Surrealismo Ideologia tra arte e politica Chi sono








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Surrealismo Ideologia tra arte e politica
Chi sono i surrealisti? Sono uomini animati da uno spirito ribelle e anticonformista, assai simile a quello che muoveva o aveva mosso fino allora i giovani vicini all’avanguardia: si proponevano una ricerca linguistica e formale che fosse di rottura, ma che sapesse esprimere anche la loro conoscenza della tradizione pittorica e la volontà di rinnovarla a partire da una diversa capacità ideativa e tecnica.
L’ispirazione… Non è una realtà quotidiana, logica e razionale, ma è qualcosa che arriva da «altrove» , da altra dimensione, da oltre la soglia del reale, in un mondo sospeso tra sogno e fantasia.
Chi ha aderito? Max Ernst, Hans-Jean Arp, André Masson, Yves Tanguy, René Magritte, Paul Delvaux, Salvador Dalì, Joan Mirò.
Desiderano… Rinnovare il linguaggio e la forma letteraria e artistica. Quindi: il cambiamento e la trasformazione!
Decantano… Un mondo che, per questi giovani, funziona male: come ad es. il non avere gli stessi diritti e neanche gli stessi doveri. Le persone non sono libere. Hanno perso la capacità di immaginare e desiderare. Hanno perso l’autonomia con cui poter costruire la propria vita.
Il loro linguaggio… Strumento di comunicazione logico. La poesia, come verrà affermato nel manifesto di Breton, può esprimere attraverso libere associazioni un diverso rapporto con la realtà. Scopo di questo linguaggio è di riuscire a sconvolgere l’ordinamento di quello che era già in atto per ribaltare le convenzioni. Non c’è più un codice logico. Vengono confusi i sensi per poi rimetterli in processo. «Trasformare il mondo» , come diceva Marx e «cambiare la vita» come diceva Rimbaud! Questa è la linea del movimento surrealista riunita da Breton.
Di ©Tiziana Mazzaglia Se ne vieta ogni copia e ogni tipo di diffusione.