Tecniche e prassi di comunicazione positiva e relazione

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“Tecniche e prassi di comunicazione positiva e relazione efficace nella scuola” PROF. SSA MARIA

“Tecniche e prassi di comunicazione positiva e relazione efficace nella scuola” PROF. SSA MARIA A. GERACI © GERACI M. A. (2018)

PROGRAMMA CORSO MODULO 1 LA RELAZIONE EDUCATIVA ◦ Introduzione: cos’è la relazione educativa ◦

PROGRAMMA CORSO MODULO 1 LA RELAZIONE EDUCATIVA ◦ Introduzione: cos’è la relazione educativa ◦ L’acquisizione delle sviluppo delle abilità funzionali alla relazione ◦ Relazione docente-alunno, docente-docente, docente-famiglia MODULO 2 TECNICHE COMPORTAMENTALI DI GESTIONE DELLA CLASSE ◦ Progetto di modificazione del comportamento ◦ La tecnica dell’osservazione sistematica dei comportamenti problema ( Osservazione secondo il modello ABC, Questionario per l'analisi funzionale, Questionario per l'identificazione dei comportamenti problema) ◦ Obiettivi comportamentali ◦ L’intervento ( Tecniche comportamentali, Sistemazione dell'ambiente classe, Individuazione delle regole in classe, Tabelle per l'organizzazione del materiale) MODULO 3 COME COSTRUIRE UNA RELAZIONE EDUCATIVA CON GLI STUDENTI ◦ con studenti scarsi e lenti; con studenti con sindrome da fallimento; con studenti troppo perfezionisti; con studenti underachiever (che non sfruttano le loro potenzialità); con studenti ostili-aggressivi; con studenti passivo-aggressivi; con studenti ribelli e provocatori; con studenti iperattivi; con studenti facili a distrarsi; con studenti immaturi; con studenti rifiutati dai compagni; con studenti timidi e introversi MODULO 4 LA RELAZIONE DOCENTE-DOCENTE ◦ Lo Stress dell’insegnante ◦ Organizzare il proprio tempo ◦ Condurre riunioni e gruppi di lavoro ◦ La comunicazione efficace © GERACI M. A. (2018)

MODULO 1 LA RELAZIONE EDUCATIVA © GERACI M. A. (2018)

MODULO 1 LA RELAZIONE EDUCATIVA © GERACI M. A. (2018)

ARGOMENTI ◦ Introduzione: cos’è la relazione educativa ◦ L’acquisizione delle sviluppo delle abilità funzionali

ARGOMENTI ◦ Introduzione: cos’è la relazione educativa ◦ L’acquisizione delle sviluppo delle abilità funzionali alla relazione ◦ Relazione docente-alunno, docente-docente, docentefamiglia © GERACI M. A. (2018)

OBIETTIVI a) fornire gli strumenti che permettano agli insegnanti di individuare le diverse tipologie

OBIETTIVI a) fornire gli strumenti che permettano agli insegnanti di individuare le diverse tipologie di studenti all’’interno della classe e costruire sulla base di tali diversità una relazione educativa; b) fornire le conoscenze che permettano agli insegnanti di riconoscere nella relazione educativa uno strumento in grado di valorizzare le risorse del singolo studente all’interno del contesto classe e della sua formazione in divenire, sia per quanto concerne lo sviluppo della personalità come individualità (funzionalità psichica), sia per quanto riguarda la preparazione alla vita sociale e culturale (acquisizione di competenze e senso di responsabilità). © GERACI M. A. (2018)

TESTO © GERACI M. A. (2018)

TESTO © GERACI M. A. (2018)

ARGOMENTO LA RELAZIONE EDUCATIVA © GERACI M. A. (2018)

ARGOMENTO LA RELAZIONE EDUCATIVA © GERACI M. A. (2018)

LA RELAZIONE EDUCATIVA La relazione è il rapporto tra due variabili colte in una

LA RELAZIONE EDUCATIVA La relazione è il rapporto tra due variabili colte in una situazione determinata secondo le forme dell'identità, della successione, dell’opposizione, della coesistenza, della dipendenza, della causalità e simili (U. Galimberti, 1999). Siccome la relazione ha proprietà che non sono rintracciabili nel comportamento di un solo partecipante, lo studio dell’interazione si rivela fortemente dipendente dalle possibilità di comunicazione verbale e non verbale, dai paradigmi di apprendimento operanti in un tessuto sociale e dagli aspetti funzionali che una relazione esprime in termini di riduzione conflittuale o di vantaggio individuale e collettivo. © GERACI M. A. (2018)

Q 1 INVENTARIO DELLE ABILITA’ DELL’INSEGNANTE V= VERO F= FALSO 1. Prepara la lezione

Q 1 INVENTARIO DELLE ABILITA’ DELL’INSEGNANTE V= VERO F= FALSO 1. Prepara la lezione V F 2. Attua una buona conduzione della classe 3. È capace di motivare gli studenti V F 4. Si preoccupa del benessere degli alunni V 5. Dà riscontri positivi agli studenti per il loro lavoro 6. Modifica il programma per adattarsi agli alunni 7. Si tiene aggiornato 8. Sa aiutare obiettivamente gli alunni V F 9. Riesce a far apprendere ciò che insegna V 10. Altro …………. © GERACI M. A. (2018) V F F V V V F F V F

