PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELLEDUCAZIONE CHE COSA SIGNIFICA

  • Slides: 76
Download presentation
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL’EDUCAZIONE

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL’EDUCAZIONE

CHE COSA SIGNIFICA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO ENFASI POSTA SU : • Sviluppo psicologico all’interno

CHE COSA SIGNIFICA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO ENFASI POSTA SU : • Sviluppo psicologico all’interno delle differenti tappe evolutive (evoluzione qualitativa e/o quantitativa) es: prima infanzia, età scolare, adolescenza • Acquisizioni/progressioni all’interno di differenti aree dell’individuo (memoria, linguaggio, cognizione, affettività, ecc) • Focus NATURA vs CULTURA individuale vs relazionale • L’individuo nel suo ambiente di vita (famiglia, scuola, ecc) • Lo sviluppo normale (o tipico) e quello che diverge dalla norma (o atipico), ossia la vulnerabilità e i fattori di rischio per lo sviluppo di psicopatologia (focus posto su natura vs cultura) sviluppo

CHE COSA SIGNIFICA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE PSICOLOGIA COGNITIVISTA (teoria posta sulle funzioni dell’Io), legata all’apprendimento

CHE COSA SIGNIFICA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE PSICOLOGIA COGNITIVISTA (teoria posta sulle funzioni dell’Io), legata all’apprendimento scolastico CONCETTI CHIAVE: • Gli obiettivi di riuscit • Teoria dell’autodeterminazione • Autoregolazione, autoconsapevolezza, autoefficacia • Interesse situazionale ed individuale

MECCANISMI DI SVILUPPO FRUTTO DELL’INTERAZIONE FRA TRE PROCESSI BIOLOGICI PROCESSI COGNITIVI PROCESSI SOCIOEMOTIVI Santrock,

MECCANISMI DI SVILUPPO FRUTTO DELL’INTERAZIONE FRA TRE PROCESSI BIOLOGICI PROCESSI COGNITIVI PROCESSI SOCIOEMOTIVI Santrock, 2011 4

PROCESSI BIOLOGICI PROCESSI COGNITIVI PROCESSI SOCIOEMOTIVI 5

PROCESSI BIOLOGICI PROCESSI COGNITIVI PROCESSI SOCIOEMOTIVI 5

QUESTIONI RELATIVE ALLE TEORIE DELLO SVILUPPO NATURA CULTURA PRIME ESPERIENZE – ESPERIENZE SUCCESSIVE CONTINUITA’

QUESTIONI RELATIVE ALLE TEORIE DELLO SVILUPPO NATURA CULTURA PRIME ESPERIENZE – ESPERIENZE SUCCESSIVE CONTINUITA’ – DISCONTINUITA’ • Santrock, 2011

FOCUS IN ETA’ EVOLUTIVA BAMBINO CAREGIVER COPPIA GENITORIALE/FAMIGLIA ESTESA CONTESTO SOCIOCULTURALE 7

FOCUS IN ETA’ EVOLUTIVA BAMBINO CAREGIVER COPPIA GENITORIALE/FAMIGLIA ESTESA CONTESTO SOCIOCULTURALE 7

LE PRINCIPALI TEORIE COMPORTAMENTIS MO ENFASI POSTA SUL FATTORE CULTURA COMPORTAMENTIS MO CLASSICO (PAVLOV)

LE PRINCIPALI TEORIE COMPORTAMENTIS MO ENFASI POSTA SUL FATTORE CULTURA COMPORTAMENTIS MO CLASSICO (PAVLOV) TEORIA S-R COMPORATMENTIS MO OPERANTE(SKINNE R) TEORIA R-R Il focus sul fattore «cultura» è inteso solo dal punto di vista comporta mentale APPRENDIMENTO SOCIALE(BANDUR A) MODELING

Focus sul fattore cultura, inteso come relazione affettiva bambinocaregiver, Integrato con la natura LE

Focus sul fattore cultura, inteso come relazione affettiva bambinocaregiver, Integrato con la natura LE PRINCIPALI TEORIE Psico analisi • Classica • Teoria delle relazioni oggettuali • Psicoanalisi infantile Teoria dell’attacc amento Inter soggettivit à • Sviluppata a scopo di ricerca, utilissima in campo clinico • Sviluppata a scopo di ricerca, utilissima in campo teorico

M et a ps ic ol o gi a PSICOANALISI CLASSICA Punto di vista

M et a ps ic ol o gi a PSICOANALISI CLASSICA Punto di vista Quantità di energia economic o Punto di Qualità vista dell’energia dinamico Punto di vista topico Punto di vista genetico S. FREUD Investimento energetico Natura del conflitto tra le istanze intrapsichiche Localizzazion e IO ES SUPER IO Fasi di sviluppo Orale Anale Fallica Complesso di Edipo

FREUD IO SUPE R IO ES

FREUD IO SUPE R IO ES

SOGGETT O (BAMBINO ) OGGET TO TERZO (MADRE (PADRE) )

SOGGETT O (BAMBINO ) OGGET TO TERZO (MADRE (PADRE) )

