Sparta La fortezza senza mura La perfetta aristocrazia















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Sparta La fortezza senza mura
La perfetta aristocrazia Sparta rappresenta il modello più puro di polis aristocratica. Lo fu sempre, senza cambiare mai. Per questo, e per la forza insuperabile dei suoi soldati, Sparta fu temuta e ammirata dalle altre poleis. A noi moderni, invece, lo stato di Sparta appare eccessivamente rigido, duro, crudele. Inaccettabile.
Peloponneso
I Dori Nei secoli bui, i Dori, una delle stirpi greche , occuparono la Grecia settentrionale e il Peloponneso. Venne occupata anche la Laconia, o Lacedemonia, già abitata da un’ altra popolazione greca.
Spartiati e Iloti I Dori sottomisero la popolazione locale, e non si fusero mai con essa. Nacque così una divisione in due classi: Spartiati: i padroni, Dori Iloti: gli schiavi, indigeni sottomessi. A Sparta abitavano anche i Meteci, stranieri che avevano il permesso di soggiornare nel territorio spartano e praticavano il commercio, rifornendo gli Spartiati.
Una guerra continua Gli Iloti erano più numerosi degli Spartiati: questi ultimi, quindi, si trovavano in una continua situazione di pericolo, circondati da schiavi che avrebbero potuto ribellarsi in qualunque momento. Inoltre gli Spartiati avevano conquistato una regione vicina alla Laconia, la Messenia, i cui abitanti non si erano mai rassegnati a essere dominati e continuamente facevano guerra a Sparta.
Il terrore Per difendersi dai pericoli di ribellione, gli Spartiati adottarono due soluzioni: trattarono sempre con molta durezza gli Iloti, perfino con crudeltá, allo scopo di farli vivere nel terrore e di scoraggiare qualunque protesta. In un giorno dell’ anno gli Spartiati dichiaravano guerra agli Iloti; in quel giorno ciascun giovane spartiate aveva il diritto di uccidere un ilota. Questa pratica feroce era chiamata krypteia.
Agoghé La seconda soluzione fu quella di sottoporre i maschi a un durissimo addestramento, l’ agoghé, che li trasformava in guerrieri formidabili, i migliori mai conosciuti. L’ agoghé cominciava a 8 anni: il bambino veniva tolto alla famiglia e affidato, con altri bambini a un durissimo istruttore. Gli alunni si abituavano a sopportare fame, freddo e botte. I bambini deboli o malati venivano uccisi subito dopo la nascita. L’ addestramento in comunità durava, in forme diverse, fino a trent’anni; arrivato a quest’ età, lo spartiate poteva sposarsi e avere una specie di vita privata.
Leonida, nel film « 300»
Licurgo fu un personaggio a metà fra storia e mito; diede a Sparta una costituzione che non fu mai cambiata.
La costituzione di Licurgo Sparta aveva due re, appartenenti alle famiglie degli Agiadi e degli Euripontidi: erano i capi militari. Le leggi e le proposte politiche venivano fatte da un consiglio di «anziani» ( persone sagge ed esperte), quasi sempre nobili: la gherusia. Le leggi e le proposte della gherusia venivano poi accettate o rifiutate dall’ apella, l’ assemblea di tutti i cittadini maschi sopra i trent’anni. Ma col passare del tempo il potere più grande finirono per averlo gli efori, cinque magistrati che controllavano gli altri poteri dello stato e prendevano le decisioni più importanti.
« Laconico» Gli Spartani facevano spesso eccezione rispetto agli altri Greci: non credevano nei cambiamenti politici, non si interessavano di letteratura e arte, non amavano i lunghi discorsi. Nel vocabolario italiano la parola «laconico» , oltre che abitante della Laconia, indica una persona di poche parole. Ma, come certi personaggi dei film di Sergio Leone, possedevano il dono di esprimere concetti importanti in brevissime frasi.
Alcuni detti spartani [In risposta a chi gli chiedeva se la via che portava a Sparta fosse sicura] Dipende da che tipo sei: i leoni da noi vanno dove vogliono, le lepri finiscono in padella. (234 D) [Una madre spartana porgendo lo scudo al figlio] Figlio mio, torna o con questo o sopra questo. [3][4] (241 F) Τέκνον, ἢ τὰν ἢ ἐπὶ τᾶς. • [In risposta ad un tale che gli chiedeva perché non aveva ammazzato un nemico inerme quando era stato suonato il segnale della ritirata] Perché è più importante obbedire al comandante che uccidere. (236 E) • [Sentendo un oratore srotolare lunghi periodi] Perdìo, ha del coraggio quest'uomo! Come avvolge bene la lingua attorno al vuoto! (235 E)
E per finire [In risposta ad un tale che gli chiedeva perché Sparta non aveva mura] Eccole qui, le mura di Sparta [indicando col dito i cittadini perfettamente armati]. (210 E) (Agesilao II, re di Sparta)















