PREGANZIOL IERI E OGGI PANIFICI CLASSE 2 D



























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PREGANZIOL IERI E OGGI PANIFICI CLASSE 2 D ANNO 2016/17
L’EVOLUZIONE DEL PANE Un tempo le farine erano poche (grano duro, mais e frumento), i forni erano tutti in pietra e il pane veniva cotto a legna. Il fornaio preparava i lieviti e gli impasti (i levai, in dialetto veneto) il giorno prima, stava molto attento alla preparazione di questi ingredienti, ma soprattutto, agli eventi atmosferici (pioggia, sole, gelo, vento …). Il pane di una volta era fatto con il sale, un po’ di lievito, strutto animale e farina. Tutto il pane aveva la stessa forma bene o male, non essendoci tanti stampi. Insomma era tutto un lavoro manuale ed estenuante.
LA PASSIONE PER IL PANE Il tempo è passato ma la tradizione ogni giorno si rinnova. La passione è rimasta la stessa, e ogni santo giorno sforniamo vari tipi di pane legati alla nostra tradizione e al nostro territorio, ma anche nuove tipologie innovative e salutistiche. Oltre al pane, abbiamo il piacere di produrre anche i dolci legati alle nostre tradizioni e alla nostra tipicità. Abbiamo sempre prodotto il nostro pane secondo le migliori e tradizionali tecniche di produzione, prendendoci realmente cura di ogni panino, perché abbiamo il piacere, il gusto e la soddisfazione di proporre sempre quotidianamente il miglior pane possibile sotto tutti i punti di vista, sia a livello qualitativo che igienico sanitario. Per ottenere un prodotto più gustoso e saporito selezioniamo con cura tutte le materie prime e i fornitori, ma soprattutto perché sia più digeribile diamo al nostro pane tempi lunghi di lievitazione. Dal sito: http: //www. panificiobosco. it/
PANIFICI E RIVENDITE DI PANE DEL COMUNE DI PREGANZIOL Panifici Via/luogo Produzione propria o rivendita Da quanti anni esiste Aiolo Via Gorizia (Preganziol) Produzione propria Da circa 35 anni Ceron / Prete / Pellizzato Via terraglio (Preganziol) Produzione propria pluridecennale Colomba D’oro Ettore Via Sambughè (Sambughè) Produzione propria decennale Martignon Piazza A. Diaz (Santrovaso) Produzione propria Da circa 60 anni Supermercato Lando Via Baratta Nuova (Preganziol) Rivendita Da circa 10 anni Sapori D’Italia Via Schiavonia (Preganziol) Rivendita Da circa 4 anni
Rivendita «Sapori d’Italia» Panificio «Martignon»
PANIFICI DI PREGANZIOL Il panificio più conosciuto di Preganziol era quello delle sorelle Ceron (Maria, Anna e Caterina) in via Schiavonia all’incrocio con via Terraglio. Il panificio Ceron è stato successivamente affittato alla famiglia Prete che continuò la tradizione delle sorelle Ceron, sempre in via Schiavonia, il titolare era il signor Aldo.
PORTA DEL FORNO CERON Questa immagine rappresenta la porta del forno Ceron, da dove veniva infornato il pane. Nella parte posteriore del forno si trovava invece la cella per la combustione. Il forno funzionava inizialmente a carbone, successivamente con la legna, poi a nafta, gasolio ed infine con il metano. Funzionante per anni, adattandosi alle diverse fonti di energia, è stato mandato poi «in pensione» dalle conformità e dalle norme vigenti.
Aldo Pellizzato invece aveva un panificio in via Terraglio, una delle più belle strade d’Italia che permette la comunicazione tra Mestre e Treviso.
Aldo Pellizzato e Aldo Prete erano un po’ rivali ma sicuramente amici: rivali perché si facevano concorrenza, avendo attività vicine, amici perché se c’era bisogno si aiutavano.
STORIA DEI PANIFICI NEL CUORE DI PREGANZIOL PRIMI PROPRIETARI CERON PRETE CEDUTO A A IST QU AC PROPRIETARI ATTUALI PELLIZZATO CEDUTO A PRETE
IL MOSAICO DI PREGANZIOL Il mosaico presente sulla parete dell’ex forno Ceron Prete, sito all’angolo di Via Schiavonia con Via Terraglio, rappresenta il vecchio metodo di produrre pane. Si notano i contrappesi per l’apertura e la chiusura del forno, la pala per infornare il pane, il tavolo di preparazione e una stilizzazione della mano del fornaio. Le linee che si notano sullo sfondo rappresentano delle canalette in metallo contenenti olii, all’interno del forno che avevano lo scopo di mantenerlo sempre ad alte temperature. Il forno, ora chiuso, era di proprietà delle sorelle Ceron (Anna, Maria e Caterina, che abitavano nella casa adiacente) , le quali lo affittarono in seguito alla famiglia Prete.
