CLIL LINGUE MINORITARIE TIC Un mondo a portata

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CLIL – LINGUE MINORITARIE – TIC Un mondo a portata di mano A cura

CLIL – LINGUE MINORITARIE – TIC Un mondo a portata di mano A cura dell’Ins. Maria Lucia Tommasi

L’apprendimento bilingue precoce mirato non comporta fatica o confusione, ma al contrario, dà flessibilità

L’apprendimento bilingue precoce mirato non comporta fatica o confusione, ma al contrario, dà flessibilità e conferisce, per la naturale plasticità della mente umana, una potenziale espansione cognitiva funzionale all’esperienza.

Ricerche in neurolinguistica e sociolinguistica confermano che nel soggetto bilingue il sistema linguistico è

Ricerche in neurolinguistica e sociolinguistica confermano che nel soggetto bilingue il sistema linguistico è plurale e ciò determina e costituisce una maggiore ‘facilità’ nell’apprendimento anche di altre lingue. .

The more languages you know, the more of a person you are (Proverbio slovacco)

The more languages you know, the more of a person you are (Proverbio slovacco) Il proverbio slovacco introduce la prima comunicazione della Commissione Europea in materia di multilinguismo ‘New Framework Strategy for Multilingualism’ (2005) e sintetizza l’obiettivo delle politiche linguistiche europee a tutela e a sostegno della dimensione multilingue della società europea. Il multilinguismo è entrato, infatti, a pieno titolo nel dibattito sull’identità dei cittadini dell’Unione, e si permea di una forte valenza politica e educativa. Se dal punto di vista politico il multilinguismo coincide con il disegno di salvaguardare tutte le lingue, da quelle più parlate a quelle meno diffuse, e di rispettare tutte le relative culture per la creazione di una società europea unita nella diversità, dal punto di vista educativo e formativo corrisponde alla necessità di far acquisire ai cittadini europei la conoscenza di almeno altre due lingue oltre alla propria lingua madre.

Le Indicazioni di Lisbona 2000 e del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea (23 febbraio

Le Indicazioni di Lisbona 2000 e del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea (23 febbraio 2006) hanno fissato la tavola delle otto competenze chiave che un sistema educativo di qualità deve poter garantire a tutti i suoi utenti, per metterli nelle condizioni di vivere consapevolmente e responsabilmente, quali cittadini attivi di una società globalizzata e multiculturale. Fra questi otto punti figurano nelle prime due posizioni: • la comunicazione in lingua madre, che si articola nella capacità di scrittura, di lettura, di comprensione dei testi e di comunicazione chiara ed adeguata del proprio pensiero; • - la padronanza di due lingue comunitarie, oltre a quella materna.

Le chiavi del successo

Le chiavi del successo

La tutela delle minoranze linguistiche Il tema della tutela della diversità linguistica e culturale

La tutela delle minoranze linguistiche Il tema della tutela della diversità linguistica e culturale dell’Unione europea è ricorrente in un momento di profonda riflessione sulle tematiche della comunicazione, della coesione, della governance, della partecipazione al processo democratico e della non esclusione, a tutti i livelli dell'Unione europea. 40 lingue autoctone parlate da 450 milioni di cittadini europei: questo è ciò a cui ci si riferisce quando si utilizza l’espressione ‘mosaico linguistico’ nell’ambito dell’Unione europea. Solo 24 lingue godono dello status di lingua ufficiale. Le restanti lingue sono definite ‘regionali’, ‘minoritarie’ o ‘meno diffuse’

Carta europea delle lingue regionali o minoritarie Trattato di Strasburgo 5/11/1992 *Art. 8 Insegnamento

Carta europea delle lingue regionali o minoritarie Trattato di Strasburgo 5/11/1992 *Art. 8 Insegnamento Nei settori dell'istruzione prescolare, primaria, secondaria o professionale le Parti possono scegliere tra diverse graduazioni di intervento: assicurare che i relativi corsi si tengano, là dove quelle lingue rivestono importanza, nelle lingue stesse; oppure che almeno una parte dei corsi sia tenuta usando tali lingue; ovvero applicare tali insegnamenti ad un congruo numero di alunni o famiglie che lo desiderino.

