ROBINSON A WALDEN LAMERICA DEL PATTO Perry Miller
ROBINSON A WALDEN: L’AMERICA DEL PATTO
Perry Miller (1905 – 1963) 1954
IL PATTO: A COSA SERVE? PURITANESIMO PATTO FRONTIERA Predispone Il puritanesimo all’apertura Predestinazione Produzione Spazi chiusi Vigila e Denuncia le estremizzazioni e propone equilibri Controlla, cataloga e reprime in caso di sbilanciamento verso l’esterno Libero arbitrio Consumo Spazi aperti 3
Robinson a Walden: lo scivolo verso la frontiera
Il nuovo Robinson (autonaufragio e paesaggio romantico) Verso la fine del marzo 1845 mi feci prestare una scure e andai nei boschi presso il lago di Walden, il più vicino possibile a dove avevo intenzione di costruirmi la casa e cominciai ad abbattere pini bianchi, alti e appuntiti e ancora giovani, per farne legname da costruzione. Ci furono leggere tempeste di neve, i giorni in cui lavoravo in quei luoghi, ma quando, tornando a casa, uscivo di là e mi dirigevo verso la ferrovia, i gialli monticelli di sabbia si stendevano scintillanti nell’atmosfera un po’ nebbiosa e le rotaie rilucevano nel sole primaverile, e allora io udivo l’allodola, il vanello e altri uccelli che erano già venuti a cominciare un altro anno con noi. Erano bei giorni di primavera, nei quali “l’inverno dell’umano scontento” si
Tracce di spirito puritano Costruii il camino prima dell’inverno, e coprii le pareti solamente di tavole, larga dieci e lunga quindici piedi, con stipiti di otto piedi, una soffitta e uno stanzino, una finestra grande per parete, due botole, una porta in fondo, e, di faccia, un focolare di mattoni. Pagando il prezzo normale, e non contando però il lavoro manuale che dovetti compiere per lo più da solo, le spese esatte per la costruzione della casa furono le seguenti: ne do i dettagli perché pochi sono coloro che possono dire con esattezza quanto costino le loro abitazioni, e ancora meno, forse, sono (se mai ce ne sono) quelli che conoscono pezzo per pezzo il costo dei diversi materiali che le compongono:
La lista della spesa Tavole 8. 03 Quasi tutte assi di capanna Resti di assicelle, per tetto e per pareti 4. 00 Travi 1. 25 Due finestre di seconda mano – con vetri 2. 43 Mille mattoni usati 4. 00 Due barili di calcina 2. 40 La calcina era cara Crine 0. 31 Il crine era più del necessario Lamiera ondulata 0. 15 Chiodi 3. 90 Viti e cardini 0. 14 Serratura e paletto 0. 10 Gesso 0. 10 Trasporto 1. 40 TOTALE 28. 12 La maggior parte del materiale lo trasportai a spalla io stesso 7
La casa (Lo spazio di fantasticheria ) Talvolta, qualche mattina d’estate, dopo aver fatto il solito bagno, sedevo sulla soglia della capanna, dall’alba al tramonto, rapito in fantasticherie, tra i pini e i noci americani e i sommacchi, in solitudine e silenzio indisturbati, mentre gli uccelli cantavano attorno o svolazzavano quieti per la casa, finché, o il sole che penetrava attraverso la mia finestra a occidente, o il rumore del carro di qualche viaggiatore, lontano, sulla strada maestra, mi facevano ricordare il trascorrere del tempo.
Il movimento (vagabondaggio – hobo etc. ) Talvolta, quando ne avevo abbastanza della società umana e dei pettegolezzi, e avevo esaurito tutti i miei amici al villaggio, vagavo ancora più lontano, verso est, più lontano di dove abito normalmente, in certe zone ancora meno frequentate “a boschi freschi e pasture nuove” – o, mentre il sole stava cadendo, consumavo su Fari Hill la mia cena di sorbe selvatiche, e ne mettevo anche da parte, tanto che potessero durarmi per parecchi giorni.
