Strategie di psicologia di comunit per star meglio

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Strategie di psicologia di comunità per star meglio insieme tramite l'empowerment individuale, gruppale, organizzativo

Strategie di psicologia di comunità per star meglio insieme tramite l'empowerment individuale, gruppale, organizzativo e comunitario Lezione Magistrale Convegno“Star bene insieme: scuola, sport, comunità” Cortona 16 -3 -2017 Donata Francescato www. donatafrancescato. it

 STORIA E PRINCIPI TEORICI §Dal 1965 nasce USA, oggi PC diffusa in 72

STORIA E PRINCIPI TEORICI §Dal 1965 nasce USA, oggi PC diffusa in 72 paesi nei cinque continenti Circa 40 Associazioni di Psicologia di Comunità §Convegni mondiali tenuti a Portorico 2006, Lisbona 2008, Barcelona 2010. Puebla (Messico) 2012, Fortaleza (Brasile) 2014 Capetown (Sudafrica) 2016.

PSICOLOGIA DI COMUNITA’ § La psicologia di comunità evidenzia la necessità di guardare all’origine

PSICOLOGIA DI COMUNITA’ § La psicologia di comunità evidenzia la necessità di guardare all’origine sociale dei disagi umani e disturbi psichici in contrapposizione con una concezione individualistica della psichiatria e psicologia cilinica degli anni 60. § PONE L’ACCENTO SULLA PREVENZIONE DEL DISAGIO PROMOZIONE DEL BENESSERE E DELLA SALUTE MIGLIORAMENTO QUALITA’ DELLA VITA SI OCCUPA SOPRATTUTTO DI PREVENZIONE PRIMARIA: Interventi che accrescono le competenze e consentono di affrontare le crisi prevedibili

PSICOLOGIA DI COMUNITA’ § PONE L’ACCENTO SULLE INTERAZIONI TRA L’INDIVIDUO ED I DIVERSI CONTESTI

PSICOLOGIA DI COMUNITA’ § PONE L’ACCENTO SULLE INTERAZIONI TRA L’INDIVIDUO ED I DIVERSI CONTESTI DI APPARTENZA. § CERCA DI STUDIARE LA RELAZIONE CIRCOLARE TRA LE PERSONE ED I DIVERSI LIVELLI DI COMPLESSITA’ SOCIALI: GRUPPI, ORGANIZZAZIONI, RETI E COMUNITA TERRITORIALI E VIRTUALI

PSICOLOGIA DI COMUNITA’ § Vede l’essere umano come un soggetto attivo storicamente e culturalmente

PSICOLOGIA DI COMUNITA’ § Vede l’essere umano come un soggetto attivo storicamente e culturalmente situato in uno specifico contesto ambientale che pone vincoli ed opportunità § Enfasi su condizioni ambientali che favoriscono accesso desiderio e risorse per attuarlo § Sottolinea il senso costruttivo dell’azione come processo che integra sfera individuale e sociale, fornendo all’individuo la possibilità non solo di adattarsi al contesto ma anche di cambiarlo.

 Psicologo nel servizio sociale comunale in varie regioni § In Basilicata la legge

Psicologo nel servizio sociale comunale in varie regioni § In Basilicata la legge 328/2000 e il Piano Regionale socioassistenziale 2000 -2002, Delibera di C. R. n. 1280 prevede lo psicologo nel servizio sociale comunale e anche il servizio di psicologia di comunità. § Ufficio di piano prevede attività quali: ”analisi di comunità; organizzazione e conduzione di focus group; analisi organizzativa di istituzioni, gruppi, associazioni e comunità; § consulenza di empowerment individuale; consulenza, promozione e attivazione di processi di empowerment organizzativo” Altre leggi in Campania, Lombardia e Friuli

EMPOWERMENT § Empowerment : FAVORIRE L’ACQUISIZIONE DI POTERE: RENDERE IN GRADO DI. § RAPPAPORTpermette

EMPOWERMENT § Empowerment : FAVORIRE L’ACQUISIZIONE DI POTERE: RENDERE IN GRADO DI. § RAPPAPORTpermette a individui, gruppi e comunità di accrescere le proprie capacità di controllare attivamente la propria vita (capacità di influenzarei I processi decisionali), consapevolezza critica contesto socio-politico e azione collettiva

EMPOWERMENT §Psicologo di comunità mette l’accento sulla componente sociopolitica. §L’individuo è empowered non solo

EMPOWERMENT §Psicologo di comunità mette l’accento sulla componente sociopolitica. §L’individuo è empowered non solo quando è capace di sperare e porsi gli obiettivi per raggiungerli, ma quando è consapevole dei fattori socio-politici che incidono la sua esistenza.

