Univerisit degli studi di Ferrara Dipartimento scienze mediche

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Univerisità degli studi di Ferrara Dipartimento scienze mediche Corso di Studio in INFERMIERISTICA 3°

Univerisità degli studi di Ferrara Dipartimento scienze mediche Corso di Studio in INFERMIERISTICA 3° anno / 1° semestre Insegnamento Metodologie di intervento nella comunità Moduli: • Sociologia delle reti di comunità e organizzazione dell’assistenza primaria • Psichiatria • Infermieristica psichiatrica • Organizzazione dell’assistenza di comunità Infermieristica di comunità ed educazione terapeutica

MODELLI TEORICI. . . esistono diversi modelli teorici per l’assistenza alla famiglia e alla

MODELLI TEORICI. . . esistono diversi modelli teorici per l’assistenza alla famiglia e alla comunità. . . UN SINGOLO MODELLO NON E’ IN GRADO DI DESCRIVERE, SPIEGARE E PREVEDERE FENOMENI COMPLESSI COME L’ESSERE UMANO, LA FAMIGLIA, LA COMUNITA’ APPROCCIO INTEGRATO

Modelli teorici per l’assistenza alla famiglia e alla comunità Ø Dorothea Orem: Teoria dei

Modelli teorici per l’assistenza alla famiglia e alla comunità Ø Dorothea Orem: Teoria dei Sistemi Infermieristici Ø Betty Neuman : Modello dei sistemi Ø Modello di promozione della salute Ø Teoria del Self-Management Ø Chronic Care Model

Dorothea Orem L’assistenza infermieristica risponde al deficit della cura di sé attraverso 5 metodi

Dorothea Orem L’assistenza infermieristica risponde al deficit della cura di sé attraverso 5 metodi di aiuto 1. 2. 3. 4. 5. Agire al posto della persona Guidare Insegnare Sostenere Fornire un ambiente adatto a promuovere le capacità della persona di soddisfare le esigenze attuali o future

Teoria dei Sistemi Infermieristici (Nursing Systems Theory) 1. Totalmente compensatorio: la capacità di autoassistenza

Teoria dei Sistemi Infermieristici (Nursing Systems Theory) 1. Totalmente compensatorio: la capacità di autoassistenza è così limitata che la persona dipende dagli altri per il proprio benessere. 2. Parzialmente compensatorio: la persona può soddisfare alcuni requisiti di autoassistenza ma necessita dell’infermiere per soddisfarne altri. 3. Educativo/di supporto: la persona può soddisfare i requisiti di autoassistenza, ma necessita di assistenza nella fase decisionale, nel controllo del proprio comportamento o nella acquisizione di conoscenze.

D. OREM i sistemi infermieristici “TOTALMENTE COMPENSATORIO” 6

D. OREM i sistemi infermieristici “TOTALMENTE COMPENSATORIO” 6

D. OREM i sistemi infermieristici “PARZIALMENTE COMPENSATORIO” 7

D. OREM i sistemi infermieristici “PARZIALMENTE COMPENSATORIO” 7

D. OREM i sistemi infermieristici “SUPPORTO ED EDUCAZIONE” 8

D. OREM i sistemi infermieristici “SUPPORTO ED EDUCAZIONE” 8

Betty Neuman Modello dei sistemi Ø Modello di natura multidimensionale e dinamica; analizza le

Betty Neuman Modello dei sistemi Ø Modello di natura multidimensionale e dinamica; analizza le relazioni degli individui, dei gruppi e delle comunità, i quali sono in continua interazione con i fattori stressanti dell’ambiente. Ø Modello concettuale che analizza la reazione dell’individuo a fattori stressanti ( interni o esterni ) e all’incidenza che questi ultimi hanno sulla vita della persona.