Ruoli dell’insegnante Per cominciare si considerino 4 funzioni principali dell’insegnante: 1. Istruzione: si riferisce

Ruoli dell’insegnante Per cominciare si considerino 4 funzioni principali dell’insegnante: 1. Istruzione: si riferisce alle azioni intraprese per aiutare gli studenti ad acquisire le padronanze delle conoscenze del curricolo istituzionale ( presentare informazioni, dimostrare abilità, condurre lezioni o abilità); 2. conduzione della classe: si riferisce alle azioni compiute per creare e mantenere un ambiente di apprendimento orientato ad un’istruzione efficace ( stabilire regole e procedure, tenere costante l’attenzione durante le lezioni e l’impegno nelle attività scolastiche); 3. Interventi disciplinari: sono provvedimenti presi per favorire o imporre cambiamenti nel comportamento degli studenti che vengono meno alle attese, specialmente nei comportamenti scorretti, tali da condizionare la gestione ordinata della classe; 4. Socializzazione degli studenti: si riferisce ad azioni compiute per influenzare gli atteggiamenti personali o sociali degli studenti, le loro convinzioni, le loro aspettative o il loro comportamento. © GERACI M. A. (2018)

Una buona conduzione della classe crea un contesto favorevole per la socializzazione degli studenti

Una buona conduzione della classe crea un contesto favorevole per la socializzazione degli studenti Una buona conduzione della classe implica organizzazione, pianificazione e programmazione. L’insegnante di maggior successo affronta la gestione della classe come un processo teso a stabilire e a mantenere ambienti efficaci di apprendimento. Kounin, notò che gli insegnanti efficaci differivano da quelli inefficaci in base ad alcuni comportamenti chiave: Presenza. “essere con” , consapevolezza di quello che sta avvenendo in ogni parte della classe ogni momento. Sovrapposizione. Fare più di una cosa alla volta. In particolare, rispondere ai bisogni dei singoli mentre si offre sostegno ad un’attività di gruppo. Continuità di segnali e richiami durante la lezione. Sfida e varietà nei compiti. Incoraggiare gli studenti ad impegnarsi stando seduti al loro posto fornendo compiti impostati al giusto livello di difficoltà e abbastanza assortiti da mantenere l’interesse. © GERACI M. A. (2018)

Attributi generali dei socializzatori efficaci Good e Brophy hanno identificato alcune caratteristiche generali degli

Attributi generali dei socializzatori efficaci Good e Brophy hanno identificato alcune caratteristiche generali degli insegnanti che consentono di riuscire nella socializzazione degli studenti sulla base del profilo di individui che sono efficaci come modelli o come genitori. Attrattiva sociale. L’insegnante deve piacere ai suoi studenti. Carattere aperto, disponibilità all’amicizia, maturità emotiva, sincerità e altre qualità che sono indici di buona salute mentale e di equilibrio personale. Io forte. L’insegnante deve coltivare una sicurezza di sé fondamentale, che lo rende capace di rimanere calmo in un momento di crisi, di ascoltare in modo attivo senza diventare difensivo, di evitare conflitti vincitore-perdente, e di mantenere un orientamento di risoluzione di problemi piuttosto che ricorrere alla chiusura in se stesso, al rimprovero, all’isteria o ad altre reazioni emotive eccessive. Percezione realistiche di sé e degli studenti. L’insegnante non deve permettere che le sue percezioni siano oscurate dal romanticismo, da sensi di colpa, da ostilità, da ansietà o da altre paure di contatto con la realtà. © GERACI M. A. (2018)

Attributi generali dei socializzatori efficaci Piacere di stare con gli studenti, ma sempre in

Attributi generali dei socializzatori efficaci Piacere di stare con gli studenti, ma sempre in una relazione insegnante-studente. L’insegnante deve trovare piacere nel dedicare tempo all’interazione con gli studenti e nel conoscerli individualmente, mantenendo però la sua identità di adulto, di insegnante e di persona che ha autorità. Chiarezza sui ruoli e serenità nel viverli. Pazienza e determinazione. Accettazione della persona, ma non di tutto il suo comportamento. Limiti precisi ma flessibili. Proiettare aspettative positive. © GERACI M. A. (2018)

La relazione educativa e la modificazione del comportamento Le strategie per modificare il comportamento

La relazione educativa e la modificazione del comportamento Le strategie per modificare il comportamento includono metodi per rispondere a deficit comportamentali e metodi di risposta ad eccessi comportamentali. I metodi per stabilire e mantenere il comportamento desiderato comprendono i suggerimenti e i rinforzi, mentre i metodi per ridurre il comportamento indesiderato includono la sazietà, l’estinzione e la punizione. Un rinforzo negativo è un metodo misto che include elementi sia di rinforzo che di punizione. © GERACI M. A. (2018)

Suggerimenti Quando gli studenti hanno difficoltà a ricordare di assumere certi comportamenti, l’insegnante può

