IL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE Introduzione alla traccia

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IL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE Introduzione alla traccia n. 1 del Progetto di storia

IL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE Introduzione alla traccia n. 1 del Progetto di storia contemporanea dell’A. s. 2017/2018

LA TRACCIA Il 1 gennaio 1948 entrava in vigore la Costituzione repubblicana, redatta in

LA TRACCIA Il 1 gennaio 1948 entrava in vigore la Costituzione repubblicana, redatta in 18 mesi di lavoro dai 556 costituenti eletti con il referendum del 2 giugno 1946. Per comprendere appieno il clima in cui si svolsero i lavori e il metodo utilizzato dall’Assemblea costituente, si analizzi, anche utilizzando il metodo dello studio di caso, uno dei 12 principi fondamentali contenuti nel testo ricostruendone la genesi attraverso i dibattiti in aula, le revisioni e le cronache dei costituenti. Qualora sia utile a sottolinearne la novità, l’analisi può essere ulteriormente Approfondita attraverso un confronto tra l’articolo oggetto di indagine e le legislazioni precedenti, ivi compresi i provvedimenti in difesa della razza italiana emanati nel novembre 1938

LA RICHIESTA 1. 2. 3. Descrivere attraverso l’analisi della Costituzione italiana l’Italia del dopo

LA RICHIESTA 1. 2. 3. Descrivere attraverso l’analisi della Costituzione italiana l’Italia del dopo guerra e le difficoltà del ritorno alla democrazia. Analizzare un articolo della Costituzione attraverso l’uso corretto e consapevole delle fonti storiche. Confrontare, se ritenuto opportuno, i principi della Costituzione Italiana con le leggi emanate durante il regno d’Italia e l’epoca fascista.

I PASSI NECESSARI 1. 2. 3. 4. Conoscere in breve le esperienze costituzionali italiane,

I PASSI NECESSARI 1. 2. 3. 4. Conoscere in breve le esperienze costituzionali italiane, con attenzione sullo Statuto Albertino. Conoscere e comprendere la situazione sociale e politica dell’Italia negli anni a cavallo degli anni tra la guerra di liberazione (1943) fino al referendum istituzionale. Conoscere e comprendere partiti, uomini e donne (e le loro idee e obbiettivi) che parteciparono ai lavori della Costituente. Conoscere le basi attorno a cui nacquero i 12 principi fondamentali.

PASSO 1 L’ITALIA E LE ESPERIENZE COSTITUZIONALI Dalle prime costituzioni di fine ‘ 700

PASSO 1 L’ITALIA E LE ESPERIENZE COSTITUZIONALI Dalle prime costituzioni di fine ‘ 700 alle modifiche allo Statuto Albertino

I PRIMI TENTATIVI Le costituzioni nate nel nord Italia nell’epoca della rivoluzione francese, promulgate

I PRIMI TENTATIVI Le costituzioni nate nel nord Italia nell’epoca della rivoluzione francese, promulgate nelle Repubbliche Cisalpine e spesso rimodificate dalle istituzioni francesi (direttorio prima, Napoleone dopo). Le costituzioni nate nel sud dell’Italia negli anni in cui i Borboni vennero sostituiti dai regni retti prima da Giuseppe Bonaparte, poi da Gioacchino Murat. Durante i moti del 1848, diversi stati italiani si munirono di costituzioni, frutto della pressione dei popoli e delle loro Elites liberali. Tra queste troviamo quella concessa dal re Ferdinando II delle due Sicilie, che venne sospesa poco tempo dopo dallo stesso Re.

LA COSTITUZIONE ROMANA Durante i moti del ‘ 48, la popolazione romana si ribellò

LA COSTITUZIONE ROMANA Durante i moti del ‘ 48, la popolazione romana si ribellò all’inattivismo del Papa, che fu costretto a scappare e a lasciare campo libero a un’assemblea nazionale e a un triumvirato. L’assemblea costituente lavorò, mentre la città era attaccata dalle forze europee filopapali, per promulgare una carta che presentasse al suo interno i principi del mazzinianesimo e che divenne il modello per altre esperienze democratiche. La Costituzione Romana venne promulgata il giorno prima della caduta della Repubblica.

LO STATUTO ALBERTINO Promulgato da Carlo Alberto durante il tumultuoso ’ 48, fu l’unica

LO STATUTO ALBERTINO Promulgato da Carlo Alberto durante il tumultuoso ’ 48, fu l’unica costituzione di quel periodo a sopravvivere ai moti liberali. Si trattava di una “Costituzione Octroyer” concessa dal re per evitare che eventuali ribellioni gliene imponessero una e che mirava a unire i destini della corona con quelli della classe dirigente liberale.

DEFINIZIONE: COSTITUZIONE OTTRIATA Dal francese “Octroyer”, è una Costituzione che viene “concessa” o donata

DEFINIZIONE: COSTITUZIONE OTTRIATA Dal francese “Octroyer”, è una Costituzione che viene “concessa” o donata alla popolazione da parte del sovrano. In contrapposizione con le Costituzioni nate dalla votazione di assemblee rappresentative della cittadinanza.