VERSO UNA TEORIA DELLA TECNICA IN PC Strategie d’intervento: § incoraggiano interpretazioni pluralistiche problema

VERSO UNA TEORIA DELLA TECNICA IN PC Strategie d’intervento: § incoraggiano interpretazioni pluralistiche problema sociale § esaminano origini storiche del problema sociale e disuguale distribuzione dell’accesso risorse contesto sociale

Strategie di intervento devono §promuovere progetti di EMPOWERMENT che creino legami e aumentino capitale

Strategie di intervento devono §promuovere progetti di EMPOWERMENT che creino legami e aumentino capitale sociale; § dare voce a narrative minoritarie esistenti a nuove metafore, copioni e ruoli empowering.

Strategie di intervento devono: §identificare punti forza su cui fare leva per ottenere cambiamenti

Strategie di intervento devono: §identificare punti forza su cui fare leva per ottenere cambiamenti auspicati; §identificare chi ha il potere di risolvere problemi prioritari (a che livello).

LE PERSONE EMPOWERED HANNO MAGGIORI INTERESSI SOCIOPOLITICI § Reagiscono meglio a eventi esterni minacciosi

LE PERSONE EMPOWERED HANNO MAGGIORI INTERESSI SOCIOPOLITICI § Reagiscono meglio a eventi esterni minacciosi come crisi economiche e politiche. Più disponibili a cogliere opportunità offerte dai nuovi media, tendono a sperare nel futuro, sono capaci di porsi mete personali e sociali attuare azioni congruenti per raggiungerle anche con altri. Una comunità empowering offre opportunità potenzianti ai propri residenti e li aiuta a diventare cittadini partecipi e attivi.

 Promuovere circuiti virtuosi di benessere e depotenziare i circuiti del malessere sociale e

Promuovere circuiti virtuosi di benessere e depotenziare i circuiti del malessere sociale e personale § Psicologia di comunità promuove pertanto sia l’empowerment individuale, gruppale, organizzativo che quello delle comunità locali e virtuali in cui i cittadini vivono, seguendo dei principi guida: incoraggiare interpretazioni pluralistiche promuovendo utilizzo di concetti e strumenti multidisciplinari e di conoscenze locali; esaminare origini storiche; dare voce a narrative minoritarie, creare legami solidali e identificare i punti forza su cui far leva per ottenere cambiamenti desiderati.

EMPOWERMENT A PIU’ LIVELLI § DELLA COMUNITA’ § DELL’ORGANIZZAZIONE § DEI PICCOLI GRUPPI E

EMPOWERMENT A PIU’ LIVELLI § DELLA COMUNITA’ § DELL’ORGANIZZAZIONE § DEI PICCOLI GRUPPI E DEI SINGOLI INDIVIDUI

PROMUOVERE EMPOWERMENT INDIVIDUALE E GRUPPALE § Fiducia di poter influenzare positivamente il corso degli

PROMUOVERE EMPOWERMENT INDIVIDUALE E GRUPPALE § Fiducia di poter influenzare positivamente il corso degli eventi e di avere un grado di controllo su quel che succede. § Aiuta a fronteggiare i momenti di crisi quando tendiamo a sentirci scontenti e impotenti. § Le persone empowered sono più soddisfatte della loro vita sul piano lavorativo affettivo e sociale e capaci di fare buone scelte.

DI QUALE TIPO DI POTERE SI OCCUPA L’EMPOWERMENT? NON potere OPPRESSIVO : impedire ad

DI QUALE TIPO DI POTERE SI OCCUPA L’EMPOWERMENT? NON potere OPPRESSIVO : impedire ad altri di fare quello che vorrebbero o al contrario costringere altri. Potere COSTRUTTIVO o GENERATIVO empowering: aprire nuove possibilità a se stessi e agli altri.

INDIVIDUI DISEMPOWERED RENDONO CONTESTI AMBIENTALI MENO VIVIBILI (CIRCUITO DI MALESSERE) §Individui disempowered impotenti, rancorosi

INDIVIDUI DISEMPOWERED RENDONO CONTESTI AMBIENTALI MENO VIVIBILI (CIRCUITO DI MALESSERE) §Individui disempowered impotenti, rancorosi e senza speranza più proni a comportamenti antisociali, aggressivi aumentano malessere individuale, relazionale e sociale. Sono pessimisti, diffidenti verso nuove tecnologie, disgustati e sfiduciati verso la politica.

Caratteristiche del potere monade § Potere basato su una concezione unitaria che mira all’unicità

Caratteristiche del potere monade § Potere basato su una concezione unitaria che mira all’unicità del comando. I capi “monadi” vedono i collaboratori come potenziali rivali, si ritengono unici e indispensabili. Non fanno da mentor ai loro collaboratori. Vedono avversari come nemici. Lotte di potere continue sono la norma. Questi capi sono potenti (empowered) ma disempowering: contribuiscono al malessere sociale e personale. (Amato 1996, Francescato 1998, 2012).

