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UNIVERSITÀ DI PISA Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale UO Neurologia L’instabilità del sonno

UNIVERSITÀ DI PISA Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale UO Neurologia L’instabilità del sonno e la vigilanza in pazienti epilettici trattati con Lacosamide Alessandro Schirru

Sonno ed epilessia • Farmaci • Disturbi del sonno • Epilessia stessa Alterazione della

Sonno ed epilessia • Farmaci • Disturbi del sonno • Epilessia stessa Alterazione della vigilanza diurna Alterazioni del sonno notturno Insorgenza delle crisi • Molti studi hanno evidenziato la presenza di alterazioni del sonno nei pazienti epilettici quali: ↑ latenza di sonno, ↑ numero e durata dei risvegli, ↓ efficienza di sonno, ↑ stadi 1 e 2 del sonno NREM. • L’alterazione del sonno notturno, d’altro canto, non è priva di conseguenze cliniche in quanto potrebbe ridurre la soglia delle crisi e promuovere l’insorgenza delle crisi stesse, con un meccanismo di potenziamento reciproco.

Sottotipi A e ciclo di sonno Distribuzione del CAP Rate tra i differenti gruppi

Sottotipi A e ciclo di sonno Distribuzione del CAP Rate tra i differenti gruppi di età

Scopo dello studio • Valutare l'effetto della Lacosamide (LCS) sulla macro e micro-struttura del

Scopo dello studio • Valutare l'effetto della Lacosamide (LCS) sulla macro e micro-struttura del sonno e sulla vigilanza diurna in un gruppo di soggetti con epilessia parziale resistente ai farmaci durante il trattamento cronico in add-on Lacosamide • Indicato nel trattamento delle crisi ad esordio parziale con o senza generalizzazione secondaria • Efficacia dimostrata in add-on fino a 400 mg/die e successivamente anche in monoterapia fino a 600 mg/die • Azione selettiva sull’inattivazione lenta dei canali del sodio voltaggio-dipendenti, conseguente riduzione a lungo termine della loro disponibilità • Buon profilo di tollerabilità (in particolare scarsi effetti su vigilanza e profilo cognitivo)

Materiali e metodi • 14 pazienti (6 M/8 F) di età media 47, 6

Materiali e metodi • 14 pazienti (6 M/8 F) di età media 47, 6 ± 14. 9 anni ✓UO Neurologia Universitaria di Pisa e di Roma Tor Vergata ✓Epilessia focale sintomatica (n. 10) o epilessia focale probabilmente sintomatica (n. 4), già trattati con AEDs • Almeno 12 crisi parziali nei precedenti tre mesi • Non blocco atrioventricolare • Incremento della LCS fino alla dose finale giornaliera di 250 ± 81. 6 mg/die. • 9 controlli (5 M/4 F) di età media 36, 2± 15, 3 anni Valutazione strumentale • Valutazione a T 0 e T 1 (dopo 6 mesi) nei pazienti epilettici • Polisonnografia ambulatoriale (PSG) ✓Parametri macrostrutturali (AASM Manual, 2012): TTL, TTS, LS, ES%, veglia infrasonno, N 1%, N 2%, N 3%, REM%, latenza I REM ✓Parametri microstrutturali (Terzano et al. , 2001): CAP rate%, CAP time , CAP rate N 1, N 2, N 3, A 1 index, A 2 index, A 3 index ✓AHI, PLM • Test delle Latenze Multiple al Sonno (MSLT, Littner et al. , 2005)

Risultati • Tutti i pazienti hanno completato il periodo di studio di 6 mesi

Risultati • Tutti i pazienti hanno completato il periodo di studio di 6 mesi e nessun paziente ha dovuto interrompere la terapia aggiuntiva per gli effetti collaterali. • Cinque pazienti hanno riportato vertigini soggettive, regredite in pochi giorni dopo aver rallentato lo schema di titolazione del farmaco. • Durante il follow-up, tutti i pazienti hanno mostrato una riduzione della frequenza e dell'intensità delle crisi (riduzione media: 39, 6 ± 27, 8%) - Cinque pazienti hanno riportato una riduzione superiore al 50% - Un soggetto è diventato libero da crisi - Un paziente non ha riportato modifiche significative della frequenza delle crisi - Non è stata segnalata una maggiore frequenza di crisi

