FACOLT DI SCIENZE DELLUOMO E DELLA SOCIET Scuola




































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FACOLTÀ DI SCIENZE DELL’UOMO E DELLA SOCIETÀ Scuola di Scienze Motorie LM 67 - Scienze delle attività motorie preventive e adattate Attività fisica compensata e adattata Aspetti della rieducazione motoria nelle patologie cardiovascolari Prof. Salvatore Pignato
Linee guida La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico da: Giornale Italiano di Cardiologia Vol. 8 - Novembre 2007 Per attività fisica o esercizio fisico si intende qualsiasi movimento corporeo dovuto a contrazione della muscolatura scheletrica e associato ad un consumo energetico. L’allenamento o training fisico e invece l’attività fisica regolare, strutturata e finalizzata al miglioramento e/o mantenimento dell’efficienza fisica. Per efficienza fisica si e inteso quell’insieme di capacita (flessibilità, forza muscolare, composizione corporea e performance cardiorespiratoria) relative all’abilita di praticare attività fisica e legate ad una riduzione del rischio di mortalità e morbilità cardiovascolare.
Sedentarietà e sforzo fisico La sedentarietà e responsabile di un aumento significativo di morbilità e La ridotta performance fisica conseguente alla sedentarietà rappresenta uno dei più importanti fattori predittivi di mortalità nella popolazione generale apparentemente sana. La ridotta tolleranza allo sforzo si associa, sia nella popolazione maschile sia in quella femminile, ad una riduzione della sopravvivenza per un aumento significativo della mortalità cardiovascolare. I soggetti anziani in assenza di esercizio fisico sono esposti alle MCV. Infatti, e noto che la performance fisica, espressa come massimo consumo di ossigeno, si riduce del 7 -10% per ogni decade di età. Alcune settimane di inattività fisica sono sufficienti ad alterare in maniera significativa l’attività degli enzimi responsabili dello stress ossidativo e la funzione endoteliale, la quale sembra rappresenti la conditio sine qua non nella patogenesi dell’aterosclerosi.
Tipologie di prevenzione La prevenzione primaria fa riferimento a persone sane e deve essere un aiuto ad evitare che esse sviluppino condizioni patologiche. Per i disabili e persone affette da patologia, la prevenzione primaria è diretta a prevenire un aggravamento dell’invalidità o della patologia. La prevenzione secondaria mira ad identificare rapidamente, a trattare una condizione patologica e a ridurre il rischio di insorgenza di invalidità. La prevenzione terziaria è focalizzata ad arrestare la progressione di condizioni patologiche e limitare ulteriori disabilità. Per persone invalide la prevenzione terziaria mira a ridurre i limiti della loro partecipazione in qualche campo di attività, creando per loro delle facilitazioni o eliminando barriere.
Metodi di prevenzione primaria I metodi d’intervento della prevenzione primaria hanno lo scopo di ridurre le cause o i fattori di rischio attraverso: potenziamento delle capacità di difesa dell’organismo; rimozione di comportamenti nocivi; induzione di comportamenti positivi; interventi sull’ambiente di vita e di lavoro.
