesto.
PRINCIPIO DI VARIETÀ NECESSARIA § All’interno di una situazione o gruppo, colui che avrà maggiore flessibilità, sarà l’elemento determinante. § Le 'più sagge ' e più 'utili' mappe sono quelle che hanno a disposizione il maggior numero di scelte, in opposizione a quelle più "vere" o "giuste. "
I SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI DELLA REALTA’ ci dicono con quale modalità percettiva ognuno di noi “ricompone” i dati primari e quali modelli percettivi usa con più frequenza. La loro individuazione ci suggerisce qual’ è la modalità sensoriale che ci consente di “entrare” nella mappa di un individuo e di utilizzare un linguaggio congruente con la sua mappa. Tutti possono usarli contemporaneamente, ma in genere ognuno ne usa uno più degli altri (sistema preferenziale), e preferisce ricevere le informazioni nella forma che meglio si adatta al proprio sistema preferito.
TRE SISTEMI FONDAMENTALI VISIVO AUDITIVO SUONI IMMAGINI CENESTESICO SENSAZIONI GUSTO OLFATTO PAROLE
PREDICATI VERBALI VISIVI AUDITIVI CENESTESICI OLFAT/GUST Prospettiva Osservare Nebbioso Inquadrare Scrutare Cornice Aspetto Colori Prevedere Adombrare Flash Offuscato Oscuro Sentire Ascoltare Coro Rumore Chiamare A voce alta Gridare Dissonanza Assonanza Risuonare Rimbomba Cadenza Provare Sentire Comodo Confort Stretto Sottile Ruvido Solido Pressione Tensione Ferire Rilassato Goffo Assaggiare Sapore Odore Puzza Essenza Affumicato Pungente Acre Amaro Piccante Dolce Salato Fiuto
I SEGNALI D’ACCESSO VERBALE PREDIC VEDERE, CHIARO, ATI QUADRO, CHIARAMENTE PARAVERBALE Segnali d’accesso visivi TONO VOLUME VELOCITA’ MELODIA PAUSE NON VERBALE GESTUALITA’ MIMICA POSTURA PROSSEMICA FISIOLOGIA RESPIRAZIONE COLORITO ALTO ELEVATA ASSENTE ASSENTI CENTRIFUGA ASIMMETRICA APERTA INVASIVA TORACICA PALLIDO
VERBALE PREDICATI AFFERRARE, PESANTE, PESO, CALOROSO PARAVERBALE Segnali d’accesso cenestesici TONO VOLUME VELOCITA’ MELODIA PAUSE NON VERBALE GESTUALITA’ MIMICA POSTURA PROSSEMICA FISIOLOGIA RESPIRAZIONE COLORITO BASSO BASSA PRESENTI CENTRIPETA SIMMETRICA CHIUSA EVASIVA ADDOMINALE SANGUIGNO
VERBALE PREDICATI ASCOLTARE, SILENZIOSO FRAGOROSAMENTE, ASSORDANTE PARAVERBALE Segnali d’accesso uditivi TONO VOLUME VELOCITA’ MELODIA PAUSE NON VERBALE GESTUALITA’ MIMICA COSTANTE ASSENTI POSTURA PROSSEMICA LINEA DELLE ORECCHIE SIMMETRICA SAX/CORNETTA INTERMEDIA FISIOLOGIA RESPIRAZIONE COLORITO INTERMEDIO
LATERAL EYES MOUVEMENT LEM l CHE COSA SONO: I movimenti degli occhi. Sono modelli visivi di indagine nel sistema non verbale (segnali di accesso) che permettono, insieme ai predicati, di individuare i Sr che la persona usa in un dato momento. l
FAR FUNZIONARE IL CERVELLO • Ora vi invito a fare alcuni semplicissimi esperimenti su come si possa imparare a fare funzionare il nostro cervello…questa esperienza vi servirà a capire il resto di questo seminario e di conseguenza vi consiglio di effettuare veramente i brevi esperimenti che seguono… • Mentre ve ne state tranquillamente e comodamente seduti sulle vostre sedie, …pensate a un’esperienza passata molto gradevole…. concedetevi ora un momento di pausa per accedere a quel ricordo e fate in modo di vedere ciò che avete visto nel momento in cui quell’episodio piacevole è avvenuto…potete chiudere gli occhi, se ciò vi facilita il compito… • Guardando quel ricordo piacevole ora voglio che cambiate la luminosità dell’immagine, e osserviate come in risposta cambiano anche le vostre sensazioni…prima rendetela sempre più luminosa…ora rendetela sempre meno luminosa, finché non riuscite a malapena a vederla…adesso rendetela di nuovo luminosa…. • In che modo questo cambia la vostra esperienza interna, il modo in cui vi sentite? . . . in genere nella maggior parte dei casi quando rendete l’immagine più luminosa ciò intensifica le vostre sensazioni, quando diminuite la luminosità di solito diminuisce l’intensità delle sensazioni…