Una foto che ritrae il vecchio panificio Ceron con il mosaico.
IL PANE FATTO A MANO La lavorazione del pane di un tempo era una lavorazione di tipo «artigianale» ogni singolo panino veniva lavorato a mano. Per essere cotti venivano posti su una pala rovesciati e poi inseriti nel forno. La maestria del fornaio consisteva poi nel riuscire con la pala a raddrizzarli. Questa operazione permetteva al pane di essere cotto perfettamente. Nella foto vediamo il fornaio mentre inforna il pane.
PANE MADE IN ITALY Oggi per la preparazione del pane, a differenza del passato, si usano macchinari per impastare e cucinare. Un esempio è la azienda fondata dal signor Ernesto Giacomini e altri due soci nel 1985. In questa industria lavorano più di 20 dipendenti, soprattutto familiari, ed è specializzata nella produzione di impastatrici e forni. Essa, in questo settore, si è trasformata in un vero leader di mercato e partner essenziale per chi ha la passione per il pane che vuole continuare la tradizione e la qualità di un “made in Italy“.
MACCHINARI PER IMPASTARE E CUCINARE Questa industria all’inizio vendeva solo forni per pizza e pane poi col passare degli anni hanno iniziato a costruire impastatrici , spiedi per la cottura della carne, ma i due prodotti più comprati sono i forni e le impastatrici.
VENDITE DEL PANE AL LANDO Il pane viene venduto anche al Lando, qui arriva surgelato in grosse scatole. Successivamente viene scongelato e cotto in grandi forni. Dopo di che viene messo in esposizione in delle grandi ceste, per poi essere venduto. Nello stesso negozio viene venduto anche il pane confezionato. Questo viene messo solo nei banconi.
IL PANE � � � Il pane si trova nel terzo piano della piramide alimentare Ha un posto fondamentale nella tradizione mediterranea come componente primario dell'alimentazione. Nella cucina più antica si usava il termine cumpanaticum, per indicare ogni preparazione che poteva accompagnarsi al pane, sottolineando il suo ruolo fondamentale. Il pane può anche essere non lievitato, detto perciò azzimo. Il pane azzimo è diffuso in diversi paesi medio-orientali, ed è maggiormente prodotto senza aggiunta di sale. Il pane contiene il 60% di carboidrati, svolge la funzione energetica del nostro organismo insieme ad altri alimenti che contengono i carboidrati.
IL PANE È A PROVA DI CRISI Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, si mangiavano ben 1, 1 Kg di pane a persona al giorno. Da allora si è verificato un profondo cambiamento degli equilibri nutrizionali della dieta, con un progressivo contenimento dei consumi di pane, fino ad arrivare al consumo di circa “due rosette piccole” a persona. Il consumatore non è più quello di 20 anni fa, negli ultimi anni il consumo è cambiato di nuovo, segnando una leggera contrazione, ma sostanzialmente il pane resiste alla crisi e si conferma come uno degli alimenti più presenti sulle tavole degli italiani.
QUESTIONARIO RIVOLTO AI NOSTRI COMPAGNI
1) QUANTO PANE CONSUMATE QUOTIDIANAMENTE? 6 5 4 3 2 1 0 Pane consumato Per panini Per Hg Per Kg
2)CHE TIPI DI PANE COMPRATE? Pane comprato 60 50 40 30 20 10 0 Normale Olive Integrale Pane comprato Altro
3)QUANTO PANE COMPRATE QUOTIDIANAMENTE? Pane acquistato In panini: 7 In Hg: 3 In Kg: 1, 2
4) COSA COMPRATE OLTRE AL PANE NEI PANIFICI? Oltre al pane 0 5 10 15 Pizzette 20 Dolci 25 Altro 30 35 40 45
5) QUALCUNO DI VOI FA IL PANE IN CASA? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Si No
6) QUALCUNO DI VOI NELL’INTERVALLO, A SCUOLA, FA MERENDA A BASE DI PANE? Merenda a base di pane Si: 55% No: 45%
CONSIDERAZIONI FINALI Dopo le ricerche svolte, abbiamo capito che il pane è il protagonista della tavola, ma e anche importante per l’economia della città di Preganziol. Chiediamo pertanto al Sindaco e a tutti i componenti del Consiglio Comunale, di valorizzare il ruolo dei panificatori e dei commercianti del pane, in previsione anche dell’opportunità lavorativa e naturale passaggio di staffetta alla nostra generazione.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE



