RISULTATI DELLA MACROSTRUTTURA DEL SONNO Controlli (C) Epilettici (T 0) Epilettici (T 1) ANOVA

RISULTATI DELLA MACROSTRUTTURA DEL SONNO Controlli (C) Epilettici (T 0) Epilettici (T 1) ANOVA F p Tempo totale di letto, min 500, 2 ± 41, 9 519, 2 ± 51, 9 533, 1 ± 107, 5 , 544 ns ns Tempo totale di sonno, min 441, 4± 40, 7 433± 51, 4 424, 6 ± 102, 0 , 540 ns ns Latenza di sonno, min 19. 8 ± 10, 9 29, 7 ± 45, 6 39, 1 ± 36 , 938 ns ns Latenza del primo REM, min 114, 5± 45, 2 125, 8 ± 78, 4 143, 4 ± 90, 1 , 501 ns ns Efficienza di sonno, min 87, 4 ± 3, 6 81, 6 ± 6, 4 77, 6 ± 12, 4 , 549 , 08 ns , 013 ns Veglia infrasonno, min 38, 9 ± 12, 9 56, 5 ± 20, 3 59, 4 ± 40, 4 , 829 ns ns N 1% 6, 2 ± 1, 9 9, 0 ± 9, 8 12, 4 ± 11, 8 1, 351 ns ns N 2% 51, 1 ± 4, 3 56, 7 ± 7, 7 47, 6 ± 8, 7 6, 922 0, 03 ns , 006 N 3% 22, 9± 3 19, 1 ± 8, 4 23, 8 ± 9, 4 1, 484 ns ns REM% 19, 7 ± 4 15, 2 ± 5, 0 16, 1 ± 4, 9 , 573 ns ns AHI 0, 8± 1, 4 3, 6± 0, 2 3, 5± 3, 2 ns ns ns PLMI 2, 2± 2, 2 7, 5± 5, 2 5, 1± 4, 1 ns ns ns P C vs T 0 P C vs T 1 P T 0 vs T 1 AHI= indice di apnea-ipopnea; PLMI= n movimenti periodici degli arti inferiori/h. I valori sono presentati come media±deviazione standard.

Risultati della microstruttura del sonno Controlli C Epilettici T 0 Epilettici T 1 Anova