M. MAHLER PROCESSO DI SEPARAZIONE-INDIVIDUAZIONE 0 -2 fase autistica normale 2 -4 fase simbiotica

M. MAHLER PROCESSO DI SEPARAZIONE-INDIVIDUAZIONE 0 -2 fase autistica normale 2 -4 fase simbiotica normale Sottofasi di separazioneindividuazione 4 -10 differenziazione 10 -15 sperimentazione Costanza d’oggetto 15 -36 riavvicinamento

D. W. WINNICOTT RELAZION E PRIMARIA OGGETTO TRANSIZIO NALE PREOCCUP AZIONE MATERNA PRIMARIA ILLUSIONEDISILLUSIO

D. W. WINNICOTT RELAZION E PRIMARIA OGGETTO TRANSIZIO NALE PREOCCUP AZIONE MATERNA PRIMARIA ILLUSIONEDISILLUSIO NE HOLDINGHANDLINGOBJECT PRESENTIN G CONTINUITA ’ /PREVEDIBI LITA’/COESI ONE DEL SE’

LE FASI DELL’ATTACCAMENTO § Preattaccamento: dalla nascita ai 3 mesi § Il bambino non

LE FASI DELL’ATTACCAMENTO § Preattaccamento: dalla nascita ai 3 mesi § Il bambino non manifesta ancora segni visibili di attaccamento. § Il sorriso sociale : intorno ai 2 mesi, comportamento riflesso che induce gli adulti a fornire amore e cure § Attaccamento in formazione: dai 4 ai 7 mesi § Il bambino mostra una leggera preferenza per la figura primaria, ma può stare con chiunque. § Attaccamento focalizzato: dai 7 mesi ai 3 anni § Angoscia da separazione e paura degli estranei § Il bambino ha bisogno di sapere che il suo caregiver è vicino, e va in ansia se si allontana § Riferimento sociale: il bambino controlla che il caregiver sia presente sorvegliandone le espressioni facciali per capire cosa deve fare nel corso di esplorazioni potenzialmente pericolose § Modello operativo interno: dai 3 anni § La rappresentazione mentale dell’attaccamento con un adulto di riferimento, la quale consente al bambino di vivere senza disagio la separazione fisica dalla figura di attaccamento; è un fattore predittivo del comportamento nelle relazioni future

STILI DELL’ATTACCAMENTO A C D B

STILI DELL’ATTACCAMENTO A C D B

LO SVILUPPO COGNITIVO DI J. PIAGET § Ha cercato di capire le caratteristiche uniche

LO SVILUPPO COGNITIVO DI J. PIAGET § Ha cercato di capire le caratteristiche uniche del pensiero infantile indagando la struttura mentale dei bambini, tramite test, l’osservazione del loro comportamento ed ascoltandoli parlare. § Credeva che lo sviluppo cognitivo, dalla nascita all’adolescenza, attraversasse vari stadi qualitativamente differenti. § Era convinto che la crescita mentale avvenisse tramite l’assimilazione (processo con cui adattiamo le conoscenze sul mondo ai nostri schemi cognitivi esistenti) e l’accomodamento (processo con cui modifichiamo gli schemi per adattarvi nuove informazioni)

FASI DI SVILUPPO COGNITIVO DI J. PIAGET 0 -2 anni • Periodo sensomotorio 3

FASI DI SVILUPPO COGNITIVO DI J. PIAGET 0 -2 anni • Periodo sensomotorio 3 -7 anni • Periodo preoperatorio 8 -12 anni • Periodo concreto > 12 anni • Periodo operatorio formale

LO SVILUPPO COGNITIVO DI LEV VYGOTSKIJ § I contatti con le persone sono necessari

LO SVILUPPO COGNITIVO DI LEV VYGOTSKIJ § I contatti con le persone sono necessari alla crescita cognitiva– si apprende solo grazie alle interazioni § L’apprendimento può avvenire solo nella zona di sviluppo prossimale- la distanza esistente tra l’abilità di risolvere un problema da solo e la capacità potenziale di dominare quel problema con l’aiuto di altri § L’apprendimento implica uno scaffolding—fornire un’impalcatura, un supporto alla crescita delle conoscenze, e poi gradualmente abbandonarla appena il bambino si mostra capace di padroneggiare l’abilità in questione. § L’apprendimento è bidirezionale. Gli insegnanti imparano dai loro studenti esattamente quanto gli studenti apprendono da loro!

