Universit di Padova FACOLT DI FARMACIA Corso di










































































































- Slides: 106
Università di Padova FACOLTÀ DI FARMACIA Corso di Laurea Specialistica in Farmacia Corso di Laurea in Tecniche Erboristiche IGIENE DEGLI ALIMENTI Prof. Massimo Riolfatti Lezioni gruppo 02 È vietata la riproduzione anche parziale della presentazione senza l’autorizzazione dell’autore.
“FRODI ALIMENTARI” • Adulterazione: operazione fraudolenta che consiste nella variazione dei componenti di un alimento, senza peraltro, effettuare un addizionamento di altre sostanze – Latte scremato venduto per intero • Alterazione: insieme di fenomeni che si svolgono accidentalmente, o per negligenza, nell’alimento modificandone, anche profondamente i caratteri di genuinità, innocuità e digeribilità. – Irrancidimento dei grassi, presenza di microrganismi • Contraffazione: commercio di un alimento con un a composizione e valori diversi di quelli dichiarati. – Margarina venduta come burro, olio di semi per olio di oliva • Sofisticazione: Modifica di un alimento sostituendo parzialmente alcuni elementi di una sostanza alimentare mediante aggiunte di elementi di qualità e valore inferiore – Latte annacquato, olio di oliva con aggiunta di olio di semi.
LATTE • Secreto delle ghiandole mammarie di varie specie di mammiferi. – Latte: latte proveniente dalla vacca – Latte di capra, di pecora, ecc. • Latte alimentare: prodotto ottenuto dalla mungitura regolare ininterrotta e completa di animali in buono stato di salute e di nutrizione. • Caratteri organolettici: liquido opaco, di colore bianco, talora tendente al giallognolo, di odore caratteristico e di sapore dolciastro.
LATTE VALORE NUTRITIVO • Proteine ad alto valore nutritivo – amminoacidi essenziali (lisina, triptofano) • Calcio • Vitamina B 2 – In 500 m. L di latte: 40% proteine e 70% calcio e Vitamina B 2 necessari ogni giorno per un bambino di 5 anni
LATTE PROPRIETÀ FISICO-CHIMICHE • Densità: 1, 029 ¸ 1, 034 (15 °C) – f(sostanza secca, grasso/residuo secco magro) – calo per aggiunta di acqua – aumento per scrematura • Punto crioscopico: - 0, 555 °C – f(pressione osmotica) – innalzamento per aggiunta di acqua • p. H: 6, 6 (acidità di costituzione) – f(caseina, acido carbonico, citrati, fosfati acidi) – calo per fermentazione microbica (acido lattico - acidità di fermentazione)
COMPONENTI CHIMICI DEL LATTE • Proteine: – caseina, lattoalbumina, lattoglobulina. – La caseina è preponderante nel latte di mucca.
COMPONENTI CHIMICI DEL LATTE • Lipidi – principalmente acidi grassi neutri; nel latte di donna sono più abbondanti gli acidi grassi insaturi, anche essenziali, mentre sono più scarsi gli acidi grassi a basso peso molecolare; – minimi all’inizio della poppata o della mungitura; – affioramento del grasso: crema o panna; • si evita con l’omogeneizzazione.
COMPONENTI CHIMICI DEL LATTE • Lattosio – Disaccaride (galattosio e glucosio) con potere dolcificante 1/5 dello zucchero, caratterizzato da facile digeribilità grazie alla presenza di enzimi intestinali (lattasi). – Intolleranza al latte per carenza di lattasi.
COMPONENTI CHIMICI DEL LATTE • Enzimi: – perossidasi - termoresistenza, abbonda nei leucociti (processi mastitici). Indicatore di trattamento ad alte temperature; – catalasi - presente nei leucociti e in alcuni batteri (processi mastitici; numerosa flora batterica); – riduttasi - aldeidica o microbica; – fosfatasi - alcalina e acida. Alcalina viene inattivata nei processi di pastorizzazione; – lipasi - favorisce la digestione intestinale dei grassi (abbondante nel latte di donna); nel latte di mucca contribuisce all’irrancidimento dei grassi (distrutta nella pastorizzazione).
