IL GRUPPO CARATTERISTICHE FUNZIONAMENTO STILI E TECNICHE DI

































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IL GRUPPO: CARATTERISTICHE, FUNZIONAMENTO, STILI E TECNICHE DI CONDUZIONE A cura di Do. RS Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute
MODELLO IDEALE DI PROCESSO DECISIONALE • Definire il problema • Chiarificare e dare ordine di priorità agli obiettivi • Generare tutte le possibili opzioni per il raggiungimento degli obiettivi • Valutare ogni opzione • Comparare le conseguenze di ogni opzione sul raggiungimento degli obiettivi • Scegliere l’opzione le cui conseguenze si avvicinano di più agli obiettivi, obiettivi con il minor livello di rischio
MODELLO “REALE” DI PROCESSO DECISIONALE • Il processo decisionale può svolgersi in maniera ideale solo se chi decide ha informazioni perfette e tempo illimitato. • In pratica, pratica invece, il processo decisionale viene distorto da numerosi impedimenti dovuti a limitazioni di conoscenze, conoscenze tempo e risorse
All’interno di un Gruppo le decisioni possono essere prese in tre modi: modi • Decisione unilaterale da parte dei “capi” (quando non tutti i membri hanno accesso alle informazioni, quando esistono limitazioni di tempo) • Votazione (viene adottata la proposta della maggioranza) • Consenso (raggiungimento di un impegno unanime dopo un processo di discussione e negoziazione in cui vengono considerati gli interessi e i valori di tutti)
VANTAGGI DEL PROCESSO DECISIONALE DI GRUPPO (1) Attitudinali: Attitudinali • Aumenta la soddisfazione • Aumenta il coinvolgimento • Aumenta l’impegno Cognitivi: Cognitivi • Migliora il flusso della comunicazione • Facilita l’uso delle informazioni • Aumenta la comprensione del processo decisionale
VANTAGGI DEL PROCESSO DECISIONALE DI GRUPPO (2) Comportamentali: Comportamentali • Aumenta l’efficacia delle decisioni • Migliora la produttività N. B. L’approccio di Gruppo al processo decisionale è quindi in grado di migliorare la qualità delle decisioni e, attraverso il consenso, garantisce il supporto di tutti alle azioni da intraprendere
IL METODO DEL CONSENSO • E’ un processo che richiede strutturazione e disciplina • E’ necessario che in ogni gruppo vengano definiti con chiarezza i principi della strutturazione del processo decisionale, decisionale all’interno del quale dare spazi e opportunità di partecipazione anche a chi potrebbe non sentirsi sufficientemente coinvolto
FASI del PROCESSO DECISIONALE basato sul CONSENSO (1) • Stabilire le regole di base, base sulle procedure decisionali, sugli argomenti da affrontare, sui comportamenti da adottare • Raccogliere informazioni, informazioni identificare gli argomenti chiave da affrontare e i criteri di valutazione da adottare
FASI del PROCESSO DECISIONALE basato sul CONSENSO (2) • Generare opzioni basate sui bisogni individuati (queste opzioni possono riguardare sia possibilità di soluzione sia di acquisizione di risorse per facilitare la soluzione) • Raggiungere l’accordo non solo sulle soluzioni da adottare ma anche su come implementare le decisioni
IL “FACILITATORE” Sebbene il compito di esprimere le proprie idee, assicurare la produttività, affrontare i problemi e prendere decisioni appartenga a tutti i membri del gruppo, in questo processo assume grande importanza il ruolo del facilitatore, facilitatore cioè colui che, agendo in maniera neutrale, indirizza la discussione, ponendo domande e riassumendo concetti, assicurando la partecipazione di tutti e il rispetto delle regole
I RUOLI METODOLOGO NEGOZIATORE AREA DI PRESIDIO DEL LAVORO INNOVATORE CREATIVO AREA DI PRESIDIO DELLA QUALITA’ AREA DI PRESIDIO AREA DI DEL RISULTATO PRESIDIO DELLE CONSERVATORE REALIZZATORE RELAZIONI FACILITATORE COMUNICATORE