COME DIVENTARE UN BRAVO SCAFFOLDER § Rompi il problema in parti separate ed insegna

COME DIVENTARE UN BRAVO SCAFFOLDER § Rompi il problema in parti separate ed insegna una alla volta § Quando il bambino sbaglia non si riprende ma si guida all’apprendimento corretto § Continua a dare assistenza al bambino ogni volta che lo richiede (ma assicurati di fare un passo indietro appena il bambino ha appreso!) § Costruisci motivazione e attaccamento sicuro- connetti il tuo insegnamento alle passioni del bambino commento finale: nella nostra società siamo convinti che l’insegnamento debba essere attivo ma nelle altre società semplicemente si impara osservando gli adulti

TAPPE DI SVILUPPO PSICOLOGICO Prima infanzia Dalla nascita a 2 anni Infanzia Dai 3

TAPPE DI SVILUPPO PSICOLOGICO Prima infanzia Dalla nascita a 2 anni Infanzia Dai 3 ai 5 anni Pubertà e adolescenza Dai 12 ai 18 Età scolare Dai 6 agli 11 Età adulta

0 -2 ANNI

0 -2 ANNI

IL PERIODO NEONATALE rifles si Capa cità attive Perce zione Neonato competente

IL PERIODO NEONATALE rifles si Capa cità attive Perce zione Neonato competente

STADIO SENSOMOTORIO PIAGET § Dalla nascita fino ai 2 anni (termina con il linguaggio)

STADIO SENSOMOTORIO PIAGET § Dalla nascita fino ai 2 anni (termina con il linguaggio) § In questa fase lo sviluppo mentale prende forma attraverso la manipolazione di oggetti e l’esplorazione fisica § L’esplorazione è vitale per apprendere il funzionamento del mondo!! Reazioni circolari: Abitudini che fanno capire la realtà § I bambini possono continuare a ripetere la stessa azione per comprendere le proprietà fisiche di questo nuovo pianeta § Reazioni circolari primarie (abitudini centrate sul corpo)1 -4 MESI § Reazioni circolari secondarie (schemi orientati all’esplorazione di stimoli provenienti dal mondo esterno) 4 MESI-1 ANNO § Reazioni circolari terziarie (comportamenti da piccolo scienziato)= “esperimenti” creativi e flessibili con oggetti di cui i bambini desiderano cogliere le proprietà ed il funzionamento (per es. Mettere alcuni oggetti dentro qualsiasi cosa!)1 -2 ANNI

ACQUISIZIONI PERIODO SENSOMOTORIO Comportamento strategico= occorre compiere un’attività completamente diversa per raggiungere un certo

ACQUISIZIONI PERIODO SENSOMOTORIO Comportamento strategico= occorre compiere un’attività completamente diversa per raggiungere un certo scopo ( ad es girare una manopola per prendere una caramella; schiacciare bottoni della tv per veder uscire fuori da una fessura un dvd; tirare una leve per ottenere lo scarico del wc) Permanenza degli oggetti: comprensione che gli oggetti esistono anche quando non si vedono § Al principio “la vita è una serie di figure che sompaiono”. ” Se non lo vedi, non esiste” § Intorno ai 5 -6 mesi, i bambini cominciano a cercare gli oggetti nascosti § Appena si sviluppa il concetto di oggetto (da circa 8 mesi all’anno) il gioco del cucu’ diventa sempre il preferito LA COSCIENZA MEZZI/FINI, OSSIA IL COMPORTAMENTO STRATEGICO E LA PERMANENZA DEGLI OGGETTI FORNISCONO SENSO ALLE MISTERIOSI PASSIONI CHE I PICCOLI MOSTRANO DI AVERE!

SVILUPPO MOTORIO 3 -6 0 -2 mesi 10 -14 7 -9 15 -18

SVILUPPO MOTORIO 3 -6 0 -2 mesi 10 -14 7 -9 15 -18

TAPPE DELLO SVILUPPO LINGUISTICO 2 -4 mesi • Cooing produzione di primi vocalizzi per

TAPPE DELLO SVILUPPO LINGUISTICO 2 -4 mesi • Cooing produzione di primi vocalizzi per attività riflessa • oooo 5 -11 mesi • Lallazione (o babblig): suoni formati da una consonante ed una vocale alternati • da-da-da pa-pa-pa 12 mesi • olofrasi: le prime frasi composte da un’unica parola • acca 18 mesi 2 anni • Discorso telegrafico: combinazione a coppie di parole, accompagnata da esplosione di vocabolario • Me acca

SVILUPPO LINGUISTICO § L’abilità di dare senso ad un infinito numero di frasi è

SVILUPPO LINGUISTICO § L’abilità di dare senso ad un infinito numero di frasi è ciò che ci rende differenti da tutte le altre specie § Questa abilità biologicamente programmata di comprendere diverse frasi è legata alla possibilità di applicare all’infinito le regole del linguaggio (grammatica) e rendere cosi’ flessibile l’utilizzo dei codici linguistici. E’ chiamata LAD (o Language Acquisition Device) § Lo specifico linguaggio che impariamo è dipendente dalla cultura –il luogo dove siamo cresciuti § Bambini (e adulti) hanno una passione per la comunicazione, un’abilità unicamente umana! § In tutte le culture gli adulti e i bambini più grandi parlano ai bambini in un caratteristico modo chiamato “baby talk” § Questa forma esagerata e semplificata di linguaggio (chiamata linguaggio rivolto al bambino) può sembrare infantile, ma è innata ed adattiva—ed aiuta i bambini a distinguere suoni e pause tra le parole.