Quadro di riferimento nazionale Art. 6 «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze

Quadro di riferimento nazionale Art. 6 «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche»

Legge 482/99 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche • Art. 2

Legge 482/99 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche • Art. 2 Lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo. • Art 4 Nelle scuole materne uso della lingua italiana e della lingua della minoranza per lo svolgimento delle attività educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado l'uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento. Le istituzioni scolastiche […] deliberano modalità di svolgimento delle attività di insegnamento della lingua e delle tradizioni culturali (tempi e le metodologie, i criteri di valutazione modalità di impiego di docenti qualificati).

… segue Art. 4 Le istituzioni scolastiche […] sia singolarmente sia in forma associata,

… segue Art. 4 Le istituzioni scolastiche […] sia singolarmente sia in forma associata, possono realizzare ampliamenti dell'offerta formativa in favore degli adulti. […] iniziative nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali degli appartenenti ad una minoranza linguistica riconosciuta […] attività di formazione e aggiornamento degli insegnanti addetti alle medesime discipline […]. • Le iniziative […] sono realizzate dalle medesime istituzioni scolastiche avvalendosi delle risorse umane a disposizione, della dotazione finanziaria […], nonché delle risorse aggiuntive reperibili convenzioni […]. • I genitori comunicano […] se intendono avvalersi dell'insegnamento della lingua della minoranza.

… segue Art. 5 Il MIUR indica i criteri generali per l'attuazione delle misure

… segue Art. 5 Il MIUR indica i criteri generali per l'attuazione delle misure contenute nell'articolo 4 e può promuovere e realizzare progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali degli appartenenti ad una minoranza linguistica riconosciuta.

LEGGE REGIONALE 22 marzo 2012, n. 5 “Norme per la promozione e la tutela

LEGGE REGIONALE 22 marzo 2012, n. 5 “Norme per la promozione e la tutela delle lingue minoritarie in Puglia” Al fine di promuovere la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico, storico, culturale, artistico, religioso-liturgico e folklorico delle suddette comunità, la Regione Puglia sostiene legislativamente e finanziariamente iniziative intese a garantire la conservazione, il recupero e lo sviluppo della loro identità culturale, promuovendo iniziative e incentivi per la permanenza delle popolazioni nei luoghi di origine e per l’approfondimento delle ragioni delle loro radici storico-linguistiche.

CIRCOLARE MINISTERIALE n. 70 24/07/2009 Insegnamento veicolare Il percorso formativo in lingua minoritaria potrà

CIRCOLARE MINISTERIALE n. 70 24/07/2009 Insegnamento veicolare Il percorso formativo in lingua minoritaria potrà essere realizzato anche con un metodo integrato di didattica veicolare che, garantendo il raggiungimento dei livelli essenziali di conoscenza disciplinare a tutti gli alunni, introduca l’uso di pratiche innovative come il metodo CLIL o di altre metodiche veicolari che portino ad un uso vivo e contestuale della lingua minoritaria anche in ambito plurilingue. La pratica veicolare, integrando la lingua con il contenuto e l’insegnamento delle discipline con l’uso della lingua in questione, permette di affrontare i contenuti con un approccio nuovo, originale e più stimolante per gli alunni. Contestualizzando l’apprendimento e concentrando nello stesso insegnamento porzioni di curricoli diversi si realizza un’importante economia dei tempi. In questo modo, nel rispetto dell’autonomia scolastica e previo assenso dei genitori, l’uso veicolare e contestuale delle lingue minoritarie, attraverso l’insegnamento dei contenuti disciplinari del curricolo come la storia, la geografia etc, trasforma le stesse lingue minoritarie storiche in lingue “vive” rendendo il loro apprendimento più efficace.

L’INNOVAZIONE DIDATTICA • Intrecciando i vari codici espressivi - secondo una logica di tipo

L’INNOVAZIONE DIDATTICA • Intrecciando i vari codici espressivi - secondo una logica di tipo reticolare e grazie al supporto di appositi programmi – con le tradizionali unità didattiche, oggi, si possono produrre percorsi in lingua minoritaria interattivi, dinamici e flessibili, rispondenti alle necessità e alle caratteristiche di una generazione di studenti in rapida e radicale trasformazione. • La didattica laboratoriale linguistica, la sperimentazione di nuovi materiali didattici e/o l’innovazione didattica relativa all’uso delle nuove tecnologie informatiche in classe o su classi aperte (L. I. M. , Libro on-line, Podcast, Reti Telematiche di Musica Elettronica, etc. ) si presta all’insegnamento sia frontale che veicolare delle lingue minoritarie. L’utilizzo di trascrizioni e vocabolari on-line, di file audio, di video, di immagini o della musica in versione digitale potrà aiutare a raccontare più efficacemente una cultura, attraverso voci, volti e suoni, favorendo così il recupero della vitalità delle lingue minoritarie storiche.

