Sociologia dei processi culturali Prof Davide Ruggieri Corso







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Sociologia dei processi culturali Prof. Davide Ruggieri Corso di laurea in Logopedia (abilitante alla professione sanitaria di logopedista) a. a. 2019 -2020
Una questione di tradizioni… Sociologia quantitativa (raccolta di dati attraverso indagini, questionari, sondaggi ecc. ) Sociologia qualitativa (raccolta di interviste, biografie, «immagini» ecc. ) Approccio empirico/Approccio ermeneutico Qual è l’oggetto della sociologia? È possibile attribuire un significato alle azioni sociali? DIMENSIONE DESCRITTIVA / DIMENSIONE NORMATIVA
La vita sociale come “rappresentazione” (drammaturgica) Kenneth Burke, Grammar of Motives (1945) Azione sociale: - Atto - Scena - Agente - Mezzo - Scopo Self (tradizione fenomenologica; interazionismo simbolico di Mead e Blumer) E. Goffman concepisce il Self come un insieme di scatole cinesi (o bambole russe): - Drammaturgo - Produttore In Distanza dal ruolo (1961) avrebbe definito l’individuo come un amministratore di holding di ruoli - Attore - Parte
Interazionismo simbolico Georg Herbert Mead “Mind, Self, and Society” (1934) COSCIENZA (sociale) = prodotto di una interazione (monade o sostanza o frutto di una indagine introspettiva) Oggetto di studio della sociologia = condotta individuale in interazione (atti esterni) Il senso dell’azione sociale emerge nel processo legato alla comunicazione, al linguaggio e ai significati che si attribuiscono Non c’è differenza qualitativa tra pensiero e azione, ma solo una questione di Accessibilità. Il senso nasce solo all’interno di una interazione
Mead: interazionismo simbolico SIGNIFICATO = reazione di un organismo al gesto di un altro organismo «Il processo sociale mette in relazione le risposte dell’individuo con i gesti di un altro e con il loro significato ed è perciò responsabile della nascita e dell’esistenza di nuovi oggetti che dipendono o sono costituiti da tali significati» (Mead 1966: 100) «È il processo sociale stesso a essere responsabile della comparsa del sé; non esiste un sé disgiunto da questo tipo di esperienza» (Mead 1966: 160)
Chi sono, dunque, io? “L’Io è la risposta che l’individuo dà all’atteggiamento che gli altri assumono nei suoi confronti” (G. H. Mead)
Il carattere normativo della società e delle interazioni sociali (GOFFMAN) PRINCIPI 1. “La società è organizzata sul principio che qualsiasi individuo che possieda certe caratteristiche sociali ha il diritto morale di pretendere che gli altri lo valutino e lo trattino in modo appropriato” 2. “Un individuo che implicitamente o esplicitamente dichiara di avere certe caratteristiche sociali dovrebbe in effetti essere ciò che pretende di essere” (Goffman 1956: 23) DEFINIZIONI a. Interazione faccia a faccia = “influenza reciproca che individui che si trovano nell’immediata presenza altrui esercitano gli uni sulle azioni degli altri” b. Rappresentazione = “attività svolta da un partecipante in una determinata occasione e volta in qualche modo a influenzare uno qualsiasi degli altri partecipanti” c. Parte o routine = “modello di azione prestabilito che si sviluppa durante una rappresentazione e che può essere presentato o rappresentato in altre occasioni” (Goffman 1956: 26)
E. Goffman, The Presentation of Self in Everydaylife (1956) Capitolo primo “Rappresentazioni” ]Performances[ Condizioni essenziali per la “messa in scena” di (inter)azioni sociali quotidiane: 1) Deve esserci un pubblico al quale destinare le rappresentazioni 2) La rappresentazione presuppone l’esistenza di un retroscena (differenza tra retroscena e ribalta) FACCIATA ]Front[ = parte fissa e permanente della rappresentazione di un individuo (“equipaggiamento espressivo di tipo standardizzato che un individuo impiega intenzionalmente o involontariamente durante la propria rappresentazione“) a) Ambientazione ]Setting[, ovvero la scenografia, lo scenario e l’equipaggiamento scenico b) “Facciata personale”: b. 1 apparenza ]appearance [(sesso, età, vestiario, aspetto ecc. ); b. 2 maniera ]manner[ (gesti, contegno, espressioni, modi di parlare)
Il carattere cerimoniale e rituale della rappresentazione Durkheim (“Forme elementari della vita religiosa”, 1912) Radcliff-Brown e l’antropologia Società/Religione “Il mondo, in effetti, è una cerimonia nuziale” (Goffman 1956: 48)
Èquipe di rappresentazione = “qualsiasi complesso di individui che collaborano nell’inscenare una singola routine” (Goffman 1956: 97) “insieme di individui che devono collaborare per il mantenimento di una certa definizione della situazione. L’èquipe è un raggruppamento, ma non in relazione a una struttura o a un’organizzazione sociale, quanto piuttosto ad un’interazione o ad una serie di interazioni in cui viene mantenuta la definizione appropriata della situazione” (Goffman 1956: 122)
I territori del Self (E. Goffman, “Il rituale dell’interazione”, 1967) 1. Lo spazio personale (”bolla”) 2. Nicchia (spazio delimitato, pretese temporanee ed esclusive) 3. Spazio d’uso (necessità strumentale) 4. Turno 5. Guaina (vestiti, tatuaggi) 6. Riserva di possesso (effetti personali) 7. Riserva d’informazione (privacy) 8. Riserva conversazionale Tipi di violazione: a) posizione; b) tocco; c) penetrazione visiva; d) penetrazione sonora; e) penetrazione conversazionale; f) secrezioni corporee
Istituzione: la dimensione normativa della società L’istituzione è «un luogo circondato da barriere permanenti tali da ostacolare la percezione, da parte di coloro che non vi appartengono, di ciò che avviene al suo interno» (Goffman, 1959: 273). «Una istituzione può essere vista nei termini dei valori morali che influenzano l’attività nell’istituzione stessa , valori che riguardano le mode, le abitudini, le questioni di gusto, la buona educazione, il decoro, i fini ultimi e le restrizioni normative dei fini» (Goffman, 1959: 275).
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