• Quante volte abbiamo pensato alla possibilità di cambiare intenzionalmente la luminosità di un’immagine interna al fine di provare sensazioni diverse…quante volte abbiamo pensato di farlo fare ai nostri pazienti? . . . • Adesso pensate a un ricordo spiacevole, ma non troppo…non serve…un’esperienza un pò sgradevole, a qualcosa che a ripensarci non vi fa stare tanto bene…ora rendete l’immagine sempre meno luminosa…. se abbassate la luminosità a sufficienza non dovrebbe darvi più noia… • Cosa avete sperimentato…. • La luminosità è solo uno dei tanti elementi che possiamo variare…ma vediamo alcune particolari eccezioni…se rendete l’immagine molto luminosa da eliminare i dettagli e da renderla quasi bianca, ciò riduce, anziché accrescere l’intensità delle sensazioni…se l’immagine rappresenta una scena a lume di candela, o al crepuscolo, , o al tramonto, parte del suo fascino sono collegate alla poca luce…se aumentate la luminosità può diminuire l’intensità delle sensazioni…se l’immagine si riferisce alla paura del buio, aumentando la luminosità la paura tenderà a diminuire invece di aumentare…
• Adesso giochiamo con un’altra variabile submodale…prendete un altro ricordo piacevole e cambiate la dimensione dell’immagine…prima rendetela sempre più grande…e poi sempre più piccola, osservando come le vostre sensazioni cambino in risposta a ciò…. solitamente un’immagine più grande intensifica le sensazioni, un’immagine più piccola ne diminuisce l’intensità… • Un’immagine estremamente grande tenderà a diventare ridicola e irreale e può essere usata per ridurre sensazioni spiacevoli…analogamente se rendete un’immagine sgradevole sempre più piccola diminuisce anche l’intensità delle sensazioni… • Cercate di capire qual è il vostro sistema migliore…così da poter imparare a controllare la vostra esperienza… • Cosa avete scoperto… • Ora vi darò una griglia di altri elementi visivi che potete variare e osservare consapevolmente come possiate mutarli in modo da poter influire sulla vostra reazione emotiva…con ognuno degli elementi indicati fate la stessa cosa che avete già fatto con la luminosità e le dimensioni…provate ad andare prima verso una direzione…e quindi nell’altra, per scoprire in che modo ciò trasforma la vostra esperienza…cambiate un solo elemento alla volta e prendete nota degli elementi che cambiano l’esperienza in modo significativo…lavorate su esperienze piacevoli… lavorate in coppia e invertitevi i ruoli…A (psicologo) – B (cliente/paziente/)
• SUBMODALITA’ VISIVE • Colore – cambiate l’intensità, da colori vivaci e intensi al bianco e nero • Distanza – cambiatela da vicinissimo a lontanissimo • Profondità – trasformate l’immagine da una fotografia piatta, bidimensionale, alla piena profondità delle tre dimensioni • Durata – passate da un’apparizione rapida a un’immagine persistente che si conserva per un certo tempo • Nitidezza – trasformate l’immagine passando da una chiarezza cristallina in ogni dettaglio a una figura sfocata e indistinta • Contrasto – regolate la differenza tra chiari e scuri, passando da un contrasto violento a gradazioni sfumate di grigio • Campo – passate da un’immagine con cornice a una immagine panoramica che vi circonda completamente • Movimento – fate passare l’immagine da fotografia, a diapositiva e poi un film • Velocità – regolate gradualmente la velocità del film da lentissimo a velocissimo • Immagine associata/dissociata- guardate l’immagine con i vostri occhi (associati) e poi vedetevi mentre guardate l’immagine (dissociati)
• Dominante – cambiate l’equilibrio dei colori, intensificate i rossi e diminuite gli azzurri e i verdi • Trasparenza – rendete l’immagine trasparente in modo da vedere cosa c’è sotto la superficie • Orientamento – inclinate la parte superiore dell’immagine in modo che si allontani da voi…e poi si avvicini • Figura/sfondo – cambiate la separazione tra figura e sfondo, invertite i due aspetti in modo che lo sfondo si trasformi in un’immagine interessante • Immagine associata/dissociata- guardate l’immagine con i vostri occhi (associati) e poi vedetevi mentre guardate l’immagine (dissociati)