Metodi di prevenzione secondaria I metodi d’intervento della prevenzione secondaria mirano ad identificare rapidamente, a trattare una condizione patologica e a ridurre il rischio di insorgenza di invalidità. Propone interventi per garantire le migliori condizioni fisiche, psicologiche e sociali in modo che i cardiopatici possano recuperare le attività giornaliere e riprendere il proprio ruolo nella società. Lo svolgimento di attività motorie e sportive non agonistiche costituisce un mezzo di prevenzione che contribuisce a diminuire il rischio di insorgenza di diverse malattie cronichedegenerative Gli interventi di prevenzione cercano di riassumere e conservare una condizione, la più vicina possibile allo “stato di salute”, promuovendo quindi la riduzione degli eventi cardiovascolari e favorendo, nel contempo, il processo di recupero. Gli obiettivi dell’attività fisica sono: ridurre i sintomi legati alla malattia; migliorare la capacità funzionale; ridurre la disabilità favorire il reinserimento lavorativo; migliorare la qualità di vita
Programmare l’attività fisica Il fitness consente all’individuo di programmare l’attività fisica. Esso comprende l’attività cardiorespiratoria, la forza muscolare, la resistenza muscolare, la flessibilità e la composizione del corpo. L’attività cardiorespiratoria è meglio calcolata con le misure del massimo consumo di ossigeno (VO 2 max). Il fitness metabolico è lo stato dei sistemi metabolici e delle variabili predittive del rischio per diabetici e delle malattie cardiovascolari che possono essere facilmente modificate dall’aumentata attività fisica o dal regolare esercizio di resistenza, senza la necessità di un incremento di allenamento legato al massimo consumo di ossigeno. La regolare attività fisica, il fitness e l’esercizio fisico sono di fondamentale importanza per la salute e il benessere delle persone di ogni età. La ricerca ha dimostrato che quasi tutti gli individui possono beneficiare di una regolare attività fisica, sia che la svolgano intensa o moderata a vantaggio della salute.
Le raccomandazioni delle società scientifiche statunitensi L’American College of Sports Medicine e l’American Heart Association hanno pubblicato le raccomandazioni per la promozione dell’attività fisica nel tentativo di aumentare l’attività per il tempo libero. Tutti gli adulti dovrebbero svolgere almeno 30 minuti di attività fisica di intensità moderata la maggior parte, se non tutti, i giorni della settimana. Le attività di routine per un’attività fisica moderata sono camminare di buon passo, il nuoto, la pulizia della casa, giardinaggio. Queste raccomandazioni sottolineano che i 30 minuti di attività possono essere ottenuti in modo intermittente per tutta la giornata in incrementi di 10 minuti o in una sessione continua.
Effetti benefici dell’attività fisica L’attività fisica ha un effetto benefico sul controllo dell’ipertensione, del diabete mellito e dell’obesità; ha un effetto protettivo nei confronti della morbosità per malattie cronico-degenerative, in particolare sulla cardiopatia ischemica, l’osteoporosi; ha un effetto favorevole sull’assetto lipidico, aumenta la gittata cardiaca, riduce l’insulino-resistenza e il ritmo cardiaco; migliora anche il benessere psicologico
Adulti attivi e inattivi Gli adulti inattivi che non svolgono attività fisica nel corso della settimana, dovrebbero avviarsi progressivamente e gradualmente allo svolgimento di un programma adeguato. L’attività dovrà attenersi ad un’intensità lieve-moderata per brevi periodi di tempo, con sessioni diffuse per tutta la settimana. Per ridurre il rischio di lesioni, è opportuno aumentare gradualmente l’intensità dell’esercizio. Cronogramma degli esercizi: svolgimento di una sessione di 5 minuti di passeggiata per più volte al giorno, poi di 10 minuti, di 15 minuti aumentando lentamente. Il potenziamento muscolare dovrebbe essere aumentato gradualmente e svolto una sola volta alla settimana, a partire da un livello di sforzo moderato. Gli adulti attivi possono guadagnare altri vantaggi, aumentando con gradualità le sessioni di attività fisica, ricavando salute e benessere. Una modalità efficiente per raggiungere grandi obiettivi di benessere è di sostituire l’attività fisica di intensità elevata con l’attività di intensità moderata. Le riduzioni significative nel rischio delle malattie cardiovascolari si verificano a livelli di attività equivalenti a 150 minuti a settimana di attività di intensità moderata.
Benefici dell’esercizio fisico Uno stile di vita sedentario è uno dei maggiori fattori di rischio (elevata pressione arteriosa, valori anormali dei lipidi nel sangue, fumo e obesità) per le malattie cardiovascolari. Le riduzioni significative nel rischio delle malattie cardiovascolari si verificano a livelli di attività equivalenti a 150 minuti a settimana di attività di intensità moderata. I benefici che comporta l’attività fisica sono: La riduzione del peso, a sua volta migliora i livelli di pressione arteriosa; L’esercizio riduce i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue; Aumenta la capacità dell’organismo di usare l’insulina per controllare i livelli di glucosio nel sangue; Aumento della tolleranza all’esercizio; Aumento del colesterolo buono (HDL).
