Stazio Pacuvio e Accio Stazio la biografia Poche
Stazio, Pacuvio e Accio
Stazio: la biografia Poche sono le notizie sulla vita del commediografo Cecilio Stazio, poiché la sua produzione è andata perduta pressoché interamente. Restano poche decine di titoli di commedie e meno di trecento versi, alcuni dei quali incompleti. Per questo motivo, dobbiamo fare affidamento sulle informazioni giunte fino a noi del grammatico Volcacio Sedigito. anno avvenimenti 230 -220 a. C. Cecilio Stazio nasce in Gallia Cisalpina 179 a. C. giunge a Roma come schiavo o prigioniero di guerra diventa amico di Ennio e collabora con Ambivio Turpione, l’impresario che avrebbe poi prodotto e portato in scena le commedie di Terenzio 168 a. C. presunto anno della morte Stazio, Pacuvio e Accio > Stazio > La biografia
Stazio: la produzione Non è possibile valutare adeguatamente l’arte di Cecilio Stazio poiché di lui si conoscono solo frammenti, quasi tutti costituiti di uno o due versi, per un totale di 300 versi. Tra questi ricordiamo: • Andria (La donna di andro); • Epistathmos (L'inquilino); • Gamos (Il matrimonio); • Androgynos (L'ermafrodita); • Dardanus (Il troiano); • Epicleros (L'erede); • Epistola (La lettera). Mosaico raffigurante maschere tragica e comica Stazio, Pacuvio e Accio > Stazio > La produzione
Stazio: lo stile Dai pochissimi frammenti rimasti sembra che Cecilio condividesse alcuni tratti con: • Terenzio: molti dei titoli delle commedie di Stazio riprendevano direttamente quelli dei suoi modelli greci; • Plauto: tendenza a inserire cantica e ad accentuare, rispetto ai modelli greci, i tratti farseschi e la comicità diretta e popolare. Lo testimoniano in particolare alcuni frammenti del Placium (La colonna) citati da Aulo Gellio, un erudito del II secolo d. C. che li pone direttamente a confronto con i corrispondenti passi del Plákion di Menandro. Dal confronto emerge la grande libertà con cui Stazio si è mosso rispetto al modello, apportando al testo notevoli modifiche, ispirate allo stesso criterio adottato già da Plauto: la comicità. Stazio, Pacuvio e Accio > Stazio > Lo stile
Pacuvio: la biografia Dopo Ennio, la tragedia a Roma ebbe il suo più cospicuo rappresentante in Marco Pacuvio. anno avvenimenti 220 a. C. nasce a Brindisi da una famiglia di origini osche figlio di una sorella di Ennio, in giovane età raggiunge lo zio a Roma 204 a. C. viene introdotto presso il Circolo degli Scipioni 130 a. C. muore a Taranto Stazio, Pacuvio e Accio > Pacuvio > La biografia
Pacuvio: la produzione Il campo nel quale Pacuvio si specializza è quello del teatro tragico. Di lui restano i titoli di dodici tragedie cothurnatae, ovvero incentrate sulla mitologia greca: Antiope, Armorum iudicium, Atalanta, Chryses, Dulorestes (Oreste schiavo), Hermiona, Iliona, Medus, Niptra (Il bagno), Pentheus, Periboea e Teucer. Conosciamo anche il titolo di una praetexta, ovvero una tragedia di argomento romano. Si tratta del Paulus, che probabilmente narrava le gesta di Emilio Paolo e della sua vittoria su Perseo di Macedonia a Pidna (168 a. C). Stazio, Pacuvio e Accio > Pacuvio > La produzione Quinto Ennio, zio di Pacuvio
Lo stile Restano solo poche centinaia di versi della produzione di Pacuvio e da questi frammenti emerge: • una predilezione per vicende e varianti mitiche per molti versi marginali, spesso con personaggi minori come protagonisti, ma che presentavano ampie potenzialità per costruire intrecci complicati; • il tentativo di coniare neologismi e nuovi composti, spesso ispirati al greco; • un’attenzione particolare per le scene ad effetto drammatico; infatti, l’accentuazione del pathos si manifestava con l’insistenza su particolari orridi e raccapriccianti, destinati a commuovere e ad impressionare il pubblico; • la ricercatezza nella scelta degli argomenti e nell’attenzione alle problematiche etiche. Stazio, Pacuvio e Accio > Pacuvio > Lo stile
Accio: la biografia Lucio Accio è stato un importante drammaturgo e poeta, probabilmente il più prolifico tragediografo della sua epoca. anno avvenimenti 170 a. C. nasce a Pesaro da genitori liberti 140 a. C. trasferitosi a Roma, esordisce come autore tragico e riscuote i primi successi 135 a. C. viaggia a Pergamo per conoscere la cultura greca della sua epoca tornato a Roma, raggiunge una certa fama, diventando uno dei principali esponenti del collegium poetarum (Corporazione dei poeti) 88 a. C. conosce e conversa con Cicerone 85 a. C. muore a Roma Stazio, Pacuvio e Accio > La biografia
Accio: la produzione Di Accio possediamo solo titoli (una cinquantina) e frammenti, per un totale di circa 740 versi. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di fabulae cothurnatae, ispirate agli originali di Eschilo, Sofocle ed Euripide. Accio scrisse anche due praetextae: • Brutus, in cui era esaltato il primo console romano (quel Lucio Giunio Bruto amico e protettore del poeta); • Aeneadae sive Decius, dedicata ad un altro eroe della storia antica di romana, il console che nella terza guerra sannitica si dice avesse votato la propria vita agli dèi inferi per propiziare la vittoria romana. Stazio, Pacuvio e Accio > La produzione
Lo stile Ritroviamo nei frammenti di Accio le caratteristiche della tragedia romana: • la ricerca talora esasperata della sublimità; • la grandiosità magniloquente; • l’enfasi retorica; • il patetismo; • l’accentuata sentenziosità; • il gusto dell’orrido e del truculento. Stazio, Pacuvio e Accio > Lo stile Muse e maschere teatrali
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