Suggerimenti Quando gli studenti hanno difficoltà a ricordare di assumere certi comportamenti, l’insegnante può aiutare suggerendo/fornendo un cenno rapido o qualcosa che serva a ricordare per sollecitare l’attenzione e il comportamento. Il metodo di suggerire è utile per aiutare gli studenti a distinguere le situazione nelle quali un certo comportamento è appropriato, da altre nelle quali non lo è. © GERACI M. A. (2018)

Rinforzo Gli psicologi comportamentisti sottolineano il rinforzo come il meccanismo primario per instaurare e

Rinforzo Gli psicologi comportamentisti sottolineano il rinforzo come il meccanismo primario per instaurare e consolidare un comportamento. Essi definiscono “rinforzo” ogni cosa che accresce o mantiene la frequenza di un comportamento quando è data in occasione di una prestazione di quel comportamento. I rinforzi possono essere positivi o negativi. I rinforzi positivi corrispondono grosso modo a quanto nel linguaggio quotidiano viene chiamato ricompensa. Esse includono ricompense materiali, sociali, e di attività. Il rinforzo negativo consiste nel liberare gli studenti da qualche stato non piacevole nel momento in cui un comportamento desiderato è raggiunto. © GERACI M. A. (2018)

Rinforzo vicario Il rinforzo può motivare non soltanto lo studente che lo riceve, ma

Rinforzo vicario Il rinforzo può motivare non soltanto lo studente che lo riceve, ma anche altri studenti che osservano il suo conferimento. In teoria, si può motivare uno studente a lavorare con attenzione non soltanto conferendo lodi al suo lavoro ben fatto, ma anche lodando un lavoro ben fatto da altri, specialmente di compagni con i quali lo studente si identifica. © GERACI M. A. (2018)

Contratto sul comportamento desiderato per conseguire rinforzi Il contratto sul comportamento desiderato consiste nel

Contratto sul comportamento desiderato per conseguire rinforzi Il contratto sul comportamento desiderato consiste nel discutere con lo studente possibili alternative e poi congiuntamente sottoscrivere un accordo che specifica che cosa ci si aspetterà che lo studente faccia al fine di conseguire una certa ricompensa. Tale accordo aiuta lo studente a vedere le relazioni tra il loro comportamento e le sue conseguenze. I contratti sono soprattutto utili per situazioni nelle quali gli studenti sanno che cosa ci si attende da loro e sono capaci di farlo se ci si dedicano, ma al momento non sono consapevoli o motivati abbastanza per farlo con coerenza. © GERACI M. A. (2018)

Sazietà La sazietà implica che il comportamento scorretto segua il suo corso, o se

Sazietà La sazietà implica che il comportamento scorretto segua il suo corso, o se necessario, richiedere che gli studenti ripetano il comportamento fino a che sopravvengano la fatica o la noia. E’ più efficace per comportamenti che non sono pericolosi e non conducono a ricompense forti, specialmente se esse sono riconosciute come controproducenti anche dagli stessi studenti. © GERACI M. A. (2018)

Estinzione Secondo la teoria comportamentista, gli studenti continueranno a manifestare un comportamento indesiderabile nella

Estinzione Secondo la teoria comportamentista, gli studenti continueranno a manifestare un comportamento indesiderabile nella misura in cui il comportamento continua a produrre un rinforzo attraente. Tale comportamento può essere estinto mediante un non-rinforzo, se l’insegnante controlla i rinforzi che lo mantengono. La teoria del non -rinforzo più comunemente raccomandata per la classe è ignorare il comportamento scorretto che sembra essere motivato da un desiderio di attenzione. © GERACI M. A. (2018)

Rinforzo negativo Il rinforzo negativo si verifica quando il miglioramento di un comportamento pone

Rinforzo negativo Il rinforzo negativo si verifica quando il miglioramento di un comportamento pone fine ad un’esperienza negativa. Il rinforzo negativo non è una punizione, perché non implica l’applicazione di conseguenze negative in risposta ad un comportamento scorretto. Esso, invece, implica trattenere il rinforzo in attesa di una prestazione di un comportamento desiderato. Il rinforzo negativo è probabilmente più efficace quando l’insegnante avvisa di esso gli studenti in anticipo, per sottolineare che è loro la responsabilità che il rinforzo possa non avere seguito. Idealmente, questi avvisi sottolineano il richiamo ad un miglioramento del comportamento piuttosto che il mantenimento del rinforzo. © GERACI M. A. (2018)

Punizione La punizione riduce il comportamento indesiderato creando conseguenze negative particolari su quel comportamento.