Valutazione cardiologica e rieducazione motoria IL soggetto deve essere sottoposto alla preliminare valutazione funzionale iniziale: Berg Balance scale; Balance performance oriented mobility Assessment (BPOMA, Functional Reach Test). Il Performance-Oriented Mobility Assessment (POMA) o scala di Tinetti è uno strumento largamente utilizzato per valutare le performance di equilibrio ed andatura. Il test viene utilizzato clinicamente per determinare lo stato della mobilità di un soggetto o per valutare i cambiamenti nel tempo di equilibrio ed andatura. Falls Efficacy Scale (FES). Lo scopo della valutazione funzionale iniziale serve a fornire infortmazioni su: passaggi posturali, stazione eretta ed equilibrio, rischio di cadute, deambulazione, trofismo e forza muscolare, capacità e abilità soggettive.
Valutazione cardiologica e classificazione del rischio basso rischio frazione di eiezione (FE) maggiore del 40%. La frazione o porzione di sangue che il cuore pompa (espelle) dal ventricolo sinistro a ogni battito cardiaco (gittata ventricolare sistolica) rispetto al volume telediastolico. assenza di aritmie assenza di ischemia residua medio rischio FE compresa tra il 40 -30% Lieve ischemia miocardica (>5 MET) Assenza di aritmie complesse alto rischio FE inferiore al 30% Ischemia significativa al test ergometrico (< 5 MET) Aritmie complesse (TVSN)
Test funzionali e classificazione del rischio cardiologico I test funzionali utilizzabili ai fini della pianificazione del tipo di allenamento sono essenzialmente tre: test del cammino (six minute walk test) test ergometrico (TE). Consiste nel rilievo dell’elettrocardiogramma, della pressione arteriosa e della sintomatologia clinica del paziente, mentre il soggetto pedala su una bicicletta (cicloergometro) o cammina su un tappeto rotante (treadmill). test cardiopolmonare (TCP) o ergo spirometrico è un esame strumentale diagnostico, non invasivo che permette una simultanea valutazione dell’adattamento cardiocircolatorio, polmonare, muscolare e metabolico allo sforzo. Il rilevamento continuo del consumo di ossigeno (VO 2), della produzione di anidride carbonica (VCO 2), della risposta ventilatoria durante le varie fasi dell’esercizio, costituisce il substrato basilare su cui il test si articola e da cui si elaborano tutti i parametri derivati. La scelta di applicare ciascuno di essi dipende dal tipo di soggetto, dalle sue capacità motorie, dalla gravità del quadro clinico e dalla presenza di comorbidità (broncopneumopatia cronica ostruttiva, esiti di ictus, arteriopatia obliterante degli arti inferiori, etc), dalle abitudini di vita precedenti (sedentarietà/dinamicità), e dalle esigenze occupazionali e ricreative.