Caratteristiche del Modello dei sistemi di Neuman Identifica tre componenti principali: Ø la persona

Caratteristiche del Modello dei sistemi di Neuman Identifica tre componenti principali: Ø la persona Ø I fattori stressanti Ø le reazioni che la persona adotta in risposta a tali fattori Ø Il modello dei sitemi di Neuman individua una relazione continua tra sistema/persona - malattia - benessere. Ø Il grado di benessere raggiunto dall’individuo determina il grado di stabilità del sistema. § Il benessere è inteso come “energia positiva” § La malattia esprime un’esaurimento di “energia” da parte del sistema

Fattori di stress Ø Extrapersonali : esterni all’individuo, possono avere la loro origine in

Fattori di stress Ø Extrapersonali : esterni all’individuo, possono avere la loro origine in diversi ambiti della vita (status socioeconomico, attività lavorativa, ruolo nella comunità). Ø Interpersonali : nascono dalla relazione con uno o più individui e possono essere individuati nella famiglia, nelle relazioni amicali, con il caregiver Ø Intrapersonali: sentimenti interni all’individuo che influenzano la relazione con il sistema/ambiente Variabili Fisiologiche- Psicologiche- Evolutive- Socioculturali-Spirituali

Prevenzione primaria. Ø L’agente stressante viene individuato precocemente e si agisce sulla persona per

Prevenzione primaria. Ø L’agente stressante viene individuato precocemente e si agisce sulla persona per ridurre gli effetti dello stesso o rafforzare le difese dell’individuo Ø La reazione di difesa dell’individuo rappresenta una condizione di equilibrio e stabilità che può aumentare o diminuire nel corso del tempo Prevenzione secondaria: Ø Il fattore stressante viene individuato e trattato precocemente aumentando le resistenza della persona e riducendone la capacità di reazione. Ø La resistenza dell’individuo è determinata dalla capacità della persona di utilizzare le risorse interne come meccanismo di difesa Prevenzione terziaria: Ø Il fattore stressante ha determinato una reazione patologica. Se si giunge ad una stabilizzazione, è necessario mantenere i risultati raggiunti, rafforzare le difese per prevenire ulteriori ricadute

Modello di promozione della salute (Health promotion model) La promozione della salute è motivata

Modello di promozione della salute (Health promotion model) La promozione della salute è motivata dal desiderio di aumentare il benessere e realizzare il potenziale umano. Ø La salute è la manifestazione di modelli d’interazione fra persona e ambiente, i quali diventano sempre più complessi nel corso della vita. Ø Il modello individua 5 dimensioni che possono influenzare la salute: Ø Sentimenti Ø Atteggiamenti Ø Attività Ø Aspirazioni Ø Traguardi

Teoria del Self-Management (autogestione) individuale e familiare Favorire l’autonomia dei pazienti, nell’ambito di una

Teoria del Self-Management (autogestione) individuale e familiare Favorire l’autonomia dei pazienti, nell’ambito di una patologia cronica, attraverso il rinforzo del loro potenziale di autogestione. Ø Il Self-management è una delle 6 componenti del Chronic Care Model

Chronic Care Model Il Chronic Care Model (CCM) è un modello di assistenza medica

Chronic Care Model Il Chronic Care Model (CCM) è un modello di assistenza medica per pazienti affetti da malattie croniche Il modello propone una serie di cambiamenti a livello dei sistemi sanitari utili al miglioramento della condizione dei malati cronici e favorire approccio “proattivo” tra il personale sanitario e i pazienti stessi, i quali diventano parte integrante del processo assistenziale. Il CCM è caratterizzato da sei componenti fondamentali: Ø - Le risorse della comunità; - Le organizzazioni sanitarie; - Il sostegno all’autocura; - L’organizzazione del team; - Il sostegno alle decisioni; - I sistemi informativi per tentare di valutarne la fattibilità di applicazione allo specifico contesto nazionale.