COMPONENTI CHIMICI DEL LATTE • Componenti minerali: Ca, P, Cl, Zn, Si, I, Se, Cu, Mn • Vitamine liposolubili: Vitamina A • Vitamine idrosolubili: Vitamine B 2, B 6, B 12, PP
LATTE VARIAZIONI DI COMPOSIZIONE • • • Razza Età Stato di lattazione Stato di salute Nutrizione
COMPOSIZIONE CHIMICA DEL LATTE Specie animali Mucca g/100 g latte Donna Frisona Guernesey Capra Pecora Asina Giumenta Lattosio 6, 9 4, 6 4, 7 4, 4 6, 2 6, 0 Lipidi 4, 6 3, 5 4, 6 4, 5 7, 5 1, 6 Protidi 1, 3 3, 2 3, 6 3, 3 4, 2 1, 4 Caseina 0, 5 3, 0 2, 5 4, 2 1, 4 Calcio 30 115 130 200 80 90 Calorie 73 62 75 71 105 46 47
MODIFICAZIONI DELLA COMPOSIZIONE (Cause naturali) • Razza • Caratteristiche individuali • Periodo di lattazione (> grasso e residuo secco magro negli ultimi mesi) • Fase della mungitura (< grasso all’inizio; > grasso alla fine) • Stato di salute dell’animale • Mastite – Forma acuta: latte giallastro, con tracce di sangue, odore sgradevole, sapore salato o amaro – Forme latenti: calo nel grasso, lattosio, caseina, coagulazione presamica rallentata)
MODIFICAZIONI DELLA COMPOSIZIONE (Operazioni fraudolente) • • Aggiunta di acqua (annacquamento) Sottrazione di grasso (scrematura) Aggiunta di grasso (mascheramento scrematura) Aggiunta gelatina o amidi (innalzamento densità per mascherare scrematura) • Aggiunta antisettici (prolungamento conservabilità) • Aggiunta alcalinizzanti: bicarbonato sodico (neutralizzazione acidità per microrganismi acidificanti) • Residui di antibiotici (mungitura di vacche con mastite) – problemi nella produzione di formaggi e latti fermentati – problemi sanitari • reazioni allergiche • sensibilizzazione all'antibiotico • selezione ceppi di microrganismi
CONTAMINAZIONI MICROBICHE • Saprofiti che alterano le caratteristiche organolettiche: – Fermenti butirrici compromettono la fermentazione di alcuni formaggi • In condizioni di asepsi (alla mungitura) – 500 - 1. 000 U. F. C. /m. L • Dopo trasporto igienico – fino a 500. 000 U. F. C. /m. L
CONTAMINAZIONI MICROBICHE • Da animali lattiferi • Dall’uomo • Dall’ambiente – Funzione di • stato di salute degli animali lattiferi • controllo sanitario del personale • tipo di risanamento del latte • igiene dei locali di vendita
PRESENZA DI SOSTANZE TOSSICHE • • Micotossine (Aflatossine) – alimentazione delle vacche con alimenti contaminati da miceti (Aspergillus) • limiti per gli alimenti animali da latte, ma non per il latte. Sostanze inibenti – Disinfettanti e detersivi • insufficiente risciacquo apparecchiature – Antibiotici, chemioterapici • terapia o chemioprofilassi • Pesticidi – Antiparassitari diversi ingeriti dall’animale con gli alimenti • maggiore quantità nel grasso, nella crema • Radionuclidi – Funzione del tipo di decadimento del radioisotopo, luogo, epoca dell’incidente nucleare, condizioni meteorologiche • Cs-137: destino del K • Sr-90: destino del Ca • I-131: accumulo nella tiroide.
CONTROLLO FISICO-CHIMICO • Peso specifico: in rapporto con il contenuto in grassi (scrematura) – Lattodensimetro • Grasso – Metodo di Gerber: separazione del grasso in butirrometro • Residuo secco magro – Calcolatore di Ackerman, regolo di Roeder, formula di Fleishmann: residuo magro = 0, 2 g (grassi%) + 266, 5*[(d-1)/d] • Punto crioscopico: in rapporto all’eventuale annacquamento – Crioscopio • Proteine – Metodo di Kjeldhal, metodo di Steinnegger (reazione di Schiff-Sörensen) • Antisettici – – – Formaldeide Acqua ossigenata Acido salicilico Acido benzoico Acido borico e borati
CONTROLLO BATTERIOLOGICO • Sudiciometria – Filtrazione • Titolazione dell’Acidità: in rapporto all’eventuale fermentazione microbica • Prova della riduttasi: consumo dell’ossigeno da parte batterica e abbassamento del potenziale redox. – Indicatori redox • Prova della fosfatasi e della perossidasi: enzimi distrutti nei trattamenti di pastorizzazione; fosfatasi nei trattamenti normali, perossidasi nei trattamenti a 80 -85 °C. • Determinazione della carica batterica – Flora batterica aerobia a 32 °C – Flora batterica termofila a 55 °C • Latte sterilizzati: 12 U. F. C. /m. L • Latte UHT: 110 U. F. C. /m. L • Colimetria – Latte raccolto in modo igienico e refrigerato: £ 10 U. F. C. /m. L – Latte pastorizzato: < 0, 3 U. F. C. /m. L in 4 u. c. ; >12 U. F. C. /m. L in 1 u: c. .