ESERCITARE POTERE IN MODO EMPOWERING IN FAMIGLIA, A SCUOLA, NEI LUOGHI DI LAVORO §Favorisce

ESERCITARE POTERE IN MODO EMPOWERING IN FAMIGLIA, A SCUOLA, NEI LUOGHI DI LAVORO §Favorisce lo sviluppo del potenziale di partner, figli, allievi e collaboratori aumentando competenze e soddisfazione e promuove la crescita di individui empowered. §Promuove comunità empowered §Promuove organizzazione empowered

. L’orientamento e la formazione empowering § L’orientamento e la formazione empowering puntano a

. L’orientamento e la formazione empowering § L’orientamento e la formazione empowering puntano a far emergere desideri e affrontare nodi problematici, esplorando le emozioni positive che promuovono l’empowerment e le emozioni negative che possono ostacolare il raggiungimento dei mutamenti desiderabili. Distinzione tra bisogni legati all’ esperienza passata che evocano disagio e mancanza , e desideri che proiettano nel futuro, e tendono a creare “possibilità nuove”( Bruscaglioni 2005).

LA FORMAZIONE E L’ORIENTAMENTO EMPOWERING: Fanno emergere desideri e potenzia emozioni positive e depotenzia

LA FORMAZIONE E L’ORIENTAMENTO EMPOWERING: Fanno emergere desideri e potenzia emozioni positive e depotenzia emozioni negative § Utilizzano un approccio orientato al futuro, aiuta a capire il proprio passato personale ma anche quello sociale del gruppo di appartenenza e si focalizza nell’immaginare pluri possibili futuri

Fasi del processo di orientamento e formazione empowering I e II FASI - Esplorazione

Fasi del processo di orientamento e formazione empowering I e II FASI - Esplorazione dei desideri e di vari possibili futuri, e bilancio delle competenze -Tramite tecniche come il “romanzo lavorativo e il romanzo scolastico familiare”, e “i romanzi mediatici generazionali e personali”. Con il “romanzo familiare” si rintracciare la genesi del nostro patrimonio emotivo, in particolare del modo di vivere emozioni negative come rabbia, ira, vergogna, invidia, che rovinano i nostri rapporti affettivi, per liberarsi dell’influenza dei ricordi negativi del passato, e ritrovare desideri sepolti da anni.

a) ESEMPI b) Quali sono gli interessi dei tuoi nonni che potrebbero costituire per

a) ESEMPI b) Quali sono gli interessi dei tuoi nonni che potrebbero costituire per te un input o uno stimolo c) Quli erano I valori dei tuoi nonni riguardo al denaro, lavoro, ruoli di genere, politica ed agli scopi di vita d) QUALI SONO I VALORI, GLI ASPETTI POSITIVI DEI TUOI NONNI CHE VORRESTI PER TE E QUALI INVECE QUELLI CHE RESPINGI

RIFLESSIONE PATRIMONIO EMOTIVO § 1) COME VENIVANO GESTITE LE EMOZIONI NEGATIVE DA NONNI E

RIFLESSIONE PATRIMONIO EMOTIVO § 1) COME VENIVANO GESTITE LE EMOZIONI NEGATIVE DA NONNI E GENITORI (INVIDIA, RABBIA, IRA E GELOSIA) § 2) COME VENIVANO GESTITE LE EMOZIONI POSITIVE (RISATE, GIOIA, ENTUSIASMO, CURIOSITA’ ECC. )

ROMANZO MEDIATICO GENERAZIONALE § QUALI SONO I PROGRAMMAI TELEVISIVI, FILM, CANZONI PIU’ SENTITI NELLA

ROMANZO MEDIATICO GENERAZIONALE § QUALI SONO I PROGRAMMAI TELEVISIVI, FILM, CANZONI PIU’ SENTITI NELLA VOSTRA PREADOLESCENZA? (11 -14 ANNI) § QUALI INFLUENZE HANNO AVUTO NEL VOSTRO LOOK, IDEE POLITICHE, MODO DI CONCEPIRE I VALORI IMPORTANTI DELLA VITA, RAPPORTI SENTIMENTALI

COME MIGLIORARE LE NOSTRE SCELTE SENTIMENTALI AMANDOSI DA GRANDI §L’analisi del “romanzo familiare” esplora

COME MIGLIORARE LE NOSTRE SCELTE SENTIMENTALI AMANDOSI DA GRANDI §L’analisi del “romanzo familiare” esplora il nostro patrimonio emotivo, il modo di vivere emozioni negative come rabbia, ira, vergogna, invidia e gelosia che rovinano i nostri rapporti affettivi, per liberarsi dall’influenza dei ricordi negativi del passato e ritrovare desideri sepolti

L’esame dei «romanzi mediatici generazionali» e “personali § L’analisi dei romanzi mediatici generazionali (i

L’esame dei «romanzi mediatici generazionali» e “personali § L’analisi dei romanzi mediatici generazionali (i programmi più visti nei media esistenti nel periodo della nostra adolescenza) e «personali» (i film, i video, i programmi tv, i siti internet, i social network come Facebook che utilizziamo ogni giorno) ci permette di capire come quel che «vediamo trasforma chi siamo» .