Test di Ruffier - Valutazione dell’ Efficienza Cardio. Circolatoria Obiettivo di questo test e la valutazione dell’efficienza dell’apparato cardio-circolatorio, e la capacita di recupero immediato dopo uno sforzo. L’esecuzione del test prevede quattro fasi distinte: a. FREQUENZA A RIPOSO : rimani a completo riposo (sdraiato e fermo) per 2 minuti dopodiché servendoti di un cronometro conta il numero dei battiti (pulsazioni) che il tuo cuore compie in 15 secondi e moltiplicali per 4 per ottenere il numero di battiti al minuto. b. FREQUENZA SOTTO SFORZO : esegui trenta piegamenti sulle gambe, portando i glutei a toccare i talloni e rileva le pulsazioni appena terminati i piegamenti cosi come hai fatto prima (15 sec e poi moltiplica x 4) c. FREQUENZA DOPO RECUPERO sdraiati e riposa per un minuto esatto dopodiché fai una nuova prova delle pulsazioni per 15 secondi e moltiplicale per 4
Test di Ruffier - Valutazione dell’ Efficienza Cardio. Circolatoria Riporta i dati ottenuti all’interno della formula (a + b + c - 200 ) : 10 dell’indice di Ruffier per valutare l’Efficienza Cardio-Circolatoria e più precisamente la capacita di recupero immediato; se : il risultato e 0 la valutazione e ECCELLENTE il risultato e compreso tra 1 e 5 la valutazione e MOLTO BUONA il risultato e compreso tra 5 e 10 la valutazione e BUONA il risultato e compreso tra 10 e 15 la valutazione e MEDIA il risultato e compreso tra 15 e 20 la valutazione e MEDIOCRE
Il Six Minute Walk test (6 MWT) Richiede un coordinamento motorio semplice (camminare). Misura la massima distanza che l’individuo è in grado di percorrere camminando in un intervallo di tempo di 6 minuti. Il soggetto dovrebbe camminare velocemente lungo un corridoio libero da ostacoli, lungo almeno 20 metri ed è autorizzato a fermarsi tutte le volte che lo ritenga necessario. Il supervisore del test dovrebbe segnalare il tempo trascorso ogni due minuti e incoraggiare il soggetto sottoposto ogni 30. Può essere effettuato all’avvio del programma riabilitativo prima ancora del test ergometrico o in alternativa a questo, quando il paziente non è in grado per ragioni cliniche di sostenere una prova alla cyclette o al treadmill. Si esplora la capacità funzionale e la riserva coronarica da lavoro (cioè la differenza tra la quantità di ossigeno che arriva al cuore in condizioni di riposo ed al massimo dello sforzo).
Il six minute walk test (6 MWT) - I criteri di interruzione del test Esaurimento muscolare, che significa il raggiungimento della propria capacità funzionale ovvero raggiungimento della frequenza cardiaca massima teorica che viene in genere percepita come sforzo strenuo. Sotto livellamento ischemico del tratto ST, significa un segno di sofferenza del cuore al quale non arriva abbastanza ossigeno a causa dell'ostruzione della coronarie o per malattie del muscolo (ischemia miocardica) Angor ovvero significa dolore retrosternale, anche associato a evidenti alterazioni dell'elettrocardiogramma Aritmie e accelerazioni della frequenza cardiaca (tachicardia, fibrillazione atriale) Dispnea affaticamento del respiro inadeguato allo sforzo in atto.
Test da sforzo cardiopolmonare o ergo-spirometrico E’ un esame strumentale diagnostico, non invasivo che permette una simultanea valutazione dell’adattamento cardiocircolatorio, polmonare, muscolare e metabolico allo sforzo. Consente, mediante la misurazione dei gas espirati durante esercizio fisico, di determinare le cause della ridotta tolleranza allo sforzo nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica. Il rilevamento continuo del consumo di ossigeno (VO 2), della produzione di anidride carbonica (VCO 2), della risposta ventilatoria durante le varie fasi dell’esercizio, costituisce il substrato basilare su cui il test si articola e da cui si elaborano tutti i parametri derivati.
Test ergometrico E’ un esame che consiste nel rilievo dell’elettrocardiogramma, della pressione arteriosa e della sintomatologia clinica del paziente, mentre il soggetto pedala su una bicicletta (cicloergometro) o cammina su un tappeto rotante (treadmill). il test permette di controllare l’andamento della pressione arteriosa sotto lo sforzo fisico. Se si sottopone il cuore a un maggior lavoro, per soddisfare le richieste metaboliche dell’organismo, il flusso sanguigno all’interno delle arterie coronarie dovrà aumentare per fornire l’ossigeno necessario ai vari organi e tessuti. In presenza di aterosclerosi coronarica, il flusso non può incrementare e soddisfare le esigenze, pertanto compare una sofferenza del muscolo cardiaco. Inoltre tale esame, permette l’individuazione del livello in cui compare la sofferenza, nel cicloergometro mediante il carico di potenza necessaria a superare la resistenza che viene applicata ai pedali (unità di misura Watt), nel tappeto rotante, la velocità di scorrimento o la pendenza. Il treadmill è più utilizzato negli Stati Uniti, comporta un esercizio fisiologico e induce un consumo d’ossigeno del 10 -15% superiore al cicloergometro.
