Visita al Museo Irpino di Avellino A cura

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Visita al Museo Irpino di Avellino A cura di Luca Dello Russo 30 novembre

Visita al Museo Irpino di Avellino A cura di Luca Dello Russo 30 novembre 2016 La I E Liceo P. S. Mancini Avellino

Museo Irpino: La Storia Theodor Mommsen, storico tedesco, espresse il desiderio, durante uno dei

Museo Irpino: La Storia Theodor Mommsen, storico tedesco, espresse il desiderio, durante uno dei suoi numerosi viaggi studio in Irpinia, che fosse istituito un Museo destinato ad accogliere le testimonianze dell'Antica Civiltà di questa terra e stimolasse le iniziative di ricerca e studio. Successivamente Giuseppe Zigarelli, storico e ricercatore avellinese fondò nel 1828 un museo raccogliendo una serie di oggetti preziosi quali lucerne, vasi, bronzi, monete ed altri suppellettili. Solo nel 1934 fu istituito il vero Museo Irpino che però ebbe vita breve a causa delle tristi vicende della seconda guerra mondiale. Nel 1966 fu inaugurato, nell'attuale sede di Corso Europa il Museo Irpino dal prof. Mario Napoli soprintendente alle antichità di Salerno, Benevento ed Avellino. .

Il Mosaico a stagioni Nel Museo Irpino è posizionato dal 1963 un ampio mosaico

Il Mosaico a stagioni Nel Museo Irpino è posizionato dal 1963 un ampio mosaico di circa 41 mq proveniente dalle vicinanze della cinta muraria dell'antica Abellinum. Il mosaico fu restaurato a causa di un notevole velo di cemento che ne imbrattò la superficie all'atto della sua sistemazione nella sede del museo. I motivi decorativi ricorrenti comprendono rosoni, quadrifogli, quadrati a lati convessi, croci di Lorena, croci di Malta e nodi di Salomone. Il mosaico viene denominato: "Mosaico a stagioni" per l'allegoria raffigurata dei quattro periodi in cui è diviso l'anno questo mosaico rappresenta uno tra i più notevoli monumenti museali del III e IV sec. d. C.

Statua di Niobide La È una statua in marmo, proveniente dalle terme dell'antica Aeclanum,

Statua di Niobide La È una statua in marmo, proveniente dalle terme dell'antica Aeclanum, raffigura uno dei figli di Niobe mentre tenta di difendersi dalle lance di Apollo e Artemide. Il mito racconta che Niobe, madre di Niobide, aveva sposato Anfione, Re di Tebe ed aveva avuto 7 forti e robusti figli e 7 bellissime figlie. Ella aveva affermato di essere più feconda della madre di Artemide e Apollo e pretendeva di avere, per questo, gli onori divini. Ma Artemide e Apollo vollero punire Niobe per l'oltraggio fatto alla madre, uccidendole tutti i figli maschi ma Niobe non si arrese ed allora Artemide le uccise anche le 7 figlie femmine. Niobe dal dolore vagabondò per lungo tempo e alla fine fu tramutata in una roccia che tuttora sembra continui a piangere poiché colano da essa incessantemente gocce d'acqua.

Il Vasellame nell'antica Roma Nelle sale VIII e IX del museo troviamo reperti provenienti

Il Vasellame nell'antica Roma Nelle sale VIII e IX del museo troviamo reperti provenienti da Abellinum ed Aeclanum. Si tratta soprattutto di vasellame da mensa utilizzato sia nelle cucine che sulle tavole delle antiche domus. Si possono ammirare coppe da vino in ceramica del V sec. a. C. L'Olla, vaso per alimenti, proveniente dall'antica Daunia situata in Puglia settentrionale, risalente al VI sec. a. C. Il Guttus a vernice nera utilizzato per contenere oli profumati risalente al IV sec. a. C.

I Reperti e le Statue Nella sala V sono esposti dei materiali archeologici della

I Reperti e le Statue Nella sala V sono esposti dei materiali archeologici della dea Mefite. Tra i reperti sono da menzionare gli Xoana lignei, straordinarie statue che lo zolfo contenuto nell'acqua del torrente esistente nella valle dell'Ansanto e la temperatura del torrente stesso hanno miracolosamente conservato e costituiscono a tutt'oggi una delle testimonianze più rare dell'Italia archeologica.

Le Monete antiche Monete rinvenute intorno al lago d'Ansanto, luogo di culto della Dea

Le Monete antiche Monete rinvenute intorno al lago d'Ansanto, luogo di culto della Dea Mefite protettrice della salute e patrona delle acque e dei campi. Il Museo Irpino raccoglie una collezione di circa 101 monete provenienti da vari centri irpini, ubicati tra le aree vallive e perimontane dell'alta, bassa e media Irpinia. Esse rappresentano un quadro sommario della circolazione monetale sul territorio Irpino.