• Ora che sapete come funzionano le submodalità visive, potete combinarli in modo da ottenere mutamenti ancora più intensi e sapere anche dove e quando vi piacerebbe utilizzarle… • Per esempio…prendete un ricordo piacevole…fate che sia un film e non una fotografia fissa…prendete l’immagine e tiratela vicina e mentre si avvicina rendetela più luminosa e più colorata, mentre al tempo stesso rallentate il film a circa metà della velocità…oppure, se è sgradevole, fissatela dentro una cornice come se fosse una fotografia in bianco e nero, rimpicciolite l’immagine e allontanatala rapidamente…e mentre si allontana diminuite la luminosità fino a farla diventare sempre più scura • E’ davvero sorprendente quanto sia così semplice stare bene o stare male…se ne siamo consapevoli possiamo avere il controllo su tale funzionamento del cervello…evitando che sia lui stesso a presentarci immagini a casaccio determinando una sensazione piacevole piuttosto che dolorosa…così come funziona generalmente… • Pensiamo ai nostri pazienti…fanno la stessa cosa ma percorrendo una direzione inversa…ricordano le esperienze più belle come delle foto in bianco e nero, oscure, lontane, sfocate, e ricordano le esperienze brutte come un film tridimensionale ravvicinato, panoramico e vivamente colorato…è davvero un ottimo sistema per deprimersi o andare in panico…tutti noi abbiamo esperienze belle e brutte…ciò che conta è spesso come le ricordiamo…
• SUBMODALITA’ AUDITIVE • ALTEZZA - TEMPO – VOLUME – DISTANZA – CONTRASTO – RITMO - SUONO CONTINUO O INTERROTTO – TIMBRO – PAROLE - SUONO ASSOCIATO/DISSOCIATO • DURATA – CHIAREZZA – FONTE ESTERNA/INTERNA - LOCALIZZAZIONE • SUBMODALITA’ CENESTESICHE • PRESSIONE – LOCALIZZAZIONE – AMPIEZZA – TEMPERATURA – MOVIMENTO – DURATA – INTENSITA’ – FORMA - FREQUENZA
LA SCOZZATA • Questo schema submodale che voglio insegnarvi può essere usato per molte cose…è uno schema altamente rigenerativo ed ha lo scopo principale di dare una direzione al cervello…gli esseri umani hanno la tendenza a evita • re ciò che è spiacevole, e ad andare verso ciò che è piacevole…prima c’è una grande immagine luminosa dello stimolo che suggerisce il comportamento che non piace… e che diventando piccola e scura fa diminuire il disagio…simultaneamente la persona viene attratta da un’altra immagine piacevole che diventa grande e luminosa…ciò fissa letteralmente una direzione che la mente della persona può seguire…cosicché il comportamento ha una fortissima tendenza a seguire la stessa direzione… • Dimostrazione della tecnica • Campi di applicazione: abitudini indesiderate – eccessive reazioni emotive – sentirsi bloccato in qualche situazione – fobie – attacchi di panico –
• Dimostrazione • Allora…. mi vuoi dire che cosa vorresti? • Ti voglio fare una domanda…immaginiamo che io debba prendere il tuo posto…come fai a sapere quand’è il momento di avere il problema X? Come lo fai? Puoi farlo ora? • Come faccio dentro la mia testa per avere X? • Riportare X in termini di un’immagine spunto • Ti fai anche delle immagini…che tipo di immagini • Ora puoi fermarti e ricordare l’ultima volta in cui hai avuto il problema X, puoi ricordarti quale immagine hai costruito? • Pensa a quello che hai fatto in quel momento…a che punto comincia X? Ricordando quella stessa immagine, puoi farti ritornare X? . . . • Ora prendi questa immagine che fa scattare X e avvicinati come se avessi uno zoom…cosa succede a X…si presenta? . . . • Adesso non usare più lo zoom e guarda l’immagine da una certa distanza, e contemporaneamente rendila scura…ora cosa succede con X?