Punizione La punizione riduce il comportamento indesiderato creando conseguenze negative particolari su quel comportamento. Essa dovrebbe essere utilizzata al minimo perché: qè una misura “tappabuchi” che può sopprimere al momento la prestazione palese di un comportamento non desiderato, ma non cambia i desideri profondi e interni degli studenti a comportarsi in modo scorretto o le ragioni di quei desideri; qnon fornisce una guida agli studenti suggerendo quello che essi dovrebbero invece fare; qcausa problemi accrescendo il risentimento e danneggiando le relazione dell’insegnante con lo studente. NO! © GERACI M. A. (2018)

Forme inefficaci di punizione Certe forme di punizione quasi mai funzionano. La sospensione da

Forme inefficaci di punizione Certe forme di punizione quasi mai funzionano. La sospensione da scuola, per esempio, allontana gli studenti indisciplinati dalla classe, ma parecchi di essi apprezzeranno l’assenza dalla scuola come una “vacanza”, tutti quelli che non saranno presenti a scuola rimarranno indietro nei compiti, e moltissimi saranno risentiti piuttosto che pentiti. Lo stesso è vero per la punizione che forza gli studenti a fare compiti supplementari. Assegnando altri compiti come punizione, l’insegnante lascia intendere che il lavoro scolastico non è piacevole. La punizione fisica è generalmente inefficace, è un attacco diretto allo studente, di conseguenza fa sorgere in lui sentimenti di rabbia e di risentimento che sono probabilmente molto più forti dei sentimenti di paura o di contrizione. Infine, non è saggio punire tutta la classe o il gruppo al completo per il comportamento indisciplinato di un ragazzo. La punizione di gruppo costringe gli studenti a scegliere tra l’insegnate e uno dei loro compagni. © GERACI M. A. (2018)

Linee guida per una punizione efficace Quando il comportamento indisciplinato persiste nonostante ripetuti tentativi

Linee guida per una punizione efficace Quando il comportamento indisciplinato persiste nonostante ripetuti tentativi per interromperlo, forme leggere di punizione possono essere necessarie. La minaccia di punizione è di solito molto più efficace della punizione stessa, soprattutto quando espressa in un modo che ricorda agli studenti che sarà loro la colpa se avverrà la punizione. Le punizioni dovrebbero essere associate ad affermazioni esplicite di aspettative e regole, che si focalizzano più su quello che gli studenti dovrebbero fare che su quello che essi non dovrebbero fare. Dove possibile, è una buona idea unire la punizione con un rinforzo negativo, di modo che gli studenti che fanno qualcosa di positivo per mostrare una buona fede possono evitare di essere puniti. © GERACI M. A. (2018)

Costo della risposta L’abuso di privilegi è di solito meglio gestito mediante il costo

Costo della risposta L’abuso di privilegi è di solito meglio gestito mediante il costo della risposta, cioè rendere chiaro agli studenti che i costi saranno attribuiti a certi comportamenti inaccettabili e che se non fanno bene attenzione, essi dovranno pagare questi costi. I costi sono logicamente relazionali alle offese: gli studenti che continuamente distruggono certe apparecchiature non utilizzeranno le stesse per un certo tempo, o gli studenti che fanno a botte durante la ricreazione rimarranno in classe o giocheranno soli. © GERACI M. A. (2018)

Trattenere Gli studenti che si rifiutano di lavorare su un compito assegnato, in genere

Trattenere Gli studenti che si rifiutano di lavorare su un compito assegnato, in genere sono meglio gestiti se vengono trattenuti in classe durante o dopo le ore di scuola e in questo tempo devono completare il lavoro assegnato. Questo mostra loro che i tentativi di sottrarsi alle responsabilità rifiutandosi di lavorare o creando diversioni avranno come unico effetto il passare più tempo a scuola. ATTENZIONE AD USARE QUESTA TECNICA CON LA TIPOLOGIA DI ALUNNO GIUSTA!!!!!!! © GERACI M. A. (2018)

Insegnare strategie Il metodo modificazione cognitivo comportamentale insiste sullo sviluppo dell’autoregolazione piuttosto che sull’impostazione

Insegnare strategie Il metodo modificazione cognitivo comportamentale insiste sullo sviluppo dell’autoregolazione piuttosto che sull’impostazione di controlli esterni, dirige l’attenzione sul riflettere e sull’esperienza soggettiva più che sul comportamento esplicito, e si fonda sulla definizione dello scopo, sulla pianificazione e sull’auto-istruzione più che sul rinforzo. © GERACI M. A. (2018)

ARGOMENTO L’acquisizione delle sviluppo delle abilità funzionali alla relazione © GERACI M. A. (2018)

ARGOMENTO L’acquisizione delle sviluppo delle abilità funzionali alla relazione © GERACI M. A. (2018)

DEFINIZIONE DI ABILITA’SOCIALE 1992 Chadsey-Rusch Fornisce una delle definizioni più recenti e maggiormente esaustiva,

DEFINIZIONE DI ABILITA’SOCIALE 1992 Chadsey-Rusch Fornisce una delle definizioni più recenti e maggiormente esaustiva, in quanto, da un lato, considera elementi importanti e impliciti in altre definizioni e, dall'altro, enfatizza il ruolo ricoperto dalla storia di apprendimento delle persone. Questa studiosa parlando di abilità sociali fa riferimento a: "Comportamenti appresi orientati verso un obiettivo e governati da regole che variano in funzione della situazione e del contesto; che si basano su elementi cognitivi ed affettivi osservabili e non osservabili, in grado di elicitare negli altri risposte positive o neutrali e di evitare risposte negative”. © GERACI M. A. (2018)

In questa definizione sono presenti alcuni elementi che meritano di essere sottolineati: Le abilità