SUSSIDARIETA’ ORIZZONTALE E VERTICALE Attraverso il collegamento con le realtà locali e con il

SUSSIDARIETA’ ORIZZONTALE E VERTICALE Attraverso il collegamento con le realtà locali e con il territorio, le istanze formative emergenti ed i bisogni ad esse sottesi potranno essere trasformati in percorsi di studio individualizzati, valorizzati dalla collaborazione con associazioni, enti, istituti, centri di ricerca, laboratori sperimentali e/o Università presenti in loco. È sul territorio, infatti, che si misurano le competenze acquisite e le pratiche attuate ed è, grazie a tale esame, che si possono dare forti impulsi alla realizzazione dei programmi educativi.

Ne consegue: Trovano la loro attuazione progetti basati su : 1)Focus su lingua •

Ne consegue: Trovano la loro attuazione progetti basati su : 1)Focus su lingua • Uso della lingua minoritaria come lingua veicolare per l’insegnamento; • Insegnamento formale della lingua minoritaria; • Attività laboratoriali con uso funzionale della lingua 2) Focus su cultura • tradizione letteraria • canti e danze popolare • folklore e tradizioni locali • rievocazione storica, identità etnica e culturale

DISCOVERING GRECìA SALENTINA E’ in questo contesto normativo che si inserisce il Progetto DISCOVERING

DISCOVERING GRECìA SALENTINA E’ in questo contesto normativo che si inserisce il Progetto DISCOVERING GRECìA SALENTINA, nato dalla volontà delle Scuole del primo ciclo facenti parte della Rete “Prozìmi”. Il Progetto intende proporre la sperimentazione, tramite metodologia CLIL e TIC, di nuove pratiche didattiche, in grado di coniugare l’approccio metodologico di DNL sia con la lingua straniera veicolare inglese, sia con la lingua minoritaria “grika”. Il Progetto mira, in tal modo, a. • Costruire una comunità CLIL di insegnamento/apprendimento • Favorire occasioni di learning by doing e di apprendimento esperenziale concreto • Integrare nel contesto educativo tecnologie multimediali e multimodali

DISCOVERING GRECìA SALENTINA : dal CLIL all’ e-CLIL Il Progetto determina una forte evoluzione

DISCOVERING GRECìA SALENTINA : dal CLIL all’ e-CLIL Il Progetto determina una forte evoluzione metodologica per: • Innovatività e riproducibilità • Integrazione di nuove tecnologie nel dual setting di insegnamento/apprendimento • Utilizzo della Realtà Aumentata nella didattica • Impiego di Software e tools innovativi per la realizzazione dei materiali da produrre (marcatori QR Code, modelli in 3 D, libri digitali …)

Promuove una buona prassi : integra i processi di insegnamento/apprendimento nel contesto delle tecnologie

Promuove una buona prassi : integra i processi di insegnamento/apprendimento nel contesto delle tecnologie multimediali e della Rete. E’ questo l’elemento imprescindibile della didattica quotidiana di ogni docente e delle diverse fasi di apprendimento degli studenti coinvolti in percorsi e-CLIL

L’e-CLIL è un nuovo approccio al CLIL: è apprendimento integrato di lingua e contenuto,

L’e-CLIL è un nuovo approccio al CLIL: è apprendimento integrato di lingua e contenuto, supportato dall’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Favorisce il ripensamento delle pratiche didattiche disciplinari alla luce delle nuove tecnologie multimediali e multimodali e fornisce occasioni di riflessione e di sperimentazione su come CLIL e TIC possano promuovere lo sviluppo di competenze chiave e innescare processi di insegnamento/apprendimento innovativi.

Tools, attività e ambienti in un’ottica 2. 0 per lo sviluppo integrato di lingua

Tools, attività e ambienti in un’ottica 2. 0 per lo sviluppo integrato di lingua e contenuto Le potenzialità della multimedialità e dell’e-learning per l’insegnamento/apprendimento sono state intensificate grazie all’avvento del web 2. 0, il punto di partenza per una nuova metodologia basata sulla condivisione, sullo scambio e sulla collaborazione.