3 -5 ANNI

3 -5 ANNI

LINGUAGGIO ME Morfemi unità fondamentali di significato. ACCA Classificati dalla “lunghezza media dell’enunciato” Sintassi

LINGUAGGIO ME Morfemi unità fondamentali di significato. ACCA Classificati dalla “lunghezza media dell’enunciato” Sintassi è il sistema di di regole grammaticali in una lingua Semantica il sistema dei significati di una lingua, ovvero che cosa significano le singole parole e frasi Fonemi sono i singoli suoni PAPA MAMA Durante gli anni della scuola materna facciamo incredibili progressi nel maneggiare questi 4 aspetti del linguaggio sebbene avvengano ancora errori

DUE ERRORI CLASSICI NEL LINGUAGGIO § Iperregolarizzazione – applicare le regole standard per la

DUE ERRORI CLASSICI NEL LINGUAGGIO § Iperregolarizzazione – applicare le regole standard per la composizione dei verbi e dei plurali anche ai termini che fanno eccezione: § Ho due mane. § Ti ho prenduto. § Questo serpente è avvelenato § Sovraestensione/sottoestensione: § Chiamare tutti gli animali a 4 zampe “cane” § Il nome del mio animale è cane e quindi non può essere chiamato cane anche il tuo.

LA MEMORIA AUTOBIOGRAFICA Come costruiamo il senso di “continuità del sé”? §Coversazioni su eventi

LA MEMORIA AUTOBIOGRAFICA Come costruiamo il senso di “continuità del sé”? §Coversazioni su eventi del passato—ricordare eventi personali del passato —permette ai bambini di costruire la propria “autobiografia” o il senso di avere uno stabile sé continuativo. §Chiedere ripetutamente ai bambini “cosa facemmo quel pomeriggio? ” aiuta i bambini a rendere più solida la propria memoria autobiografica. §Le conversazioni su eventi del passato può diventare più elaborata nel passaggio dalla scuola materna a quella elementare.

DAI 3 AI 5 ANNI §SVILUPPO MOTORIO § Le abilità fisiche sono distinte in

DAI 3 AI 5 ANNI §SVILUPPO MOTORIO § Le abilità fisiche sono distinte in due categorie: §Abilità grossolane= implicano grandi movimenti muscolari §Abilità motorie fini= implicano piccoli movimeni coordinati

SVILUPPO MOTORIO 2 ANNI Afferra oggetti piccoli con pollice e indice Mangia da solo

SVILUPPO MOTORIO 2 ANNI Afferra oggetti piccoli con pollice e indice Mangia da solo Cammina senza aiuto Fa rotolare una palla 5 ANNI Scrive nome in stampatello Può camminare in equilibrio Lancia la palla da sopra la testa 4 ANNI Taglia la carta con le forbici Disegna linee approssimative Afferra al rimbalzo una grossa palla 6 ANNI Copia brevi parole Fa salti su un piede solo di 1 metro Afferra e controlla con entrambe le mani una palla di 30 cm

PERIODO PREOPERATORIO DI PIAGET § Dura dai 3 anni ai 7 (o 8). §

PERIODO PREOPERATORIO DI PIAGET § Dura dai 3 anni ai 7 (o 8). § Definito dall’incapacità di prescindere dalla percezione del dato concreto ed immediato e di pensare per concetti § Il pensiero del bambino è “strano”– qualitativamente diverso da quello adulto § Valutato dall’ascolto del linguaggio infantile e dalla presentazione di compiti concreti di varia natura.

IL MONDO PREOPERATORIO Compiti di conservazione= si presenta una sostanza ed in seguito, mentre

IL MONDO PREOPERATORIO Compiti di conservazione= si presenta una sostanza ed in seguito, mentre il bambino sta guardando, si cambia la forma nella quale è inserita. Se il bambino è in fase preoperatoria, egli/ella potrà dire: “in questo contenitore ce n’è di piu (o meno) rispetto a prima!” § Perché i bambini preoperatori dicono “Ce n’è di più” quando è stata chiaramente cambiata solo la forma del contenitore? § Centrano o fissano la loro attenzione su ciò che colpisce visivamente I loro occhi § Non colgono il concetto di reversibilità Bambini preoperatori mostrano anche problemi nel raggiungere: § L’inclusione in classi § La seriazione § Perciò se qualcosa visivamente appare più grande, questa lo sarà

IL MONDO PREOPERATORIO Nessuna costanza d’identità Una maschera paurosa fa diventare la persona un

IL MONDO PREOPERATORIO Nessuna costanza d’identità Una maschera paurosa fa diventare la persona un mostro Animismo Un orsetto di pezza ha sentimenti e pensieri vivi Artificialismo Il mio papà ha fatto il sole Egocentrismo Non capisco che hai una prospettiva diversa, presumo che tu sai ogni cosa che io so Presumo che il mio giocattolo possa confortare me e te

DIFFERENTI TEMPERAMENTI La sfida: Regolazione delle emozioni § Socializzazione richiede la capacità di maneggiare

DIFFERENTI TEMPERAMENTI La sfida: Regolazione delle emozioni § Socializzazione richiede la capacità di maneggiare gli impulsi immediati e di modulare gli stati emotivi. § Allo sviluppo dei lobi frontali, migliora la regolazione delle emozioni Due tendenze temperamentali problematiche § tendenza all’esternalizzazione § Bambini incapaci di inibire I loro impulsi § Distruttivi e spesso aggressivi § Tendenza all’internalizzazione § Bambini inibiti § Timidi, ansiosi e depressi