Regione Piemonte sperimentazione 2016 Ø La preparazione dell'infermiere deve rispondere ai requisiti del “Chronic

Regione Piemonte sperimentazione 2016 Ø La preparazione dell'infermiere deve rispondere ai requisiti del “Chronic Care Model”, . Ø La formazione avviene tramite un master di I livello in “Infermiere di Famiglia e di Comunità” di 1500 ore delle quali un terzo è dedicato a stage su contesti pratici. Ø A partire da metà febbraio 2016 , la provincia di Cuneo ha attivato la sperimentazione dell’infermiere di famiglia , all'interno del percorso delle cure domiciliari rivolto a persone over 65 Ø La sperimentazione è inserita nell'ambito del programma Interegionale 2014/2020 Spazio Alpino, che vede coinvolti attori nazionali, regionali e locali. Il programma europeo, che coinvolge diverse regioni d'Italia, Francia e Germania, oltre all'intero territorio di Austria e Slovenia, si inserisce nella strategia Europa 2020. Ø L'infermiere di Comunità in collaborazione con il medico di famiglia effettua una valutazione complessiva dei bisogni dell'assistito mediante una check list standard, questo permette una mappatura dei bisogni della popolazione con più di 65 anni di età. Ø In base alle necessità, sono stabilite delle visite a domicilio periodiche da parte dell'infermiere. Ø Il numero di infermieri coinvolti nel progetto dipende dalle caratteristiche del territorio, ( massimo 500 infermieri).

Infermieristica di comunità, da dove si parte? Documento Europeo Health 21 OMS 1998 Il

Infermieristica di comunità, da dove si parte? Documento Europeo Health 21 OMS 1998 Il documento sulla strategia della salute Health 21 individua 21 obiettivi strategici che dovrebbero essere perseguiti a livello internazionale, nazionale e locale nei Paesi dell’ Unione Europea. Si basa su una serie di analisi e di valutazioni secondo le quali la salute costituisce la precondizione per il benessere e la qualità della vita. Promuovere e proteggere la salute della popolazione lungo tutto l'arco della vita riduce l'incidenza delle malattie e degli incidenti più comuni alleviando le sofferenze che queste causano.

Infermiere di famiglia Ø L’infermiere di famiglia, è il professionista sanitario che opera nel

Infermiere di famiglia Ø L’infermiere di famiglia, è il professionista sanitario che opera nel territorio e che ha la responsabilità di assistere e prendersi cura della persona. Ø Sviluppa obiettivi di salute agendo sui corretti stili di vita, lavorando sui percorsi clinico-assistenziali in collaborazione e continuità con gli ospedali e le residenze assistenziali, in regime di dipendenza o libero professionale. Ø La figura dell’infermiere di famiglia è in rapida ascesa in tutti i paesi più economicamente sviluppati. Ø In Italia si stanno muovendo i primi passi, recependo le indicazioni fornite dall’OMS Ø Le competenze dell’infermiere di famiglial sono rivolte alla gestione di particolari tipologie di pazienti (riabilitazione post chirurgica, patologie croniche, anziani ecc …) Ø L’infermiere di famiglia : prende in carico la persona o la famiglia , valuta gli interventi assistenziali da porre in essere, richiede eventuali consulenze medico-specialistiche, coordina le attività degli operatori sanitari e si occupa dell’educazione sanitaria del paziente e dei suoi famigliari.

Percorso di formazione UNIMIB Master di primo livello in Assistenza Infermieristica in Sanità Pubblica:

Percorso di formazione UNIMIB Master di primo livello in Assistenza Infermieristica in Sanità Pubblica: Infermiere di Famiglia e Comunità (Public Health Nursing Family and Community Nurse)

L’educazione terapeutica Le patologie croniche rappresentano l’emergenza del 3° millennio. Per gestirle in maniera

L’educazione terapeutica Le patologie croniche rappresentano l’emergenza del 3° millennio. Per gestirle in maniera efficace si rende necessario un nuovo approccio. L’educazione terapeutica si rivolge alle persone affette da patologia cronica, per renderle capaci di autogestirsi in modo consapevole ed efficace.