REQUISITI QUALITATIVI (prezzo differenziato in rapporto alla qualità) – p. H ³ 6, 6 – Carica batterica totale: £ 500. 000 U. F. C. /m. L
QUALITA’ DEL LATTE CRUDO PER LA PRODUZIONE DI LATTE FRESCO PASTORIZZATO DI ALTA QUALITA’ • Requisiti di composizione • Contenuto in grassi e proteine – Grasso: ³ 3, 50% – Proteine: ³ 32, 0 g/L • Carica batterica – Germi a +30°C: £ 100. 000 U. F. C. /m. L – Cellule somatiche: £ 300. 000 U. F. C. /m. L – Acido lattico: £ 30 mg/L • Condizioni igienico sanitarie del bestiame • Refrigerazione alla stalla
RISANAMENTO INDUSTRIALE Pastorizzazione • Bassa: 63 °C 30 minuti • Rapida a alta temperatura (HTST): 72 °C 15 sec. – In scambiatori a piastre o tubolari (stassanizzazione) • Rapido raffreddamento • Lieve riduzione del valore biologico delle proteine, vitamine B 12 (-10%), vitamina C (-10 ¸ 20%) – Carica batterica totale: £ 30. 000 U. F. C. /m. L – Colonbatteri assenti/m. L
VIGILANZA IGIENICO-SANITARIA • Produzione • stalle e locali annessi – 30 m 3/capo, ricambio dell’aria, pavimento ben connesso e con deflusso liquami, pareti lavabili, mangiatoie lavabili e disinfettabili; rifornimento di acqua potabile • • • animali lattiferi personale mungitura – modalità igieniche • recipienti ed utensili – lavaggio, detersione a caldo, disinfezione • filtrazione e refrigerazione – latte filtrato per impurità grossolane, refrigerato a 4 -5 °C • Raccolta • • recipienti pulibili e disinfettabili Trasporto • rapido con il minimo sbattimento, a bassa temperatura, in cisterne lavabili, con detersione a caldo e disinfettabili.
RISANAMENTO DOMESTICO • Ebollizione per almeno 5 minuti • Perdita sostanza proteica (-14%), grassi (20%), vitamine termolabili, calcio • Assume sapore di cotto
RISANAMENTO INDUSTRIALE Sterilizzazione • Monofase – trattamento del latte già nei contenitori: 110 -120 °C 10 -40 minuti • Bifase – Trattamento in massa: 120 -150 °C 1 -30 secondi (UHTST o VHTST) – Confezionamento e sterilizzazione • Minori alterazioni delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali • A flusso continuo – Trattamento UHTST o VHTST e confezionamento asettico in contenitori metallici o di cartone plastificato • Ricontaminazione nel confezionamento
RISANAMENTO INDUSTRIALE Sterilizzazione • Autoclavi o sterilizzatori continui a vapore sotto pressione o ad aria calda (riscaldamento indiretto a vapore – scambiatori di calore -, riscaldamento diretto) • Prodotto conservabile a temperatura ambiente • Metodo a flusso continuo modifica le caratteristiche del latte come la pastorizzazione rapida ad alta temperatura; metodi di sterilizzazione in contenitori provocano una riduzione del valore biologico delle proteine, un calo della vitamina B 1 (-30%), della vitamina C (-50%) e della vitamina B 12 (-70%); assume gusto particolare e una colorazione brunastra.
PRECAUZIONI E CONTROLLO • Risanamento domestico (bollitura): elimina ogni specie patogena presente nel latte crudo; • Breve conservazione, anche se, in frigorifero; • Uso come materia prima di latte pastorizzato; – Controllo del bollo sanitario sulla confezione; – Vita residua del prodotto; – Data di preparazione e scadenza.
PREPARAZIONI LATTEE E DERIVATI DAL LATTE • Veicolo di diffusione di microrganismi patogeni e di micotossine. • Caratteristiche del latte: – stesse caratteristiche igieniche di quello per il consumo diretto; – risanamento termico preliminare.
LATTE CONCENTRATO E LATTE IN POLVERE • Preparazione: – concentrazione sotto vuoto a 45 -60 °C; – aggiunta di zucchero pari a 40 -45% di saccarosio; – latte pastorizzato. • Scarsa perdita di valore nutritivo. • Conservabilità oltre 1 anno.
LATTE IN POLVERE • Contenuto in acqua £ 5%. • Preparazione: – Disidratazione su cilindri “roller”; – Disidratazione per polverizzazione “spray”. • Latte magro (evita sapore di sego); • In ambiente inerte (2% di ossigeno). • Perdita trascurabile del potere nutritivo.
LATTI SPECIALI • Latte aromatizzato. • Latte con aggiunta di fermenti: – Lactobacillus acidophilus – Bifidobacterium bifidum Þ Conservazione a 4 °C.
LATTI FERMENTATI • Coagulazione spontanea: – streptococchi – lattobacilli. • Nessuna modificazione del valore nutritivo. • Inibizione moltiplicazione flora batterica (salmonelle e shigelle). • Sopravvivono bacillo tubercolare e brucelle. • Preparazione: – uso di latte risanato termicamente; – colture batteriche selezionate.
YOGHOURT • Lactobacillus bulgaricus, Streptococcus thermophilus. • Preparazione: – uso di latte pastorizzato o sterilizzato prima dell’inoculo; – conservazione a +4 °C dalla produzione alla vendita. • Elevata quantità di microrganismi fino al consumo.
Alterazioni e difetti dello yogurt • Contaminazioni dal latte stesso o dalla frutta addizionata o durante le operazioni di lavorazione o confezionamento. • Uso di latte pastorizzato (90°C per 5’) • Difficile bonifica della frutta • Rigonfiamenti da gas • Macchie di muffe • Alterazioni aspetto
Precauzioni e controlli • Confezione in monoporzioni, senza additivi e con un contenuto in fermenti lattici vivi >108/gr. • Confezioni integre • Data di scadenza e temperatura di conservazione • Assenza di odori, sapori e colorazioni anomale
PANNA O CREMA DI LATTE • Frazione del latte ricca di grasso. • Preparazione: – affioramento (tempi lunghi di sosta); – centrifugazione. • Liquido denso, bianco-giallastro, di odore gradevole. • Contiene la maggior parte dei germi del latte. • Produzione igienica: – – Centrifugazione; Risanamento termico; Confezionamento; Refrigerazione.