Web 2. 0 si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti

Web 2. 0 si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. L’informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all’altro, spesso in modi che il produttore non aveva previsto o inteso. È un nuovo modo di concepire la Rete, che pone al centro i contenuti, le informazioni, l’interazione. È l’interazione sociale realizzata grazie alla tecnologia. In quest’ottica ogni utente da consumatore diviene partecipante, da utilizzatore passivo autore attivo di contenuti.

I tools del 2. 0 per lo sviluppo integrato di lingua e contenuto: alcuni

I tools del 2. 0 per lo sviluppo integrato di lingua e contenuto: alcuni esempi I dizionari on line per la terminologia specifica Una particolare attenzione va rivolta all’apprendimento del lessico attraverso le tecnologie e Internet. Esistono infatti svariate occasioni di ampliamento della conoscenza lessicografica della lingua target. La registrazione e l'organizzazione della terminologia o la creazione di wordlists collaborative in L 1/INGLESE/GRIKO, usando un software di trattamento testi come Lingo 4. 0 per Windows, rappresenta un semplice modo per stimolare l’apprendimento.

I generatori di mappe concettuali Molto utili per la rappresentazione grafica delle informazioni e

I generatori di mappe concettuali Molto utili per la rappresentazione grafica delle informazioni e della conoscenza e la schematizzazione dei contenuti sono i generatori di mappe concettuali, accessibili gratuitamente e di utilizzo intuitivo. Ne esistono di numerosi in Rete. 1. Explora. Tree: il nome riporta direttamente al concetto di mappa come albero da cui si dipartono i rami. 2. Mindomo: molto utile perchè con Mindomo le mappe non solo possono essere create, ma anche condivise con compagni di classe e colleghi. Inoltre le mappe create dagli utenti sono conservate all'interno del sito 3. Mind. Meister 4. Wise. Mapping 5. Cmap Tools

La timeline interattiva La tecnologia digitale consente di creare e condividere in Rete linee

La timeline interattiva La tecnologia digitale consente di creare e condividere in Rete linee del tempo interattive, utilizzando varie risorse on line. Le timelines si prestano alla lettura diacronica e sincronica di eventi e periodi nella ricerca storico-geografica, nonché alla rappresentazione grafica dell’evoluzione nel tempo dei vari quadri di civiltà. TIKI-TOKI è un software web-based per la creazione di bellissime timeline interattive 3 D che è possibile condividere su Internet. Oltre al testo, ogni evento in una timeline può includere più immagini, video e audio che si animano in una galleria interattiva.

LA WEB QUEST La Web. Quest è un’attività di ricerca che consente agli studenti

LA WEB QUEST La Web. Quest è un’attività di ricerca che consente agli studenti di ricavare informazioni da Internet tramite un percorso guidato da domande e/o compiti prestabiliti (dai docenti) e partendo da siti già visionati e scelti dai docenti stessi. Organizzati in gruppo e seguendo le indicazioni, gli studenti reperiscono informazioni in internet utili alla realizzazione di prodotti (un ipertesto, una guida cartacea, un giornale, una presentazione in power point) che si configurano come risultato della loro capacità di elaborare autonomamente le informazioni da essi stessi trovate.

Come problem posing/solving e cooperative learning Una Web. Quest prevede sei fasi: 1. una

Come problem posing/solving e cooperative learning Una Web. Quest prevede sei fasi: 1. una fase introduttiva, nella quale vengono fornite delle informazioni di base; 2. una presentazione del compito; 3. la descrizione del procedimento da seguire per portare a termine il compito mediante lavoro di gruppo; 4. l' individuazione delle risorse occorrenti; 5. la valutazione dell'attività 6. un momento conclusivo per fare il punto su quanto appreso Generalmente la Web. Quest è un'attività di gruppo e l'apprendimento si avvale quindi anche di interazioni di tipo relazionale. Gli studenti sono invitati a risolvere problemi reali, cioè in situazione, legati a un determinato contesto di esperienza; durante questa attività sviluppano contemporaneamente le capacità di analisi, sintesi e valutazione.

La realtà aumentata fornisce un nuovo spazio di apprendimento unendo materiali didattici digitali con

La realtà aumentata fornisce un nuovo spazio di apprendimento unendo materiali didattici digitali con gli strumenti e oggetti, che fanno parte dello spazio fisico, dell'ambiente reale.