In questa definizione sono presenti alcuni elementi che meritano di essere sottolineati: Le abilità sociali sono 1. “COMPORTAMENTI APPRESI” 2. “ORIENTATI VERSO UN OBIETTIVO” 3. “GOVERNATI DA REGOLE” 4. “IN GRADO DI ELICITARE NEGLI ALTRI RISPOSTE POSITIVE E DI EVITARE RISPOSTE NEGATIVE” 5. “LEGATI AL CONTESTO E VARIANTI COL VARIARE DEL CONTESTO” © GERACI M. A. (2018)

1. 2. “COMPORTAMENTI APPRESI” “ORIENTATI VERSO UN OBIETTIVO” Non “predisposizioni innate”, ma il risultato

1. 2. “COMPORTAMENTI APPRESI” “ORIENTATI VERSO UN OBIETTIVO” Non “predisposizioni innate”, ma il risultato di processi di apprendimento determinati dalle esperienze educative vissute Come si impara a leggere e scrivere, si imparerebbe anche a stare con gli altri Ognuno di noi utilizza generalmente le proprie abilità sociali al fine di raggiungere degli obiettivi, trasformando così gli ambiti relazionali in situazioni di problem-solving. La qualità e quantità di obiettivi raggiunti influenzerà l’autovalutazione delle abilità possedute e la qualità e quantità delle interazioni future che verranno attivate (rinforzo sociale) Coloro che sapranno definire e riconoscere le situazioni, individuare i comportamenti “risolutivi” da attivare e valutare la loro efficacia basandosi sui feedback che provengono dagli altri, sapranno superare senza difficoltà tali situazioni. © GERACI M. A. (2018)

3. “GOVERNATI DA REGOLE” L’accettabilità o meno dei comportamenti di una persona sarebbe determinata

3. “GOVERNATI DA REGOLE” L’accettabilità o meno dei comportamenti di una persona sarebbe determinata da regole, il cui rispetto le permetterebbe di prevedere gli “effetti” che questi provocheranno negli altri Coloro che possiedono abilità sociali, in altre parole, avrebbero appreso “quando parlare, quando no, cosa dire, a chi, quando, dove e in che modo” 4. “IN GRADO DI ELICITARE NEGLI ALTRI RISPOSTE POSITIVE E DI EVITARE RISPOSTE NEGATIVE” Lo sviluppo di abilità sociali richiede la capacità di formulare previsioni sulla qualità e quantità dei repertori comportamentali che le persone si attendono da noi La persona abile socialmente è quella che riesce ad ascoltare e stare in silenzio quando l’altro interagente parla, non interrompe facendo continui riferimenti a se stessa , evita di formulare richieste troppo personali ed intime se la conversazione si verifica tra conoscenti superficiali, eccetera. © GERACI M. A. (2018)

5. “LEGATI AL CONTESTO E VARIANTI COL VARIARE DEL CONTESTO” La competenza sociale richiede

5. “LEGATI AL CONTESTO E VARIANTI COL VARIARE DEL CONTESTO” La competenza sociale richiede la capacità differenziare i comportamenti in relazione ad • ambienti • compiti di Si devono attivare comportamenti diversi al variare del “dove”, del “con chi” e del “quando”. Le persone con disabilità tendono a presentare una certa fissità comportamentale che le porta a trattare in modo molto simile persone diverse. © GERACI M. A. (2018)

LE ABILITÀ SOCIALI A SCUOLA Secondo Walker et al. (1988) le abilità sociali sono

LE ABILITÀ SOCIALI A SCUOLA Secondo Walker et al. (1988) le abilità sociali sono raggruppabili in cinque macrocategorie: Ä Abilità relative alla vita di classe Ä Abilità di interazione di base Ä Andare d'accordo Ä Fare amicizia Ä Abilità di coping ascoltare l'insegnante - seguire le istruzioni seguire le regole della classe ricercare assistenza ed aiuto per i propri bisogni usare un tono di voce adeguato - avviare interazioni - ascoltare – rispondere – intervenire in modo pertinente - rispettare i turni - porre domande – continuare le conversazioni fare affermazioni positive e al momento giusto – condividere con gli altri le proprie cose – rispettare le regole del gioco - aiutare gli altri – toccare gli altri in modo adeguato curare il proprio aspetto fisico - sorridere – complimentarsi - invitare gli altri chiamarli per nome negoziare -esprimere emozioni e sentimenti, affrontare adeguatamente l'aggressività altrui, gestire l'insuccesso - dire di no © GERACI M. A. (201

La social skills training (Intervento sulle abilità sociali) I curricoli scolastici si occupano tradizionalmente

La social skills training (Intervento sulle abilità sociali) I curricoli scolastici si occupano tradizionalmente in modo massiccio dell’apprendimento “cognitivo” trascurando di fatto lo sviluppo e l’incremento delle abilità sociali, la cui carenza sembra invece ormai correlata non solo con l’insuccesso e con l’abbandono scolastico, ma anche con comportamenti delinquenziali, antisociali, alcolismo e disturbi di personalità © GERACI M. A. (2018)

La presenza di INTERVENTI SULLE ABILITA’ SOCIALI nei curricoli scolastici sembra realizzarsi a fatica