PANNA O CREMA DI LATTE COMPOSIZIONE • Grassi: – 18 – 25% (affioramento) – 35 – 45% (centrifugazione) • Proteine: 2, 5% • Lattosio: 3, 5 – 4%
BURRO • Produzione – sbattimento della crema (zangolatura) • aggregazione globuli di grasso, separazione parte liquida; • • – scarico parte liquida; – lavaggio parte grassa; – impasto parte grassa; – modellatura; – confezionamento. Burrificazione continua. Crema da affioramento - acidità – rigenerazione - neutralizzazione. Crema da centrifugazione – burrificazione diretta – burrificazione dopo maturazione. Uso di creme pastorizzate.
BURRO CARATTERISTICHE E COMPOSIZIONE • • Massa pastosa di colore giallo, odore aromatico. Burro (da latte vaccino). Burro di. . . (specie animale da cui deriva). Composizione – Acqua 13 -16% – Grassi 82 -86% – – (trigliceridi di acidi grassi saturi) [³ 82% per legge] Proteine 0, 3 -0, 8% Lattosio 0, 4 -1% Sostanze minerali 0, 1 -0, 2% Vitamina A £ 1300 µg retinolo/100 g
BURRO ALTERAZIONI, SOFISTICAZIONI E ADULTERAZIONI • Alterazioni – irrancidimento idrolitico; – irrancidimento ossidativo; – odore di pesce. – Rancidità: • • Primaria: acidi grassi liberati dalle lipasi Secondaria: trasformazione dei grassi in aldeidi e metil-alchil-chetoni Altre cause di rancidità: lipasi non batteriche non distrutte nella pastorizzazione o batteriche Sofisticazioni e Adulterazioni – Acqua >18%; – Presenza di agenti conservanti non consentiti; – Aggiunta di grassi estranei.
Precauzioni e controlli • • • Trasporto e conservazione a temperature <6°C. Integrità imballaggi e confezioni. Assenza di colori, sapori e colorazioni anomali Assenza muffe Perfetta emulsione fase acquosa.
FORMAGGIO Prodotto ricavato dal latte intero o scremato o dalla crema a seguito di coagulazione acida presamica, anche con uso di fermenti o di sale da cucina.
FORMAGGIO PRODUZIONE • Coagulazione acida: – fermenti lattici: • • Streptococcus cremoris Streptococcus lactis Thermobacterium bulgaricum Thermobacterium lactis, ecc. Lattosio ® Acido lattico ca. p. H 4, 6 (flocculazione della caseina) • Coagulazione presamica: 42 °C crudi - 58 °C cotti – aggiunta del caglio o presame al latte Caseina ® paracaseina (floccula) fosfoparacaseinato di calcio insolubile • Spurgatura: liberazione cagliata dal liquido.
FORMAGGIO COMPOSIZIONE • Cagliata: – 100% del grasso del latte – 75% proteine del latte (caseina) – 100% vitamina A del latte – 60 -70% Calcio (coagulazione acida) • Siero: – proteine solubili – lattosio – Vitamine B 1, B 2, C
FORMAGGI TIPI E CARATTERISTICHE • Concentrato proteico • Formaggi fermentati: sottoposti a maturazione – Indice o coefficiente di maturazione: rapporto tra azoto solubile e azoto totale. • Tipi di formaggi: – in funzione del contenuto in acqua • pasta dura • semidura • pasta molle – in funzione del contenuto in grassi • grassi ³ 42% • semimagri 20 -42% • magri £ 20%
FORMAGGI IGIENICITÀ • Possibile contaminazione microbica. • Rischio più elevato per i formaggi freschi. • Per i formaggi maturati: – Myc. tubercolosis, enterotossina stafilococcica. • Produzione igienica – latte pastorizzato; – colture di microrganismi specifici per formaggi tipici.
Principali alterazioni del formaggio • • Produzione di odori e sapori sgradevoli: dovuti a stagionatura imperfetta microrganismi che liberano peptidi amari; Gessatura e colatura (a pasta molle): dovute a batteri lattici (cagliate poco acide – il siero cola; cagliate troppo acide – pasta rigida e friabile); Rigonfiamento precoce (formaggi molli a breve stagionatura): dovuto a Enterobacteriacee (Klebsiella aerogenesi) o altri microrganismi gasogeni. Legato a contaminazioni secondarie delle condutture e attrezzature; Rigonfiamento tardivo (a lunga stagionatura): dovuto a clostridi (Clostridium tyrobutyricum) le cui spore sopravvivono alla pastorizzazione, alte temperatuire nei locali di stagionatura, insufficiente salatura, scarsa fermentazione lattea con produzione di gas e acido butirrico.
Precauzioni e controlli • Formaggio non in forma intera deve esser confezionati; • Assenza di colorazioni anomale, occhiature, spaccature, esfoliazioni e rammollimenti della pasta; • Assenza di muffe (superficie di taglio).