6 -11 ANNI

6 -11 ANNI

CAMBIAMENTI DEL SÉ NELL’INFANZIA Quando i bambini entrano nel periodo delle operazioni concrete, a

CAMBIAMENTI DEL SÉ NELL’INFANZIA Quando i bambini entrano nel periodo delle operazioni concrete, a 7 -8 anni: § Comprendono gli stati interni § Realizzano che gli altri hanno prospettive diverse (si supera l’egocentrismo) § Diventano consapevoli che non sono soli al centro dell’universo § Diventano interessati a stabilire graduatorie tra bambini, da chi è il più bravo a chi è il più popolare

Autoconsapevolezza = L’abilità di riflettere (pensare ed analizzare) su se stessi § Dai 3

Autoconsapevolezza = L’abilità di riflettere (pensare ed analizzare) su se stessi § Dai 3 ai 7 anni I bambini cambiano con: § Da tratti esterni del sé (corro veloce) a riflessioni più interne, psicologiche (sono una persona dolce) § Da un sé globale (“sono un grande”) ad uno multidimensionale e realistico (“non sono tanto bravo in matematica in confronto agli altri ma vado bene negli sport”) Autostima = autovalutazione (“buono”, o “cattivo”) in confronto agli altri § L’autostima diminuisce quando i bambini raggiungono le operazioni concrete e il sé viene realisticamente confrontato con gli altri. § Perciò, i problemi di autostima possono diventare maggiori durante le scuole elementari (media infanzia).

DUE FORME DI DISTORSIONE AUTOSTIMA Autostima irrealisticamente alta: i problemi dei bambini con tendenza

DUE FORME DI DISTORSIONE AUTOSTIMA Autostima irrealisticamente alta: i problemi dei bambini con tendenza all’esternalizzazione § Non riconoscono i problemi che hanno in aree importanti della vita: “sono bello/a, ” “ E’ un loro problema, ” “Non mi interessa. ” § Risultato: Continueranno ad avere problemi a scuola e nelle relazioni perché non vedono la necessità di migliorare o di cambiare Autostima irrealisticamente bassa: i problemi dei bambini con tendenza all’internalizzazione § Troppo severi nell’autocritica; enfatizzano i fallimenti; vedono il fallimento anche quando non esiste § Elevato rischio di sviluppare un senso d’impotenza appreso, cioè di non avere alcuna speranza di cambiare il proprio destino, di essere incompetenti e di non poter migliorare. § Risultato: Continueranno ad avere problemi a scuola e nelle relazioni perché decidono di non potercela fare e allora smettono di impegnarsi

INTERVENTI PER PROMUOVERE LA CORRETTA AUTOSTIMA § Non dire ad un bambino “sei magnifico”.

INTERVENTI PER PROMUOVERE LA CORRETTA AUTOSTIMA § Non dire ad un bambino “sei magnifico”. Offri feedback realistici sulle sue performance. § Focalizzati sul promuovere l’autoefficacia (I sentimenti di competenza che giungono al termine di un vero impegno). L’autoefficacia è la strada per una genuina autostima. § Aiutare il bambino a sentirsi capace attraverso l’evoluzione verso obiettivi realistici (quelli che il bambino è capace di gestire). § Se possibile cambiare l’ambiente in modo da promuovere un migliore adeguamento personaambiente (es. Per un bambino timido approntare cambiamenti in classi più piccole)

12 -18 ANNI

12 -18 ANNI

PUBERTA’ § Pubertà: l’insieme dei cambiamenti ormonali e fisici che seguono il passaggio dall’infanzia

PUBERTA’ § Pubertà: l’insieme dei cambiamenti ormonali e fisici che seguono il passaggio dall’infanzia alla maturità sessuale. § Richiede in media 5 anni. § Nelle culture tradizionali è spesso celebrata da un rito di pubertà, in corrispondenza di un evento, come la prima mestruazione, che segna l’inizio della maturità sessuale; è una cerimonia pubblica con cui la comunità festeggia il passaggio del giovane dall’infanzia all’età adulta. § Oggi la nostra cultura toglie valore alla pubertà perchè si vuole che gli adolescenti rimandino di molti anni il vivere la loro sessualità(ma anche l’entrata nel mondo adulto…). § Oggi la pubertà può insorgere nelle bambine anche a 9 -10 anni.

