SANDRO BOTTICELLI 1445 1510 Cricco Di Teodoro Itinerario
SANDRO BOTTICELLI (1445 -1510) Cricco Di Teodoro, Itinerario nell’arte Quarta edizione, © Zanichelli editore 2017
Al servizio dei Medici Alessandro Filipepi, detto Sandro Botticelli, è il pittore più rappresentativo dell’età di Lorenzo il Magnifico. Le tappe di un difficile percorso artistico: • • • Si forma prima con Filippo Lippi e poi con il Verrocchio. Dal 1470 è un pittore indipendente e apre una sua bottega. Diventa il fedele esecutore della politica culturale dei Medici. Si reca a Roma per dipingere nella Cappella Sistina. In seguito a una crisi mistica aderisce al movimento religioso del Savonarola. Torna alla pittura sacra rinnegando il passato. Cricco Di Teodoro, Itinerario nell’arte Quarta edizione, © Zanichelli editore 2017
Il disegno L’Allegoria dell’Abbondanza, un disegno a matita e acquerello con lumeggiature a biacca del 1480 -1485, mostra il valore del disegno in Botticelli. Il disegno è momento cruciale della pittura e ha una sua dignità e autonomia. Il disegno in Botticelli è principalmente linea di contorno flessuosa, agile ed elegante. Il disegno, in quanto materializzazione dell’idea, è primo frutto dell’invenzione artistica. La linea circonda morbidamente il soggetto staccandolo dal fondo.
La bellezza femminile Botticelli inaugura un nuovo tipo femminile che fissa i canoni della bellezza rinascimentale. Il volto della dea nella Nascita di Venere appare dolcissimo ed è pervaso da un sottile senso di malinconia. Come rivela Flora nella Primavera la donna del Botticelli ha il volto ovale, i capelli biondi e un incarnato chiarissimo. È una bellezza ideale espressione del neoplatonismo diffuso alla corte medicea.
La Primavera
La Primavera è un dipinto realizzato da Botticelli per Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino del Magnifico, intorno al 1478. Destinato alla residenza di Via Larga, fu successivamente trasferito nella Villa di Castello, dove lo vide il Vasari che per primo vi riconobbe un’allegoria della Primavera. Sebbene le singole figure siano state individuate, il significato resta incerto: secondo l’interpretazione diffusa, il dipinto è un invito per immagini rivolto a Lorenzo, affinché scelga Venere, simbolo dell’ideale neoplatonico dell’humanitas, cioè l’insieme delle virtù più nobili dell’uomo. Cricco Di Teodoro, Itinerario nell’arte Quarta edizione, © Zanichelli editore 2017
La Primavera Il dipinto, che va letto da destra a sinistra, mostra Zefiro (7), il vento primaverile, che insegue Clori (6), la ninfa della terra, la quale, in seguito alla loro unione, si sta trasformando in Flora-Primavera (5), una leggiadra fanciulla che dal grembo sparge fiori. Al centro Venere (4) avanza stagliandosi contro una pianta di mirto, mentre Cupido (3) sta per scoccare la sua freccia verso una delle tre Grazie (2), riunite in cerchio in una danza. Intanto Mercurio (1) allontana le nubi con il caduceo, simbolo di pace.
La Primavera Il dipinto si ispira alle Stanze per la giostra, un poemetto celebrativo di Angelo Poliziano. Venere è la figura chiave del dipinto che reca il messaggio centrale dell’opera. Anche la natura, tra aranci e fronde di alloro, assume un valore simbolico. Sul piano compositivo le figure appaiono legate tra loro da un movimento a onda. I personaggi sono individuati dalla linea di contorno su uno sfondo senza profondità. Anziché dalla prospettiva lo spazio è unificato dalle corrispondenze ritmiche tra le figure. Con grande precisione Botticelli dipinge i fiori in centinaia di specie diverse.
La Nascita di Venere
La Nascita di Venere Tra il 1484 e il 1485 Botticelli dipinge la Nascita di Venere sempre su commissione di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici. • • • Come nella Primavera, il soggetto è mitologico-allegorico e ha punti di contatto con le Stanze per la giostra di Poliziano. Anche qui il mito svela uno dei cardini della filosofia neoplatonica, cioè il significato spirituale della bellezza – simboleggiata da Venere – che avvicina l’uomo a Dio. Botticelli fonde il soggetto mitologico con l’iconografia cristiana del Battesimo di Cristo.
La Nascita di Venere Appena nata dalla schiuma del mare Venere è sospinta da Zefiro, abbracciato a Clori. La dea appare fragile e delicata, avvolta da una grande massa morbida di capelli biondi. Ad accoglierla sulle rive dell’isola di Cipro con un manto cosparso di fiori c’è Flora. Il corpo della dea è reso con una linea sinuosa che crea il volume in assenza di chiaroscuro. Il paesaggio è ridotto all’essenziale e le linee della costa ripetono le curve del manto. Anche qui come nella Primavera l’equilibrio compositivo è dato dalle corrispondenze ritmiche. Lo spazio bidimensionale è dominato da un gioco lineare, come il mare reso da increspature a V.
La Madonna del Magnificat Della Madonna del Magnificat del 1483, il cui titolo proviene dalla prima parola del cantico che la Vergine sta scrivendo sul libro, Botticelli dipinse altre cinque repliche. Il dipinto si rifà alla pittura fiamminga nel restituire l’immagine come deformata da uno specchio convesso. Segue il profilo circolare della tavola il vano dipinto di una finestra, oltre la quale si apre un profondo paesaggio a cannocchiale. I personaggi, legati tra loro dall’incrocio degli sguardi e dal tocco delle mani, sono armonicamente disposti nel breve spazio a disposizione. Erede di Filippo Lippi, Botticelli fu il richiestissimo autore di simili Madonne per la ricca committenza fiorentina.
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