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U. D. A Chimica Raccolta differenziata

U. D. A Chimica Raccolta differenziata

Alluminio Tra i materiali più utilizzati per la raccolta differenziata troviamo l’alluminio. Esso è

Alluminio Tra i materiali più utilizzati per la raccolta differenziata troviamo l’alluminio. Esso è un elemento chimico della tavola periodica degli elementi con numero atomico 13. Appartiene al 3°periodo, la sua massa atomica è 26, 98 il suo simbolo è Al. In natura si trova solido a temperatura ambiente. Si tratta di un metallo duttile color argento, si estrae principalmente dai minerali di bauxite ed è notevole la sua morbidezza e la sua resistenza dall’ossidazione, dovuta alla formazione di un sottilissimo stato di ossido che impedisce all’ossigeno di corrodere il metallo sottostante. L’alluminio viene usato in molte industrie per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l’economia industriale.

La carta è un materiale igroscopico, costituito da materie prime prevalentemente vegetali, unite per

La carta è un materiale igroscopico, costituito da materie prime prevalentemente vegetali, unite per filtrazioni ed essiccati. Si presenta nella forma di fogli sottili. Può essere arricchito da collanti, cariche minerali, coloranti e diversi additivi, il suo principale componente è la cellulosa. Essa è uno dei più importanti polissicaridi. E’ costituita da un gran numero di molecole di glucosio unite tra loro da un legame B(1→ 4) glicosidico. Nello specifico il glucosio ha formula bruta C 6 H 1206 risulta quindi costituito da: 6 atomi di carbonio, elemento presente in natura allo stato solido, appartiene al IV° gruppo ed al 2° periodo della tavola periodica, esso ha un numero atomico 6 e massa atomica 17, 01; 12 atomi di idrogeno , elemento presente in natura allo stato gassoso, appartiene al I° gruppo ed al 1° periodo della tavola periodica, esso ha numero 1 e massa atomica 1, 008; 6 atomi di ossigeno, elemento presente in natura allo stato gassoso , appartiene al VI° gruppo ed al 2° periodo, esso ha numero atomico 8 e massa atomica 16. La cellulosa è contenuta principalmente nei vegetali. La struttura è formata da delle catene che sono disposte parallelamente le une alle altre e si legano fra loro per mezzo di legami ad idrogeno formando fibrille, catene molto lunghe, difficile da dissolvere. La parte cristallina è idrofoba, ossia non assorbe acqua, quindi per poter ottenere un prodotto idrofilo occorre sottoporre la cellulosa ad un insieme di trattamenti dette mercerizzazione dal nome del chimico e industriale tessile inglese John Mercer. La cellulosa è idrofilizzata in particolare condizioni nel dissacaride cellabioso che successivamente è idrofilizzato a glucosio.

Plastica La Plastica è una sostanza organica, come il legno, la carta e la

Plastica La Plastica è una sostanza organica, come il legno, la carta e la lana. Nasce da risorse naturali: prevalentemente carbone, sale comune, gas e soprattutto petrolio, di cui la produzione mondiale di materie plastiche assorbe circa il 4% annuo. Le materie plastiche sono dunque sostanze costituite da polimeri ad alto peso molecolare, forgiabili nelle forme volute mediante riscaldamento e compressione I POLIMERI si dividono in: i polimeri di sintesi o resine sintetiche costituiscono il gruppo più importante, e sono ottenuti attraverso processi di sintesi, partendo da composti organici molto semplici ricavati dal petrolio o dal carbon fossile. I polimeri naturali sono composi in modo naturale. Tra i più importanti troviamo la cellulosa , la cera e il caucciù. I polimeri di sintesi si formano per unione di molecole semplici di uno o più tipi, dette monomeri, che sottoposte a particolari reazioni chimiche, e in determinate condizioni di temperatura, irraggiamento ecc…, si legano tra loro formando catene stabili che danno luogo a grandi molecole, dette appunto polimeri. POLIMERIZZAZIONE PER CONDENSAZIONE. Il polimero finale si ottiene in un’unica fase della mutua reazione di almeno due tipi di monomeri appartenenti a famiglie chimiche diverse. POLIMERIZZAZIONE PER ADDIZIONE. Il polimero finale si ottiene attraverso una graduale aggregazione, realizzata in più fasi, di monomeri di natura diversa. I POLIMERI NATURALI. Tra i polimeri naturali il più comune è la cellulosa, la cui struttura è costituita da uno zucchero semplice, il glucosio. Di questa sostanza vengono scelte le fibre più lunghe e regolari che, immerse in soda cautistica, si trasformano in alcali-cellulosa. Quest’ultima, opportunamente trattata, diventa viscosa , come un liquido vischioso con il quale si producono fili o fogli sottili. La cellulosa, reagendo con altre sostanze chimiche, permette di ottenere diversi prodotti come la nitrocellulosa e l’acetato di cellulosa. La storia delle materie plastiche 1835 H. Regnault ottiene la prima sostanza basata sul principio della polimerizzazione: il PVC. Nel 1846 lo svizzero Frederick Schoenbein isola il primo polimero artificiale, il nitrato di cellulosa un composto chimico che imita l’ambra. Nel 1862 due industriali americani mettono in palio 10. 000 dollari per chi avesse trovato un sostituto dell’avorio nella fabbricazione delle palle da biliardo, allora molto costose e non sempre perfettamente sferiche. Li vince Alexander Parkes che sintetizza la nitrocellulosa (nitrato di cellulosa più canfora), simile all’avorio, a cui dà il nome di Parkesina. NEL 1869 un tipografo di New York, John W. Hyatt mescolando insieme la Parkesina e la canfora, inventa la celluloide. Nel 1869 Geroge Eastman utilizza la celluloide per produrre pellicole fotografiche. Nel 1909 Leo H. Baekeland, utilizzando prodotti sintetici (fenolo e formaldeide) ricavati dalla distilazzione del carbone, crea la bachelite: è la prima vera plastica. Nel 1920 nasce la formica laminato plastica.

Metalli, non metalli e semimetalli La maggior parte degli elementi del sistema periodico sono

Metalli, non metalli e semimetalli La maggior parte degli elementi del sistema periodico sono metalli (sono quelli che occupano la parte sinistra e tutta la parte centrale della tavola periodica). Sono chiamati metalli gli elementi che tendono con facilità. I metalli (più o meno spiccata) a perdere elettroni per realizzare con ciò la stabilità del gas nobile più vicino per numero atomico. Essi comprendono gli elementi dei sottogruppi I A (metalli alcalini), II A (metalli alcalino-terrosi) , III A (a esclusione del boro) e quelli dei sottogruppi B ( metalli di transizione). Un numero nettamente inferiore di elementi appartiene ai non metalli (quelli della parte destra del sistema); sono chiamati non metalli gli elementi che tendono con facilità ad acquistare elettroni per realizzare la configurazione elettronica stabile del gas nobile ad essi più vicino come numero atomico. Essi comprendono alcuni elementi dei sottogruppi III A (boro), IV A (carbonio), V A (azoto e fosforo), VI A (calcogeni) e V II A (alogeni). Infine, a cavallo di una linea a scalini che separa metalli e non metalli, che va dal boro all’astato, si trovano alcuni elementi chiamati semimetalli, in quanto hanno proprietà intermedie tra quelle dei metalli e dei non metalli: essi sono il boro, il silicio, il germanio, l’arsenico, l’antimonio, il tellurio e l’astato. La tabella 4. 1 riassume le principali proprietà dei metalli e dei non metalli.

Fine Realizzato da: Izzia Samuele Bentivegna Simone Interlici Andrea

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