LA PUBERTA’ Il trend secolare dell’anticipo puberale § La tendenza, in atto da oltre

LA PUBERTA’ Il trend secolare dell’anticipo puberale § La tendenza, in atto da oltre un secolo nei paesi sviluppati, all’abbassamento dell’età media di comparsa della pubertà. § Nel 1830, l’età media di comparsa del menarca nel nord Europa era intorno a 17. § Oggi è scesa a 13. § Tale trend riflette miglioramento dell’alimentazione. il 48

CAMBIAMENTI FISICI Caratteri sessuali primari § Cambiamenti a carico degli organi riproduttivi § Crescita

CAMBIAMENTI FISICI Caratteri sessuali primari § Cambiamenti a carico degli organi riproduttivi § Crescita dell’utero, maturazione delle ovaie, comparsa del menarca. § Crescita del pene, dei testicoli e comparsa dello spermarca. Caratteri sessuali secondari § Cambiamenti fisici non direttamente coinvolti nella riproduzione § Crescita dei peli, cambiamenti della voce, acne, sviluppo del seno… Forte crescita corporea § Notevole aumento in altezza e peso. § Mani, piedi e gambe crescono prima, all’opposto della sequenza cefalocaudale. § I ragazzi diventano più forti e alti delle ragazze!

L’IMMAGINE DEL PROPRIO CORPO § La soddisfazione del proprio aspetto fisico è il fattore

L’IMMAGINE DEL PROPRIO CORPO § La soddisfazione del proprio aspetto fisico è il fattore più incisivo nella costruzione di una buona autostima in tutte le fasi della vita. § Le ragazze hanno più probabilità dei ragazzi di essere scontente del proprio corpo. § La “mania della dieta” è diffusa durante la puberta, quando una ragazza su due cerca di perdere peso. § Anche i ragazzi possono avere questa mania, ma di solito sono più concentrati sul potenziamento della massa muscolare. § Gli afroamericani – in particolare le donne – sono più immuni a questa frenesia perchè non si identificano nei modelli di magrezza e la loro cultura premia le fa sentire belle indipendentemente dalla taglia!

IL SECONDO PROCESSO DI SEPARAZIONE-INDIVIDUAZIONE ADOLESCENZA (BLOS, 1979) PROPRIAMENTE DETTA READOLESC ENZA, umento quantitativo

IL SECONDO PROCESSO DI SEPARAZIONE-INDIVIDUAZIONE ADOLESCENZA (BLOS, 1979) PROPRIAMENTE DETTA READOLESC ENZA, umento quantitativo della pressione sionale, si riattiva la pregenitalità egressioni generali PRIMA ADOLESCENZA Primato genitale e rigetto degli oggetti genitoriali interni. Disinvestimento dagli oggetti primari e investimento nell’amico del cuore. Io e Super IO si indeboliscono Risveglio del complesso edipico e distacco dagli oggetti d’amore genitoriali. Raggiungimento dell’eterosessualità. Accrescimento dimensione narcisistica, lutto e depressione ADOL ESCE NZA TARD IVA

INDIVIDUAZIO NI IDENTITA’ IL SE’ IDENTIFICAZI ONI NARCISISMO

INDIVIDUAZIO NI IDENTITA’ IL SE’ IDENTIFICAZI ONI NARCISISMO

GLI AFFETTI IN ADOLESCENZA lutti ambiguità mortificazioni

GLI AFFETTI IN ADOLESCENZA lutti ambiguità mortificazioni

MECCANISMI DI DIFESA IN ADOLESCENZA INTELLETTUALIZZA ZIONI O ASCETISMO ACTING OUT SCISSIONI

MECCANISMI DI DIFESA IN ADOLESCENZA INTELLETTUALIZZA ZIONI O ASCETISMO ACTING OUT SCISSIONI

STADIO OPERATORIO FORMALE PIAGET A circa 12 anni I bambini entrano nello stadio Operatorio

STADIO OPERATORIO FORMALE PIAGET A circa 12 anni I bambini entrano nello stadio Operatorio formale: § Il ragionamento raggiunge il pieno sviluppo; assume carattere ipotetico, scientifico, flessibile, completamente adulto. Conseguenze sulle emozioni: § Gli adolescenti diventano consapevoli che gli adulti spesso dicono una cosa e ne fanno un’altra! § Gli adolescenti sono incredibilmente sensibili ai difetti degli adulti e si vogliono ribellare.

IL PENSIERO IN ADOLESCENZA Eugenia Pelanda (1990) • Adolescenti con problematiche connesse alla propria

IL PENSIERO IN ADOLESCENZA Eugenia Pelanda (1990) • Adolescenti con problematiche connesse alla propria crisi evolutiva adolescenziale. Tali ragazzi manifestano una buona possibilità di investire sul proprio pensiero e provano piacere nell’usarlo • Adolescenti con difficoltà scolastiche o che hanno frequenti acting out. Questi ragazzi, per non entrare in contatto con il proprio Sé profondo mostrano un disfunzionamento del pensiero come risultato di operazioni difensive che impediscono l’integrazione degli aspetti complessi del sé • Adolescenti che investono sul proprio funzionamento cognitivo in modo esagerato e scisso. Le emozioni rimangono infantili e l’intelligenza è l’unica risorsa cui il ragazzo si aggrappa • Adolescenti cui mancano i presupposti per il raggiungimento del ragionamento ipotetico-deduttivo

PSICOLOGIA DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO Obiettivi di riuscita Come l’individuo regola il proprio apprendimento e valuta

PSICOLOGIA DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO Obiettivi di riuscita Come l’individuo regola il proprio apprendimento e valuta se stesso §Obiettivi di padronanza §Obiettivi di prestazione

