Sanavio Cornoldi Psicologia clinica Il Mulino 2017 Capitolo























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Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 1
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Esame psicodiagnostico: complesso processo di raccolta, analisi ed elaborazione delle informazioni volto a rispondere a uno dei tanti quesiti di pertinenza della psicologia clinica; successione sistematica e intelligentemente organizzata di approfondimenti successivi. N. B. non si tratta di una passiva raccolta di informazioni. È un processo di problem-solving, decision- making. ATTENZIONE: l'esame psicodiagnostico non opera nell'ottica della classificazione nosografica (categorizzazione del soggetto in una malattia). 2
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Colloquio clinico: processo di ricerca attiva La finalità del colloquio è l'esame del problema del paziente. Non è una procedura passiva di ascolto bensì un processo di indagine attivo. Il colloquio clinico utilizza materiale cognitivo-verbale: - ciò che il paziente pensa e ciò che il paziente dice di sé; 1. setting di osservazione specifico e strutturato (osservazione del comportamento del paziente); 2. interazione tra paziente e psicologo. 3
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Fasi tipiche del colloquio iniziale 4
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Modello multidimensionale: Per condurre l'esame psicodiagnostico lo psicologo utilizza 3 classi principali di informazioni: 1. canale verbale 2. osservazione diretta del comportamento 3. registrazione strumentale dell'attivazione psicofisiologica del soggetto Problema (anni '70): indici provenienti da diversi canali di informazione descrivono comunque i medesimi fenomeni e i medesimi costrutti? N. B. Misure relative a uno o all'altro canale non sono intercambiabili; si tratta di misurazioni relativamente indipendenti 5
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico L'esame psicodiagnostico si avvale di una pluralità di tecniche: 1. assessment psicofisiologico Valutazione delle specifiche modalità del sistema di risposta psicofisiologica del soggetto; i più comuni indici psicofisiologici sono: - l'attività mioelettrica - la frequenza cardiaca - la frequenza respiratoria - la temperatura periferica cutanea - la pressione sistolica e diastolica - la conduttanza cutanea 6
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Lo psicologo è interessato a confrontare il livello di attivazione a riposo (linea di base) con il livello di attivazione in presenza di condizioni stimolo (reazione di attivazione) nel profilo psicofisiologico È possibile riscontrare correlazioni molto basse tra il resoconto soggettivo e le rilevazioni psicofisiologiche Alessitimia: mancato riconoscimento cognitivo della presenza di lievi tensioni che interferiscono con vari aspetti della quotidianità 7
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 2. osservazione naturalistica L'osservazione ha luogo nell'ambiente naturale nel quale spontaneamente si verifica il comportamento in esame. In alcuni casi è possibile identificare comportamenti problematici solo nel contesto quotidiano (es. ADHD) ATTENZIONE: reattività di un comportamento = cambiamento che il comportamento di quella persona viene ad avere per il solo fatto di essere osservato! NO osservazioni episodiche ma "periodi di osservazione" 8
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Griglia di osservazione 9
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Automonitoraggio: è il soggetto stesso che osserva i propri comportamenti Tecnica intermedia tra valutazione soggettiva e l'osservazione, tecnica d'elezione per quanto riguarda eventi interni: impulsi, emozioni, pensieri Effetti di reattività: l’automonitoraggio di un comportamento indesiderato porta a una sua piccola riduzione Esempio: riduzione del fumo di sigaretta 10
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 3. interviste strutturate La valutazione del clinico è soggetta a una serie di bias: • anchoring bias • confirmation bias • diagnosis momentum • order effect • overconfidence bias • premature closure 11
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 3. interviste strutturate Tecnica standard dove contenuto e modalità delle domande sono prestabiliti e che può essere utilizzata in fase avanzata dell’esame psicodiagnostico (tecnica a metà strada tra l’osservazione diretta e l'autovalutazione soggettiva) Intervista strutturata colloquio clinico: a) valuta un costrutto specifico b) dà luogo a una classificazione o punteggio relativo a quel costrutto 12
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 6 esempi di interviste strutturate: L’adult attachment interview (George, Kaplan e Main, 1985) Strange situation (Ainsworth et al. , 1978) LA Type-A Coronary Prone Behavior Structured Interview (Friedman, 1996) La Structured Clinical Interview for the DSM-IV (First, 2000) La Camberwell Family Interview (Rutter e Beown, 1966) La Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale (Goodman et al. , 1989) Kiddie-Schedule for Affective Disorders and Schizofrenia Present. Lifetime Version (Sogos, 200 xx) 13
