RIPASSO CRIMINOLOGIA CRIME SCENE INVESTIGATION Scienze forensi o





















































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RIPASSO CRIMINOLOGIA
CRIME SCENE INVESTIGATION Scienze forensi, o forensic sciences “Lo studio e la pratica delle applicazioni della scienza per gli scopi previsti dalla legge”; (American Academy of F. S) Termine dal significato ampio, che comprende campi come la medicina legale, la tossicologia, la psicologia e l’antropologia, la criminologia, così come il lavoro degli esperti di balistica, di impronte digitali, di analisi dei documenti e della voce.
Le Scienze Forensi sono, dunque, l’applicazione di un ampio spettro di discipline scientifiche al campo della legge. La Criminologia è la scienza che studia i reati, gli autori, le vittime, i tipi di condotta criminale (e la conseguente reazione sociale) e le forme possibili di controllo e prevenzione. La Criminalistica è l’applicazione delle scienze fisiche alle investigazioni criminali, il cui regno è rappresentato dalle stanze del laboratorio forense.
Le Scienze Forensi analizzano la scena di un crimine secondo il metodo della scienza: prima di tutto l’analisi, lo studio cioè di un elemento sconosciuto per comprendere le sue caratteristiche essenziali, poi il confronto, vale a dire la comparazione con le caratteristiche di altri elementi già conosciuti, quindi la valutazione, per cogliere somiglianze e diversità e raggiungere una identificazione.
Sulla scena del crimine investigatori e esperti riconoscono due semplici e grandi categorie: le prove personali, come ad esempio le testimonianze, dove la soggettività gioca un ruolo importante, e le prove fisiche, come le impronte digitali, o la comparazione balistica, oggettive e oggettivabili. .
Proteggi e preserva, regola fondata sul principio di interscambio, illustrato nel 1910 da Edmund Locard, responsabile del laboratorio della polizia scientifica di Lione: “Sul criminale possono essere ritrovate tracce della vittima e della scena del crimine, come pure la vittima può avere su di sé tracce che rimandano all’aggressore. E ancora, l’aggressore può lasciare traccia di sé sulla scena delitto”.
LA SCENA DEL CRIMINE Quando si parla di scena del crimine la maggior parte di noi associa l’immagine splatter di un omicidio o di un delitto efferato, nel quale vi è la presenza di almeno un cadavere, lo spargimento di sangue, il disordine e un’unica figura chiamata ad indagare: IL CRIMINOLOGO. Questo funziona SOLO nella finzione cinematografica
LA SCENA DEL CRIMINE Non deve sottintendere per forza un delitto sanguinario, ma può comprendere una molteplicità di reati. Non esiste un’unica figura che interviene sulla scena, come non esiste un’unica scena del crimine ………. .
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE Dopo la notizia criminis giunta ad una centrale operativa, sul posto intervengono: • • Volante più vicina Personale sanitario 118 Vigili del fuoco 115 (in caso di incendi o edifici pericolanti) Polizia Giudiziaria Polizia scientifica Pubblico Ministero (non sempre) Medico-legale (non sempre)
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE La centrale operativa avvisa la Volante più vicina e comunica il luogo. Gli operatori dovranno: • Assicurarsi sulle condizioni della vittima (e prestare soccorso qualora necessario) • Fermare (qualora presente) l’aggressore • Impedire l’accesso al luogo e transennare • Dividere eventuali testimoni presenti
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE Il personale sanitario (118) dovrà prestare i primi soccorsi alla vittima «cercando di non inquinare la scena» . I Vigili del fuoco (115) dovranno spegnere eventuali incendi o mettere in sicurezza le persone (e tutti i professionisti presenti sulla scena) da edifici pericolanti
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE La figura del PUBBLICO MINISTERO è quella più importante poiché sarà lui a coordinare le indagini, a concedere la rimozione della salma o eventuali attività di perquisizioni in un secondo momento. Potrà, inoltre, delegare tale attività alla polizia giudiziaria. La sua figura non sempre è presente sulla scena.
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE La Polizia Giudiziaria (PG) prende in mano l’attività investigativa. Saranno gli operatori/funzionari di PG a svolgere le indagini, interrogare i testimoni, e così via…. sotto la guida (o su delega) del PM.
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE La Polizia Scientifica effettuerà i rilievi tecnici sulla scena del crimine (impronte, macchie di sangue, repertazione tracce…. . ) Importante dovrà essere la completa rappresentazione dei movimenti/repertazioni con fotodocumentazioni o video.