MODELLO DICOTOMICO DWECK PADRONANZA – indipendente dalla piacevolezza di un compito e dalla valutazione

MODELLO DICOTOMICO DWECK PADRONANZA – indipendente dalla piacevolezza di un compito e dalla valutazione di un insegnante, affettivamente e cognitivamente centrato sul compito, perché considerato rilevante e verso il quale si mettono in atto reazioni adattive. Teoria incrementale dell’intelligenza PRESTAZIONE – atteggiamento preoccupato, legato alla percezione dell’insegnante e al confronto con la prestazione degli altri studenti. Tale atteggiamento conduce a reazioni maladattive, sia dal punto di vista cognitivo sia da quello affettivo: vengono sottolineati gli insuccessi, che vengono riportati al senso di valore complessivo dell’individuo e si traducono in sconforto e peggioramento delle strategie di apprendimento utilizzate. Il successo è messo in relazione alla prestazione altrui. L’intelligenza è un’entità fissa

MODELLO TRICOTOMICO (ELLIOT) § Approccio di padronanza (attit. positiva verso compito) § Approccio di

MODELLO TRICOTOMICO (ELLIOT) § Approccio di padronanza (attit. positiva verso compito) § Approccio di prestazione (tentativo di dimostrare la propria competenza) § Approccio di evitamento (sottrarsi dal compito per evitare riconoscimento pubblico della propria incompetenza)

MODELLO 2 X 2 APPROCCIO EVITAMENTO ORIENTAMENTO DI PADRONANZA Padroneggiare la materia Miglioramento delle

MODELLO 2 X 2 APPROCCIO EVITAMENTO ORIENTAMENTO DI PADRONANZA Padroneggiare la materia Miglioramento delle proprie capacità di apprendimento; cogn e affett positivi Volto ad evitare il compito per non abbassare il proprio standard ORIENTAMENTO DI PRESTAZIONE Volto al mero Volto al sottrarsi al superamento della prova compito per evitare brutte figure Attenz rivolta al Attenzione alla confronto con gli altri. percezione altrui. Affettivam e cognitivam Intollerabile essere i bloccante «peggiori» della classe

La scuola favorisce l’approccio di evitamento di prestazione?

La scuola favorisce l’approccio di evitamento di prestazione?

COME FAVORIRE GLI OBIETTIVI DI PADRONANZA Task Authority Recognition Grouping Evaluation Time TARGET

COME FAVORIRE GLI OBIETTIVI DI PADRONANZA Task Authority Recognition Grouping Evaluation Time TARGET

LA TEORIA DELL’AUTODETERMINAZIONE (DECY & RYAN, 1985; RYAN & DECI, 2000) Visione organismica dello

LA TEORIA DELL’AUTODETERMINAZIONE (DECY & RYAN, 1985; RYAN & DECI, 2000) Visione organismica dello sviluppo umano: l’individuo tende all’esplorazione attiva dell’ambiente e alla costruzione attiva di un senso coeso e vitale del sé Processi attivi del sé di differenziazione e di integrazione Perseguire l’autonomia fa sentire soddisfatti di sé ed evoca emozioni positive. Fa sentire competenti, attivi ed in interazione efficace con l’ambiente. Le sfide sono tese a mettere alla prova le proprie capacità. Si stabiliscono legami sicuri con gli altri

TEORIA DELLA MOTIVAZIONE INTRINSECA MOTIVAZIONE ESTRINSECA NON-MOTIVAZIONE

TEORIA DELLA MOTIVAZIONE INTRINSECA MOTIVAZIONE ESTRINSECA NON-MOTIVAZIONE

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DELLA VALUTAZIONE COGNITIVA Sulle condizioni ambientali e sociali §

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DELLA VALUTAZIONE COGNITIVA Sulle condizioni ambientali e sociali § Controllo dell’ambiente esterno basso locus interno causalità alta autodeterminazione § Controllo dell’ambiente esterno alto locus esterno causalità bassa autodeterminazione § Informazione con feedback negativo (incompetenza) motivazione intrinseca diminuisce § Informazione con feedback positivo (competenza) motivazione intrinseca aumenta La motivazione intrinseca si accompagna all’AUTONOMIA

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DELL’INTEGRAZIONE ORGANISMICA EVOLUZIONE 1. Non regolazione del comportamento 2.

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DELL’INTEGRAZIONE ORGANISMICA EVOLUZIONE 1. Non regolazione del comportamento 2. Motivazione estrinseca regolaz esterna 3. Regolazione introiettata regolazi esterna 4. Regolazione per identificazione evoluzione regolaz esterna in 5. Regolazione integrata esterna autonomia nella regolaz 6. Motivazione intrinseca regolaz intrinseca

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DEL CONTENUTO DI OBIETTIVI Obiettivi intrinseci soddisfano bisogni psicologici

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DEL CONTENUTO DI OBIETTIVI Obiettivi intrinseci soddisfano bisogni psicologici di base Obiettivi estrinseci utilizzano le persone per i propri fini e perseguono scopi materialistici

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DEI BISOGNI PSICOLOGICI DI BASE • Autonomia • Competenza