La presenza di INTERVENTI SULLE ABILITA’ SOCIALI nei curricoli scolastici sembra realizzarsi a fatica a causa di alcuni PREGIUDIZI SEPARAZIONE TRA APPRENDIMENTO SCOLASTICO APPRENDIMENTO SOCIALE NEL CONVINCIMENTO CHE IL RUOLO DELL’INSEGNANTE DEBBA LIMITARSI DA UN LATO, AL POTENZIAMENTO DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO E DALL’ALTRO, AL SEMPLICE “CONTROLLO” (DISCIPLINA) DEL COMPORTAMENTO SOCIALE © GERACI M. A. (2018)

Le ultime ricerche (Walker, et al. , ). evidenziano come in ambito scolastico le

Le ultime ricerche (Walker, et al. , ). evidenziano come in ambito scolastico le relazioni con gli adulti diventano fondamentali, anche per lo stesso successo scolastico. J Eseguire le richieste prontamente, seguire le regole, controllare la rabbia, chiedere assistenza, ecc. , sono legati all' accettazione sociale dell'insegnante e al successo scolastico; L i comportamenti disadattivi, quali rubare, provocare, avere scoppi d'ira, disturbare gli altri, dire parolacce, ecc. , sembrano essere legati invece al rifiuto e alle basse aspettative degli insegnanti, alle richieste di interventi speciali, ai fallimenti scolastici e al rifiuto anche da parte dei compagni © GERACI M. A. (2018)

Come l’Organizzazione scolastica può l’adeguato sviluppo delle abilità sociali? sostenere Le "agenzie e gli

Come l’Organizzazione scolastica può l’adeguato sviluppo delle abilità sociali? sostenere Le "agenzie e gli agenti di socializzazione" di cui la società si serve hanno proprio il compito di garantire l’adeguato sviluppo delle abilità sociali attraverso l'erogazione di insegnamenti in grado di far apprendere quanto necessario per almeno un sufficiente adattamento. Se un tempo tali responsabilità erano riconosciute unicamente al contesto familiare, oggi viene sempre più enfatizzato il ruolo ricoperto dal gruppo dei coetanei, dalla scuola, dai mass media e dagli ambiti lavorativi, ovvero da tutti quei contesti sociali specifici che l'individuo, nel corso della sua esistenza, si trova a frequentare. © GERACI M. A. (2018)

Il ruolo degli Operatori delle scuole é particolarmente delicato ed importante in quanto debbono

Il ruolo degli Operatori delle scuole é particolarmente delicato ed importante in quanto debbono riuscire a rinforzare nei bambini la capacità : C di osservare e di tenere presenti i comportamenti dei loro compagni; C di interpretare le azioni dei compagni e le parole che pronunciano rapportandoli al contesto della situazione sociale sperimentata. In quest'azione educativa in modo particolare i bambini meno competenti devono essere aiutati a capire che le azioni degli altri sono influenzate dalla situazione e che è necessario, al variare di esse, cercare di adattarsi alle nuove richieste che spesso in modo ambiguo ed indiretto i coetanei indirizzano. © GERACI M. A. (2018)

Cosa fare… 1. EROGARE SUGGERIMENTI VERBALI EFFICACI D Minacce, prediche, ironia pungente sono le

Cosa fare… 1. EROGARE SUGGERIMENTI VERBALI EFFICACI D Minacce, prediche, ironia pungente sono le forme di persuasione verbale meno efficaci Meglio C Mettere in evidenza aspetti positivi e vantaggi associati a pensieri e azioni C Anticipare risultati e conseguenze positive C Capire e far capire che un insuccesso, un rimprovero non comporta la valutazione negativa della persona, ma solamente il temporaneo non raggiungimento di determinati obiettivi © GERACI M. A. (2018)

ARGOMENTO Relazione docentealunno, docente, docentefamiglia © GERACI M. A. (2018)

ARGOMENTO Relazione docentealunno, docente, docentefamiglia © GERACI M. A. (2018)

Q 2 CONVINZIONI PERSONALI DELL’INSEGNANTE Istruzioni: quello che segue è un elenco del vostro

Q 2 CONVINZIONI PERSONALI DELL’INSEGNANTE Istruzioni: quello che segue è un elenco del vostro modo di sentirvi e di pensare riguardo a episodi che succedono a scuola. Rispondete cerchiando il numero che meglio corrisponde all’intensità con cui siete d’accordo o in disaccordo con la frase proposta: 4: completamente d’accordo - 3: d’accordo - 2: contrario - 1: completamente contrario - 0: non so Non pensate troppo a lungo prima di rispondere alle domande, la prima impressione è generalmente la migliore. Cercate di rispondere nella maniera più onesta possibile, non rispondete secondo il criterio di come vi dovreste sentire, ma di come realmente vi sentite. Evitate il più possibile la risposta «non so» (0): scegliete questa risposta soltanto se non riuscite realmente a decidere. Cercate di rispondere a tutte le domande. Alla fine del questionario troverete come interpretare le vostre risposte. 1. È molto importante che gli altri insegnanti mi approvino 01234 2. Cerco con tutte le mie forze di essere un insegnante perfetto 01234 3. Gli alunni dovrebbero comportarsi sempre bene 01234 4. Mi sento estremamente disturbato quando vedo che la scuola è ingiusta 01234 5. Trovo molto difficile affrontare compiti spiacevoli a scuola 01234 6. Generalmente ho bisogno dell’aiuto di qualcuno per risolvere certi 01234 problemi con i miei alunni © GERACI M. A. (2018)

