Studenti e uso responsabile delle tecnologie DIECI REGOLE
Studenti e uso responsabile delle tecnologie DIECI REGOLE
1. Tutto ciò che fate online è pubblico #visibile #noprivacy
Tutto ciò che viene fatto è pubblico. È visibile dai professori, dai genitori, dagli amici, è ricercabile. Non esistono gruppi chiusi. Non esiste intimità o confidenza. • La e-mail è come una cartolina. Lo screenshot consente di violare ogni confidenza o intimità. Anche se una gallery di foto viene impostata come privata, il tag fa perdere il controllo della chiusura e, improvvisamente, apre, anche contro la nostra volontà. • Ci sono alcune limitate possibilità di cancellare messaggi o immagini da Whats. App o da altre app, ma se uno ha due telefoni – o fa subito lo screenshot – salta la tutela. • Non esiste il ‘mio’ profilo, la ‘mia’ bacheca, la ‘mia’ chat, il ‘mio’ canale, il ‘mio’ account Instagram, il ‘mio’ spazio web, il ‘mio’ blog.
2. Tutto ciò che fate online è amplificato #megafono
‘Amplificato’ vuol dire che raggiunge tantissime persone e tantissimi luoghi, anche di più della parola. Da una classe, da un piccolo circolo o da un gruppo, può arrivare a tutto il mondo. • Siamo in presenza dello strumento più potente per la diffusione, oggi, dei messaggi. • Le visualizzazioni dei video su You. Tube sono significative: 200 milioni di visualizzazioni di un video di Ghali, ad esempio. 200 milioni sono due Nazioni! • Bisogna capire la potenza del mezzo che si ha in mano, un enorme megafono che, soprattutto nei panni di una vittima, ha un impatto tremendo. • È, poi, un mezzo che può essere ossessivo-compulsivo, ossia i messaggi possono essere ripetuti nel tempo brevissimo, quindi l’amplificazione si potenzia ancora di più; pensiamo per esempio agli influencer.
3. Tutto ciò che fate online rimane per sempre #persistente #persempre #eterno #permanente
Il messaggio rimane per sempre. La rete non rimuove, o rimuove con grandissima difficoltà e non dimentica. La rete ripropone anche dopo tanto tempo. • Ciò comporta la necessità di pensarci prima, di riflettere prima di mandare il messaggio, la foto o il video, perché si sta ipotecando il futuro. • Pensiamo al diciottenne che cerca lavoro e ai colloqui lo valutano online, come appare sui social. • E’ difficile rimuovere dopo i contenuti.
4. Tutto ciò che fate online diventa virale #condiviso #prendevita
Il contenuto prende vita. Viene condiviso. Diventa trending topic e, quindi, più visibile in rete. Anche se parte in un contesto intimo, il contenuto poi inizia a circolare e non si può più fermare. • Oggi la condivisione, i cuori, i like, il numero di commenti, è la nuova valuta. È l’indice di gratificazione di un ragazzo. Più sei virale, più vali. • Vieni condiviso anche se non vuoi. Vieni condiviso anche parzialmente, spesso perdendo il significato originale dei contenuti.
5. Dovete proteggere la privacy vostra e altrui #privacy #protezionedeidati #intimità
Il rispetto della privacy propria e della privacy altrui. La privacy ‘propria’ significa non condividere dati intimi, che possono mettere in pericolo la sicurezza della persona. I dati si possono anche correlare. Quindi anche un dato singolo, apparentemente inutile, può essere, se unito ad altri, una informazione importante. • Rispetto della privacy altrui vuol dire non violare i dati di altri. Se vediamo circolare un dato intimo di una persona, bisogna avvertirla e cancellarlo, non condividerlo, soprattutto su gruppi Whats. App • Ci sono anche forme di bullismo perpetrate da amici o amiche ‘del cuore’ che prima si fanno confidare particolari intimi della vita della vittima e poi li rendono pubblici.
6. Attenzione ai fake e alle false identità/contatti #fake #identità
È facilissimo rubare l’identità, e in rete è complicato validare la identità altrui. • Diffidare di qualsiasi contatto che domandi informazioni, che chieda foto. Anche le informazioni sui social network sono spesso false, totalmente o parzialmente. • Facilissimo è creare un falso profilo, anche in poche ore, che sia credibile, per poi domandare contatti o foto. Nel mondo fisico abbiamo dei parametri: sesso, età presunta, luogo dove abita. Nel digitale salta tutto.
7. La paranoia online è una virtù #paranoia #diffidenza #cautela #difensiva
Nell’ambiente digitale, la paranoia è una virtù. • Essere sempre diffidenti. Diffidare di richieste di qualsiasi tipo. Informazioni. Foto. Cliccare su link. Aprire allegati. Telefonate di informazioni. Promesse di riservatezza. • Alzare le cautele. Non mostrare mai il viso. Non mostrare l’ambiente dove si è. Verificare una persona indagando su fonti aperte.
8. Non cambiate carattere online #carattere #disinibizione #noncambiareonline
Non approfittare della mancanza della presenza per aggredire. Non far circolare voci o pettegolezzi malevoli. • Il mezzo telematico può cambiare il carattere. Ha un effetto disinibitorio. Non c’è contatto fisico. Non è visibile il male che si fa alla vittima. Le persone più calme possono diventare delle furie. Volgari. Bestemmiano. Disinibite. Aggressive. • Ricordarsi sempre di essere online quello che si è offline. Empatici. • Non si è anonimi. Essere realmente anonimi è difficilissimo, quindi non c’è uno scudo vero.
9. Siate hacker e curiosi #esserehacker #conoscere
Più si conoscono le tecnologie che si usano, più si è sicuri. • Investire tempo nel conoscere le tecnologie, le funzioni, dove vengono salvate le informazioni, come bloccare, come proteggersi, come elevare il livello di privacy, come proteggere le proprie credenziali, gli account, le password. • Cercate esempi virtuosi. Attenzione che spesso i genitori non sono un buon esempio di uso di smartphone o tecnologie. • Chi domina la tecnologia? Siete voi a dominarla, o è lei che domina voi?
10. In caso di dubbio, parlatene. #parlare #segnala
Fate rete, soprattutto nel bullismo è fondamentale, parlatene in famiglia, a scuola, segnalate anche in maniera anonima, condividete il disagio con i vostri amici. • Non vergognatevi, non diffidate dell’autorità (in senso lato), non abbiate paura di ulteriore vittimizzazione: se siete a disagio con l’uso della tecnologia, parlatene con l’interlocutore che preferite. Il disagio si capisce dalla tensione. Tensione quando arrivano messaggi, insonnia, controllo costante del telefono, timore di essere al centro dell’attenzione. • Il sommerso purtroppo è altissimo. Ci si vergogna, soprattutto se l’aggressione tocca la razza, o la sessualità, o le caratteristiche fisiche, oppure si diffida degli insegnanti, dei genitori, o si ha paura di generare altre aggressioni, e allora si preferisce non dire nulla. Ma è sbagliato.
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