INTERVENTO SULLA SCENA DEL CRIMINE La figura del medico-legale è importante (in caso di presenza della vittima) per dare una prima valutazione delle ferite e/o eventuali cause di morte, che potrà accertare con maggiore precisione durante l’autopsia. La sua figura non sempre è presente sulla scena del crimine.
TIPOLOGIE DI SCENA DEL CRIMINE Le scene del crimine possono essere: macroscopiche e microscopiche: il primo caso è ben rappresentato dall’ipotesi di un cadavere gettato in un campo, con ferite d’arma da fuoco, e qui la scena comprende le ferite, il corpo e il terreno circostante. Invece il termine microscopico rimanda a un angolo di visuale più focalizzato, alla valutazione delle tracce trovate sul cadavere, dei residui di sparo che circondano la ferita.
Si può poi parlare di scena del crimine primaria, il luogo dove ha avuto origine il primo atto criminale, e di scene secondarie. (basti pensare a una aggressione mortale avvenuta in una camera d’albergo, con il cadavere trasportato nel bagagliaio di un’auto per essere quindi sepolto in un luogo isolato).
Altre classificazioni si basano ancora sul tipo di crimine commesso, che si tratti di omicidio, o di aggressione sessuale, oppure sulla localizzazione spaziale, e avremo allora scene outdoor e indoor, ognuna delle quali richiede un approccio diverso, di solito più difficile quando si deve operare in spazi aperti, soggetti al variare delle condizioni climatiche.
SERIAL KILLER Anche il Crime Classification Manual da una definizione di “Serial Killer”: “Tre o più eventi omicidiari, commessi in tre luoghi differenti, separati da un intervallo di “raffreddamento emozionale” detto cooling-off period”.
COOLING-OFF PERIOD Il concetto di cooling-off permette di comprendere come l’assassino seriale sia un predatore soggetto ad un ciclo, che inizia con una progressiva eccitazione, si muove dalla preparazione dell’evento in forma di fantasia sino alla sua realizzazione, e si conclude con un momento, successivo al delitto, di detensione, di scarico emozionale. Può essere un periodo di durata variabile, a cui fa seguito il nuovo imporsi di una fantasia sadica, di una fase di progettazione, di identificazione della vittima, di appostamento, di pedinamento, cattura, morte.
Le modalità d’azione dei SERIAL KILLERS possono essere ricondotte a una attività ciclica che inizia con una fantasia ed espleta il suo fervore nell’omicidio.
Joel Norris, psicologo statunitense, per primo identifica e descrive il comportamento dei serial killer attraverso fasi cicliche: • • Fase aurorale: il killer si distacca dalla realtà per elaborare fantasie che lo spingeranno all’azione. Fase di puntamento: l’assassino va a caccia della vittima. Fase della seduzione: il killer seduce, inganna e cattura la vittima. Fase della cattura: il controllo sulla vittima. Fase omicidiaria: si ha lo scarico emotivo e sessuale del killer. Fase totemica: il protrarre del piacere dopo l’omicidio. Fase depressiva: la disillusione ed il ritorno ad una realtà inadeguata e solitaria.
LE DONNE SERIAL KILLER Nel 1998 Kelleher & Kelleher conducono uno studio sulla donna serial killer, definendola più attenta, metodica, precisa e fredda nell’esecuzione delitto rispetto all’uomo.
Vedove nere: uccidono sistematicamente i mariti, i compagni, o altri membri della famiglia. Angeli della morte: uccidono sistematicamente chi è affidato alle loro cure per qualche forma di assistenza medica. Predatrici sessuali: uccidono sistematicamente compiendo azioni di chiara natura sessuale. Assassine per vendetta: uccidono sistematicamente per odio o gelosia. Assassine per profitto/ per crimine: uccidono sistematicamente per un tornaconto economico, o nel corso di un altro reato.
APPARENTEMENTE SANI: I DISTURBI MENTALI Dalle caratteristiche mentali degli assassini Ressler, Douglas e Burgess hanno condotta tra il 1979 e il 1983 una ricerca scientifica sulla serialità omicida. La distinzione di serial killer organizzati e disorganizzati ha permesso di tradurre i comportamenti dagli elementi rinvenuti sulla scena del crimine.
MUSS MURDER Con il termine Mass Murder, “omicidio di massa”, gli esperti dell’FBI identificano l’uccisione di quattro o più persone da parte di uno o più autori, nel corso di un unico evento che si realizza nel medesimo luogo.
SPREE KILLER Lo Spree Killer, l’omicida complulsivo, colpisce a morte più vittime, in due o più luoghi differenti. Le aggressioni fanno parte di un unico evento, non esiste un momento di raffreddamento emozionale, e l’aggressore non nasconde il proprio rituale di sangue, ma si muove in una sorta di sfida, che spesso si conclude con la morte dello stesso.