Risultati della microstruttura del sonno Controlli C Epilettici T 0 Epilettici T 1 Anova F P P controlli vs To P controlli vs T 1 P T 0 vs T 1 CAP RATE % 42, 7 ± 10, 4 62, 1± 16, 2 56, 1± 13, 9 5, 689 , 007 , 006 ns CAP RATE N 1 % 12, 1± 6, 6 44, 4± 20, 6 36, 5± 20, 6 9, 756 , 000 , 007 ns CAP RATE N 2 % 32± 12, 8 54, 7 ± 22, 2 44, 9 ± 19, 4 4, 159 , 023 , 020 ns CAPE RATE N 3 % 84, 3± 8, 3 86, 6± 14, 8 81, 6± 14, 5 , 516 ns ns A 1 INDEX, n/h 38, 4 ± 7, 9 58, 6 ± 31, 0 56, 9± 28, 8 2, 048 ns ns A 2 INDEX, n/h 9, 8± 3, 9 14, 9 ± 7, 3 10, 4 ± 5, 5 3, 025 ns ns A 3 INDEX, n/h 8, 1± 5, 5 18, 8 ± 13, 0 17, 9 ± 14 2, 715 ns ns A 1% 64± 8, 8 58, 9± 21 62± 19, 1 , 248 ns ns A 2% 18, 8± 4 17, 5 ± 9, 8 12, 7 ± 6, 4 2, 403 ns ns A 3% 17, 3± 9, 2 23, 5 ± 16 25, 2 ± 18, 3 , 810 ns ns Durata A 1, sec 8, 5 ± 1, 7 6, 8± 0, 6 6, 5± 0, 7 12, 120 , 001 ns Durata A 2, sec 9, 8± 2, 3 8, 7 ± 1, 5 7, 9 ± 1, 5 3, 482 , 041 ns , 036 ns Durata A 3, sec 13, 1 ± 3, 2 7, 7 ± 1, 2 6, 7 ± 0, 8 37, 258 , 000 ns N. sequenze CAP 32, 3± 9, 7 37, 1 ± 11, 6 29, 7 ± 12, 1 1, 617 ns ns Durata sequenze, sec 292 ± 80 404, 1 ± 195, 2 287, 2 ± 64, 3 2, 873 ns ns ns N. cicli per sequenza 10, 5 ± 2, 5 16, 5 ± 7, 5 12 ± 2, 9 4, 234 , 023 , 032 ns ns CAP=Cyclic alternating pattern; CAP rate= CAP time/NREM sleep time%, N 1%, N 2%, N 3%; A 1 index=Numero di fasi A 1 per ora di sonno NREM; A 2 index=Numero di fasi A 2 per ora di sonno NREM; A 3 index=Numero di fasi A 3 per ora di sonno NREM, A 1%=percentuale di fasi A 1; A 2%= percentuale di fasi A 2; A 3%=percentuale di fasi A 3. I valori sono presentati come media±deviazione standard.

Risultati del test delle latenze multiple al sonno min 20 23 18 14 15

Risultati del test delle latenze multiple al sonno min 20 23 18 14 15 9 5 10 0 Controlli 5 Epilettici T 0 Epilettici T 1 0 ore 12 ore 14 ore 16

Discussione • Questo studio ha dimostrato modesti effetti della LCS sulla struttura del sonno;

Discussione • Questo studio ha dimostrato modesti effetti della LCS sulla struttura del sonno; • Modificazioni della struttura del sonno erano già presenti al T 0 seppur non statisticamente significative; • Durante il trattamento con LCS è stata evidenziata una riduzione statisticamente significativa della percentuale del sonno N 2 con incremento della percentuale del REM e dell’N 3; • Incremento dell’ instabilità del sonno notturno era già presente al T 0, misurato mediante alterazioni del CAP rate; • Durante il trattamento con LCS è stata evidenziata una diminuzione del CAP rate con avvicinamento ai valori normali; • Non è stato evidenziato nessun effetto negativo sulla vigilanza, valutata in maniera oggettiva con l’MSLT, durante il trattamento con LCS; • Non sono state evidenziate correlazioni dirette tra le variabili polisonnografiche e la latenza media all’MSLT.

Conclusioni • Il rapporto biunivoco tra sonno ed epilessia è molto complesso e, ancora

Conclusioni • Il rapporto biunivoco tra sonno ed epilessia è molto complesso e, ancora oggi, soltanto parzialmente chiarito; • La ricorrenza di crisi e di anomalie intercritiche in sonno ne determina una destrutturazione che a livello microstrutturale può risultare in un aumento della sua instabilità; • L’effetto dei farmaci antiepilettici sul sonno non è ancora ben caratterizzato, con effetti potenzialmente differenti sia farmaco che sindrome specifici; • La LCS sembra non influire sulla vigilanza diurna né sulla macrostruttura del sonno e sembra avere un effetto positivo sull’instabilità del sonno; • Il confronto dei risultati presenti in letteratura non permette un’estrapolazione dei dati in quanto i fattori confondenti sono numerosi: popolazioni eterogenee, meccanismi d’azione diversi degli AEDs, effetti diretti e indiretti degli AEDs, metodologie di studio diverse.