Alcuni esempi di gotico internazionale Analisi di lettura

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Alcuni esempi di gotico internazionale Analisi di lettura opere

Alcuni esempi di gotico internazionale Analisi di lettura opere

Gentile da Fabriano, Adorazione dei Magi, tempera su tavola, 300 x 282 cm, 1423,

Gentile da Fabriano, Adorazione dei Magi, tempera su tavola, 300 x 282 cm, 1423, Firenze, Galleria degli Uffizi.

L’opera ripropone modelli di cultura cortese seppur in un clima ormai dominato dalle novità

L’opera ripropone modelli di cultura cortese seppur in un clima ormai dominato dalle novità di Brunelleschi, Donatello e Masaccio. Il quest’opera si assiste ad una narrazione di stile fiabesco. Il tema è tratto da un episodio religioso tramutato dall’artista in momento di vita cortese. * Il corteo si snoda come un cartiglio gotico e i Magi, punto focale della composizione, colpiscono lo spettatore dell’opera che rimane incantato dalla loro abbagliante eleganza. La descrizione, in generale, appare minuziosa, proprio come nelle miniature. Si hanno: i broccati palpabili, gli ori, le pietre preziose che ornano le corone e le vesti e con lo stesso gusto lievitano in superficie il brulichio dei fastosi dignitari e cortigiani che seguono il corteo, le scimmie, i falconi, i levrieri. Tutti questi sono elementi tipici di una festa di corte, *che è però in questo caso un evento religioso. Tra i personaggi riconosciamo Lorenzo e Palla Strozzi.

Tra i personaggi riconosciamo Lorenzo e Palla Strozzi

Tra i personaggi riconosciamo Lorenzo e Palla Strozzi

Gentile è stato, come sempre, attento al particolare decorativo, che notiamo nella cornice. La

Gentile è stato, come sempre, attento al particolare decorativo, che notiamo nella cornice. La cornice ripropone il motivo fiorito delle arcate poggiate su «pendentifs» , citazione dell’architettura gotica, per intero, che dona l’aspetto simile ad un reliquiario antico o ancora di uno scrigno prezioso.

Qui si ha un cambio di tecnica e di gusto pittorico. Le figure ampie

Qui si ha un cambio di tecnica e di gusto pittorico. Le figure ampie e monumentali subiscono un’influenza masolinesca in quanto presentano attenzione plastica dei volumi. La tecnica appare diversa, perché qui Gentile utilizza un colore più compatto e prima invece utilizzava uno stile ‘puntinistico’ di tipo longobardo. La figure costituiscono un blocco unitario. Il paaesaggi appare minuzioso e quasi cartografico. Gli elementi naturalistici fungono anche da elementi decorativi.

Pisanello, San Giorgio e la principessa, affresco, 223 x 620 cm, 1433 -1438, Verona,

Pisanello, San Giorgio e la principessa, affresco, 223 x 620 cm, 1433 -1438, Verona, Sant’Anastasia.

 «Et per dirlo in una favola non si può senza infinita meraviglia, anzi

«Et per dirlo in una favola non si può senza infinita meraviglia, anzi stupore, contemplare quest’opera, fatta con disegno con grazia, e con giudizio straordinario» . G. Vasari, Le Vite, 1568. Il tema scelto, ‘San Giorgio che salva la principessa’ è tipico del mondo cortese. La composizione si svolge per schemi contrapposti, segnati per sempio dai cavalli, soggetto molto frequente e investito anche di importanza sociale (cortese). Quello che si nota nel complesso è un’attenzione al dato realistico scupolosamente esposto, come ad esempio l’episodio degli impiccati sullo sfondo.

Gli impiccati. Guardano l’opera sono in alto a sinistra.

Gli impiccati. Guardano l’opera sono in alto a sinistra.

La vicenda è tratta dalla leggenda di Jacopo da Varagine del duecento: San Giorgio

La vicenda è tratta dalla leggenda di Jacopo da Varagine del duecento: San Giorgio sta per montare a cavallo, dopo assalirà il drago per liberare la principessa. Vediamo un cavaliere, con la sua armatura, coraggioso e nobile. L’abito del cavaliere è una tunica bianca con un manto rosso e una cotta nera, simboli della purezza spirituale, del sangue da versare per l’onore o per Dio e della morte da affrontare senza timore. Il paesaggio appare assemblato tutto insieme, come ristretto per poterlo contenere nei suoi monumenti più rappresentativi. I cavalli sono uno di spalle, quello di San Giorio, in partenza, e uno frontale a mostrare l’armatura sontuosa.

Pisanello e l’invenzione della medaglia celebrativa.

Pisanello e l’invenzione della medaglia celebrativa.

Tra il 1438 e 1449 Pisanello di medaglie. La prima medaglia a noi nota

Tra il 1438 e 1449 Pisanello di medaglie. La prima medaglia a noi nota è quella eseguita per Giovanni Paleologo, che si trovava a Ferrara durante il concilio che vi si tenne nel 1438, per l’unione della chiesa d’occidente con quella d’oriente. In questa prima medaglia, come in tutte quelle successive, l’effige del personaggio viene presentata sul ‘recto’ entro una scritta, in questo caso greca. Sul verso della medaglia l’imperatore stesso, in tenuta da caccia e a cavallo, sosta con le mani giunte davanti alla croce; dietro di lui un paggio, anch’esso a cavallo, si distanzia da un gruppo di rocce sullo sfondo. In alto vi è la scritta: «Opus Pisani Pictoris» , poi in basso altra scritta in greco. Questa moneta celebra la virtù del personaggio con l’allegoria di un motto antico che fa riferimento a delle imprese araldiche.

©Tiziana Mazzaglia Se ne vieta ogni riproduzione.

©Tiziana Mazzaglia Se ne vieta ogni riproduzione.