Aristotele, Poetica, IV “…la tragedia derivò da coloro che intonavano il ditirambo (ajpo; tw'n ejxarcovntwn to; n diquvrambon)… Poi la tragedia, dopo essere passata attraverso vari cambiamenti, arrestò la sua evoluzione, poiché aveva raggiunto la natura che le è propria…Si noti anche essa conseguì la propria estensione e dignità in un tempo abbastanza lontano dalle sue origini, quando, abbandonato ogni elemento satiresco, si distaccò da racconti brevi e dallo stile scherzoso; allora anche il tetrametro trocaico fu sostituito dal trimetro giambico”
La testimonianza di Aristotele • Il ditirambo – Canto in onore di Dioniso: vd. Archiloco – Inventato da Arione (Erodoto) – Cantare o intonare? • Il satyrikòn – – Abbandono dell’elemento satiresco Trasformazione metrica Relazioni con il dramma satiresco? I primi ditirambi avevano elementi satireschi e “caprini”?
Erodoto, Historiae, V, 67 • Nel VI secolo a. C. Clistene, tiranno di Sicione nel Peloponneso, proibì ai suoi sudditi il culto dell’eroe argivo Adrasto, celebrato tragikoi'si coroi'si che ne rievocavano i pavqea. Clistene restituì i cori tragici a Dioniso, mentre le altre parti del rito furono dedicate all’eroe Melanippo.
La testimonianza erodotea • Che significa traghikòs chòros in Erodoto? • Elementi dorici • Omissione dell’aspetto satirico
Le teorie moderne • F. Nietzsche: la tragedia come sintesi di “apollineo” e “dionisiaco” • S. Freud: “Totem e tabù” • La teoria antropologica (Murray, Ridgeway): “La Povtnia e il pavredro"” • La teoria di M. Untersteiner: “Il sincretismo tra la religione mediterranea autoctona e quella degli invasori indoeuropei”