• Adesso torna indietro e avvicina di nuovo l’immagine rendendola più luminosa…cosa succede quando l’avvicini e la rendi più luminosa? . . . Ok • Ora ciò che voglio che tu faccia è creare una nuova immagine, l’immagine di come pensi che saresti se fossi capace di cambiare questa cosa…un’immagine di come ti vedresti se avessi già ottenuto il cambiamento che desideri…anziché vederti mentre ti comporti in un modo diverso e specifico…voglio invece che tu ti veda come una persona che ha molte e diverse qualità e capacità, una persona più competente e più in grado di fare le cose bene…una persona più capace nel realizzare anche cambiamenti ben più importanti di questi…vediti come una persona più serena, più felice, meglio disposta nei propri confronti, e soprattutto, capace di credere di poter effettuare rapidamente dei cambiamenti nel senso da lei stessa voluto…. e voglio che continui a regolare questa immagine finché per te non diviene un’immagine veramente attraente, qualcosa che ti attrae fortemente…(calibrare la fisiologia del corpo e del volto…) • verifica: sei proprio sicuro che sia così l’immagine di te che desideri fortemente? . . . • Ora voglio che tu prenda la prima immagine, quella che fa scattare X…e rendila grande e luminosa…e che nell’angolo inferiore destro di quell’immagine tu collochi la seconda immagine, quella di te stesso senza il problema, rendendola piccola e scura…ora voglio che tu faccia quella che in pnl si chiama scozzata…e voglio che adesso tu la faccia in sequenza e lentamente…voglio che tu ingrandisca l’immagine più piccola rendendola luminosa fino a quando non copre completamente la prima immagine che simultaneamente dovrà scurirsi e rimpicciolire…dopodiché apri gli occhi…
• Adesso voglio che tu faccia esattamente la stessa cosa ma in modo veloce e rapido…fallo per cinque volte di seguito e ogni volta che concludi apri gli occhi… • Ora è il momento di fare una verifica…crea nuovamente la prima immagine, grande e luminosa, e dimmi cosa succede… • Adesso voglio che rifai lo stesso procedimento…ma questa volta mentre ingrandisci e rendi luminosa l’immagine di te…voglio che svuoti completamente la prima immagine mentre l’immagine di te prende il suo posto…fallo cinque volte velocemente, rapidamente…ti piace la sensazione che provi mentre ti vedi? . . . sei convinta che saresti così se avessi fatto questo cambiamento? . . . Ora riprendi la prima immagine grande luminosa e dimmi cosa succede adesso… • Ora voglio che tu metta l’immagine piccola e scura nell’angolo inferiore destro della prima immagine grande e luminosa…fai espandere l’immagine piccola e contemporaneamente fai arretrare l’immagine grande mentre sbiadisce…quindi voglio che l’immagine di te venga più vicino mentre si espande… così finirai a faccia con te stesso/a in una nuova situazione…come ti senti quando ci riesci? . . . fallo tre volte rapidamente • Ancora una volta voglio che tu torni indietro fino all’immagine a partire dalla quale provavi X…ora voglio che quando si avvicina tu la renda tanto luminosa da farla diventare bianca…
• …e poi rendila scura…e mentre la rendi più scura, l’altra immagine piccola si espanderà fino a che non riempie tutto lo schermo…fallo tre volte e velocemente e poi dimmi cosa succede… • Benissimo, adesso possiamo fare una verifica finale…verifichiamo che fine ha fatto X…prova a trattenerlo…prova ancora una volta per essere sicuri….
SCHEMA DELLA SCOZZATA 1. Identificare il contesto…individua il punto in cui ti senti bloccato…in che occasione o in che momento vorresti reagire diversamente da come fai adesso… 2. Identificate l’immagine che dà avvio al comportamento…adesso voglio che tu identifichi cosa effettivamente vedi in quella situazione subito prima di iniziare il comportamento che non ti piace… 3. Creare l’immagine dell’esito…adesso crea un’immagine di come ti vedresti diverso se avessi già ottenuto il cambiamento desiderato…voglio che continui a regolare questa immagine finché non diviene davvero attraente, qualcosa che ti attrae fortemente…l’immagine di una persona più competente, più in grado di affrontare le situazioni difficili, più felice, più capace di realizzare tutti i cambiamenti che lei ritiene validi dal suo punto di vista… (fare molta attenzione ai segnali non verbali del corpo e del viso che devono essere congruenti con l’immagine di sé creata) 4. La scozzata…comincia col vedere l’immagine di partenza grande e luminosa…quindi colloca una piccola raffigurazione scura dell’immagine di te stesso nell’angolo inferiore destro…lentamente fai diventare la piccola immagine scura via più grande e luminosa finché non copre totalmente la prima immagine…che simultaneamente diventerà piccola e scura…infine apri gli occhi… Ora ripeti lo stesso procedimento per cinque volte e sempre più velocemente…e ogni volta che completi il lavoro apri gli occhi e poi ricomincia di nuovo… 5. verifica…adesso ricrea la prima immagine…che succede? Se la scozzata è stata efficace l’immagine tenderà a svanire e a essere sostituita dalla seconda, quella di come desidera essere la persona…se nella prima immagine è rappresentato un comportamento potete fare una verifica comportamentale chiedendo, se è possibile farlo, di eseguirlo…se si è modificato poco o niente ripetete lo schema cercando di capire cosa avete trascurato