 • A livello tecnico, la realtà aumentata si basa sulla sovrapposizione al layer

• A livello tecnico, la realtà aumentata si basa sulla sovrapposizione al layer di informazione “reale” di un secondo layer digitale, che fornisce informazioni aggiuntive sugli elementi visualizzati. • L’applicazione della realtà aumentata nel campo della formazione è in grado di aprire nuovi interessanti scenari; si tratta infatti di una tecnologia a risposta immediata, i cui contenuti sono ubiquitous, disponibili in qualunque momento e in qualunque luogo. • L’integrazione della conoscenza di base di un oggetto, ad esempio un albero o un monumento, con l’ambiente in cui l’oggetto si trova rendono i processi di apprendimento coinvolgenti, stimolanti e collaborativi. • La realtà aumentata focalizza l’attenzione sulla didattica esperienziale, ha la possibilità di ridurre l’errore e di avere a disposizione i dati nel momento stesso in cui vengono cercati, permettendo quindi una perfetta selezione delle informazioni rilevanti. • La realtà aumentata rappresenta quindi un ulteriore tassello nell’innovazione tecnologica al servizio della formazione, in grado di migliorare l’accesso alla conoscenza e la condivisione.

B. Y. O. D. teaching E’ l’acronimo di Bring Your Own Device, ovvero “porta

B. Y. O. D. teaching E’ l’acronimo di Bring Your Own Device, ovvero “porta il tuo dispositivo”: tablet, smartphone, notebook, etc. BYOD sta riscuotendo sempre più successo. In un momento storico in cui le scuole hanno un budget sempre più risicato, soluzioni come quella di far portare agli alunni i propri dispositivi tecnologici, determinano PRO • La scuola risparmia migliaia di euro; • Gli studenti conoscono già il dispositivo in questione; • Loro stessi possono fornire nuovi spunti di utilizzo all’insegnante; • Usando un loro dispositivo, sono ancora più protagonisti del proprio processo educativo; • Può essere un volano per l’apprendimento indipendente una volta fornito il know-how;

CONTRO • Non tutti i dispositivi degli studenti sono compatibili tra di loro (Apple

CONTRO • Non tutti i dispositivi degli studenti sono compatibili tra di loro (Apple VS Android VS Windows); • Potrebbe essere discriminante (“Il mio device è più bello e costoso del tuo”); • I giovani proprietari devono aver cura del proprio dispositivo; • Pianificare lezioni su devices che non si possiedono è decisamente più difficoltoso per l’insegnante; • Ci si potrebbe ritrovare a dettare in continuazione istruzioni diverse per ogni tipo di dispositivo, sprecando tempo prezioso; • I genitori potrebbero non essere d’accordo nel far usare a scuola il tablet/smartphone/notebook dei figli; • Potrebbero esserci problemi a livello di connessione se tutti decidessero di connettersi al wi-fi e la rete della scuola non fosse preparata ad accettare un numero elevato di connessioni contemporanee.

Gli studenti potranno avere un continuum tra il lavoro fatto in classe e quanto

Gli studenti potranno avere un continuum tra il lavoro fatto in classe e quanto fatto a casa e metodi di insegnamento basati sul blended learning ne saranno avvantaggiati. Ma prima di fare questo passo la scuola dovrà interrogarsi: siamo pronti per questo? La scelta di un approccio BYOD è meglio averla chiara fin da subito anche per gli aspetti più tecnici così da poter progettare una rete informatica della scuola in termini di accesso, sicurezza, controllo, gestione della rete, delle apps e dei devices.

GAMIFICATION La sempre maggiore accessibilità economica verso gli educational games, l’arrivo in età scolare

GAMIFICATION La sempre maggiore accessibilità economica verso gli educational games, l’arrivo in età scolare di una generazione ormai nata con i video-giochi come forma primaria di intrattenimento, la proliferazione di start up attive nel settore e l’intraprendenza di alcune scuole sta creando un mix esplosivo per la crescita del comparto.

Nella loro essenza i giochi individuano dei goals, gli utenti si impegnano a raggiungerli

Nella loro essenza i giochi individuano dei goals, gli utenti si impegnano a raggiungerli attraverso esperimenti e fallimenti creando quel binomio vincente di teoria e pratica che è alla base di ogni buon insegnamento. Tutto questo avviene in un ambiente digitale stimolante e pieno di rinforzi, in cui abbiamo una qualche autonomia di scelta e ci sentiamo padroni del nostro destino, contrariamente a quanto avviene solitamente in classe dove il programma e l’ordine delle cose è rigidamente stabilito

Edugames: Gli Educational Games sono dei video-giochi (anche giochi in scatola o di carte)