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 4. test psicodiagnostici autovalutativi Si collocano accanto e a integrazione dei colloqui clinici. N. B. l'impiego dei test va strutturato gerarchicamente: test ad ampio spettro (per es. MMPI, Batteria CBA-2. 0, MCMI-III) test più mirati e specifici (per es. STAI, BDI) I test vanno considerati come “strumenti” che potenziano il lavoro di esplorazione del colloquio clinico e che forniscono "misurazioni" di specifici costrutti. 5 esempi di test psicodiagnostici autovalutativi: - Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI) - La Batteria CBA (Cognitive Behavioral Assessment) - State-Trait Anxiaety Inventory (STAI) - Beck Depression Inventory (BDI) - Millon Clinical Multiaxial Inventory-III 14
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico L’esperimento di Kanizsa Venne somministrato un finto test di personalità (test du Gribouillage) Fu assegnato a ciascun partecipante un profilo di personalità in risposta al test Si chiese ai partecipanti di esprimere il loro grado di accordo con il profilo ricevuto Si ottiene una generale adesione al profilo che viene assegnato Effetto Barnum 15
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 5. tecniche proiettive Ipotesi proiettiva: le risposte di un individuo a degli stimoli ambigui, che gli vengono presentati, riflettono attributi significativi e relativamente stabili della sua personalità. ATTENZIONE: non si tratta di test! Tali tecniche consistono nelle presentazione di stimoli poco strutturati o addirittura ambigui con la richiesta al soggetto in esame di "interpretarli" o dar loro una qualche strutturazione. 16
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Esempi di tecniche proiettive: a) interpretazione di stimoli privi di contenuto (reattivo psicodiagnostico di Rorschach, test delle macchie di Holzman) b) interpretazione di stimoli dal significato incompleto (test di appercezione tematica di Murray) c) test semiproiettivi con stimoli simili a fumetti incompleti (the picture-association method for assessing reactions to frustration di Rosenzweig) d) produzione di disegni (disegno della casa, disegno dell’albero e della figura umana, disegno della famiglia) e) scelta dei colori (test di Luscher) f) la manipolazione e il gioco (gioco del vassoio con la sabbia, Sceno test) il reattivo psicodiagnostico di Rorschach è la più nota tecnica proiettiva. 17
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 6. test di intelligenza La valutazione clinica può includere l'uso di test che riguardano la sfera cognitiva. N. B. la valutazione dell’intelligenza può essere una stima complessiva e unitaria (riferimento al concetto di intelligenza) o una raccolta di indici relativi a singoli aspetti del funzionamento mentale (percezione, pensiero, memoria, apprendimento, visualizzazione, attenzione) Scala Stanford-Binet per avere una valutazione complessiva dell’intelligenza: Q. I. = età mentale x 100 età cronologica 18
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Ipotesi di scomponibilità dell'intelligenza in diverse abilità (per es. PMA, DAT, K-ABC) Le scale Wechsler (sono fra i test di intelligenza più popolari): - WAIS per gli adulti - WISC per i bambini sopra i 6 anni - WPPSI per i bambini sotto i 6 anni Somministrazione di una serie di prove verbali e non verbali, che esaminano aspetti differenti del funzionamento cognitivo. Stima complessiva dell'intelligenza = Q. I. verbale + Q. I. di performance 19
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 7. valutazione cognitiva e neuro psicologica di specifiche funzioni In tutti quei casi in cui una stima complessiva dell'efficienza intellettiva dell'individuo è insufficiente, è necessaria una valutazione clinica di specifici aspetti del funzionamento mentale. Vantaggi: - diagnosi più precisa - valutazioni più preziose - scelta più attenta delle modalità di intervento 20
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Strumenti disponibili: - in riferimento alle funzioni cognitive esaminate (memoria, attenzione, linguaggio, ecc. ): • test della figura complessa di Rey, • PRCR, • Rivermead, • test di memoria remota, • test di Bentos di ritenzione visiva; - in riferimento alle aree del cervello che si ipotizza siano interessate: • test della torre di Londra, • test della torre di Hanoi, • Wisconsin card sorting. 21
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico 8. la classificazione dei disturbi mentali DSM-IV: classificazione categoriale e suddivisione dei disturbi mentali sulla base di set di criteri con caratteristiche descrittive Classificazione multiassiale: Asse I: comprende i principali disturbi e altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica Asse II: comprende disturbi di personalità e disturbi specifici dello sviluppo Asse III: riguarda le malattie organiche e le condizioni di ordine fisico Asse IV: riguarda gli eventi psicosociali stressanti Asse V: valutazione globale del funzionamento (scala 0 -100) 22
Sanavio, Cornoldi, Psicologia clinica, Il Mulino, 2017 Capitolo II. L’esame psicodiagnostico Altri sistemi classificatori ICD-10: sistema di classificazione categoriale redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità PDM: manuale di impostazione psicodinamica. Utilizza un approccio a tre dimensioni: • personalità • funzionamento mentale • sintomi e preoccupazioni manifeste 23