SUPERARE LE CONVINZIONI LIMITANTI • Un altro modo di considerare il comportamento umano è ritenere che esso sia organizzato a certe cose estremamente durevoli che chiamiamo «convinzioni» …nella misura in cui si riesce a far rientrare un certo comportamento nel sistema di convinzioni di una persona, si può farle fare qualsiasi cosa, o farle smettere di fare qualsiasi cosa… • Le convinzioni, nell’ottica della PNL, non si basano necessariamente su una struttura logica e non vengono concepite per coincidere con la realtà…dato che non sappiamo davvero cosa sia veramente reale, dobbiamo formarci una convinzione… • Tipi di convinzioni • Su di sé, sul mondo, sugli altri • Convinzioni sulla causa di qualcosa • Convinzioni sul significato degli eventi, delle situazioni • Convinzioni sull’identità (non valgo niente, non merito attenzione, sono un fallito…)
COME IDENTIFICARE LE CONVINZIONI LIMITANTI • Lavorare sulle «cortine di fumo» …risposte del paziente ad una sollecitazione, che riguarda una convinzione limitante, del tipo: « non lo so» , «non so, ho come un vuoto mentale» …Tutto ciò non ha senso» …fanno capire che si è molto vicini all’estrazione di una convinzione limitante… • Violazioni del meta-modello linguistico: uso frequente nel linguaggio verbale di operatori modali e nominalizzazioni (cosa si può fare e cosa non si può fare – cosa si dovrebbe fare e cosa non si dovrebbe fare)… • Relazioni di causa-effetto enunciate con affermazioni del tipo ‘se succede (o non succede) X…allora si verifica Y…se non recito le preghiere, allora sarò punito… • Esaminando una situazione problematica della persona: alla domanda: «cosa dice di te il fatto che tu non sia riuscito a cambiare la situazione? » , si ottengono di solito come risposte affermazioni di convinzioni sull’identità
• • CAPIRE LA CONFUSIONE • Molta gente sta male perché è confusa riguardo a qualche cosa…la confusione, tuttavia, è sempre un’indicazione che sei sulla via della comprensione…presuppone che ci sia una grande mole di informazioni non ancora organizzate da permettere di capirli… • Pertanto, prima di passare alla tecnica del superamento delle convinzioni limitanti è utile fare questo breve esperimento, tutti insieme… • Voglio che voi pensiate a qualcosa che vi lascia confusi…qualcosa di cui avete avuto ampie esperienze, ma che vi sembra ancora incomprensibile…qualcosa che vi lascia la sensazione di non capire nulla…e voglio che create un’immagine di questa cosa…. • Adesso voglio che pensiate a qualcosa di analogo, ma che invece capite…con analogo voglio dire che se la vostra confusione riguarda un vostro comportamento, anche la vostra comprensione deve riguardare un vostro comportamento…stessa cosa se si tratta di comportamenti di altre persone…anche in questo caso create un’immagine Come esseri umani non sapremo mai esattamente cosa sia la realtà, perché il nostro cervello non conosce la reale differenza tra l’esperienza immaginata e quella ricordata…gli stessi neuroni vengono attivati per entrambe le esperienze…per tale ragione, dobbiamo avvalerci di particolari strategie che ci permettano di distinguere tra l’informazione ricevuta tramite i sensi e quella immaginata…
• Adesso disponete di due esperienze interne, rappresentate da due diverse immagini… una di queste la chiamiamo comprensione e l’altra confusione… • Collocatele ad una certa distanza davanti a voi e voglio che notiate in che modo le immagini sono diverse…per esempio, una potrebbe essere un film e l’altra una diapositiva, una illuminata l’altra oscura, una più grande e l’altra più piccola…in una ci possono essere suoni e nell’altra no…guardando l’una proverete determinate sensazioni e guardando l’altra ne proverete di diverse…ricordatevi le diverse submodalità visive che abbiamo visto ieri e utilizzatele per fare il confronto tra l’immagine della confusione e quella della comprensione…basta rilevare anche soltanto due o tre differenze… • Ora passiamo alla parte più interessante…voglio che prendiate l’immagine della confusione e la trasformiate in modo da farla diventare simile nella forma dell’immagine della comprensione…e lasciando inalterato il contenuto…adesso ingrandite l’immagine della comprensione fino a quando non è grande come l’immagine della confusione e notate cosa succede…capite meglio ora la confusione?