7. È possibile misurare il valore degli alunni dal loro comportamento 01234 8. Gli

7. È possibile misurare il valore degli alunni dal loro comportamento 01234 8. Gli insegnanti hanno limitatissime possibilità di ottenere dei risultati con gli alunni che hanno avuto degli insuccessi 01234 9. Gli alunni riescono a disturbarmi emotivamente 01234 10. Posso sentirmi molto coinvolto emotivamente quando vedo che un alunno ha dei problemi personali 0 1 2 34 11. Mi sembra di preoccuparmi molto per quello che succede a scuola 01234 12. Mi impegno troppo per cercare la soluzione perfetta ai problemi che ci sono a scuola 01234 13. Rimando spesso di prendere decisioni a scuola 01234 14. Come insegnante dovrei fare alla mia classe quello che voglio 01234 15. I genitori sono spesso da biasimare per i problemi dei figli 01234 16. La cosa più importante per me è che gli alunni mi apprezzino 01234 17. Per sentirmi una persona che vale dovrei essere in grado di risolvere qualsiasi problema con i miei alunni 01234 18. È più facile evitare i problemi e le difficoltà che si presentano durante la giornata piuttosto che affrontarli 0 1234 19. Gli insegnanti che sono ingiusti con gli alunni sono incapaci e meriterebbero Provvedimenti disciplinari 20. Mi sento parecchio a disagio quando gli alunni sono maleducati 01234 21. Spesso mi sento «incapace» di risolvere i problemi e le difficoltà a scuola 01234 22. Dentro di me sono convinto che gli alunni che non vanno bene a scuola valgono meno di quelli che hanno un buon profitto 23. È praticamente impossibile per gli insegnanti cambiare il modo di affrontare i problemi 01234 24. Ho scarse abilità di controllo delle mie emozioni quando qualcosa a scuola mi disturba 01234 25. I genitori dovrebbero sapere come educare meglio i propri figli 01234 26. Mi preoccupo molto di ottenere l’approvazione degli altri 01234 27. Mi sento frequentemente a terra quando non riesco a far fronte come vorrei a una situazione problematica a scuola 01234 28. Mi disturba molto quando vedo che gli altri insegnanti non agiscono in modo professionale 01234 29. Gli alunni che agiscono male sono incapaci e lo rimarranno qualunque cosa essi facciano. © GERACI M. A. (2018)

30. Gli alunni non devono subire frustrazioni 01234 31. Prima di prendere una decisione

30. Gli alunni non devono subire frustrazioni 01234 31. Prima di prendere una decisione finale su come affrontare un problema 01234 a scuola, normalmente mi confronto con qualcuno 32. Il valore degli insegnanti può essere spesso determinato dalla loro efficacia con 01234 gli alunni 33. I comportamenti indesiderabili degli alunni sono frequentemente dovuti a episodi 01234 negativi avvenuti in passato e quindi non ci si può fare niente 34. Credo di preoccuparmi troppo per le difficoltà che riscontro negli alunni 01234 35. Mi sento estremamente infastidito con i genitori che non hanno abbastanza 01234 senso di responsabilità nell’educare i propri figli 36. Mi preoccupo molto di quanto successo riuscirò ad avere in futuro come 01234 insegnante. 37. Si può trovare la soluzione perfetta per i problemi degli alunni 01234 38. Quando ho un conflitto con un alunno, ho la tendenza a evitare la discussione nella speranza che tutto si sistemi 0 1 2 3 4 39. La cosa più importante per me è avere sempre il controllo degli alunni 01234 40. Penso che preoccuparsi per il futuro serva a far andare bene le cose 01234 41. Lavorare duro porterà finalmente a trovare la giusta soluzione 01234 42. Dico a me stesso che è una cosa terribile quando gli altri sono sgarbati con me 01234 43. Devo essere sempre rispettato dai miei alunni 01234 44. Non posso tollerare che un alunno venga trattato male 01234 45. Gli altri insegnanti hanno la capacità di irritarmi enormemente. 01234 © GERACI M. A. (2018)

Relazione studente /studente COMPORTAMENTI ADATTIVI COMPORTAMENTI DISADATTIVI Cooperare con i compagni Disturbare le attività