Usare i media per ottenere cambiamenti desiderati § Modificando il nostro uso dei media,

Usare i media per ottenere cambiamenti desiderati § Modificando il nostro uso dei media, scegliendo ad esempio di non guardare più certi film che aumentavano la loro propensione a comportamenti violenti in famiglia, ma di vedere programmi che illustravano modalità più costruttive di gestione di conflitti tra partner e genitori e figli, partecipanti hanno raggiunto cambiamenti desiderati, e migliorato i rapporti di coppia e tra le generazioni.

COME USARE I MEDIA PER RAGGIUNGERE CAMBIAMENTI DESIDERATI § Attingendo ad immenso patrimonio mediatico

COME USARE I MEDIA PER RAGGIUNGERE CAMBIAMENTI DESIDERATI § Attingendo ad immenso patrimonio mediatico oggi accessibile possiamo scegliere determinati film siti ecc che ci modellano comportamenti desiderati ed evitare quelli che aumentano la nostra propensione a pensieri emozioni e comportamenti per noi distruttivi.

Fase III e IV: esplorazione delle possibilità e vincoli dei contesti ambientali III Si

Fase III e IV: esplorazione delle possibilità e vincoli dei contesti ambientali III Si esplorano i contesti ambientali (profili di comunità, analisi organizzativa multidimensionale partecipata, lavoro di gruppo e di rete in gruppi territoriali e virtuali come i social networks (Francescato e Zani 2013) IV. Individuazione di congruenze tra i desiderata individuali, competenze acquisite e le richieste limiti e le opportunità dei contesti di appartenenza. Trovare spazio del “possibile” e progettare una pluralità di cambiamenti desiderabili avviando un percorso di pluripossibilità

NUOVE POSSIBILITA’ DI SVILUPPARE NOSTRO CAPITALE INTELLETTUALE E SOCIALE § Tramite internet libero accesso

NUOVE POSSIBILITA’ DI SVILUPPARE NOSTRO CAPITALE INTELLETTUALE E SOCIALE § Tramite internet libero accesso a corsi universitari gratis. Inoltre le nuove piattaforme permettono forme di apprendimento collaborativo in piccoli gruppi (CSCL). § Ho documentato in varie indagini (Francescato, Tomai, Mebane 2004; Francescato et. 2012) come si possono acquisire conoscenze e competenze professionali e aumentare capitale sociale in misura pari o superiori a quelle ottenute nei piccoli gruppi di formazione faccia a faccia.

SOCIAL NETWORKS E RAPPORTI DI COPPIA § Primi risultati indagine su 2100 utenti di

SOCIAL NETWORKS E RAPPORTI DI COPPIA § Primi risultati indagine su 2100 utenti di Facebook: donne più gelose di uomini; § Effetti positivi : instaurare nuovi rapporti, avvicinare coppie lontane per lavoro, vivacizzare rapporti tra partner che chattano tra loro, scoprire tradimenti, nuovi interessi e emozioni partner, scherzare e ridere insieme; § Effetti negativi: aumento gelosia, contatti falsi per controllare partner, privacy violata dopo rotture, litigi su cosa si posta (foto) accrescimento sospetti su ex e litigi per tempo.

AUMENTO DEI GRUPPI DI SOSTEGNO E MUTUO AIUTO ONLINE § Da gruppi per neomamme,

AUMENTO DEI GRUPPI DI SOSTEGNO E MUTUO AIUTO ONLINE § Da gruppi per neomamme, a gruppi per pazienti con malattie rare, a gruppi che vogliono creare esperienze di cohousing per giovani e anziani. § Grande crescita della varietà di queste tipologie di gruppi ( In “Amarsi da grandi” descrivo esperienze in USA e Europa, e quelle nascenti in Italia. )

COME RIDARE FIDUCIA AI MOLTI ITALIANI DISEMPOWERED? § Occorre anche ci mobilitiamo per cambiare

COME RIDARE FIDUCIA AI MOLTI ITALIANI DISEMPOWERED? § Occorre anche ci mobilitiamo per cambiare classi dirigenti oggi dominate da “valori maschili” centrati sulla ricerca del successo individuale, sulla competizione esasperata, sulla violenza nel risolvere conflitti e su una visione guerresca della politica. § Dobbiamo eleggere politici (anche maschi) con valori “femminili” che privilegiano uguaglianza di opportunità, soluzione non violenta dei conflitti, senso di comunità , il “noi” accanto all’ ”io”.