SUPERARE LE CONVINZIONI LIMITANTI • Un altro modo di considerare il comportamento è ritenere che esso sia organizzato attorno a certe cose durevoli chiamate «convinzioni» …ogni volta che qualcuno dice che fare una certa cosa è importante o non è importante, o di essere certo o di non esserlo…ogni volta che risponde con un perché…sta esplicitando una convinzione…le convinzioni sono veramente una cosa potente…pensiamo soltanto che se si riuscisse a far rientrare un certo comportamento nel sistema di convinzioni di una persona, si potrebbe chiederle di fare qualsiasi cosa o farle smettere di fare qualsiasi cosa…allo stesso tempo, però, le convinzioni possono mutare, trasformarsi…ci sono cose di cui siamo convinti ora e a cui in precedenza non avevamo mai nemmeno pensato… • Ora vorrei che venisse qualcuno che ha una convinzione riguardo a se stesso una convinzione che gli piacerebbe fosse diversa…pensate a una convinzione che in qualche modo vi limita
• SCHEMA DI CAMBIAMENTO DELLE CONVINZIONI LIMITANTI • 1. Convinzione: pensa a tua convinzione riguardo a te stesso che vorresti non avere, perché in qualche modo ti limita o ha conseguenze indesiderabili…come rappresenti questa convinzione nella tua esperienza interna • 2. Dubbio: adesso pensa a qualcosa su dite di cui dubiti…non sai se può essere vero o non essere vero…e dimmi in che modo rappresenti questo dubbio nella tua esperienza interna… • 3. Differenze: ora hai davanti a te due immagini, una rappresenta la convinzione limitante, l’altra rappresenta il dubbio…voglio che noti le differenze fra le due immagini…(fare un elenco delle differenze) • 4. Verifica: adesso verifichiamo una volta ciascuna delle submodalità dell’elenco per scoprire quali sono più efficaci nel trasformare la convinzione limitante in dubbio…(dopo ogni verifica ritornare sempre all’immagine originaria della convinzione) • 5. Nuova convinzione: quale nuova convinzione vorresti avere al posto di quella limitante che hai adesso e non ti piace? . . . pensa a una nuova convinzione in termini positivi…in termini di una capacità che ti dia modo di ottenere il tuo scopo…poi voglio che tu ti chieda in che modo questa nuova convinzione potrebbe creare dei problemi a te stesso o agli altri…se non crea problemi vai avanti, altrimenti puoi fare aggiustamenti sulla nuova convinzione finché non senti completamente ecologica… • 6. Dalla convinzione limitante al dubbio: ora manteniamo uguale il contenuto e trasformiamo la convinzione limitante nella forma del dubbio utilizzando le differenze riscontrate…(utilizzare l’elenco delle differenze delle due immagini) • 7. Cambiare il contenuto: ora cambiamo il contenuto della convinzione limitante con quello della nuova convinzione…fai così…allontana l’immagine della convinzione limitante finché non la vedi più e poi falla riavvicinare con l’immagine della nuova convinzione…oppure rendi l’immagine della convinzione limitante tanto luminosa o tanto buia da far sparire il vecchio contenuto, e quindi falla ricomparire con l’immagine e il contenuto della nuova convinzione… • 8. Dal dubbio alla convinzione: conservando il nuovo contenuto, ora voglio che trasformi il dubbio in convinzione in vertendo però i cambiamenti…(utilizzare l’elenco delle differenze invertendo il processo del passo 6)… • 9. Integrazione ecologica della nuova convinzione: ora lascia che la tua mente inconscia condivida questa nuova tua convinzione con tutte le tue parti interne in modo da integrarla nel tuo sistema di convinzioni, in modo sano, coerente con tutta la tua persona e la tua identità, ecologico… • 10. Verifica: come ti rappresenti questa nuova convinzione nella tua esperienza interna? . . . come ti rappresenti ora la tua vecchia convinzione, che comunque la lasciamo in qualche angolino chissà potrebbe esserti in qualche futura circostanza….