TEAM-PLAYERS A. De Santi CONTRIBUTO NEL GRUPPO DEBOLEZZE IL GENIALE Creativo, fantasioso, anticonformista. Ama risolvere problemi complessi. Tende a ignorare i dettagli e a non confrontarsi con gli altri. IL PROCACCIATORE DI RISORSE Estroverso, entusiasta, comunicativo. Esplora opportunità e sviluppa contatti. Tende a perdere interesse una volta che l’entusiasmo iniziale è passato. IL COORDINATORE Maturo, sicuro di sé, buon conduttore. Sa chiarire gli obiettivi, sa delegare e promuovere l’attività decisionale. Tende a delegare il proprio lavoro e a manipolare gli altri. IL COMPETITORE Provocatorio, dinamico, dà il meglio di sé sotto pressione. Ha la grinta e il coraggio per superare gli ostacoli. Tende a provocare gli altri e a urtare i sentimenti altrui. IL CONTROLLORE Sobrio, strategico, perspicace. Riesce a individuare tutte le opzioni. Giudica accuratamente. Può non avere la capacità di convincere gli altri, spesso è eccessivamente critico. IL SOCIALIZZATORE Cooperativo, morbido, percettivo e diplomatico. Ascolta, costruisce, evita gli attriti, calma le acque. Spesso è indeciso e facilmente influenzabile. L’ESECUTORE Disciplinato, affidabile, conservatore ed efficiente. Trasforma le idee in azioni pratiche. Poco flessibile, si adatta lentamente alle innovazioni. IL PERFEZIONISTA Diligente, coscienzioso, ansioso. Sempre in cerca di errori e omissioni. Puntuale. Incline a preoccuparsi eccessivamente. Riluttante nel delegare, tende ed essere pignolo. LO SPECIALISTA Risoluto, efficiente, scrupoloso. Possiede conoscenze e capacità non comuni. Il suo contributo tende ad essere limitato in un ambito tecnico. Tende a trascurare il quadro generale.
CARATTERISTICHE DEL LEADER • Membro del gruppo che esercita una spiccata influenza sugli altri • Catalizzatore dei bisogni e delle risorse del gruppo • Nei gruppi istituzionali il ruolo del leader è stabilito gerarchicamente, in funzione dell’organizzazione, mentre nei gruppi informali la leadership si configura in modo spontaneo
LEADERSHIP • Sistema di conduzione richiesto dal gruppo, gruppo necessario al suo funzionamento • L’esigenza della leadership si collega con l’esigenza di sviluppo del gruppo stesso • Si definisce “leadership di servizio” servizio poiché la sua funzione è stimolare le capacità di tutti, tutti l’esposizione e la condivisione delle opinioni
FATTORI che facilitano l’emergere della LEADERSHIP (1) • L’aumento del numero dei componenti • La complessità del compito • Difficoltà (conflitti tra i membri, minacce esterne, ostacoli nel raggiungimento degli obiettivi)
FATTORI che facilitano l’emergere della LEADERSHIP (2) • Motivazione al potere, potere all’autorità, autorità al prestigio personale • Posizione centrale nella rete di comunicazione • Polarità • Competenza • Possibilità di punire e ricompensare
LE FUNZIONI DELLA LEADERSHIP • ASPETTO SOCIO-OPERATIVO (leadership della competenza) • ASPETTO SOCIO-AFFETTIVO (leadership dell’appartenenza e della comunicazione) C. ROMANO
L’ASPETTO SOCIO-OPERATIVO Come raggiungere gli obiettivi e realizzare il compito: A. Informazione e metodo di lavoro (formulazione dell’obiettivo, sviluppo di un piano di lavoro, circolazione delle informazioni, ricerca di soluzioni) B. Coordinamento dei contributi e degli sforzi dei membri (rilevamento e rispetto dei ruoli) C. Coordinamento durante la presa di decisioni C. ROMANO
L’ASPETTO SOCIO-AFFETTIVO Come mantenere il clima psicologico: A. Stimolazione e sostegno (incitamento, gratificazioni, rassicurazioni) B. Facilitazione del processo di socializzazione (ricerca di un linguaggio comune, espressione delle preoccupazioni e dei desideri in rapporto alle attività del gruppo) C. Chiarimento dei processi del gruppo (rilevazione dei livelli di soddisfazione o insoddisfazione, ricerca delle cause di un conflitto e delle soluzioni) C. ROMANO
STILI DI LEADERSHIP • AUTORITARIO 1. Autocratico: si impone con intimidazioni e sanzioni 2. Paternalista: vuole essere ubbidito, rispettato e amato • COOPERATIVO/DEMOCRATICO Tende a coinvolgere gli altri nella presa di decisioni • LASSISTA Rinuncia all’esercizio del potere