GELATI • Preparazione dolciaria ottenuta per congelamento – Gelati a base di latte e panna (ice-cream) – Gelati a base di acqua e succhi o aromi di frutta • Gelificanti ed addensanti (alginati, carragenine, gelatine) • Tensioattivi (sucresteri, monogliceridi di acidi grassi alimentari)
GELATI PREPARAZIONE – mescolamento ed agitazione ingredienti; – pastorizzazione • bassa 68, 3 -71 °C 30 min • alta 79, 5 -82 °C 25 s – omogeneizzazione – maturazione 3 -24 h 0 -5 °C – congelamento -5, -30 °C
GELATI CARATTERISTICHE CHIMICHE • Gelati alla panna: – grassi 8% (almeno 12%) – residuo secco 33% (almeno 38%) • Gelati alla frutta: – residuo secco 31% – saccarosio 25%
GELATI IGIENICITÀ • Microrganismi patogeni e loro tossine – latte e ingredienti – recipienti – personale • Produzione igienica – trattamento termico – rapido raffreddamento – immediato congelamento – confezionamento
GELATI CARICA BATTERICA • Flora aerobica a 32 °C £ 100. 000 U. F. C. /g in 4 u. c. £ 1. 000 U. F. C. /g in 1 u. c. • Coliformi £ 120 U. F. C. /g in 4 u. c. £ 1. 100 U. F. C. /g in 1 u. c. • Staphylococcus aureus £ 12 U. F. C. /g in 4 u. c. £ 110 U. F. C. /g in 1 u. c. • Salmonelle – assenti in 25 g in tutte le u. c.
CARNE • Massa dei muscoli scheletrici degli animali da macello, dei conigli, dei volatili e della selvaggina. • Animali da macello – Caratteri organolettici – Colore: specie animale, età, condizioni della macellazione – Consistenza soda, odore leggero non sgradevole
CARNE VALORE NUTRITIVO • Alimento plastico – Rapporto con il contenuto proteico • Proteine; amminoacidi essenziali • Acidi grassi: nelle carni dei volatili predominano quelli insaturi • Minerali: Fe, Ca, P, Mn, F, Cl, Na, K, I • Vitamine: B 1, B 2, PP, B 6 e B 12
COMPOSIZIONE MEDIA DELLE CARNI DI ALCUNE SPECIE ANIMALI A SANGUE CALDO Glucidi g/100 g Lipidi g/100 g Proteine g/100 g Calcio mg/100 g Ferro mg/100 g Bue semigrasso --- 22, 0 17, 5 10 2, 1 Vitello semigrasso --- 14, 0 18, 8 11 2, 3 Maiale semigrasso --- 45, 0 11, 9 7 1, 4 Cavallo semigrasso 1, 0 4, 0 20, 0 10 2, 4 Pollo --- 12, 6 20, 2 12 1, 5 Anatra --- 30, 0 16, 2 13 1, 8 Tacchino --- 20, 0 20, 1 24 3, 2 Mammiferi Volatili
CARNE MACELLAZIONE • Conservabilità • Rischi infettivi – Fasi • • Stordimento Dissanguamento Asportazione pelle, peli, piume Eviscerazione – Pulizia del personale e degli attrezzi
CARNE MACELLO • Macellazione esclusivamente in macelli pubblici o autorizzati • Visita sanitaria degli animali prima della macellazione: – rabbia, carbonchio ematico o sintomatico, edema maligno, peste bovina, morva, forme morbose dell'apparato gastroenterico, salmonellosi (volatili e conigli) • Ispezione sanitaria delle carcasse: – cisticerchi, larve trichina (suini), morva (equini) • Sequestro carcasse – completo o parziale • Bassa macellazione – carni da vendere cotte o da mangiare solo cotte
CARNE CONSERVAZIONE Þ Þ La carne dell’animale sano è sterile La macellazione e la sezionatura comportano ripetute contaminazioni • Moltiplicazione batterica comporta una alterazione delle caratteristiche organolettiche fino alla putrefazione • Riduzione della contaminazione – Attrezzature idonee – Educazione del personale • Rallentamento o inibizione della moltiplicazione microbica – Refrigerazione – Congelamento
CARNE REFRIGERAZIONE E CONGELAMENTO • Refrigerazione – +2°C: 1 -3 settimane (fino a 6 settimane) • frollatura (fermenti proteolitici della carne) • Congelamento – -18 °C: 8 -12 mesi – -25 / -30 °C: >12 mesi • carni suine: -18 °C (4 -6 mesi) • carni di pollo
CARNE INFESTATA DA CISTICERCHI • • Cottura completa Salatura > 1 mese Affumicatura > 20 g Conservazione in frigorifero: – > 21 g bovini – > 28 g suini • Conservazione a -5 °C: – > 15 g bovini – > 20 g suini
CARNE VIGILANZA IGIENICA • Rischi – Agenti patogeni: zoonosi, contaminazioni esogene post-mortem – Sostanze tossiche – Sostanze ad azione ormonale o antiormonale • Visite e ispezioni
PRECAUZIONI E CONTROLLO • Conservazione carni – Sigillate minore: moltiplicazione batterica non impedita dall’essiccamento superficiale – Basse temperature – Cottura a piccoli pezzi per facilitare la penetrazione uniforme e in profondità del calore – Evitare l’acquisto di carne già macinata ed usarla entro due ore dalla macinazione – Scartare carni di colorazione grigiastro o marrone, odore sgradevole, con muffe – Controllo etichettatura
CARNE PRODOTTI CRUDI E COTTI • Prodotti crudi – impasti di carne macinata – masse muscolari salate e stagionate – masse di grasso di deposito • Prodotti cotti – prosciutto cotto – mortadella – ecc.