Definizione di educazione terapeutica OMS 1998 Strumento per migliorare la qualità di vita dei

Definizione di educazione terapeutica OMS 1998 Strumento per migliorare la qualità di vita dei malati cronici aiutando il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia ed il trattamento e a farsi carico del proprio stato di salute; è parte fondamentale del trattamento a lungo termine di diverse patologie croniche

Aspetti relazionali che caratterizzano l’educazione terapeutica üAscoltare üSpiegare üGuidare una discussione üDare istruzioni üAddestrare

Aspetti relazionali che caratterizzano l’educazione terapeutica üAscoltare üSpiegare üGuidare una discussione üDare istruzioni üAddestrare üDare consigli üAiutare a prendere una decisione

Per attuare interventi educativi è ’ necessario utilizzare una metodologia educativa

Per attuare interventi educativi è ’ necessario utilizzare una metodologia educativa

Analisi del bisogno Progettazione Attuazione Valutazione

Analisi del bisogno Progettazione Attuazione Valutazione

üOsservazione partecipante üIntervista Analisi del bisogno üQuestionario üFocus group üConsultazione testimoni qualificati Identificare i

üOsservazione partecipante üIntervista Analisi del bisogno üQuestionario üFocus group üConsultazione testimoni qualificati Identificare i bisogni educativi üAnalisi evento critico

TECNICHE DI INDAGINE/STRUMENTI PER L’ANALISI DEL BISOGNO EDUCATIVO Indagine rivolta al singolo Indagine rivolta

TECNICHE DI INDAGINE/STRUMENTI PER L’ANALISI DEL BISOGNO EDUCATIVO Indagine rivolta al singolo Indagine rivolta al gruppo Osservazione partecipante Questionario Intervista Focus group Intervista a testimoni qualificati Analisi dell’evento critico

üDefinizione degli obiettivi di apprendimento üIdentificazione dei contenuti Progettazione üScelta delle metodologie üDefinizione delle

üDefinizione degli obiettivi di apprendimento üIdentificazione dei contenuti Progettazione üScelta delle metodologie üDefinizione delle condizioni operative

Obiettivi educativi Ø Offrire un assistenza personalizzata Ø Promuovere la partecipazione dell’utente e dei

Obiettivi educativi Ø Offrire un assistenza personalizzata Ø Promuovere la partecipazione dell’utente e dei famigliari Ø Pianificare un’attività educativa realistica, efficace e misurabile Ø Permettere che vengano coinvolte le persone che sostengono l’utente Ø Condividere all’interno dell’equipe sanitaria le informazioni che riguardano l’utente “Lasciare traccia” del lavoro svolto

Caratteristiche degli obiettivi educativi ØPerformance: ciò che l'utente deve essere in grado di fare;

Caratteristiche degli obiettivi educativi ØPerformance: ciò che l'utente deve essere in grado di fare; ØCondizioni: presupposti importanti nei cui limiti ci si aspetta che la performance si realizzi; ØCriterio: la qualità o il livello di performance che si può considerare accettabile.

Verbi da utilizzare nella formulazione degli obiettivi Identificare - Distinguere - Risolvere Elaborare -

Verbi da utilizzare nella formulazione degli obiettivi Identificare - Distinguere - Risolvere Elaborare - Elencare - Confrontare Scrivere - Applicare - Collaborare Descrivere ………

Aree di apprendimento ØArea cognitiva: conoscenze, concetti, procedure e principi. ØArea psicomotoria / gestuale:

Aree di apprendimento ØArea cognitiva: conoscenze, concetti, procedure e principi. ØArea psicomotoria / gestuale: capacità operative o manuali. ØArea dei comportamenti interpersonali: attitudini-abitudini-relazioni-interessiatteggiamenti.