CONDIZIONI PER L’EFFICACIA DEL LEADER A. Essere riconosciuto come leader ed essere amato (fiducia del gruppo nel leader) B. Disporre di 2 atteggiamenti e adattarli in base alle situazioni e al compito del gruppo: direttività (compito troppo facile o troppo difficile) e non direttività: (compito che richiede creatività e cooperazione) C. Possedere 2 tipi di influenza: influenza diretta (energia spesa effettivamente durante l’esecuzione di un compito) e influenza indiretta (azione esercitata sugli altri per mantenere viva la loro attenzione, per organizzare, dirigere, informare, coordinare, mettere in relazione, far partecipare)
IL LEADER: MODELLI DI ANALISI • Prospettiva “monopersonale” • Prospettiva “bidirezionale” o ”situazionale” (leader gruppo) • Prospettiva “strutturale” G. LAI
LEADERSHIP SITUAZIONALE (K. BLANCHARD) LA FUNZIONE PIU’ IMPORTANTE PER IL LEADER DI UN GRUPPO E’ QUELLA DI AIUTARE IL GRUPPO A MUOVERSI ATTRAVERSO GLI STADI DI SVILUPPO I LEADER EFFICACI ADATTANO IL PROPRIO STILE PER FORNIRE AI GRUPPI QUELLO CHE ESSI NON SANNO PROCURARSI SVOLGENDO, QUANDO OCCORRE, I COMPITI DI FUNZIONAMENTO E DI MANUTENZIONE
S 1 - orientamento - coinvolgimento nel lavoro ma poca esperienza direttività - prevalgono i compiti di funzionamento S 2 - insoddisfazione né coinvolgimento né capacità coaching (direttività e supporto) sia compiti di funzionamento che di manutenzione S 3 - svolta - capacità ma non ancora atteggiamenti positivi - supporto - prevalgono i compiti di manutenzione S 4 - produzione - capacità e morale alto - delega
LEADER Per qualche motivo, in un certo momento rappresenta il gruppo CONDUTTORE Risponde a una valenza formale: per mandato dei partecipanti o per “indicazioni dall’alto” deve far raggiungere al gruppo l’obiettivo
LE CARATTERISTICHE DEL CONDUTTORE • • • Calore Neutralità Chiarezza di idee (consapevolezza del proprio ruolo) • Entusiasmo (saper motivare) • Cura di sé (Petruska Clarckson) Clarckson
LE “ 5 C” PER LA CONDUZIONE DEL GRUPPO • • • CONTRATTO CONSEGNA CONDUZIONE CONSUNTIVO CONTROLLO (confronto) (A. English) English
Il conduttore stipula un CONTRATTO con il suo gruppo, e può riguardare: - la natura del gruppo - l’obiettivo finale che il gruppo si propone di raggiungere - le modalità generali da osservare per il lavoro di gruppo La CONSEGNA consiste nell’ordine, nella disposizione che il conduttore dà al gruppo per sviluppare un certo lavoro in una certa seduta/riunione in vista del conseguimento dell’obiettivo (stabilito col Contratto) REGOLE
La CONDUZIONE comprende tutte le tecniche di lettura e gestione delle dinamiche di gruppo che fanno parte del bagaglio professionale del conduttore, e che sono poste al servizio del raggiungimento dell’obiettivo stabilito nel Contratto Il CONSUNTIVO serve a evidenziare, evidenziare al termine di ogni incontro, quale è stato il lavoro prodotto dal gruppo in quella fase Il CONTROLLO implica la verifica che, al termine del lavoro di gruppo, il conduttore farà rispetto alla sua gestione del gruppo in quella fase, e secondo criteri e finalità stabilite nel Contratto.
COME RIDURRE I RISCHI DELLA CONDUZIONE • Formazione con docenti di buona qualità • Prolungata esperienza sottoposta a valutazione (supervisione di esperti, valutazione tra pari, autovalutazione) • Aggiornamento permanente • Forte motivazione e buona conoscenza di sé • Costruzione “partecipata” degli obiettivi (o almeno negoziazione chiara) chiara • Verifiche costanti su processi e risultati (con amplia partecipazione) partecipazione S. Tonelli
IL GRUPPO EFFICACE il socializzatore il procacciatore di risorse il coordinatore leader il competitore l’esecutore negoziatori GRUPPO EFFICACE il geniale pensatori attori il controllore il perfezionista lo specialista Adattato da: R. M. Belbin, Management Teams, Why They Succeed or Fail, Butterworth Heinemann, Oxford 1981
BIBLIOGRAFIA • G. Lai: “Gruppi di apprendimento” • K. Blanchard: “Costruire gruppi di successo” (F. Angeli editore) • W. Bion: “Psicodinamiche di Gruppo” • A. De Santi, I. Simeoni: “I gruppi di lavoro nella sanità” (Carocci editore) • G. P. Quaglino: “ Gioco di squadra”