LE CARATTERISTICHE Il modello Statuto Albertino erano le Costituzioni emanate in Francia nel 1830

LE CARATTERISTICHE Il modello Statuto Albertino erano le Costituzioni emanate in Francia nel 1830 e in Belgio del 1831, che avevano creato un compromesso tra monarchia e esigenze di maggiore partecipazione. Formata di 84 articoli, manteneva una certa vaghezza su certi argomenti: poco chiari erano i limiti dei poteri di re e ministri, così come l’indipendenza della magistratura e i compiti della camera elettiva. I poteri del Re e la mancanza di garanzie contro eventuali modifiche resero lo Statuto facilmente attaccabile dalle leggi speciali volute dal fascismo.

LA FINE DELLO STATUTO Con l’omicidio Matteotti e i successivi eventi, Mussolini e il

LA FINE DELLO STATUTO Con l’omicidio Matteotti e i successivi eventi, Mussolini e il partito fascista prendono il controllo della politica italiana, iniziando a modellare uno stato a misura di fascismo. Le “Leggi fascistissime” del 1925 -1926 iniziano il processo di rimodellamento dello Stato, andando a cambiare diversi principi sanciti dallo Statuto. Il ribaltamento definitivo (nonostante alcuni giuristi dell’epoca parlino di uno spirito dello “Statuto” ancora vivo) avviene nel 1939, con la sostituzione della Camera dei Deputati con quella delle Corporazioni. Per molti anni, addirittura, all’interno del fascismo ci fu un dibattito per sostituire con una nuova costituzione lo Statuto, processo mai andato in porto.

PASSO 2 “L’ITALIA DISUNITA” DEL REFERENDUM E DELLA COSTITUENTE L’Italia del dopoguerra e le

PASSO 2 “L’ITALIA DISUNITA” DEL REFERENDUM E DELLA COSTITUENTE L’Italia del dopoguerra e le sue contraddizioni

L’ITALIA “DISUNITA”: LA GUERRA Se fino al 1943 tutta l’Italia aveva vissuto la stessa

L’ITALIA “DISUNITA”: LA GUERRA Se fino al 1943 tutta l’Italia aveva vissuto la stessa esperienza bellica, dallo sbarco alleato questo non accadde più. Nel sud Italia, la popolazione dovette confrontarsi con l’occupazione degli alleati, con i problemi e i pregi relativi, oltre che a confrontarsi con il nuovo governo dei partiti nato a Brindisi (vedi il maxi sciopero dei “non si parte” contro l’arruolamento del regno del Sud). A Sud, inoltre, anche l’arrivo degli alleati venne vissuto in maniera diversa: In Sicilia furono principalmente invasori, a Napoli liberatori. Nel nord Italia, invece, la popolazione si confrontò con l’occupazione tedesca e la Repubblica di Salò oltre che con la lotta fraticida per la liberazione e l’esperienza della Resistenza.

L’ITALIA “DISUNITA”: LA VITA POLITICA Le diverse esperienze di guerra vissute dall’Italia ebbero anche

L’ITALIA “DISUNITA”: LA VITA POLITICA Le diverse esperienze di guerra vissute dall’Italia ebbero anche delle ripercussioni all’interno del mondo politico. La Resistenza e l’attivismo politico al nord portarono maggior frutto ai partiti che avevano animato il Cln, soprattutto al Partito Comunista, dove confluirono gran parte delle speranze del mondo operaio, che durante gli anni di Salò vide sorgere un nuovo protagonismo nella vita politica. Al sud, invece, la presenza di un governo e il ritorno della politica favorì la permanenza di sacche reazionarie e di potere, che spesso cambiarono semplicemente partito. Inoltre grande spinta ebbero i partiti legati all’”antipolitica” o all’indipendentismo. Non a caso nacquero movimenti per l’indipendenza di Sicilia e Sardegna, e perfino Il Giorno si spinse a chiedere la creazione di un grande partito del Sud che rispondesse alle esigenze di unione del mezzogiorno contro le angherie dei nordisti.

“L’ITALIA DISUNITA”: IL VOTO SUL REFERENDUM

“L’ITALIA DISUNITA”: IL VOTO SUL REFERENDUM

PASSO 3 LA COSTITUENTE Partiti e personaggi che animarono la prima assemblea repubblicana

PASSO 3 LA COSTITUENTE Partiti e personaggi che animarono la prima assemblea repubblicana

LA COMPOSIZIONE

LA COMPOSIZIONE

DEMOCRAZIA CRISTIANA Nato dalle ceneri del Partito Popolare di Don Sturzo nel 1942, nel

DEMOCRAZIA CRISTIANA Nato dalle ceneri del Partito Popolare di Don Sturzo nel 1942, nel 1946 divenne rapidamente il partito più votato ottenendo il 35 per cento di voti. Guidato da Alcide De Gasperi, era un partito che aveva a sua base elettorale nel movimento di massa cattolico e alle sue associazioni, rimaste in vita durante il fascismo grazie al concordato (e che per anni avevano rappresentato l’unica alternativa a esso). N. b. diede libertà di coscienza sul referendum istituzionale e, con ogni probabilità, la maggioranza dei suoi elettori diede la preferenza alla monarchia.