Il consumo (e la produzione) Non molto tempo fa, un indiano vagabondo si presentò alla casa d’un ben noto avvocato delle vicinanze per vendergli dei cesti. “Vuol comprare cesti? ” gli domandò “No, non ce ne occorrono” fu la risposta. “Ma come!” esclamò l’indiano, mentre s’avviava alla porta, “volete proprio farci morire di fame? ”. Avendo visto che i suoi industriosi vicini bianchi erano tanto ricchi, e che l’avvocato aveva soltanto da intrecciare discorsi per ottenere, quasi per magia, ricchezza e reputazione, quell’indiano s’era detto: “Entrerò negli affari, farò cesti. E’ qualcosa che so fare”. Pensando che, una volta intessuti dei cesti, avrebbe esaurito il suo compito, e che poi il comprarli sarebbe stato compito dell’uomo bianco. Non s’era reso conto che era necessario farli in modo tale che, per gli altri, valesse la pena acquistarli; o per lo meno far credere (o far qualcosa per far credere) agli 10
Il lavoro Imparai che, se ognuno vivesse in semplicità e consumasse solo il proprio raccolto senza coltivarne più di quanto non ne mangi, o senza cambiarlo con una insufficiente quantità di cose più costose o di lusso, basterebbe coltivasse solo poche pertiche di terra; imparai anche gli sarebbe più conveniente vangare invece che arare con buoi, e scegliere di volta in volta un terreno nuovo invece di concimare quello vecchio; e che potrebbe fare i lavori della fattoria nelle ore libere dell’estate e con la mano sinistra - per dire così – e in tal modo non sarebbe legato ad un bue o a un cavallo, o a un porco o a una vacca, come è attualmente. 11
Robinson a Walden Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa … tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita …
IL “PATTO” NELL’IMMAGINARIO: COSA SUCCEDE DOPO LA FINE DELLA FRONTIERA? LA NEGAZIONE APOCALITTICA
Robinson alla corte di re Artù: il sistema è marcio M. Twain, A Connecticut Yankee in King Arthur’s court (1889)
Nessuno ti poteva dire come trovare un luogo nel regno, perché nessuno mai andava di proposito in un luogo, ma vi capitava solo per caso nelle sue peregrinazioni, e poi di solito lo lasciava senza pensare di chiederne il nome. Di tanto in tanto avevamo inviato delle spedizioni topografiche per rilevare il regno e farne la mappa, ma i preti avevano sempre interferito creando delle difficoltà (p. 62) …vidi a distanza un uomo a cavallo… mentre ci avvicinavamo, vidi che indossava un elmo piumato e per il resto sembrava vestito di acciaio, ma portava anche una curiosa aggiunta: un rigido indumento quadrato simile alla cotta di un araldo. Ma dovetti ridere della mia dimenticanza quando fui più vicino e sulla cotta lessi questa scritta: SAPONE PERSIMMON USATO DA TUTTE LE DIVE. Era stata una mia piccola idea, ed aveva diversi intenti salutari in vista della civilizzazione e dell’elevazione culturale di questa nazione (p. 92)
Un sistema perverso ma superabile 1936
IL “PATTO” NELL’ IMMAGINARIO RIORDINARE I POLI DOPO LA CATASTROFE E METTERLI IN EQUILIBRIO WALT DISNEY RICOSTRUISCE L’IMMAGINARIO AMERICANO
BIANCANEVE E I SETTE NANI (1937): DOPO WALL STREET COME RICOSTRUIRE LA SOCIETA’ AMERICANA?
LA STRUTTURA DELLA FIABA POPOLARE IN BIANCANEVE MINACCIA BOSCO SITUAZIONE INIZIALE ROVESCIAMENTO ESPULSIONE PASSAGGIO 1° MORTE E RINASCITA RITORNO A CASA DEGLI UOMINI INGRESSO NELL’OLTRE PUNIZIONE DEL COLPEVOLE STALLO 2° MORTE E STALLO RESURREZIONE DEFINITIVA
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