DIDATTICA GENERALE AA 200910 PROF PIER GIUSEPPE ROSSI

















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DIDATTICA GENERALE AA. 2009/10 PROF. PIER GIUSEPPE ROSSI LEZIONE 15/10/09 (modulo 1, lezione 3) DIGRESSIONE SULL’ATTIVITA’ DELLO STUDENTE DURANTE UNA LEZIONE FRONTALE RIPRESA CONCETTI DI INSEGNAMENTOAPPRENDIMENTO I MODELLI DELL’APPRENDIMENTO LA SOCIETA’ COMPLESSA
DIGRESSIONE SUL MODO DI ESSERE ATTIVI DEGLI STUDENTI DURANTE UNA LEZIONE FRONTALE Come si fa ad essere/far essere attivi durante una lezione frontale? DA PARTE DEGLI STUDENTI: con la presa di appunti, in cui si dovrebbe già fare una selezione, cioè individuare il nodo centrale dell’argomento trattato (distinzione temiremi). Presa di appunti = prima forma di interpretazione. DA PARTE DEL DOCENTE: 1) con l’esplicitazione dei temi, 2) dando tempi per rielaborare i temi 3) con la ridondanza (ripetizione dei temi).
RIPRESA CONCETTI DI INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO Premessa: di cosa abbiamo parlato nella precedente lezione? 1. Apprendimento 1. 6. Ascolto, tecniche di ascolto Educazione e discipline 2. Insegnamento 3. Riattraversamento 4. Pluralità 5. Comunicazione 7. Conflitto cognitivo 8. Praxis (processo e prodotto aperto) - poiesis (prodotto chiuso) 9. Non trasmissione
I MODELLI DELL’APPRENDIMENTO Comportamentismo (performance, criteri, condizioni) Cognitivismo (processi ben definiti) Costruzionismo (modelli da costruire ma dati) Socio-costruttivismo NB: Questi modelli si sono affermati in periodi successivi. Tuttavia non è che superato un modello quello sia stato definitivamente abbandonato. Molte pratiche vi fanno ancora riferimento.
MODELLO COMPORTAMENTISTA ASSUNTI DEL MODELLO: Impossibile poter analizzare come l’apprendimento avviene nella testa del discente. Si possono vedere solo i risultati dell’apprendimento e su questi si lavora. Ma i risultati non fanno vedere il processo di apprendimento, che include elementi di carattere affettivo e cognitivo. Quindi parcellizzare le operazioni in modo da verificare il processo nel suo complesso (somiglianze col modello taylorista). Questi atti parcellizzati vengono chiamati performances. Ci sono criteri per valutare le performances (livelli che ne garantiscono l’acquisizione) e condizioni, cioè le modalità di valutazione. Inoltre, dare un ordine: passare dal compito più facile al più difficile.
MODELLO COGNITIVISTA ASSUNTI DEL MODELLO Non si può non tener conto di come si sviluppano i processi cognitivi Si cerca di analizzare quei patterns, quegli schemi, che permettono di evidenziare come si sviluppano i processi cognitivi: come si memorizza, come si sviluppa il processo di lettura, come si costruisce la sintesi (elaborazione di processi) Schemi trasmessi
MODELLO COSTRUZIONISTA Contemporaneamente al cognitivismo ricerche in campo sperimentale (Piaget e altri) evidenziano che i processi sono facilitati dalla partecipazione attiva del soggetto che riorganizza gli schemi Schemi ricostruiti dal soggetto
SOCIO-COSTRUZIONISMO Brown, Collins, Duguid scrivono: “Situated learning” (Apprendimento situato). Per questi autori l’apprendimento è un processo di costruzione di conoscenza nell’azione, nel contesto: la conoscenza è strategia legata al contesto per risolvere problemi situati (questo mobilita il trasferimento di competenze) Wenger e Lave scrivono: “Situated cognition”, affrontando lo stesso tema e dando però connotazione SOCIALE all’apprendimento: 1. apprendiamo perché siamo inseriti in un ambito sociale che influenza il nostro modo di operare e pensare. Infatti pensiamo e agiamo in base ai paradigmi della società in cui viviamo. 2. quando apprendiamo lo facciamo nell’interazione diretta con altri.
SOCIO-COSTRUZIONISMO Il socio-costruttivismo vede la persona come un soggetto complesso che opera in base alle sue esperienze che hanno una caratteristica: cognitiva, affettiva ed emotiva. Per questo modello la conoscenza è : COSTRUZIONE DI MONDO, o meglio RICOSTRUZIONE DI MONDO, perché le conoscenze non sono mai isolate, ma fanno parte di una rete articolata di saperi.
PROCESSI MOTIVAZIONALI NEI MODELLI Nel comportamentismo: motivazione è processo premio-rinforzo dei comportamenti positivi; punizione-dissuasione dai comportamenti negativi. Nel cognitivismo: motivazione interna ed esterna. Esterna: tutti gli strumenti di rinforzo (premi, valutazioni. . ). Interna: convinzione di raggiungere un obiettivo. NB: per il cognitivismo l’aspetto emotivo distrae, è un ostacolo all’apprendimento e va controllata, isolata. Socio-costruttivismo: emotività valorizzata, perché non è separabile dai processi cognitivi! È una componente del processo e va tenuta in considerazione perché l’apprendimento avvenga. Solo se l’esperienza è contemporaneamente cognitiva, emotiva, affettiva, allora forse l’apprendimento può svilupparsi in maniera costruttiva.