 I PROFILI DI COMUNITA’ § Uno strumento creato da Martini e Sequi 1988,

I PROFILI DI COMUNITA’ § Uno strumento creato da Martini e Sequi 1988, 1995, e rielaborato da Francescato (2002) che ha quali obiettivi l’aumento dell’empowerment di una comunità, attraverso la conoscenza e la diagnosi partecipata di una comunità, e la costruzione di un progetto di intervento globale che può includere vari sub-progetti mirati

Quale finalità si propone la metodologia dei profili di comunità? Analizzare ed integrare le

Quale finalità si propone la metodologia dei profili di comunità? Analizzare ed integrare le caratteristiche di tipo soggettivo e oggettivo di una comunità con l’obiettivo di individuare punti forza ed aree problema, per favorire l’innovazione ed il cambiamento attraverso la conoscenza e la partecipazione. Individuare il livello di empowerment di una comunità Sviluppare reti tra associazioni, e strutture

Viviamo in una comunità empowered § Se è presente un alto grado di empowerment

Viviamo in una comunità empowered § Se è presente un alto grado di empowerment sociale: gli abitanti sono consapevoli del legame tra benessere individuale e collettivo, e di come aspetti demografici, economici, territoriali, politici culturali e psicologici interagiscono nel produrre malessere o benessere nelle nostre comunità locali

 Profilo territoriale Comprende tutti i dati relativi al territorio (estensione, composizione fisica, clima,

Profilo territoriale Comprende tutti i dati relativi al territorio (estensione, composizione fisica, clima, risorse naturali, degrado ambientale. Infrastrutture di comunicazione ecc) Si individuano i punti forza e aree problema tramite dati esistenti in enti che si occupano del territorio e siti internet, interviste a esperti, ambientalisti, focus groups, passeggiate di estranei, fotografie § Passeggiata di esterni alla comunità con foto punti salienti § Passeggiata dei cittadini (gruppi differenti) con foto punti salienti § (Confronto tra le foto)

 PROFILO DEMOGRAFICO Riguarda il numero di abitanti, divisi per fasce di età, sesso,

PROFILO DEMOGRAFICO Riguarda il numero di abitanti, divisi per fasce di età, sesso, scolarizzazione, stato civile ecc, incremento /decremento popolazione, flussi migratori e mobilità ( cambi di residenza). § Fonti: Gli uffici anagrafici, ufficio di collocamento, questura, ufficio immigrazioni, siti internet. Per dati mancanti (immigrati clandestini, persone senza fissa dimora) interviste a persone chiave

Profilo attività produttive § Presenza di attività produttive primarie, secondarie e terziarie. Tasso e

Profilo attività produttive § Presenza di attività produttive primarie, secondarie e terziarie. Tasso e tipologia di occupazioni prevalenti, tasso di disoccupazione, (femminile e giovanile) Vulnerabilità delle attività produttive locali ai processi di globalizzazione. § Fonti: Camere di commercio, associazioni di categoria, interviste ad esperti, siti internet.

 PROFILO ISTITUZIONALE Riguarda gli aspetti politici amministrativi , tipi di rapporti comune con

PROFILO ISTITUZIONALE Riguarda gli aspetti politici amministrativi , tipi di rapporti comune con altri comuni, con la regione con la provincia lo stato e l’Unione Europea. Funzionamento tribunali, commissariati ecc. Interviste a persone chiave, politici, parroci, poliziotti ecc.

PROFILO DEI SERVIZI § Comprende tutti i dati relativi a : § Punti forza

PROFILO DEI SERVIZI § Comprende tutti i dati relativi a : § Punti forza e aree problema relativi ai servizi pubblici ed privati appartenenti all’area sociosanitaria, socioeducativa e ricreativo-culturale. § Fonti: Pagine gialle, siti internet, interviste a persone chiavi operanti in ogni tipologia di servizi.

PROFILO PSICOLOGICO § Esplora dinamiche affettive, senso di appartenenza, identificazione collettiva, livello di partecipazione,

PROFILO PSICOLOGICO § Esplora dinamiche affettive, senso di appartenenza, identificazione collettiva, livello di partecipazione, aperturachiusura sottogruppi, sostegno sociale, tendenza alla collaborazione-conflittualità § Strumenti sceneggiati di quartiere o paesi, disegni di gruppo, analisi modalità di problem solving e risoluzione conflitti, livelli di empowement personali e collettivi, narrative dominanti e minoritarie.