Edugames: Gli Educational Games sono dei video-giochi (anche giochi in scatola o di carte) esplicitamente disegnati per raggiungere obiettivi educativi. Games Based Learning: Si differenziano dagli edugames per un solo aspetto, a volte possono nascere come prodotti di intrattenimento che poi vengono riutilizzati, con o senza modifiche, per raggiungere anche un obiettivo educativo. A titolo di esempio Minecraft e Civilization, nati come prodotti di entertainment commerciale, e poi diventati ottimi tools nelle scuole. Simulation Based Learning: Sono degli Educational games che simulano fedelmente un oggetto, un processo, una procedura o una situazione per raggiungere obiettivi educativi. Pur raggiungendo lo stesso obiettivo, utilizzano la strada reale e seriosa per arrivarvi a differenza dei Games Based Learning che possono trasportare i giocatori in universi e situazioni di fantasia. Solitamente sono maggiormente indicati per studenti liceali, universitari o per la formazione professionale.

Gamification of Learning: La gamification è l’utilizzo delle componenti che rendono divertente, premiante e

Gamification of Learning: La gamification è l’utilizzo delle componenti che rendono divertente, premiante e stimolante un video-gioco all’interno di un contesto educativo in classe o digitale. Non andiamo ad utilizzare o a creare un video-gioco ma disegniamo un livello fatto di meccaniche e dinamiche gaming all’interno della nostra comune cornice educativa. A titolo di esempio Duolinguo o Class. Dojo.

EAS (Episodi di Apprendimento Situato) è un micromodulo didattico costituito da tre momenti: -

EAS (Episodi di Apprendimento Situato) è un micromodulo didattico costituito da tre momenti: - una introduzione, in cui l'insegnante accenna alla cornice concettuale che si dovrà tenere presente e assegna un compito da svolgere; - una parte centrale, in cui il compito viene svolto attraverso una produzione multimediale (analisi di un testo, realizzazione di un video, fotografie, ecc. ); - un parte conclusiva, nella quale l'insegnante accompagna la classe a fare debriefing su ciò che è successo. Come si capisce l'impatto sulla didattica è forte: - va ridefinita la progettazione; - cambiano le logiche della valutazione (ogni EAS fornisce di fatto all'insegnante un prodotto dello studente valutabile), - va riconsiderata completamente la variabile tempo. La didattica digitale ne chiede di più e favorisce le condizioni per l'attivazione di un'educazione lenta.

QR Code Il QR Code, letteralmente Quick Response Code, ovvero Codice di risposta rapida

QR Code Il QR Code, letteralmente Quick Response Code, ovvero Codice di risposta rapida è stato sviluppato permettere una rapida consultazione delle informazioni contenute al suo interno, si tratta di un'immagine digitale che permette di accedere a moltissime informazioni e contenuti provenienti da internet, direttamente sui nostri dispositivi. Scansionando il codice è possibile consultare tutte le informazioni a cui esso rimanda.

I QR code si inseriscono perfettamente nella didattica con l'uso delle tecnologie: il cartaceo

I QR code si inseriscono perfettamente nella didattica con l'uso delle tecnologie: il cartaceo viene rinforzato dal virtuale per completare le informazioni e aiutare gli alunni nello sviluppo degli apprendimenti attraverso il Fare. Per questo i QR code hanno un potenziale altissimo ad esempio nelle Flipped Classroom, dove l'apprendimento capovolto prevede, tra le altre cose, che i materiali di studio vengano consultati preventivamente dagli studenti, qui i video sono indubbiamente la risorsa più utilizzata e con i QR code è molto più semplice e preciso indicare ai propri alunni risorse mirate, senza far vagare i ragazzi, soprattutto i più piccoli, nel mare magnum del web e soprattutto senza dover ricopiare lunghissimi URL col rischio di sbagliarne la trascrizione e non poter utilizzare il materiale. I codici QR si rivelano inoltre straordinari strumenti nella comunicazione mediata con bambini con bisogni specifici legati all'apprendimento o a disabilità di diversa natura.

La sfida è ardua… Occorre produrre percorsi motivanti e di qualità, che pongano i

La sfida è ardua… Occorre produrre percorsi motivanti e di qualità, che pongano i nostri studenti nella condizione di raggiungere livelli cognitivamente alti nell’apprendimento sia della disciplina sia delle lingue veicolare e minoritaria, mettendo nel contempo a frutto le competenze da digital natives delle generazioni più giovani… anzi valorizzandole all’interno dell’esperienza scolastica!

E per finire ….

E per finire ….