La Civiltà di Roma La storia di Roma, dalla data della sua fondazione leggendaria

La Civiltà di Roma La storia di Roma, dalla data della sua fondazione leggendaria nel 753 a. C. è un crescendo di successi militari e di conquiste territoriali fino alla formazione del più grande impero dell'antichità europea.

Dal punto di vista politico, la sua storia si divide in tre grandi periodi:

Dal punto di vista politico, la sua storia si divide in tre grandi periodi: l'età della Monarchia, l'età della Repubblica e la lunga età dell'Impero. Nei secoli, Roma tese a unificare, culturalmente ed economicamente, una vastissima parte del mondo antico, dall'Atlantico fino alla Mesopotamia, dall'Inghilterra fino all'Egitto e al Nord Africa. Anche le città più lontane conobbero le leggi del diritto romano, mentre i cittadini delle terre conquistate potevano recarsi liberamente a Roma: Urbs, la città per eccellenza. Una rete vastissima di strade, ponti e acquedotti unirono tante regioni dell'Europa e del Mediterraneo in un unico grande spazio politico. Nel cuore della storia di Roma nacque e si sviluppò la storia di una religione che si diffuse in tutta l'Europa: il Cristianesimo. La Periodizzazione dell'antica Roma Età regia (753 -509 a. C. ) Età repubblicana (509 -31 a. C. ) Età imperiale (31 a. C. – 476 d. C. )

I Re di Roma Romolo Fondazione di Roma; Numa Pompilio Organizzazione del culto; Tullio

I Re di Roma Romolo Fondazione di Roma; Numa Pompilio Organizzazione del culto; Tullio Ostilio Conquista di Alba Longa; Anco Marzio Promozione di opere pubbliche; Tarquinio Prisco Costruzione del Circo Massimo; Servio Tullio Istituzione dei comizi centuriati; Tarquinio Il Superbo Regime tirannico. Durante l'età Regia si successero i Re di Roma, essi furono 7; è interessante notare che ad ogni Re di Roma fu attribuito un contributo fondamentale per lo sviluppo di Roma.

La Domus nell'antica Roma La domus era una tipologia di abitazione utilizzata nell'antica Roma.

La Domus nell'antica Roma La domus era una tipologia di abitazione utilizzata nell'antica Roma. Era un domicilio privato urbano. Altre tipologie di abitazione erano la villa suburbana che era situata al di fuori delle mura della città e la villa rustica, situata in campagna e dotata di ambienti adibiti all'agricoltura. La domus era l'abitazione delle famiglie patrizie mentre le classi povere abitavano le insulae.

Alimentazione L' dell'antica Roma Durante l’intera giornata, gli antichi romani facevano tre pasti principali:

Alimentazione L' dell'antica Roma Durante l’intera giornata, gli antichi romani facevano tre pasti principali: jentaculum, prandium e coena. Il pasto importante avveniva nel pomeriggio e, a volte, si protraeva fino all’alba del giorno successivo. La coena si svolgeva nel triclinium dove gli antichi romani, mangiavano distesi sui triclinari. La cucina più antica era a base di cereali, legumi, formaggi e frutta e con la conquista dell’Oriente acquistò dei sapori e dei profumi particolari. Quello che sappiamo oggi ci arriva principalmente dal De re coquinaria ricettario di Apicio, un noto gastronomo di età Imperiale. L’ ingrediente principale della cucina Romana era il “garum” una salamoia molto costosa e difficile

La Onomastica dell'antica Roma Tutti i cittadini romani liberi per nascita o perché affrancati

La Onomastica dell'antica Roma Tutti i cittadini romani liberi per nascita o perché affrancati dalla schiavitù avevano tre nomi: praenomen, nomen e cognomen. Il primo equivaleva al nostro nome di battesimo e veniva imposto dai genitori al bambino il giorno della nascita. Il nomen era il nome gentilizio e indicava i componenti di una gens. Il cognomen era un soprannome aggiunto al nomen gentilizio. Esso servì a distinguere i vari rami di una medesima gens. Inoltre poteva anche esserci un agnomen che poteva essere paragonato all'attuale soprannome. Publius Tria nomina Cornelius Scipio Africanus Praenomen + cognomen + agnomen

L' eruzione del Vesuvio La data dell'eruzione del Vesuvio del 79 a. C. è

L' eruzione del Vesuvio La data dell'eruzione del Vesuvio del 79 a. C. è attestata da una lettera di Plinio il giovane a Tacito da cui si evince che la data dell'eruzione corrisponde al 24 agosto. L'eruzione durò molte ore e provocò incendi e innumerevoli morti data l'impossibilità della fuga a causa della lava e delle polveri sottili.

A cura di Luca Dello Russo

A cura di Luca Dello Russo