PROFILO ANTROPOLOGICO § Include storia della comunità, valori, atteggiamenti sociali, riti, miti, reperibili attraverso

PROFILO ANTROPOLOGICO § Include storia della comunità, valori, atteggiamenti sociali, riti, miti, reperibili attraverso interviste a testimoni privilegiati, libri e opuscoli, osservazione partecipante di feste, manifestazioni culturali e riti tradizionali. § Disegni che rappresentano la comunità § Relative emozioni ad esse connesse § Associazioni libere circa i disegni suddivise in positive, negative e neutre §

PROFILO DEL FUTURO Valuta come la comunità vive il rapporto tra presente e futuro

PROFILO DEL FUTURO Valuta come la comunità vive il rapporto tra presente e futuro e quali eventi teme o auspica. Si cerca di individuare i modelli di convivenza e la loro influenza sul modo di vedere il futuro. § Viene esplorato tramite tre domande stimolo nelle interviste alle persone chiave, e nelle discussioni nei focus groups: § “ Come sarà secondo lei tra dieci anni questa città? ” § “ Cosa teme maggiormente per il futuro di questa città? ” § “ Cosa desidera maggiormente per il futuro di questa città? ”

Percorso per effettuare profili di comunità § 1) COSTITUZIONE DI UN GRUPPO DI RICERCA

Percorso per effettuare profili di comunità § 1) COSTITUZIONE DI UN GRUPPO DI RICERCA INTERDISCIPLINARE (2 ESPERTI PER OGNI PROFILO) § 2) ANALISI PRELIMINARE CON GRUPPO DI ESPERTI § 3) INDIVIDUAZIONE PERSONE CHIAVE DA CONTATTARE § 4) RACCOLTA DATI EMPIRICI PER OGNI PROFILO (ELABORAZIONE PUNTI FORZA E AREE PROBLEMA CON DATI QUANTITATIVI E QUALITATIVI) § 5) RIUNIONE ASSEMBLARE PER INDIVIDUARE CAMBIAMENTI PRIORITARI

Formazione di un gruppo di ricerca interdipliscinare § Esperti indicano le persone chiave da

Formazione di un gruppo di ricerca interdipliscinare § Esperti indicano le persone chiave da intervistare e dove raccogliere dati esistenti su ognuno dei profili, e indicano quali sono i punti forza e le aree problema per ogni profilo. Le loro valutazioni vengono confrontate con quelle offerte nei focus groups dei cittadini. § Gli esperti vengono intervistati singolarmente prima e poi riuniti una volta sola per uno speciale focus groups esperti ma si mantengono in contatto con lo psicologi via telefono o mail durante tutto il processo di analisi di comunità come consulenti

I gruppi focus sono composti da membri di gruppi dominanti e marginali § QUATTRO

I gruppi focus sono composti da membri di gruppi dominanti e marginali § QUATTRO FASI: A) Analisi preliminare tramite brainstorming su aspetti positivi e negativi della comunità permette di individuare quali profili vengono percepiti più positivi o più problematici B) Sceneggiato di un film sulla loro comunità C) Analisi del futuro. Come immaginano la comunità tra 10 anni, timori e desideri. D) Discussione finale su possibili soluzioni a problemi identificati e strategie per ottenere cambiamenti desiderati (Francescato, Tomai, Ghirelli 2002)

 Come si usa la tecnica dello “Sceneggiato” Si pone l’obiettivo di esplorare gli

Come si usa la tecnica dello “Sceneggiato” Si pone l’obiettivo di esplorare gli atteggiamenti e i vissuti che i vari sottogruppi hanno verso la comunità e il tipo di risposta emotiva che l’ambiente è in grado di evocare loro. I partecipanti vengono invitati a elaborare la sceneggiatura di un film, scegliendo il titolo, il genere (commedia, documentario, fantascienza ecc) la trama, i personaggi principali e il finale, presentano elaborato e possono recitare alcune scene del film e poi discutono sulle emozioni negative e positive che emergono

Sceneggiati di gruppi diversi a confronto per esplorare e diminuire conflitti § Almeno due

Sceneggiati di gruppi diversi a confronto per esplorare e diminuire conflitti § Almeno due sceneggiati diversi sulla stessa comunità sono elaborati separatamente da ogni gruppo focus e poi narrati o rappresentati in brevi drammatizzazioni, e ogni gruppo descrive emozioni provate di fronte alla visione della comunità proposta dai due sceneggiati. Questo permette di analizzare in maniera protetta conflitti e contrasti e creare maggiore fiducia

Scelta della priorità di cambiamento e avvio dei progetti § Alla fine del percorso

Scelta della priorità di cambiamento e avvio dei progetti § Alla fine del percorso di analisi di comunità tutte le interazioni tra i profili vengono riesaminati in un’ assemblea plenaria, dove i cittadini che hanno partecipato alla ricerca intervento possono visualizzare nei cartelloni appesi, sia i punti forza e aree problema emersi, sia le priorità di cambiamento desiderate per individuare i cambiamenti fattibili (empowering) a breve e medio termine e i punti di forza per iniziare progetti di cambiamento più desiderati.