POST-COSTRUTTIVISMO Anni 2000, critiche al socio costruttivismo: 1. NON ESISTE UN UNICO METODO COSTRUTTIVISTA DI INSEGNAMENTO L’apprendimento è un processo costruttivo del soggetto, ma da questo modello non scaturisce in modo meccanico un processo di insegnamento: cioè se l’apprendimento avviene in contesto allora anche l’insegnamento è individuazione di pratiche e metodologie in contesto. 2. ALCUNI MATTONI DELLA CONOSCENZA NON POSSONO ESSERE COSTRUITI DAL SOGGETTO Esistono conoscenze e convenzioni che sono date, non serve farle costruire al soggetto. 3. ATTENZIONE ALLA MODELLIZZAZIONE COME TRASFORMAZIONE DEI CONCETTI IN MODELLI CHE UTILIZZANO I LINGUAGGI PIÙ SVARIATI La modellizzazione* è un processo in cui conoscenze e mondi acquisiscono una forma che permette di rielaborarli.
*PER APPRENDERE 2 FASI: 1. Fase situata in cui il discente è coinvolto, agisce. 2. Fase di distanziamento, di uscita dalla situazione per poterla osservare. Fase in cui il discente riorganizza, modellizza concetti e processi, riflette, costruisce mondi. E’ il passaggio da singoli momenti alle varie fasi della conoscenza: MULTIPROSPETTIVITA’
LA SOCIETA’ COMPLESSA PERCHE’ SI E’ PASSATI DA UN MODELLO D’APPRENDIMENTO AD UN ALTRO? Un’origine è nelle TRASFORMAZIONI DELLA SOCIETÀ ATTUALE. La società attuale è complessa, c’è la diversità alla base: multiculturalità, multietnicità. Difficoltà di operare con criteri assoluti e necessità di dialogare con la differenza. Recupero della differenza nell’azione. Il concetto è assoluto, definito; nell’azione avviene il dialogo tra le diversità. Morin individua 2 principi per agire nella complessità: principio dialogico: tutto nella parte e parte nel tutto. principio ologrammatico: nel frammento c’è un’immagine del tutto. IN UN SISTEMA COMPLESSO OGNI ELEMENTO DIALOGA CON LE ALTRI PARTI. Maturana e Varela parlano di autopoiesi (autofarsi): autopoietico è un sistema che si riorganizza in base a delle regole interne e in base agli eventi esterni. Es. di sistemi autopoietici: le cellule, il corpo umano, le società. AUTOPOIESI E’ UNA CARATTERISTICA DEI SISTEMI COMPLESSI.
MODELLI PER INTERPRETARE LA COSTRUZIONE DI ORDINE Order from order: modello galileiano, l’ordine viene dall’ordine, è leggibile individuando le leggi. Order from desorder: ordine che viene dal caos. Facendo calcoli statistici si comprende il comportamento medio. Order from noice: ordine dal disturbo, dall’evento. Permette di costruire una struttura più organizzata dalla precedente. Questo modello ci dice che non è sempre vero che dall’evento si arriva all’ordine, ma piuttosto ad una maggiore complessità.
SOCIETA’ COMPLESSA E APPRENDIMENTO Società complessa è autopoietica; costruisce sistemi più strutturati grazie all’evento (noice), che è casuale e che va letto consapevolmente dal soggetto per costruire conoscenza e un’organizzazione superiore. Evento è imprevedibile, quindi il processo non può essere previsto e organizzato in modo rigido. L’evento favorisce l’apprendimento (se il soggetto lo coglie come significativo); ma se l’evento non può essere previsto, determinato, allora nemmeno l’apprendimento può essere previsto e determinato dall’insegnamento.
RETI PER ARTICOLARE IL DIVERSO NELLA SOCIETA’ COMPLESSA Nel nostro mondo c’è: Diversità di lingua, che porta già a modelli diversi (il modo di pensare deriva dalla struttura del linguaggio) Ci sono anche molteplici agenzie formative (scuola, società sportive, parrocchia), la comunità non opera più un controllo sociale totale. Non c’è più coerenza tra le diverse agenzie formative. Il frammento c’è anche tra le varie discipline. IL PROCESSO FORMATIVO DEVE ALLORA COSTRUIRE COERENZA, DEVE AIUTARE LA PERSONA A COSTRUIRE UNA RETE TRA QUESTE DIVERSE AGENZIE. E’ LA PERSONA CHE TRANSITA TRA LE AGENZIE E CHE DEVE COSTRUIRE PONTI TRA LA DIVERSITÀ, CHE NON È RIDUCIBILE.
SINTESI Passaggio da modelli di apprendimento differenti al modello socio e post costruttivista; Questo passaggio si verifica per la struttura della società attuale in cui il rapporto tra molteplice e frammento è pervasivo; Anche nel rapporto insegnamento-apprendimento bisogna costruire reti che permettano di dare senso all’insieme dei frammenti; Dare senso, dare chiavi interpretative per collegare è il fine delle agenzie educative, in particolare della scuola.

