Intensità dell’esercizio fisico L’intensità dell’esercizio deve essere graduata e messa in relazione alla durata. Un esercizio a bassa intensità ha un rischio minore di determinare effetti negativi su muscoli e articolazioni. L’esercizio allenante dovrebbe essere svolto di poco al di sotto della soglia anaerobica; un’attività a bassa intensità è considerata inferiore al 40% del VO 2 max, moderata è pari al 60% del massimo consumo d’ossigeno. Il range di FC entro il quale svolgere un programma di allenamento in condizioni di sicurezza (target heart rate) è calcolato secondo la percentuale della massima frequenza cardiaca raggiunta. il training fisico viene eseguito mantenendo la frequenza cardiaca tra 70 -85%; esempio di FC massima raggiunta 130 b/min; il 70% corrisponde a 91 b/min, mentre l’ 85% è circa 111 b/min. Il range di frequenza corrisponde tra il 91 e 111 b/min.
Programmi rieducativi Non esiste una formula per adattare il programma ad ogni singolo individuo Un programma controllato dopo un evento cardiovascolare, prevede l’attuazione di protocolli di esercizi atti a determinare un effetto di allenamento attraverso l’applicazione di modalità di training fisico che rispondano a specifici requisiti. Se l’individuo ha avuto un decorso privo di complicanze ed è valutato a basso rischio, il programma può essere iniziato immediatamente dopo il test da sforzo massimale, quindi tra la quindicesima e la ventesima giornata di malattia, salvo casi particolari in cui possono essere presenti controindicazioni che richiedono di posticipare l’inizio dell’esercizio fisico. È essenziale, nel momento in cui viene pianificato il programma, considerare gli elementi quali l’età, il genere, la classe di rischio, le patologie associate, la situazione muscolo-scheletrica, la terapia farmacologica, il risultato del test da sforzo, le abitudini sullo sport, gradimento dell’attività fisica, adesione agli obiettivi prefissati.
Programmi rieducativi Un programma rieducativo include gli esercizi di resistenza alla forza ed esercizi di resistenza di lunga durata, entrambi con l’utilizzazione del substrato energetico di tipo aerobico. Le capacità coordinative e la mobilità articolare (esercizi diretti a migliorare la flessibilità articolare e la capacità di usare i muscoli con modalità, sequenze e intensità adeguate), strettamente correlate alla funzionalità del sistema nervoso centrale e periferico e alla condizione muscolo-scheletrica, possono essere diminuite in soggetti anziani, pertanto gli esercizi di resistenza alla forza ed esercizi di resistenza di lunga durata sono indicati per i più giovani. Una volta raggiunta la stabilità clinica, sono consigliati 3 incontri settimanali. La frequenza di esecuzione del programma di esercizio fisico è quotidiana o trisettimanale. Il programma quotidiano (consigliato nei soggetti anziani o con peggiore adattamento allo sforzo per cause muscolari o cardiache) è suddiviso in sedute alternate di esercizio su cyclette o treadmill (tappeto rotante) e ginnastica a corpo libero; mentre nel programma trisettimanale la stessa seduta prevede una buona parte delle due tipologie di attività.
Training di resistenza aerobica Il più efficiente e più sicuro esercizio fisico va effettuato con una frequenza tra il 50 e l’ 80% della FC massima ricavata dal test da sforzo, senza segni di ischemia e disturbi del ritmo. Il carico lavorativo può essere portato fino all’ 80% della massima capacità funzionale misurata al “test ergometrico”, valutando la tolleranza del soggetto (fino al livello 6 -7 della scala della fatica di Borg a 10 punti); una volta raggiunta la tolleranza, si mantiene il carico per i 30 minuti della seduta. Nel caso si tratti di soggetti condizioni fisiche discrete, l’intensità del carico si abbasserà del 50 -60% della FC massimale. Ogni seduta è caratterizzata da un periodo di riscaldamento (warm-up) e un periodo di raffreddamento (cool-down). Le attività fisiche consigliate sono le passeggiate, gli esercizi a corpo libero con braccia e gambe, il nuoto utile non solo per i problemi cardiovascolari ma anche per coloro che non possono sopportare un carico elevato. A volte è da preferire la cyclette al tappeto rotante, per una maggiore stabilità durante l’esercizio.