PRECAUZIONI E CONTROLLO • Uso di carni integre, tranne gli insaccati, confezionati sotto vuoto senza l’aggiunta di polifosfati e altri additivi con attività gelificante e addensante, pastorizzati e conservati a temperatura di refrigerazione. • Rispetto tempi minimi di stagionatura. • Uso budelli artificiali • Nitrati e nitriti nei limiti di legge • Assenza di rammollimenti e muffe sulle superfici di taglio
UOVA • Morfologia – Guscio: rivestimento esterno (cuticola) e interno (membrana testacea - pellicola -); – Albume: tre strati: a) liquido denso e b) due fluidi; – Tuorlo: membrana vitellina, strato calazifero – calaze
UOVA COMPOSIZIONE Albume % Tuorlo % Glucidi 1, 0 Protidi 11, 2 16, 5 Lipidi 0, 2 32 Acqua 87 49 Minerali 0, 6 1, 5
UOVA VALORE NUTRITIVO • Rapporto Albume/Tuorlo: 2/1 • Albume: proteine, Vitamina B 2 • Tuorlo: grassi (trigliceridi e lecitine), Vitamine A e D, 200300 mg colesterolo Ö Proteine ad alto valore biologico Ö Grassi Ö Vitamine: resistenti al calore Ö Calcio e Ferro ® Digeribilità: meglio se cotto
UOVA ALTERAZIONI • Azione microbica • Perdita di acqua • Decomposizione dell’albume • Assorbimento odori Ø Uovo sterile: contaminazioni dall’esterno attraverso i pori; lavaggio elimina cuticola; azione delle proteasi batteriche;
UOVA CONSERVAZIONE • Conservazione dell’uovo intero • Conservazione lontana da altri alimenti: assorbimento odori; ambiente pulito, imballaggi nuovi, in locali ventilati • Conservazione in soluzione al 3% di silicato di sodio (acqua di vetro) • Uso industriale: – sgusciatura, congelamento o essiccamento; albume e tuorlo conservati assieme o separati – refrigerazione: -1/-1, 5 °C con 85 -90% U. R. , per 6 mesi – chiusura con olio minerale: impedisce anche le alterazioni
UOVA CONSERVAZIONE • Pastorizzazione: trattamento a 60 - 61, 6 °C per 3, 5 -4 min. • Congelamento (tuorlo): aggiunta di additivi (10% zucchero, sale, 5% di glicerina) • Essiccamento (albume): eliminazione del glucosio o aggiunta di enzimi
UOVA VIGILANZA SANITARIA • Invecchiamento: aumenta la fluidità dell'albume tuorlo più vicino al guscio camera d’aria più grande (si riduce la densità) • Qualità: speratura galleggiamento (soluzione al 7 e 10% di Na. Cl) • Classificazione: Cat. A uova fresche (durata 30 -35 g) Cat. B: 2° qualità o conservate Cat C: declassate per industria alimentare
UOVA SGUSCIATE IMPORTATE • • Certificato di origine Enterobacteriacee assenti in 0, 1 g Saprofiti mesofili aerobi £ 200. 000 U. F. C. /g Miceti (congelate o in polvere) £ 100. 000 U. F. C. /g • Assenti i patogeni • Confezioni sigillate ed etichettate
PRECAUZIONI E CONTROLLO • Pulitura accurata del guscio prima della rottura • Non usare uova sporche o rotte per rischio contaminazione da salmonelle • Refrigerazione alimenti e servirli entro 24 ore dalla preparazione • Durata uova di categoria A 21 giorni, assenza di odori, rotture e imbrattamenti
PESCI COMPOSIZIONE CHIMICA • • • Specie Stagione Grado di maturità Proteine: 16 -20%; amminoacidi essenziali Lipidi: 0, 5 -20%; acidi grassi insaturi, facilmente ossidabili Glucidi: trascurabili Vitamine: A, D Iodio nel pesce di mare Calorie: 50 -100 kcal/100 g
COMPOSIZIONE MEDIA DELLE CARNI DI ALCUNE SPECIE DI PESCI Glucidi g/100 g Lipidi g/100 g Proteine g/100 g Calcio g/100 g Ferro g/100 g Non grassi 0, 5 – 4 16, 4 38 1, 2 Grassi 5 – 20 20, 0 38 1, 2 Pesci
PESCI, CROSTACEI E MOLLUSCHI CONTENUTO IN GRASSI
PESCI Caratteri differenziali tra pesce fresco ed avariato
PESCI FATTORI DI DECOMPOSIZIONE • Fattori fisiologici – Consumo del glicogeno nella pesca – Sangue freddo • Fattori microbiologici – flora che si sviluppa a t. ambiente • Fattori chimici – grasso con fosfolipidi ricchi in trimetilammina (cattivo odore)
PESCI CONSERVAZIONE • 15 -20 °C: 1 giorno • 0 - 0, 5 °C: 1 -2 settimane • Refrigerazione: 1 kg di ghiaccio/2 kg di pesce • -28 °C: periodi più lunghi - funzione del contenuto in grassi (pesce magro: 2 anni) • Congelamento: immersione in acqua potabile
PESCI VIGILANZA IGIENICA • • • Vigilanza sui mercati e le rivendite Sequestro e distruzione Divieto di pesca Limiti di contaminazione da Hg Contaminazione da larve di cestode (acque dolci) o da colonbatteri.
