Il Il processo di di unificazione italiana 1


















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Il. Il processo di di unificazione italiana 1 • L’Italia dopo il Congresso di Vienna • • • Eredità rivoluzionaria e napoleonica Arretratezza socioeconomica e politica Il movimento risorgimentale italiano (1830 -49) • • 2 • Il dibattito risorgimentale Il 1848 e la prima guerra d’indipendenza La conquista dell’Unità d’Italia (1849 -61) • • • Il Piemonte e Cavour: liberalismo, riforme, politica internazionale La seconda guerra d’indipendenza e l’unificazione (1859 -61) I primi anni del Regno d’Italia (1861 -76) • • • Il governo della Destra storica La soluzione delle questioni territoriali e la conquista di Roma La politica economica della Destra storica
Dopo il 1848: il ruolo del Piemonte nel processo di unificazione Attivismo patriottico dei democratici + Ripristino dell’ordine deciso a Vienna (“seconda restaurazione”) Attività diplomatica di Cavour Ripresa processo unitario Regno di Sardegna: • Costituzione • politica contro l’egemonia austriaca
Gli schieramenti internazionali durante la seconda fase risorgimentale • Stato pontificio: 1. Contrario ad un’unificazione che ponesse il Piemonte come stato dominante • Francia: 1. Contro l’egemonia austriaca, dunque favorevole a un indebolimento politico dell’Austria (1858 -1859: alleata con il Piemonte) 2. Contraria a un’ Italia unita, favorevole a una realtà confederale e frantumata (1860 -1861: non molto favorevole all’unificazione italiana) 3. Garante dell’indipendenza politica dello stato pontificio (alleata con il Papa dal 1852 al 1870) • Inghilterra: 1. Contro l’egemonia francese nel Mediterraneo, quindi favorevole all’unificazione italiana • Austria: 1. Contro l’unificazione tedesca e italiana, per timore di un proprio indebolimento (1848 -1861: contro l’espansione piemontese; 18611866: contro il Regno d’Italia per la questione veneta; dal 1866 contro la Prussia di Bismarck) • Prussia: 1. Contro la Francia e l’Austria, cioè i due ostacoli verso l’unificazione tedesca
Cavour: la preparazione primo ministro del regno di Sardegna dal 1852 • Camillo Benso, conte di Cavour – nato nel 1810, rampollo cadetto di una famiglia aristocratica piemontese – entra in politica nel 1848, nella stagione della concessione degli statuti – prima ministro dell’Agricoltura, poi delle Finanze, infine primo ministro del Regno di Sardegna dal 1852 al 1859 – è un tipico esempio di liberale monarchico-costituzionale del XIX secolo – si impegna nella modernizzazione del Piemonte e guida il processo di unificazione nazionale
La politica di Cavour • Riforme interne al regno di Sardegna: – “connubio” Destra e Sinistra moderate (centrismo) • tentativo di affrancamento del Parlamento dalla tutela del Re e della corte (modello britannico) – politica economica e riforme liberiste • • libero scambio, trattati commerciali con Francia, Gran Bretagna e Belgio fondazione Banca nazionale – intervento statale nella costruzione delle ferrovie e a sostegno dell’industria – le leggi Siccardi per regolare i rapporti con la Chiesa – abolizione foro ecclesiastico e censura sui libri – abolizione privilegi fiscali • nuova imposta sul reddito • Politica internazionale: – preparazione militare e diplomatica • riorganizzò l’esercito e la burocrazia – 1855: partecipazione alla guerra in Crimea (1854 -56) • combattuta da francesi e inglesi a fianco dei turchi contro i russi • obiettivo di Cavour: avvicinarsi alla Francia e ottenere visibilità e legittimità politica – 1856: posizione della “questione italiana” al congresso di pace di Parigi • non ottiene vantaggi territoriali, ma la sola presenza al tavolo delle trattative è avvertita dall’Austria come una sfida
Il ruolo dei rivoluzionari democratici Mazzini, nel frattempo, continuava a ritenere necessaria l’insurrezione per raggiungere l’unità. Per raggiungere questo scopo, aveva fondato a Ginevra, nel 1853, una nuova associazione: il Partito d’Azione. Ma la linea di Mazzini viene contestata sia da molti democratici (che auspicavano una più ampia collaborazione con tutte le forze interessate a conseguire l’unità), sia dai socialisti (che lo accusavano di scarso interesse verso le esigenze sociali). Carlo Pisacane tenta nel 1857 un’insurrezione partendo dal Sud (spedizione di Sapri), ma sarà un fallimento: egli tentò di fondere questione sociale e questione nazionale, ma non ebbe il sostegno delle masse contadine. Morì in battaglia. Sempre nel 1857 nascerà la Società Nazionale, una nuova organizzazione che punterà ad una partecipazione popolare e che riterrà fondamentale il ruolo della monarchia sabauda per ogni possibile futuro progetto unitario. Tra i sostenitori ci sono Giuseppe Garibaldi e Daniele Manin (che era stato a capo del governo repubblicano di Venezia nel 1848 -49). Si creerà così una convergenza tra istanze liberal-moderate (Cavour), il Re del Piemonte (Vittorio Emanuele II) e i rivoluzionari democratici (Giuseppe Garibaldi).
