Scuola Primaria Giuseppe Lombardo Radice Pordenone Anno scolastico
Scuola Primaria "Giuseppe Lombardo Radice ” Pordenone Anno scolastico 2016 -2017 Biblioteca Scolastica "Arcobaleno" 21 febbraio Giornata internazionale della lingua madre
Storie a due voci attinte dalla tradizione dei Paesi di origine degli alunni. Racconti che ci permettono di allargare le conoscenze verso altre culture attraverso la lingua scritta e narrata ( hindi, arabo, moldavo ).
Continua Algeria I PAESI E LE STORIE Moldavia India
ह नद Sharma, con il suo bellissimo sari, ci ha letto un racconto che fa parte di una raccolta di storie conosciute in tutta l’India e tramandate di generazione in generazione. I personaggi sono Akbar, il re, e Birbal, il suo consigliere saggio. Akbar e Birbal Un giorno Akbar e Birbal discutevano: Akbar diceva che con il denaro si poteva esaudire ogni desiderio dei bambini, bastava comprare ciò che volevano. Birbal invece affermava che i bambini non potevano essere accontentati solo con i soldi. Birbal propone allora ad Akbar: - Io per un po’ faccio tuo figlio e tu mio padre! Vanno al mercato e Akbar compra tutto ciò che Birba desidera: giocattoli, vestiti, oggetti di ogni tipo… Ad un tratto Birbal vuole comprare un elefante e un piccolo vaso, Akbar acconsente. Poi Birbal si mette a piangere perché vuole a tutti i costi infilare l’elefante nel vaso. Così Akbar capisce la lezione: non si possono accontentare i bambini solo con il denaro…
“Giufà” è un personaggio della tradizione popolare dei Paesi che si affacciano sul Bacino del Mediterraneo, ed è il protagonista della storia letta da Ilhem. Il rumore dei soldi Un giorno Giufà andò dal governatore della città e gli chiese di assumerlo come giudice. Il governatore disse: -Purtroppo non c’è posto, ma puoi essere il mio assistente per risolvere i problemi più complicati della gente E aggiunse: -Ecco, questa è la tua stanza, vicina alla mia. Da oggi sei il mio assistente. Giufà andò subito nella sua stanza e cominciò a lavorare. Un giorno si presentò un uomo per denunciare il boscaiolo della città e, rivolgendosi al governatore, disse: -Questo boscaiolo non vuole darmi la mia parte della sua paga. Il governatore chiese: -Quale parte? Fammi capire qual è il problema. L’uomo spiegò: -Questo boscaiolo ha tagliato trenta quintali di legna per un commerciante ma, quando è stato pagato, non mi ha dato nulla. Il governatore esclamò: -Eh, veramente io non capisco! L’uomo aggiunse: -Adesso ti faccio capire: mentre lui lavorava, io, per tutto il tempo, lo incoraggiavo dicendo “Hila-hop hila -hop”. Ogni volta che tagliava un pezzo di legno, io dicevo “Hila-hop hila-hop”. Alla fine, quando ha intascato i soldi, non mi ha dato niente. Penso di aver diritto a una parte di quel denaro, perché l’ho aiutato tanto. Il governatore chiese al boscaiolo: -È vero che, mente tu lavoravi, lui diceva “Hila-hop hila-hop”? -Sì, è andata così. Il governatore confuso non trovava soluzione al problema e decise di sottoporlo al suo assistente, convinto che lui avrebbe saputo risolvere la questione. Così i due uomini andarono da Giufà che ascoltò con attenzione il problema e disse all’accusatore: - Tu hai ragione! Che senso ha che tu abbia lavorato tanto senza prendere nulla mentre lui invece ha intascato tutta la paga? Il boscaiolo esclamò: - Come? Ha ragione? Io ho fatto tanta fatica a tagliare la legna mentre lui stava lì fermo a parlare e guardare e adesso pretende una parte della mia paga? Giufà disse al boscaiolo: -Zitto! Lasciami fare a modo mio. Gli chiese i soldi e iniziò a contarli facendo tintinnare le monete. Finalmente Giufà aveva trovato la soluzione e disse al boscaiolo: -Tu prendi tutti i soldi. Poi si rivolse all’accusatore dicendo -Tu prendi il rumore dei soldi. Ecco la tua parte di paga. ﺍﺑﺓ
Limba moldovenească Corina ci ha fatto conoscere la leggenda che spiega perché l’orso ha la coda mozza. L’orso imbrogliato dalla volpe C’era una volta una volpe furba, come tutte le volpi. Una notte cercò il cibo ma non lo trovò. Verso mattina andò a dormire sotto un cespuglio e improvvisamente sentì odore di pesce. Guardò e vide un carro tirato da due buoi. La volpe uscì e si distese in mezzo alla strada come se fosse morta. Il contadino che tirava il carro, pensò che fosse morta e si fermò dicendo: -Che bel collo potrei fare per mia moglie con questa pelliccia! Prese la volpe, la gettò sopra il pesce e proseguì la strada. La volpe iniziò a buttare giù dal carro il pesce. Quando ebbe finito, scese e iniziò a raccoglierlo tutto, lo portò nella sua tana e si mise a mangiarlo. Proprio in quel momento arrivò un orso e disse: -Comare, dai anche a me un po’ di pesce! E la volpe rispose: -Se hai voglia di pesci, immergi la coda nell’acqua del lago e non muoverti, magari ne abboccheranno il doppio o il triplo di quelli che ho io. L’orso corse velocemente al lago e mise la coda nell’acqua. Quella sera spirava un vento freddo che ghiacciò anche la fuliggine nella stufa. L’acqua del lago si ghiacciò e, quando l’orso tirò con forza la coda dolorante, questa si ruppe. Così, invece di pescare qualche pesce, rimase senza coda.
Riflessioni Noi bambini abbiamo rivolto molte domande alle signore. Volevamo conoscere meglio sia le storie che i personaggi, come pure alcuni aspetti della cultura dei loro Paesi. La scrittura tuttavia , soprattutto l’alfabeto, ha stimolato in modo particolare la nostra curiosità e, grazie alle spiegazioni delle mamme, abbiamo potuto rilevare interessanti confronti tra le diverse lingue.
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