IL TAYLORISMO O ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL LAVORO La


















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IL TAYLORISMO O ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL LAVORO
La “preistoria”: la rivoluzione industriale • Il modo di produrre cambia radicalmente: dalla bottega dell’artigiano si passa alla produzione di fabbrica • Si evidenziano i benefici della divisione del lavoro e della specializzazione • Si realizza una netta divisione tra proprietari dei mezzi di produzione e lavoratori salariati • Sfruttamento dei lavoratori (es. lavoro minorile)
Van Gogh: Mangiatori di patate (1885)
La rivoluzione industriale (continua) I cambiamenti nel modo di produrre i beni ricevono grande attenzione da studiosi di varia provenienza (sociologi: Comte e Saint. Simon; filosofi: Marx; economisti classici; teorici della democrazia: De Tocqueville) …attenzione crescente verso la nuova organizzazione: la fabbrica
Le teorie classiche I precursori • Adam Smith (1723 -1790) “An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations” , capp. 1 -3. • K. Marx, Il Capitale, libro primo, capp. 11, 12, 13.
Adam Smith, filosofo, economista della scuola classica (1723 -1790) • L’ampliamento delle opportunità di scambio seguente all’ ampliarsi dei mercati consente un migliore utilizzo delle tecnologie di produzione e una crescente divisione del lavoro • la crescente divisione del lavoro comporta una crescente specializzazione degli uomini e delle macchine
Adam Smith • La maggiore specializzazione aumenta la produttività (= Prodotto/N. di ore lavorative) del lavoro: perché? 1. Aumenta la destrezza del singolo lavoratore 2. si eliminano i tempi morti di passaggio da un compito all’altro 3. lo svolgimento ripetitivo di operazioni elementari incoraggia lo sviluppo di macchinari specializzati (la divisione del lavoro incoraggia l’innovazione tecnologica)
I vantaggi della divisione del lavoro nel linguaggio moderno • Economie di apprendimento: operazioni semplici possono essere effettuate in tempi sempre piu’ rapidi (fino ad un certo limite), mentre lo stesso non accade per operazioni complesse • Economie di soluzione dei problemi: maggiore probabilita’ di trovare nuove soluzioni se si controllano poche variabili alla volta • Economie di controllo: Insiemi di operazioni semplici sono piu’ controllabili di operazioni vaste
• Adam Smith pone l’accento sulla divisione del lavoro come presupposto per lo sviluppo dei mercati e della ricchezza. La crescente divisione del lavoro entro l’impresa e tra imprese consente enormi aumenti di produttivita’ e di ricchezza. La “mano invisibile” del mercato coordina l’operato delle imprese specializzate (dottrina del “laissez faire”) • la sua opera segna l’inizio di uno studio “scientifico” dell’organizzazione del lavoro all’interno delle moderne imprese capitalistiche verra’ ripreso piu’ di un secolo dopo da Taylor e dagli studi del management scientifico
Le teorie classiche: caratteristiche • Il ricorso alla scienza per migliorare il management • Ricerca di soluzioni ottime e universali (One Best Way) • Regole formali ed impersonali • L’organizzazione come macchina
Ford T
L’O. S. L. (1880 -1930 circa): il contesto storico • ampliamento dei mercati di sbocco • standardizzazione dei prodotti • mercato del lavoro con offerta abbondante e dequalificata di manodopera • meccanizzazione e produzione che si avviava a diventare di massa (competizione sui costi) • elevata dimensione delle unità produttive (imprese e stabilimenti) , ma… • metodi di produzione ancora arcaici
Dentro la fabbrica • “Impero dei capireparto” (stabiliscono tempi e metodi, assumono e licenziano, accertano i costi e la qualita’ del lavoro) • Abusi, sfruttamento e corruzione diffusi • Metodi di produzione empirici, arbitrio e rapporti di forza • Nasce la “questione industriale”
L’Organizzazione Scientifica del Lavoro: Frederick Taylor, il fondatore (1856 -1915) • l’OSL come completa rivoluzione mentale (il progetto sociale) • i principi dell’OSL • i meccanismi Taylor vuole razionalizzare i metodi di produzione e vuole porre fine all’arbitrio e allo strapotere dei capireparto
1. preoccuparsi non della divisione del surplus ma del suo aumento: finche’ il surplus aumenta non c’e’ conflitto tra lavoratori e capitalisti 2. sostituire alle opinioni, alla conoscenza individuale e alle regole empiriche (tipiche dell’era artigianale) la conoscenza scientifica
Gli ostacoli all’aumento del surplus (1) • • • L’errata convinzione che più produttività= meno lavoro invece: più produttività, diminuzione dei costi e dei prezzi, aumento dei salari, maggiore domanda, maggiore occupazione componente caratteriale-motivazionale (attitudine innata a “prendersela comoda”, accentuata dal gruppo)
Catena di montaggio nel 1920


