La seconda guerra di indipendenza 1858: accordi di Plombières fra Cavour e Napoleone III Incontro segreto: come spartirsi i territori italiani, e riorganizzare la carta politica della penisola, in caso di vittoria sull’Austria e sui Borbone – Mobilitazione e “provocazioni” del Piemonte – 26 aprile 1859: l’Austria dichiara guerra al Piemonte Intervento francese (in difesa del Piemonte): – 4 giugno: battaglia di Magenta – 24 giugno: battaglie di Solferino e San Martino – 11 Luglio: armistizio di Villafranca – cessione della Lombardia al Piemonte Proposto unilateralmente da Napoleone III all’Austria La battaglia di Magenta
La pace di Zurigo e le annessioni • novembre 1859: pace di Zurigo fra Piemonte e Austria • marzo 1860: i plebisciti – Toscana, Parma e Modena (in cui nel frattempo i democratici erano insorti mettendo in fuga i sovrani) scelgono di unirsi al regno del Piemonte – Napoleone III dà il suo assenso in cambio di Nizza e della Savoia
Maggio 1860: l’impresa dei Mille Stato sabaudo: ceduti i territori d’oltralpe (di lingua francese) ed estesosi con le annessioni della Lombardia e delle regioni centro-settentrionali, cessa di essere uno stato dinastico e si avvia a diventare stato nazionale. Ma i democratici (a differenza dei liberali) non si accontentano: rimangono da “liberare” i territori dello Stato della Chiesa e quelli del Regno delle Due Sicilie. Aprile 1860: due mazziniani siciliani (Francesco Crispi e Rosolino Pilo) promuovono un’insurrezione a Palermo e nelle campagne, convincendo Garibaldi (repubblicano, in quel momento leader del movimento patriottico e comandante dei corpi volontari costituiti dai governi provvisori centrosettentrionali) ad organizzare una spedizione nell’isola. Maggio 1860: Garibaldi e i suoi mille volontari sbarcano a Marsala e marciano su Palermo mettendo in fuga l’esercito borbonico e proclamando decaduta la monarchia dei Borbone (in nome di Vittorio Emanuele II). Agosto 1860: i garibaldini sbarcano in Calabria e risalgono rapidamente la penisola entrando trionfalmente a Napoli, dove giunsero anche Mazzini e Cattaneo per organizzare una spedizione nello Stato pontificio. Remigio Legat, Battaglia di Calatafimi, 1860, olio su tela
Cavour, Vittorio Emanuele II e Garibaldi • • Cavour temeva le complicazioni internazionali dell’impresa dei Mille (l’intervento della Francia a difesa dello Stato pontificio) e non vedeva di buon occhio la crescita di consenso del polo democratico Vittorio Emanuele II vedeva invece nell’impresa un modo di estendere ulteriormente il suo Regno, ma non poteva appoggiarla ufficialmente In questa vignetta del giornale satirico "Il Fischietto" ( aprile 1861 ) è rappresentato il contrasto tra Garibaldi e Cavour circa il problema delle forme e dei metodi da adottare per l'unificazione dell'Italia: - Credete a me compare Giuseppe: per calzare UNO STIVALE, per calzarlo bene intendo, pazienza ci vuole!. . e molta POLVERE. . di sapone!. . - Che pazienza, che polvere d'Egitto! I FERRI ci vogliono, compare Camillo! E tirare finché sia calzato!. . - Tirare. . . Tirare!. . . E se poi si rompe qualcosa? . . .