Valutazione dell'intensità dell'allenamento cardiovascolare La Scala di Borg e la Percezione dello Sforzo valuta la dispnea e la fatica percepita durante il lavoro fisico. Il Dr. Gunnar Borg introdusse il concetto della percezione dello sforzo già negli anni '50. Le sue scale per la quantificazioni della percezione dello sforzo sono usate in tutto il mondo da professionisti della valutazione psicologica, ergonomica e della fisiologia durante esercizio fisico. Gunnar Borg e noto per aver messo a punto due scale di valutazione: la Borg RPE e la Borg CR 10. L' RPE (Ratings of Perceived Exertion) e una scala messa a punto per valutare la percezione dello sforzo. Durante l'esercizio incrementale su cicloergometro, Borg verificò il crescere lineare della frequenza cardiaca (FC) e del carico lavorativo. Egli scelse quindi i numeri crescenti da 6 a 20, corrispondenti all'aumentare della FC durante sforzo: 6 corrisponde a 60 battiti/minuto, ovvero una FC a riposo media e 20 corrisponde a 200 battiti/minuto, ovvero una FC massima raggiungibile durante sforzo.
Valutazione dell'intensità dell'allenamento cardiovascolare La Scala di Borg e la Percezione dello Sforzo valuta la dispnea e la fatica percepita durante il lavoro fisico.
Valutazione dell'intensità dell'allenamento cardiovascolare La Scala di Borg e la Percezione dello Sforzo valuta la dispnea e la fatica percepita durante il lavoro fisico. Prima dell’inizio del cammino e al termine dei sei minuti al paziente viene sottoposta la scala della dispnea di Borg modificata chiedendo di “indicare il grado attuale di mancanza di fiato” su una scala da “ 0 = nulla, 10 = molto, molto grave” e si indaga sulla presenza di sintomi specifici: (dispnea, dolore toracico, confusione).
Numeri crescenti posti in relazione alla FC/min Livello di percezione soggettiva della fatica in relazione all’entità dello sforzo FC max 6 nessuno sforzo 20% 7 estremamente leggero 30% 40% 8 9 molto leggero 10 11 55% Soglia aerobica soggetti non allenati leggero 12 13 un po' pesante 70% 75% pesante 16 17 60% 65% 14 15 50% 85% Soglia aerobica soggetti allenati molto pesante 18 90% 95% 19 estremamente pesante 20 massimo sforzo 100% esaurimento SCALA RPE (Ratings of Perceived Exertion) DI G. BORG
Valutazione della progressione dello sforzo tramite la percezione soggettiva della fatica misurata con la scala di Borg Inizio del programma: attività ad intensità lieve (punteggio 9 -11) Progressione: attività ad intensità moderata (punteggio 12 -13, pari al 60% della frequenza cardiaca massimale) Allenamento: attività ad intensità elevata (punteggio 13 -15, pari a circa l’ 85% della frequenza cardiaca massimale)
Soglia aerobica La soglia aerobica viene raggiunta quando la concentrazione di lattato nel sangue è pari a 2 mol/l, (genericamente intorno al 90 -95% di questo valore si ha un buon consumo di grassi, oltre tale soglia si bruciano anche quantità importanti di carboidrati La Soglia anaerobica è una stima della capacità di sostenere un esercizio prolungato. Il suo valore indica la massima intensità di esercizio corrispondente ad un livello costante nella concentrazione ematica di lattato (circa 4 mmoli/litro). La Soglia anaerobica rappresenta, altresì, il punto di attivazione massiccia del meccanismo anaerobico, cioè quel punto di demarcazione fra esercizio moderato ed intenso. Oltre questo punto la produzione di anidride carbonica (CO 2), la ventilazione (atti respiratori al minuto), ed il livello di acido lattico prodotto crescono rapidamente. Nei soggetti non allenati, se rapportata con il massimo consumo di ossigeno, la Soglia anaerobica coincide approssimativamente con il 55% del VO 2 max. In atleti di alto livello tale valore può invece raggiungere l'85% del massimo consumo di ossigeno.