Risultati di una ricerca con 235 focus groups a Roma centro, periferia e provincia

Risultati di una ricerca con 235 focus groups a Roma centro, periferia e provincia § Circa 2500 cittadini, giovani adulti e anziani, immigrati e italiani coinvolti. L’analisi del contenuto degli sceneggiati ha permesso di esaminare atteggiamenti verso il futuro, tipologia di problemi, modalità di affrontare i problemi, presenza o assenza di sostegno sociale percepito, atteggiamento verso minoranze etniche, presenza di episodi di violenza, ecc Prevalenza problema lavorativi, di conflitti generazionali, tra uomini e donne e tra gruppi etnici particolarmente nelle periferie. Migliore capacità di affrontare problemi in modo attivo nelle cittadine di province, meno violenza, più apprezzamento anziani

Proposte emerse dai focus groups su come migliorare la comunità § Aprire scuole di

Proposte emerse dai focus groups su come migliorare la comunità § Aprire scuole di sera per incontri pubblici per indicare soluzioni a conflitti generazionali, di genere e interetnici tramite focus groups mirati. Promuovere comitati di inquilini e associazioni di vicinato, contratti di quartiere, progetti di cohousing , unità di crisi: disoccupati e imprese e istituzioni del territorio. Organizzare dibattiti riservati a nonni e nipoti per individuare soluzioni a conflitti generazionali e di genere, infine animare chats e gruppi di discussione sui social networks su come promuovere coalizioni tra generazioni, e tra uomini e donne, tra immigrati e italiani, ecc.

L’Analisi Organizzativa Multidimensionale Partecipata (AOMP) § L’ AOMP (Francescato, Tomai, Mebane 2004, Francescato e

L’Analisi Organizzativa Multidimensionale Partecipata (AOMP) § L’ AOMP (Francescato, Tomai, Mebane 2004, Francescato e Tomai 2005, Francescato Zani 2013) è una modalità di valutazione partecipata di un’ organizzazione che esamina le interazioni tra quattro dimensioni: strategicostrutturale, funzionale, psicodinamica e psicoambientale. Individua mutamenti desiderabili e realizzabili tendendo conto delle opportunità e dei vincoli dei contesti ambientali in cui l’organizzazione opera.

L’Analisi Organizzativa Multidimensionale Partecipata (AOMP) Questa ricerca-intervento è svolta con tutti gli appartenenti a

L’Analisi Organizzativa Multidimensionale Partecipata (AOMP) Questa ricerca-intervento è svolta con tutti gli appartenenti a una organizzazione o con membri che ne rappresentano le diverse componenti § Si inizia con una analisi preliminare tramite brainstorming, chiedendo al gruppo di indicare i punti di forza e di debolezza della loro organizzazione, (PF e PD)invitando i componenti il gruppo a non esprimere giudizi su ciò che viene detto; in un secondo momento, il gruppo viene aiutato a classificare i vari fattori emersi dal brainstorming utilizzando le diverse dimensioni che compongono l’A. O. M. P.

FASI ANALISI PRELIMINARE § 1) COLLOCARE PF E PD NELLE 4 DIMENSIONI § 2)

FASI ANALISI PRELIMINARE § 1) COLLOCARE PF E PD NELLE 4 DIMENSIONI § 2) PER OGNI PF E PD CHIEDERE DI VOTARE CHI E’ D’ACCORDO § 3) CONTARE PF PIU VOTATI SINGOLARMENTE § 4) VEDERE SE PER OGNUNA DELLE 4 DIMENSIONI PREVALGONO PF O PD § INFINE CERCARE INTERCONNESSIONI DIMENSIONI E PRIORITA ‘DI CAMBIAMENTO

DIMENSIONE STRATEGICOSTRUTTURALE § La dimensione strategico-strutturale che prende in considerazione gli aspetti giuridici, economici

DIMENSIONE STRATEGICOSTRUTTURALE § La dimensione strategico-strutturale che prende in considerazione gli aspetti giuridici, economici e politici di un’organizzazione, il posizionamento sul mercato, la missione e gli obiettivi strategici; si tratta di una dimensione “hard” che prescinde dalle presenze umane operanti

DIMENSIONE STRATEGICOSTRUTTURALE § Si analizza la dimensione strategico strutturale, esaminando la storia strategica dell’organizzazione

DIMENSIONE STRATEGICOSTRUTTURALE § Si analizza la dimensione strategico strutturale, esaminando la storia strategica dell’organizzazione (quando è nata, scopi iniziali, evoluzione obiettivi strategici nel tempo). Poi tenendo in considerazione i vincoli strutturali, economici e legali, e il posizionamento dell’organizzazione rispetto ad altre organizzazioni simili, si identificano i punti forza e le aree problema e si definiscono obiettivi strategici per l’immediato futuro e a medio termine.