L’Italia è unificata • settembre 1860: intervento piemontese nello Stato pontificio per prevenire l’iniziativa garibaldina, ed avendo garantito a Napoleone III che Roma non sarebbe stata minacciata, le truppe sabaude invadono Umbria e Marche e sconfiggono l’esercito pontificio • 21 -28 ottobre: i plebisciti in base ad una legge elaborata da Cavour, alle regioni italiane “liberate” (province meridionali, Sicilia, Marche e Umbria) viene proposto in forma di plebiscito di scegliere (con un sì o con un no) l’annessione al regno sabaudo: i “sì” furono la schiacciante maggioranza • 25 ottobre: incontro di Teano a Garibaldi non resta che aspettare l’arrivo dei piemontesi per cedere loro ogni responsabilità nel governo delle province liberate (“Obbedisco”); si ritirò poi a Caprera in volontario isolamento. Mazzini fu nuovamente esiliato
Garibaldi e Vittorio Emanuele II si incontrano a Teano
La proclamazione del Regno d’Italia • 17 marzo 1861: il primo Parlamento nazionale (eletto secondo la legge elettorale vigente in Piemonte, e dunque su base strettamente censitaria) proclama Vittorio Emanuele II Re d’Italia « per grazia di Dio e volontà della nazione »
Panoramica storico-geografica
I problemi aperti dell’Italia unificata • La questione territoriale (1861 -1918): Veneto (1866), Roma (1870), Trento e Trieste (1918). Dopo l’unificazione mancavano ancora alcuni territori ritenuti come propri dal neonato stato italiano. • La questione romana: (1860 -2009): 1860, 1871, 1874, 1929, 1984, 2008. Si intendono i rapporti instaurati tra lo stato italiano e la Chiesa cattolica dopo il 1861. • La questione meridionale (1861 -2009): economia e società. Riguarda quindi i rapporti tra due realtà geografiche molto diverse, ma ora unite a seguito di un processo politico-militare. • La nazionalizzazione delle masse (1861 -1945): la creazione di un senso di appartenenza nazionale. Fino a che punto gli abitanti della penisola italiana si sentivano italiani? Pochissimi facevano uso corrente della lingua italiana e il tasso medio di analfabetismo era del 78%. • I rapporti tra stato e società (1861 -2009): partecipazione politica e federalismo. In che modo gli italiani possono partecipare alle scelte politiche fatte dall’autorità? • Lo sviluppo economico (1861 -2009): un’Italia a due velocità. L’Italia unita aveva un sistema economico disomogeneo, quali politiche furono adottate? Su quali aree geografiche si preferì puntare?
Un giudizio sul processo di unificazione: la nazionalizzazione delle masse Massimo D’Azeglio: << I più pericolosi nemici d’Italia non sono i tedeschi, sono gli italiani e perché? Per la ragione che gl’Italiani hanno voluto far un’Italia nuova, e loro rimanere gl’Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico la loro rovina; perché pensano a riformare l’Italia, e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, perché l’Italia, come tutt’i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà esser ordinata, ben amministrata, forte così contro lo straniero come contro i settari dell’interno, libera e di propria ragione, finché grandi e piccoli e mezzani, ognuno nella sua sfera non faccia il suo dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che può>> (I miei ricordi, edizione 1891)
I primi anni del Regno 1861 governo della Destra storica Soluzione questioni territoriali · 1866: Veneto, Friuli e Venezia Giulia (guerra austro-prussiana) · 1870: conquista di Roma (guerra francoprussiana) Non expedit (1874) 1876 Accentramento amministrativo: · Estensione Statuto albertino · Modello napoleonico: - 59 province → prefetti soggetti al Governo centrale - comuni → sindaci nominati dai Prefetti
La politica economica della Destra storica 1861 Unificazione economica Creazione di infrastrutture Pareggio di bilancio 1876 Unificazione monetaria e doganale Unificazione del sistema fiscale • Costruzione rete ferroviaria • Strade e poste Politica liberoscambista: apertura dei mercati esteri Si acuisce la “questione meridionale” Politica di investimenti Debito pubblico ereditato Ø Brigantaggio Ø Repressione militare


