PARTITO SOCIALISTA DI UNITÀ PROLETARIA (PSIUP) L’unico dei partiti di massa prefascismo sopravvissuti, raccolse

PARTITO SOCIALISTA DI UNITÀ PROLETARIA (PSIUP) L’unico dei partiti di massa prefascismo sopravvissuti, raccolse il 20% delle preferenze sotto la guida dello storico leader Pietro Nenni. Fu l’ultimo grande successo per i socialisti, la cui fragilità interna, dovuta alle molte correnti e ai dissidi interni, avrebbe provocato presto una sfaldatura trasformandolo in un partito minoritario. Il correntismo (di cui aveva già sofferto negli anni della prima guerra mondiale) unito a una mancanza di ricambio generazionale e a un rapporto conflittuale con i comunisti erano i principali punti deboli.

PARTITO COMUNISTA ITALIANO 1. 2. 3. Terzo partito nella corsa elettorale, Il Pci di

PARTITO COMUNISTA ITALIANO 1. 2. 3. Terzo partito nella corsa elettorale, Il Pci di Togliatti era il partito di massa che più era cresciuto in queste prime elezioni. La sua grande crescita (nel 1946 erano quasi due milioni i tesserati) era dovuta a diversi fattori come: La strenua lotta contro il nazifascismo (il 50% delle formazioni partigiane erano di ispirazione comunista) La capacità di proporsi come il partito degli operai, salariati delle campagne e giovani intellettuali. Il mito portato dall’Urss e dal suo governo socialista.

UNIONE DEMOCRATICA NAZIONALE La quarta arrivata (all’incirca il 6% dei voti), era una lista

UNIONE DEMOCRATICA NAZIONALE La quarta arrivata (all’incirca il 6% dei voti), era una lista che teneva assieme i membri del Partito Liberale e dal partito democratico del Lavoro. Al suo interno raccoglieva i vecchi rappresentanti del partito liberale, come Croce, Nitti, Bonomi e Orlando, ancora legati ai valori del risorgimento e della classe politica che governò l’Italia dopo l’unità. Gli unici tentativi di rinnovamento furono i “flirt” con l’antipolitica dell’Uomo Qualunque.

L’UOMO QUALUNQUE Inizialmente nato come un semplice quotidiano, divenne poi un movimento politico attorno

L’UOMO QUALUNQUE Inizialmente nato come un semplice quotidiano, divenne poi un movimento politico attorno alla figura di Guglielmo Giannini. I bersagli dell’UQ erano principalmente i partiti del CLN e la Resistenza, insieme al comunismo e a tutto quello che poteva assomigliare al “professionismo politico” (Per governare bastava un buon ragioniere diceva Giannini). La sua base elettorale, da cui trassero il cinque per cento dei consensi, era principalmente il Sud.

VIDEO DICHIARAZIONI POLITICI

VIDEO DICHIARAZIONI POLITICI

LE DONNE COSTITUENTI

LE DONNE COSTITUENTI

PASSO 4 I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE

PASSO 4 I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE

COSTITUZIONE VS STATUTO Costituzione Struttura rigida e articolata, di difficile modifica. Grande importanza per

COSTITUZIONE VS STATUTO Costituzione Struttura rigida e articolata, di difficile modifica. Grande importanza per i principi etici. Grande spazio ai diritti e doveri, a cui è dedicato metà del testo. Metodo di controllo della costituzionalità delle leggi. Statuto Albertino Struttura flessibile e facilmente sovrascrivibile. Poco interesse verso i principi etici. Poco spazio a diritti e doveri dei cittadini (solo 9 articoli su 84). Nessuna protezione su eventuali violazioni dei principi della carta.

I PRINCIPI FONDAMENTALI Una rinfrescata per la vostra memoria

I PRINCIPI FONDAMENTALI Una rinfrescata per la vostra memoria

I PRINCIPI FONDAMENTALI, CARATTERISTICHE 1. 2. 3. 4. Lo scopo dei primi 12 articoli

I PRINCIPI FONDAMENTALI, CARATTERISTICHE 1. 2. 3. 4. Lo scopo dei primi 12 articoli della Costituzione è di esporre lo spirito della Costituzione. Rappresentano il Fondamento di ogni altro atto normativo e dell’azione dei poteri dello Stato. I principi fondamentali hanno valore Precettivo: sono norme suscettibili ad applicazione diretta anche quando manchi una esauriente disciplina ordinaria al dettaglio. Ogni legge o atto che entri in conflitto con questi principi è di fatto considerato come incostituzionale. I principi non sono modificabile, perché modificarli equivarrebbe a un sovvertimento dell’assetto costituzionale.

BIBLIOGRAFIA, SITOGRAFIA E ALTRE COSE…. .

BIBLIOGRAFIA, SITOGRAFIA E ALTRE COSE…. .