CROSTACEI • Scarso contenuto in grassi • Valore energetico: 50 kcal/100 g • Facile decomposizione enzimatica e batterica • Mantenimento in vita fino al consumo (aragoste) • Refrigerazione o congelamento dopo la pesca
MOLLUSCHI • Lamellibranchi: ostriche, mitili, ecc – largo consumo – sviluppo in zone inquinate – nutrizione per filtrazione – epidemie di febbre tifoide, febbri paratifoidee, epatite virale – tossici per presenza di dinoflagellati con tossina paralitica
COMPOSIZIONE MEDIE DELLE CARNI DI CROSTACEI E DI MOLLUSCHI Glucidi g/100 g Lipidi g/100 g Proteine g/100 g Calcio g/100 g Ferro g/100 g Crostacei 1, 4 1, 7 14, 6 110 1, 8 Molluschi 1, 3 – 2 1, 8 11 – 15 144 17, 4
MOLLUSCHI DISCIPLINA SANITARIA • Zone di coltivazione classificate • Esercizio impianti di coltivazione, allevamento, ingrassamento e deposito, stabilimenti di depurazione, centri di raccolta autorizzati per idoneità igienico-sanitaria • Risanamento, cernita, lavaggio, confezionamento, etichettatura dei molluschi eduli lamellibranchi • Trattamenti di preparazioni alimentari • Messa in consumo • Divieto di vendita ambulante che possa compromettere la salubrità • Imbarcazioni atte a non inquinare i molluschi
MOLLUSCHI COTTURA • Non è sufficiente la scottatura • Bollitura per 10 -15 min. (rischio salmonelle)
PRECAUZIONI E CONTROLLI • Acquisto presso rivenditori sicuri (deteriorabilità) • Certificazione sanitaria per origine e ispezione veterinaria • Conservazione al freddo • Pulizia attrezzature per la preparazione delle vivande a base di pesce prima del loro riutilizzo • Rispetto norme igieniche (D. P. R. 327/1980 e altre)
Norme sulla commercializzazione del pesce, molluschi e crostacei • Comportamento igienico del personale, pulizia dei locali, degli impianti e delle condizioni di lavoro: – Uso di abiti puliti e guanti idonei – Il personale non deve contaminare l’ambiente e non deve essere affetto da malattie trasmissibili attraverso i molluschi bivalvi vivi – Disinfestare i locali da roditori e insetti e altri parassiti; divieto di accesso anche agli animali domestici – Pulizia e manutenzione delle attrezzature – Uso specifico delle attrezzature, locali e strumenti – Gestione dei rifiuti – Conservazione in locali diversi dove sono lavorati o conservati altri animali
FRUTTA E CONSERVE • Frutta: frutto fresco sano, esente da alterazioni con tutti i suoi componenti portato a maturazione. • Composizione – – – – Acqua Zuccheri Sostanze proteiche Acidi organici: deboli Vitamine (A, C) Sali minerali (K) Grassi • Azione alcalinizzante e tamponante verso alimenti acidi formatori (carni, uova, formaggi)
FRUTTA E CONSERVE MATURAZIONE • Processi di maturazione: trasformazioni provocate da – – – luce acqua calore ossigeno enzimi • demolizione: sostanze amidacee, pectine, acidi organici • trasformazione della clorofilla in altri pigmenti (caroteni gialli)
FRUTTA E CONSERVE FRUTTA CONSERVATA • Frutta conservata: – intera o a pezzi – immersa in sciroppo – inscatolata – sterilizzata • Frutta candita: – saturazione con zucchero • Mostarda – conservata in sciroppo aromatizzata con senape • Confettura – mescolanza gelificata di zucchero e polpa e/o purea di frutta • Marmellata: – come la confettura, ma di agrumi
ORTAGGI • • • Acqua: 85 -95% Sali minerali: K, Na, Ca, Mg, Fe Acidi organici Basso valore energetico Vitamine: A (carote, peperoni, zucca gialla, spinaci), B 1 e B 2 (asparagi, insalata, spinaci), C (ortaggi a foglia verde) • Fibre alimentari
ORTAGGI COTTURA • • • Cottura preceduta da lavaggi e mondatura. Evitare la spezzettatura spinta dei vegetali. Limitare l’acqua e il tempo di cottura. Immettere la verdura nell’acqua in ebollizione. Meglio la cottura al vapore. Perdita principi nutritivi: vitamine solubili e termolabili, sali minerali.