LE MINI TEORIE: LA TEORIA DEI BISOGNI PSICOLOGICI DI BASE • Autonomia • Competenza • Relatedness Perseguire l’autonomia fa sentire soddisfatti di sé ed evoca emozioni positive. Fa sentire competenti, attivi ed in interazione efficace con l’ambiente. Le sfide sono tese a mettere alla prova le proprie capacità. Si stabiliscono legami sicuri con gli altri

Obiettivo di padronanza, (in caso di compito non interessante o piacevole), non coincide con

Obiettivo di padronanza, (in caso di compito non interessante o piacevole), non coincide con motivazione intrinseca L’accento, nel caso dell’obiettivo di padronanza, può essere puntato sul senso del dovere. Chi è intrinsecamente motivato ha sicuramente un obiettivo di padronanza. Al contrario, chi ha un obiettivo di padronanza non è detto che abbia una motivazione intrinseca

L’INTERESSE • • • Implica attenzione focalizzata e coinvolgimento (no stato motivazionale generico) Implica

L’INTERESSE • • • Implica attenzione focalizzata e coinvolgimento (no stato motivazionale generico) Implica una relazione tra individuo ed ambiente, tra individuo ed oggetto di interesse Comprende una componente cognitiva ed una affettiva Facilita l’apprendimento Ha una base neurologica Diretto – trova soddisfazione nell’azione o nel gioco Indiretto – sorge in seguito all’esperienza dell’azione o del gioco Oggettivo – le idee od oggetti intorno a cui si forma Le emozioni del sé intorno ai contenuti

L’INTERESSE Situazionale è caratterizzato dall’attivazione limitata nei confronti di uno specifico oggetto o situazione

L’INTERESSE Situazionale è caratterizzato dall’attivazione limitata nei confronti di uno specifico oggetto o situazione Individuale coinvolge conoscenze e valori dell’individuo (coincide con motivazione intrinseca)

L’INTERESSE SITUAZIONALE Puo’ vedere nel ruolo dell’insegnante un’influenza diretta (imparare facendo, stimolare attenzione) oppure

L’INTERESSE SITUAZIONALE Puo’ vedere nel ruolo dell’insegnante un’influenza diretta (imparare facendo, stimolare attenzione) oppure indiretta (concedere autonomia, sviluppare concetto di competenza)

L’INTERESSE INDIVIDUALE • Implica una relazione tra la persona ed il contenuto oggetto d’interesse

L’INTERESSE INDIVIDUALE • Implica una relazione tra la persona ed il contenuto oggetto d’interesse • La persona si identifica con l’oggetto d’interesse • Perché si instauri occorre una pregressa conoscenza dell’argomento, una piacevolezza, una valutazione di elevato valore • Conduce a senso di autoefficacia e disponibilità a coinvolgersi in sfide • Soddisfa bisogni di autonomia e competenza • È una progressiva differenziazione/integrazione della relazione persona-oggetto

L’AGENCY E’ il sé che si pone obiettivi e che attivamente si impegna a

L’AGENCY E’ il sé che si pone obiettivi e che attivamente si impegna a raggiungerli E’ la funzione esecutiva del sé, responsabile delle azioni pianificate ed intenzionali dell’individuo e della sua relazione con l’ambiente

Autoefficacia la teoria di Bandura • I processi cognitivi individuali e quelli sociali e

Autoefficacia la teoria di Bandura • I processi cognitivi individuali e quelli sociali e interindividuali contribuiscono a realizzarla • Si definisce come l’insieme delle convinzioni dell’individuo circa la sua capacità di organizzare ed eseguire le azioni richieste per produrre determinati risultati • Le credenze di autoefficacia regolano il comportamento attraverso processi cognitivi, motivazionali, affettivi. • Un senso di alta autoefficacia comporta buon adattamento, buono sviluppo del sé, migliori risultati accademici. Questi, a loro volta, incrementano il senso di autoefficacia

Le fonti dell’autoefficacia • • Esperienze di padronanza Esperienze vicarie di successo Persuasione sociale

Le fonti dell’autoefficacia • • Esperienze di padronanza Esperienze vicarie di successo Persuasione sociale Stati fisiologici ed emotivi

Autoregolazione • A differenza dell’autoefficacia, che si focalizza sulla previsione della propria realizzazione, si

Autoregolazione • A differenza dell’autoefficacia, che si focalizza sulla previsione della propria realizzazione, si concentra sul processo dell’apprendimento nella sua completa attuazione. • E’ la capacità attiva di pianificare il proprio apprendimento, porsi obiettivi e monitorarli, attraverso attività metacognitive di consapevolezza e autogenerazione di pensieri, strumenti ed azioni che pianificano e regolano il raggiungimento di obiettivi personali.

Fasi dell’autoregolazione • Prevedono: previsione e pianificazione, monitoraggio, controllo e reazione/riflessione. • Ognuna di

Fasi dell’autoregolazione • Prevedono: previsione e pianificazione, monitoraggio, controllo e reazione/riflessione. • Ognuna di queste fasi è regolata da processi cognitivi, affettivi, dal comportamento del soggetto e dal contesto.