Relazione studente /studente COMPORTAMENTI ADATTIVI COMPORTAMENTI DISADATTIVI Cooperare con i compagni Disturbare le attività del gruppo Supportare i compagni (aiutare, incoraggiare, difendere da azioni di bullismo) Aggredire gli altri cercando di ottenere ciò che si vuole con la prepotenza, prendere le cose degli altri senza chiederle Sostenere le proprie opinioni nel rispetto di quelle degli altri Prendere in giro i compagni per le loro difficoltà di comportamento o fisiche Riconoscere i propri pregi ma anche i propri limiti Vantarsi eccessivamente Rimanere calmi Interrompere gli altri impedendo loro di esporre le proprie idee Mantenere la calma per poco tempo Raggiungere i propri obiettivi Raggiungere pochi obiettivi Agire in modo indipendente Subire passivamente l’influenza degli altri Chiedere aiuto continuamente Dire cose positive sul comportamento degli altri Aggredire in modo indiretto; Screditare i compagni; Svalutare gli altri e le loro idee usando espressioni come: “Non capisci niente” “Ma stai zitto”, “Ma che dici? ” Aggregarsi con i compagni Aggregare solo i compagni graditi, isolando gli altri Realizzare forme di tutorato (invitare un compagno in difficoltà a fare i compiti, lodare il timido e l’insicuro mettendo in rilievo le sue abilità in qualche settore) Creare problemi nel rapporto con gli insegnanti Negoziare soluzioni efficaci nei conflitti con i compagni e con gli insegnanti Causare conflitti tra compagni e con gli insegnanti © GERACI M. A. (2018)

Relazione studente /docente COMPORTAMENTI ADATTIVI COMPORTAMENTI DISADATTIVI Seguire le regole Rovinare oggetti e materiali;

Relazione studente /docente COMPORTAMENTI ADATTIVI COMPORTAMENTI DISADATTIVI Seguire le regole Rovinare oggetti e materiali; Chiedere assistenza Competere ignorando le regole; Lavorare in modo autonomo; Far fronte a compiti diversi Impossessarsi di cose appartenenti ad altri Controllare la rabbia Avere scoppi d’ira; Indirizzare l’aggressività agli altri Rispondere adeguatamente alle correzioni degli insegnanti Ascoltare con attenzione l’insegnante Provocare l’insegnante; Ignorare l’insegnante Eseguire prontamente le richieste Dire parolacce/fare gesti; Disturbare gli altri © GERACI M. A. (2018)

Relazione docente/docente COMPORTAMENTI ADATTIVI COMPORTAMENTI DISADATTIVI Seguire le regole Ignorare le regole Competere rispettando

Relazione docente/docente COMPORTAMENTI ADATTIVI COMPORTAMENTI DISADATTIVI Seguire le regole Ignorare le regole Competere rispettando le regole (farsi valere senza bisogno di screditare l’altro Competere ignorando le regole (riferire a superiori pettegolezzi, insinuare comportamenti scorretti, ecc. ) Modificare il proprio comportamento se ci si fa notare che è sbagliato Persistere nel proprio comportamento anche se ci si fa notare che è sbagliato Cooperare con i colleghi, essere disponibili a far conoscere le proprie esperienze e a conoscere quelle altrui Agire individualisticamente o accettare le decisioni collegiali e poi non applicarle Supportare i colleghi e riconoscere i loro meriti Agire così da far risultare la propria bravura a detrimento di quella del collega Saper ascoltare Parlare costantemente di sé, dei propri problemi, della propria famiglia, della propria salute Sostenere le proprie opinioni in modo assertivo; Controllare le reazioni aggressive Sostenere le proprie opinioni in modo aggressivo: è sempre l’altro a non capire Dire cose positive sul comportamento degli altri Vantarsi continuamente della propria competenza e dei successi dei propri alunni Fare osservazioni esplicite e trasparenti sul comportamento degli altri Squalificare un collega in sua assenza; Squalificare un collega in modo indiretto (ironia pesante, mezze frasi, occhiatine…. ) Mediare i conflitti “Seminare zizzania” mettendo un collega contro l’altro Esprimere critiche costruttive Esprimere critiche manipolative © GERACI M. A. (2018)

Relazione scuola/famiglia SCHEDA DI COMUNICAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA Materia Sì No Ha portato tutto il materiale

Relazione scuola/famiglia SCHEDA DI COMUNICAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA Materia Sì No Ha portato tutto il materiale necessario ____________ Ha eseguito per intero i compiti assegnati per oggi ___________ Ha scritto sul diario i compiti assegnati durante le lezioni___________ □ □ □ Materia Molto Abbastanza Poco Ha eseguito il lavoro in classe in maniera soddisfacente__________ □ Ha partecipato attivamente durante le lezioni ____________ □ Data: ___ _____ Firma del genitore: _______________ © GERACI M. A. (2018) □ □ □ □

SCHEDA DI COMUNICAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA Data ___ _____ Materia ____________ Spesso Poco Mai Ha fatto

SCHEDA DI COMUNICAZIONE SCUOLA-FAMIGLIA Data ___ _____ Materia ____________ Spesso Poco Mai Ha fatto domande su argomenti scontati per rassicurarsi �� �� �� Ha fatto interventi fuori luogo �� �� Ha tenuto in disordine il suo banco �� �� Ha disturbato chiacchierando con i compagni �� �� �� Ha partecipato in modo inappropriato alla lezione �� �� �� Altre osservazioni: ______________________________________________ © GERACI M. A. (2018)

Grazie dell’attenzione Contatti: drmgeraci@gmail. com © GERACI M. A. (2018)

Grazie dell’attenzione Contatti: drmgeraci@gmail. com © GERACI M. A. (2018)