LA RISTRUTTURAZIONE • Un antichissimo racconto cinese taoista narra di un contadino che viveva in un povero villaggio di campagna ed era considerato molto ricco perché possedeva un cavallo per arare la terra e per trasportare oggetti…un giorno il cavallo scappò e tutti i vicini esclamarono: « che disgrazia!» , ma il contadino disse semplicemente: «forse» …alcuni giorni dopo il cavallo ritornò, portandosene dietro altri due, e tutti i vicini si rallegrarono della buona fortuna del contadino, ma egli disse semplicemente : » forse» …il giorno seguente, il figlio del contadino cercò di salire in grippa a uno dei cavalli selvaggi, il cavallo lo fece cadere e il ragazzo si ruppe una gamba…tutti i vicini manifestarono al contadino nuovamente il dispiacere per la disgrazia che gli era toccata, ma nuovamente lui disse: « forse» …la settimana successiva, vennero al villaggio dei funzionari governativi in cerca di uomini da mandare alle armi…costoro scartarono il figlio del contadino, perché aveva la gamba rotta…quando i vicini si rallegrarono della sua fortuna, il contadino ancora una volta disse: «forse» ! • Il significato, dunque, di qualsiasi evento, dipende dalla cornice all’interno della quale lo percepiamo…se cambia la cornice, cambia il significato… • Ecco cos’è, in PNL, la ristrutturazione: il cambiamento della cornice, del contesto, all’interno della quale una persona percepisce gli eventi, e ciò allo scopo di cambiare il significato… • Quando si cambia il significato di un evento, cambiano anche le reazioni e i comportamenti della persona.
• La ristrutturazione, la capacità cioè di porre un avvenimento abituale all’interno di una nuova cornice, che lo renda interessante o divertente, è anche l’elemento centrale di qualsiasi processo creativo… • La ristrutturazione è largamente utilizzata nei diversi contesti terapeutici…quando uno psicologo cerca di far sì che il paziente «pensi alle cose in modo diverso» , oppure «veda le cose da un nuovo punto di vista» , o anche «prenda in considerazione altri fattori» , sta tentando di ristrutturare gli avvenimenti affinché egli vi reagisca in modo diverso…i terapeuti della scuola di Palo Alto utilizzano interventi di ristrutturazione del comportamento come la prescrizione del sintomo o le ingiunzioni paradossali, altri ristrutturano i sintomi come doti o abilità della persona, gli psicoanalisti tendono a ristrutturare i sogni, processi proiettivi e il transfert del paziente…l’Analisi Transazionale ristruttura la comunicazione tra l’Io bambino, l’Io adulto e l’Io genitore…e via dicendo… • In PNL si utilizzano fondamentalmente: • La ristrutturazione del contenuto – la ristrutturazione i 6 fasi – la negoziazione tra le parti • e tecniche più complesse come la creazione di una nuova parte, la ristrutturazione di sistemi (coppia, famiglia, organizzazioni), la ristrutturazione di stati dissociati (alcolismo, tossicodipendenza)
LA RISTRUTTURAZIONE DEL CONTENUTO • Ristrutturazione del significato: si usa ogni volta che non c’è bisogno di cambiare lo stimolo che genera un comportamento, perché non c’è niente di intrinsecamente cattivo in esso…quando una persona ha un’esperienza sgradevole, ciò che in realtà non le piace è la propria reazione a questa esperienza…uno dei modi per cambiare la reazione è capire che essa non è basata su ciò che l’esperienza è di per sé, ma sul significato attribuito dalla persona…se si cambia ciò che l’esperienza significa, si cambia anche la reazione… • Si usa ogni volta che il paziente pone il suo comportamento sgradevole in termini di un’equiparazione, di uno schema di tipo causa-effetto…quando avviene X, mi sento Y (quando entro in un negozio affollato, mi sento svenire) • Chiedersi: che altro potrebbe significare questo comportamento? C’è una cornice più ampia entro la quale il comportamento potrebbe tornare utile? • Ristrutturazione del contesto: si usa quando il paziente pone il comportamento indesiderato in termini di una generalizzazione (uso di termini come sempre, molto, tanto, tutti)…» sono molto depresso e non riesco a lavorare» …» non mi piace essere molto avida e sempre insoddisfatta» …in questo caso si trova, insieme al paziente, un diverso contesto entro il quale potrebbe cambiare il significato di quel comportamento…