 OBIETTIVI EDUCATIVI CAMPI APPRENDIMENTO Che l’utente sappia… COGNITIVO COGNITIVI Che l’utente sappia fare…

OBIETTIVI EDUCATIVI CAMPI APPRENDIMENTO Che l’utente sappia… COGNITIVO COGNITIVI Che l’utente sappia fare… GESTUALE PSICO-MOTORIO GESTUALI Che l’utente sappia essere… AFFETTIVORELAZIONALE RELAZIONALI

üIncontro informativo/educativo con il singolo üLezione partecipata Attuazione üAddestramento üInformazione scritta üCounseling motivazionale breve

üIncontro informativo/educativo con il singolo üLezione partecipata Attuazione üAddestramento üInformazione scritta üCounseling motivazionale breve

Counseling Motivazionale Breve “RELAZIONE FRA IMPORTANZA E FIDUCIA” Rollnick et Al. Nuova Edizione 2013

Counseling Motivazionale Breve “RELAZIONE FRA IMPORTANZA E FIDUCIA” Rollnick et Al. Nuova Edizione 2013 Alta Disponibilità Importanza Bassa Fiducia Alta

Addestramento Rendere autonomo l’utente o il famigliare nella esecuzione di attività tecnico/manuali Ad es.

Addestramento Rendere autonomo l’utente o il famigliare nella esecuzione di attività tecnico/manuali Ad es. somm. ne insulina

üReazioni dei partecipanti/ gradimento Valutazione üApprendimento üTrasferibilità üOutput clinici Misurare i risultati e qualità

üReazioni dei partecipanti/ gradimento Valutazione üApprendimento üTrasferibilità üOutput clinici Misurare i risultati e qualità dell’attività educativa con strumenti pertinenti agli obiettivi educativi

Modello di valutazione gerarchica dell’ efficacia di un percorso formativo Kirkpatrick 1959 3 Indicatori

Modello di valutazione gerarchica dell’ efficacia di un percorso formativo Kirkpatrick 1959 3 Indicatori clinici 2 Trasferibilità 2 Apprendimento 1 Gradimento

Esempio di valutazione dell’educazione terapeutica Gradimento • • Le risultano chiare le informazioni che

Esempio di valutazione dell’educazione terapeutica Gradimento • • Le risultano chiare le informazioni che le sono state fornite? Apprendimento conoscenze • Mi può ripetere quali sono i cibi a Lei consentiti e quali proibiti? • Quanti liquidi può assumere in 24 ore? • Cosa può utilizzare al posto del sale per condire i cibi? Conosceva già gli argomenti trattati? • Erano sufficientemente approfondite? • Desidera altre informazioni?

 Esempio di Check - list Comportamento atteso Prepara tutto il materiale occorrente con

Esempio di Check - list Comportamento atteso Prepara tutto il materiale occorrente con l’ausilio dell’opuscolo Esegue un corretto lavaggio delle mani Valuta il residuo gastrico Posiziona l’utente Collega il deflussore al sondino Apre il morsetto Regola la velocità di infusione ………. . Eseguito in modo Non eseguito corretto + 1 0

Health Literacy Trad. Lett. : alfabetizzazione sanitaria Literacy: insieme di competenze e capacità necessarie

Health Literacy Trad. Lett. : alfabetizzazione sanitaria Literacy: insieme di competenze e capacità necessarie per accedere alle informazioni e destreggiarsi nella società moderna (es. in banca, in ospedale, al supermercato, libretto di istruzioni) Competenza alfabetica funzionale Health Literacy Livello in cui si colloca la capacità degli individui di ottenere e comprendere le informazioni per/ sulla salute necessarie per accedere correttamente alle prestazioni sanitarie e/o adottare un sano stile di vita.

Health Literacy q Studi internazionali dimostrano forti connessioni tra il livello di literacy e

Health Literacy q Studi internazionali dimostrano forti connessioni tra il livello di literacy e i risultati di salute q Il livello medio di literacy in Italia è al di sotto di quello necessario per trarre il massimo dal materiale sanitario scritto o dalla relazione medico/infermiere-paziente