ORTAGGI RISCHI • Patate: solanina - tossina naturale. – buccia raggrinzita e flaccida, germogli, chiazze scure interne, colorazione verde • Ammuffimento • Fitofarmaci
ORTAGGI CONSERVAZIONE • Patate: fresco, asciutto, poca luce • Trattamento con raggi g: antigermoglio per patate, cipolle e aglio
PRECAUZIONI E CONTROLLO • Contaminazione da micro e macro parassiti: lavaggio accurato (lavaggio in apposite attrezzature dove tutta la superficie del prodotto è lavata, energico scuotimento, immersione in acqua clorata per almeno 5’, risciacquo in acqua potabile). • Colorazioni tendenti al giallo di verdure verdi e radici flaccide e legnose rivelano prodotti non freschi, privi di valore nutritivo e potenzialmente inquinati. • Frutta lavata anche se consumata sbucciata: contaminazione da residui di fitofarmaci. • Conservazione separata da altri alimenti e in frigorifero: frutta ottimo terreno di coltura per microrganismi in funzione del contenuto in zucchero.
CEREALI • Composizione – – – – Acqua: 11% Glucidi: 65 - 72% Lipidi: 2 - 4% Proteine: 8 - 13% Fibre: 2 - 9% Vitamine: complesso B Sali minerali: Ca, Fe • Distribuzione non uniforme • Uso dell’endosperma o di sfarinati
IL PANE • Cottura di sfarinati di grano impastati con acqua e lievito. Processo di fermentazione indotta ad un impasto di farina ed acqua ad opera di Saccharomyces cerevisiae (lievito di birra), che porta a maturazione, prima della cottura, l’impasto con produzione di gas (anidride carbonica) con formazione dei caratteristici alveoli nel prodotto finito. • “È denominato pane il prodotto ottenuto dalla cottura totale o parziale di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati idi grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di sale comune (cloruro sodico)” (Art. 14, L. 146/94)
ALTERAZIONI E DIFETTI DEL PANE • La cottura in forno distrugge tutti i microrganismi, tranne le endospore (Bacillus). • La presenza di muffe sulla superficie è indice di contaminazione secondaria (attrezzature o confezionamento, addetti, condizioni microclimatiche. • Pane filante: azione del Bacillus subtilis o mesentericus. Pane appiccicoso, elastico, odore dolciastro, sapore amaro. Contaminazione ambientale. • Contaminazione da miceti
RISO • Riso brillato: senza cuticola e germe – perdita grassi, proteine, sali minerali (Fe, P, Ca, Mg), tiamina. • Composizione: – – – Acqua: 14% Proteine: 8% Grassi: 0, 5% carboidrati - 75% Cellulosa: <1% Vitamine: B 1, A, E • Precotto o parboiled: migrazione Fe, Vit. B verso l'interno ALTO VALORE NUTRIZIONALE.
OLIO DI OLIVA • Prodotto della estrazione dall’oliva mediante spremitura: – pressione a bassa temperatura e bassa pressione – a più alta temperatura (olio meno pregiato) • residuo: sanse – estrazione con solventi dalle sanse: olio di sansa di oliva (rettifica)
OLIO DI OLIVA • Vergine: ottenuto con processi meccanici o fisici senza lavaggio, decantazione, filtrazione e centrifugazione • Rettificato: deodorizzato, decolorato, deacidificato – Acidità (ac. oleico) • • Extra vergine: : 1 g/100 g Vergine: 2 g/100 g Vergine corrente (solo uso industriale): > 3, 3 g/100 g Olio di oliva (olio di oliva rettificato con olio vergine): >1, 5 g/100 g • Olio di sansa e di oliva (taglio di olio di sansa e olio di oliva): > 1, 5 g/100 g
ALTERAZIONI E DIFETTI DELL’OLIO • Fenomeni di ossidazione: consumo nel corso dell’anno di produzione • Conservazione in contenitori opachi, ben chiusi. Protezione dalla luce, dal calore e dall’aria. • Facilmente invasi da muffe provenienti dalle olive. • Contaminazione dalla mosca olearia del frutto che si rifletto sull’olio con eccessiva acidità e numero di perossidi. • Contaminazione da presidi sanitari, fitofarmaci, metalli pesanti, contaminazione ambientale.
PRECAUZIONI E CONTROLLO • Commercializzazione già confezionato in recipienti di vetro scuro o in lattine. • Riduzione al minimo della permanenza dell’olio in contenitori aperti. • Etichettatura.
OLIO DI SEMI • Estrazione meccanica a pressione o con solventi organici della sostanza grassa di alcuni semi. • Raffinazione: per portare l’acidità totale in ac. oleico <0, 5%
OLIO DI SEMI LAVORAZIONI • Decolorazione: carbone attivo (eliminazione di pigmenti: caroteni, clorofilla) • Deodorizzazione: Vapore surriscaldato sottovuoto a 200 °C (allontanamento acidi grassi liberi volatili e i tocoferoli) • Deacidificazione: a) neutralizzazione acidità sotto 0, 5% con soda caustica, bicarbonato di sodio o di potassio; b) distillazione sotto vuoto; c) estrazione con solventi • Demargarinizzazione: trattamento a 4 °C per eliminare trigliceridi e sostanze che solidificano a basse temperature.