• La Ristrutturazione in sei fasi e la Negoziazione tra le parti L’ipotesi di partenza del modello della ristrutturazione in sei fasi è che ci sia nella persona una parte che la costringe a fare cose che non vuole fare, oppure che le impedisce di fare cose che desidera fare…è questo uno dei modi possibili di descrivere le difficoltà che incontra una persona…altre volte si può pensare che la difficoltà sia prodotta da due o più parti in conflitto fra di loro… Si presuppone che ogni parte di un individuo sia sana, con una propria visione, con capacità e convinzioni e ognuna svolge una propria valida funzione e un modo valido di assolverla…in questi casi entrambe le parti fanno qualcosa di utile per la persona, solo che il modo di agire di una interferisce con quello dell’altra…se entrambe le parti svolgono contemporaneamente la loro funzione, nessuna delle due potrà mai funzionare bene…in tali circostanze piuttosto che applicare la ristrutturazione in 6 fasi, si utilizza la tecnica della negoziazione tra parti, il cui scopo è fare in modo di trovare un accordo tra le parti sulla volontà di non ostacolarsi a vicenda con il loro modo di agire
• Schema della ristrutturazione in 6 fasi • 1. Identificare e contestualizzare lo schema X da cambiare: dove, quando, con chi, in quali situazioni si presenta il comportamento, la reazione… • 2. Stabilire una canale di comunicazione con la parte responsabile di questo schema: …ora voglio che tu chieda alla parte responsabile di X se è disposta a comunicare con la tua mente conscia…fai attenzione ora a qualsiasi sensazione, immagine o suono che si presentano in risposta alla tua domanda…adesso stabiliamo un significato positivo/negativo di questa risposta…(se è un’immagine stabiliamo che l’aumento di luminosità significherà un «si» e la diminuzione significherà un «no» …allo stesso modo se è un suono o una parola l’aumento di volume è un si e la diminuzione un no… se è una sensazione il si sarà un aumento della sua intensità e il no la sua diminuzione) • 3. Separare il comportamento dalla finalità positiva: ora chiedi alla parte responsabile di X se è disposta a far sapere alla tua mente conscia cosa sta cercando di fare di per te, tramite il comportamento X, qual è la sua funzione positiva? (se la risposta è positiva chiedete alla parte di procedere e di comunicare l’intenzione positiva, se è negativa andate avanti presupponendo che ci sia tale intenzione positiva) • Adesso, chiedi alla parte responsabile di X se questa finalità positiva è accettabile dalla coscienza di…e se ci fossero altri modi di assolvere questa funzione, che funzionassero altrettanto bene, se non migliori di X, chiedile se sarebbe disposta a trovarli? . . . • 4. Ora, sei consapevole di avere una parte di te che è creativa? . . . bene, allora convochiamola per collaborare e invitiamola a comunicare con la parte responsabile di X…ora chiediamo alla parte responsabile di X di comunicare la sua intenzione positiva alla mente creativa e di permetterle di generare ulteriori alternative per assolvere la stessa funzione…ora chiediamo, sempre alla parte responsabile di X, di scegliere, tra quelle generate, tre alternative sane, efficaci, ecologiche, migliori di X e appropriate ai contesti di riferimento e di dare un segnale positivo ogni volta che ne sceglie una…. • 5. Chiedere alla parte responsabile di X: sei disposta ad assumerti la responsabilità di utilizzare le tre nuove alternative nei contesti appropriati e per le prossime 4 settimane, dopodiché avrai la possibilità di cambiare, se sarà necessario? . . . ora, chiedile di identificare quali segnali sensoriali, a livello inconscio, faranno scattare le nuove alternative e di farti provare…(al soggetto) che effetto fa quando questi segnali fanno comparire, senza sforzo e in modo automatico, le nuove alternative… • 6. Verifica ecologica: verifica se c’è qualche parte interna che ha qualcosa da obiettare alle alternative trovate ( se si, ritornare alla fase due e ristrutturare la nuova parte che obietta)…
• LA NEGOZIAZIONE TRA LE PARTI • 1. identificare la parte ostacolata: individuare la parte che ha il problema e la sua funzione positiva • 2. identificare la parte che interferisce (Y): chiedi alla parte X se sa qual è la parte che interferisce mentre sta svolgendo la sua funzione…poi chiedi a questa parte cosa fa di buono per te, qual’è la sua funzione positiva… • 2. chiedere alla parte Y: Che funzione positiva hai? Capita spesso che X interferisca mentre tu stai svolgendo la tua funzione? • Se entrambe le parti si ostacolano a vicenda si va avanti con la negoziazione, altrimenti si sceglie la ristrutturazione in 6 fasi • 3. chiedere a Y se la sua funzione è tanto importante da essere disposta a non ostacolare X, così da ricevere a sua volta lo stesso trattamento…chiedere a X se sarebbe disposta a non ostacolare Y, qualora Y non la ostacolasse • 4. chiedete ad entrambe le parti se sono effettivamente d’accordo a comportarsi così per un certo lasso di tempo…(se una delle parte non è soddisfatta si deve rinegoziare) • 5. verifica ecologica e ricalco nel futuro: c’è qualche altra parte interessata alla cosa? . . . ci sono altre parti che ostacolano X? (se si, si deve rinegoziare)…ora vediti in una situazione futura e guarda se la cosa funziona…
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