La dimensione funzionale Si discutono le attività che devono essere svolte dai diversi componenti

La dimensione funzionale Si discutono le attività che devono essere svolte dai diversi componenti delle organizzazioni per raggiungere gli obiettivi enunciati. Usiamo vari strumenti eleborati da sociologi e analisti di sistema per esaminare i flussi di attività, la gestione delle emergenze e individuare punti forza e aree problema. §

La dimensione culturale o psicodinamica § Viene esaminata in sottogruppi con una varietà di

La dimensione culturale o psicodinamica § Viene esaminata in sottogruppi con una varietà di strumenti elaborate dagli psicologi e antropologi culturali e dai socioanalisti. Vengono esplorate emozioni positive e negative usando disegni di gruppo sull’organizzazione, barzellette, annedoti, immagini poste alle pareti ecc. Viene chiesto ai sottogruppi di fare uno sceneggiato sulla loro organizzazione, e i gruppi in plenaria li commentano come già descritto nei profili di comunità, individuano i punti forza e le aree problema.

La dimensione psico-ambientale Si cerca di individuare il grado di accordo tra aspettative dei

La dimensione psico-ambientale Si cerca di individuare il grado di accordo tra aspettative dei membri e scopi e funzioni dell’organizzazione. Usiamo strumenti sviluppati dagli psicologi dell’organizzazione per misurare lo stato di benessere e salute organizzativa, il clima, gli studi di leadership, i patterns di comunicazione e di risoluzione dei conflitti. Utilizziamo anche interviste singole e di gruppo per esaminare come migliorare la congruenza tra desideri e aspettative dei singoli e funzioni da svolgere per raggiungere gli obiettivi organizzativi. Punti forza e aree problema vengono individuati.

Esame delle interazioni tra le quattro dimensioni e individuazione delle priorità di cambiamento fattibili

Esame delle interazioni tra le quattro dimensioni e individuazione delle priorità di cambiamento fattibili § Dopo aver esaminato come punti deboli in una dimensione possono influenzarne un’altra e viceversa, il gruppo discute sulle priorità di cambiamento desiderabili e fattibili con le risorse presenti e dove e come reperire risorse mancanti.

Valutazione dell’efficacia dell’AOMP § AOMP è stata utilizzata in circa 140 organizzazioni: piccole e

Valutazione dell’efficacia dell’AOMP § AOMP è stata utilizzata in circa 140 organizzazioni: piccole e medie imprese cooperative del privato sociale, scuole, associazioni di volontariato, enti locali, amministrazioni comunali, sindacati e sedi di partiti politici, e associazioni culturali e ricreative (Francescato, Tomai, Solimeno 2008). Occorre tener conto cambiamemti mondo del Lavoro (De. Masi 2017)

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI § Bruscaglione M. (2007) Persona empowerment. Poter aprire nuove possibilità nel lavoro

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI § Bruscaglione M. (2007) Persona empowerment. Poter aprire nuove possibilità nel lavoro e nella vita, Milano, Franco. Angeli. § De Masi D. (2017) Lavorare gratis lavorare tutti Perche’ il futuro e’ dei disoccupati, Milano, Rizzoli. § Francescato D. Putton A. Cudini. S. ( 1986 e 2014 20 ristampe) Star bene insieme a scuola. Roma, Carocci. § Francescato D. (2010) Amarsi da grandi, Milano, Mondadori. § Francescato D. (2012) terza nuova edizione Quando l’amore finisce, Bologna, Il Mulino.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI § Francescato D (2012) nuova edizione. Figli sereni di amori smarriti. Biblioteca dei genitori. Il Corriere della Sera. § Francescato D. , Tomai M. e Mebane M. (2004) Psicologia di comunità per la scuola, l’orientamento e la forma. ione. Esperienze faccia a faccia e online, Bologna, Il Mulino. § Francescato D. , Tomai M. e Solimeno A. (2008) Lavorare e decidere meglio in organizzazioni empowering e empowered, Milano, Franco. Angeli.

Riferimenti bibliografici § § Francescato D. , Putton. (1995 Mondadori) ripubblicato nel 2007) Star

Riferimenti bibliografici § § Francescato D. , Putton. (1995 Mondadori) ripubblicato nel 2007) Star meglio insieme nei piccolo gruppi, a scuola, nei contesti produttivi e no profit Roma, Kappa. § Francescato D. , Mebane M. , Tomai M. , Benedetti M. , Rosa V. (2012) Promoting social capital, empowerment and counterstereotypical behavior in male and female students in online CSCL communities. In: H. Cuadra Montiel (Ed. ). Globalization, book 1, Intech, 75 -108. Scaricabile gratis da Internet.