Pensiero e linguaggio nel discorso argomentativo di Margherita




















- Slides: 20
Pensiero e linguaggio nel discorso argomentativo di Margherita Orsolini* Amanda Amato Marika Carnevale Elisa Argirò Marianna Grippo Ilenia Fontana *articolo originale scritto in onore di Clotilde Pontecorvo Nadia Nugnes
INDICE ● Il pensiero secondo Mosconi e Pontecorvo ● Studio del discorso per capire il pensiero ● Il riconoscimento dell’intelligenza ● Un esempio di conversazione madrebambino
SECONDO VOI LA GENTE PENSA NEL PARLARE E ATTRAVERSO IL PARLARE? QUELLO CHE DITE CORRISPONDE A QUELLO CHE PENSATE?
Per studiare il ragionamento è indispensabile analizzare il discorso Mosconi (1990) Studio sperimentale del discorso Varie formulazioni di un problema matematico per analizzare i diversi modi di esporlo Come influiscono sulla soluzione del problema? “La gente pensa come parla” Con questo Mosconi intendeva dire che le condizioni retoriche del discorso e le sue strutture pragmatiche formassero il pensiero.
Formulazione 1: Un bambino aveva 12 mele. Ne ha regalata una parte ad un amico. Gliene restano 8. Quante ne ha regalate? Formulazione 2: Quante mele ha regalato al suo amico un bambino che ne aveva 12 e gliene restano 8?
“Il pensiero non si esprime, ma si realizza in una parola” (Vygotskij, 1934) Il pensiero non si identifica con il parlare, è un processo dinamico che si forma per successive approssimazioni e che si articola e si struttura grazie al discorso. Clotilde Pontecorvo Funzioni cognitive complesse compaiono prima in forma esteriorizzata e socialmente condivisa, poi in una forma interiorizzata e individuale. Quadro teorico vygotskijano Per passare dal pensiero al linguaggio è necessario decomporre il pensiero e ricostituirlo in significati e parole. Quindi il pensiero, trasformandosi linguaggio, si riorganizza e si modifica. nel
“Il pensiero è una nuvola incombente che sta per rovesciare una pioggia di parole” (Vygotskij, 1934)
Da questa prospettiva vygotskijana, Clotilde e collaboratori traggono un’altra idea: Studiare il discorso, così come si costruisce nell’interazione, può essere un modo per cogliere il pensiero nel suo divenire. “la gente pensa nel parlare e attraverso il parlare” Che cos’è il pensiero che si realizza nell’argomentazione e nel discorso? Come si differenzia da altri tipi di pensiero?
L’analisi di dispute tra bambini di 4 -5 anni mostra che una caratteristica del pensiero argomentativo è il suo cercare GENERALIZZAZIONI FONDAMENTI Affermare che gli eventi tendono a svolgersi secondo certe ritualità spaziotemporali. L’ autorità di una fonte adulta (es. l’ha detto mio padre), il vedere-assistere ad un evento, la plausibilità. Pontecorvo (1985)
Si costruiscono pensieri nuovi partecipando a una argomentazione? Un discorso argomentativo produttivo promuove una dimensione riflessiva, che ripercorre mentalmente parti dell’esperienza vissuta dall’individuo. “C’è una capacità basilare del cervello umano di creare mappe di ciò che accade nel corso del tempo dentro il nostro organismo, intorno al nostro organismo, al nostro organismo e con il nostro organismo - una cosa dopo l’altra, che causa un’altra cosa ancora, all’infinito. ” (Damasio, 2000) Questa tendenza spontanea del cervello a ricostruire può essere amplificata quando il pensiero argomentativo dei bambini può ancorarsi ad un’esperienza condivisa.
Gli studi iniziali sul discorso argomentativo in bambini in età prescolare indirizzavano il linguaggio verso una ricerca di nessi causali e di spiegazioni. In seguito è emerso che questo indirizzo “causale” del pensiero nel discorso argomentativo è solo una delle numerose possibilità che le culture possono favorire. Le particolari aspettative e le regole implicite introdotte dalla cultura e dal contesto possono influenzare l’organizzazione del discorso, e attraverso questa, indirizzare le dinamiche del pensiero.
Un bambino che non sente di avere pensieri interessanti da comunicare, che non pensa di poter dire qualcosa suscettibile di attenzione e curiosità è molto lontano dal discorso argomentativo.
Marina Sbisà (1989) “L’adulto riconosce al bambino la competenza come parlante e come autore della propria enunciazione. Un riconoscimento di intelligenza, e non soltanto di soggettività, credo ci sia quando l’adulto riconosce il valore del pensiero formulato dal bambino; non necessariamente quando l’adulto si allinea, manifesta accordo, ma quando l’adulto mostra di pensare e dare valore alle parole del bambino. Mostra di dare credito a quelle parole, prendendole come pensiero del bambino”.
(Chiara ha due anni, la zia le dà un libro di storie. Il libro non ha figure; Chiara guarda la copertina, sfoglia qualche pagina poi ridà il libro alla zia) CHIARA: quetto no è un libo pe’ bambini ((molto seria)) ZIA: e tu come lo sai? ((tono di sorpresa)) CHIARA: pecché io ci ho la tiligentsa di nonno, nonna, papà, mamma.
L’espressione della zia, “tu come lo sai”, riconosce che la bambina ha espresso un sapere. Chiara argomenta esprimendosi con un’autoaffermazione di intelligenza. Riconosciamo il bambino come soggetto che può elaborare un sapere.
Conversazione tra madre e bambino in una seduta di gioco
Al turno 161 la mamma risponde ad un’argomentazione del figlio con la frase: “fai come ti pare” Per poter argomentare dovremmo avere fiducia e interesse reciproco: La mamma può aver fiducia che il bambino capisca il suo pensiero: “hai poca tosse, potresti andare in piscina” Lu. potrebbe aver fiducia che la propria spiegazione possa essere accolta dalla mamma
In seguito lo sperimentatore chiede alla mamma la sua opinione sulla reazione di Lu. ● La mamma asserisce che Lu. si è arrabbiato perchè non voleva andare in piscina ● Lo sperimentatore propone una nuova possibilità: Lu. si è arrabbiato perchè non si è sentito preso in considerazione POSSIBILI INTERPRETAZIONI DI UN “FATTO”
Partecipando ad un’argomentazione si costruiscono pensieri nuovi? Nel caso di Lu. lo sperimentatore ha indotto nella mamma nuovi pensieri facendola ragionare sulla possibilità di azione del bambino. La settimana successiva la mamma permette a Lu. di aprire da solo la porta di casa meravigliata di aver aspettato tanto permetterglielo Una condizione importante per far nascere pensieri nuovi è la presenza di osservazioni e non solo di opinioni
GRAZIE PER L’ATTENZIONE!




