Training di potenziamento muscolare Gli obiettivi dell’allenamento generale della forza muscolare, sono il miglioramento del tono muscolare, il mantenimento di una postura corretta, e il rafforzamento dei muscoli meno utilizzati. Gli esercizi di potenziamento muscolare sono: Esercizi individuali con utilizzazione e superamento del proprio peso (carico naturale); A coppie (con aiuto o contro la resistenza del compagno); Con piccoli e grandi attrezzi; Con elastici o attrezzi a resistenza graduabile; Con piccoli sovraccarichi. L’intensità del singolo esercizio dovrà essere inizialmente del 30 -40% della massima capacità di sforzo, incrementabile gradualmente fino al 70 -80%; l’esercizio andrà ripetuto otto volte di seguito per ogni gruppo muscolare, o fin quando non si avverte un eccessivo affaticamento.
Linee guida La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico Esempi di attività fisiche dinamiche ad impegno cardiovascolare costante e intensità lieve-moderata. Camminare in piano: 3 -4 km/h Salire le scale: 20 gradini in 20 s Uscire con il cane 3 -4 km/h Pedalare in piano: <12 km/h
Linee guida La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico Esempi di attività fisiche dinamiche ad impegno cardiovascolare costante e intensità medio-moderata. Camminare a passo sostenuto (o correre) >6 km/h Pedalare in piano<15 km/h Camminare nell’acqua Tennis in singolo, volley, basket, calcio, nuoto
Linee guida La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico Esempio di transizione da un’attività ad intensità lieve-moderata ad una medioelevata relativo alla corsa, per un soggetto adulto di media età Durata Riscaldamento Attività Defaticamento 1– 3 5 min. settimane di passo lento 10 -30 min. di passo veloce o corsa leggera (aumentare di 10 min. /settimana) Scala di Borg <12; frequenza cardiaca 120 -130 b/min. 5 min. di passo lento 4 -8 5 min. settimane di passo lento 15 -30 min. di corsa (aumentare di 5 min. /settimana) Scala di Borg <16; frequenza cardiaca 130 -140 b/min. 5 min. di passo lento
Linee guida La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico Esempio di attività di palestra per un paziente cardiopatico di mezza età a basso rischio. N. 6 settimane, il programma di allenamento di 3 -4 sessioni/settimana si stabilizzerà nel seguente modo: - 20 -30 min di cyclette: frequenza cardiaca 100 -110 b/min. (preceduti da riscaldamento e seguiti da defaticamento) - 3 serie di esercizi per i muscoli addominali (15 -20 ripetizioni/serie) - 3 serie di esercizi per i muscoli degli arti superiori (deltoide, tricipite, brachiale, bicipite) (15 -20 ripetizioni/serie) - 3 serie di esercizi per i muscoli pettorali (15 -20 ripetizioni/serie) - 3 serie di esercizi per muscoli del dorso (trapezio, dorsale, romboide)(15 -20 ripetizioni/serie) - 3 serie di esercizi per i muscoli degli arti inferiori (gluteo, ischiocrurale, adduttori, abduttori) (15 -20 ripetizioni/serie)
Linee guida La prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico Esempio di attività di resistenza per cardiopatici a basso rischio. Programma Velocità Durata (h) Numero di sedute/ settimana Corsa o camminata veloce <6 km/h in piano 1 -2 3 -5 Ciclismo <12 km/h in montagna (pendenza <6%) 2 - 5 3 -5 Sci di fondo 8 -12 km/h (percorsi pianeggianti o ondulati con brevi pendenze <8%) 2 -5 3 -5




