SCENA DEL CRIMINE L’analisi della scena del crimine rappresenta il primo passo in qualunque indagine. Nel caso di omicidio, inoltre, la scena del crimine consente di identificare caratteristiche distintive di un assassino, quali, ad esempio, il modus operandi, la firma, la forensic awareness, lo staging e l’undoing.
SCENA DEL CRIMINE Prima di definire ogni singola terminologia è necessario ricordare che il modus operandi, la firma e la forensic awareness, sono peculiarità del criminale. Mentre lo staging e l’undoing si riferiscono alle caratteristiche della scena del crimine prima dell’arrivo delle forze di polizia.
MODUS OPERANDI Il modus operandi rappresenta l’insieme dei comportamenti, delle azioni che il criminale compie per realizzare il proprio delitto. Si tratta di tutto ciò che viene ritenuto indispensabile per raggiungere lo scopo prefissato. Per questo motivo, con l’esperienza acquisita del killer, il modus operandi può modificarsi nel tempo.
FIRMA, O SIGNATURE La firma, o signature, non rappresenta un comportamento indispensabile per portare a compimento l’azione criminale. Evidenzia piuttosto un bisogno psicologico profondo, un messaggio più o meno consapevole lasciato agli investigatori. E’ un comportamento statico, che si rivela di grandissima importanza per la decifrazione della personalità, dei conflitti, del bisogno e dei disturbi del killer.
FORENSIC AWARENESS E’ un termine difficile da tradurre che può essere riassunto come l’attenzione del criminale a tutti quegli accorgimenti prima, durante e dopo la commissione di un delitto, finalizzati a non lasciare tracce o indizi che possano far risalire alla sua identità.
STAGING Messa in scena. Rappresenta la deliberata alterazione della scena del crimine prima dell’arrivo delle forze di polizia. Esistono due motivazioni alla base dello staging: 1. Per depistare gli investigatori. 2. Per proteggere la vittima, come nel caso di morte associata ad autoerotic fatalities, pratiche sessuali autoerotiche che, per errore o leggerezza, possono concludersi con la morte del soggetto.
UNDOING L’undoing, traducibile con “disfare”, “annullare”, rappresenta la deliberata modificazione del luogo in cui è stato commesso un crimine. A differenza dello staging, però, tale modificazione va attribuita al rimorso dell’assassino, che si sente colpevole delitto e cerca di porvi rimedio.
STRUMENTI PER L’IDENTIFICAZIONE: IL “BERTILLONAGE” Alphonse Bertillon è il primo a studiare un metodo sistematico, costruito su dati oggettivi. Inventa l’antropometria segnaletica, basata su quello che chiama il portrait parlè, il ritratto parlato delinquente, fatto di scatti fotografici, di fronte e di profilo sinistro a ¾, accompagnati da un cartellino dove sono scritte le tipologie e le valutazioni quantitative di varie parti del corpo.
STRUMENTI PER L’IDENTIFICAZIONE: IL “BERTILLONAGE” Ritenuto rigorosamente scientifico, il sistema è adottato dalle polizie di tutto il mondo a partire dal 1888.
STRUMENTI PER L’IDENTIFICAZIONE: “FINGERPRINTS” Le intuizioni di Bertillon verranno piano sostituite dall’era delle impronte digitali. La storia moderna delle “fingerprints”, le impronte digitali, nasce in India, con William Herschel, nel 1856, anche se fino al 1880 a livello scientifico nulla viene pubblicato.
STRUMENTI PER L’IDENTIFICAZIONE: “FINGERPRINTS” Un nuovo impulso arriva nel 1892 quando Francis Galton pubblica “Finger Print”. Nel libro è descritta l’anatomia delle impronte, i metodi più opportuni per raccoglierle, e sono esposti due principi fondamentali: “non ci sono due individui al mondo che possiedano le stesse impronte”, e “le impronte non si modificano con il passare degli anni, mai”.
CATALOGARE, ARCHIVIARE E CONFRONTARE LE IMPRONTE La vera rivoluzione è arrivata nel 1977, con l’introduzione negli Stati Uniti dell’AFIS (Automated Fingerprint Identification System). L’AFIS si basa sull’impiego di scanner che acquisiscono l’immagine di un impronta, identificano le caratteristiche delle minuzie, il loro orientamento e la posizione relativa, e permettono poi al computer di immagazzinare l’informazione sotto forma di uno schema geometrico registrato in digitale. Il sistema è in grado di analizzare singole impronte, o anche impronte parziali e di comparare migliaia di impronte al secondo.
TOOLMARKS Non è semplice tradurre in modo sintetico il termine inglese “toolmarks”, con cui si riassumono i segni e le tracce lasciati su una scena del crimine da strumenti, attrezzi e utensili, di solito nelle situazioni di scasso.
TOOLMARKS Esistono due tipologie di toolmarks: 1. le prime sono quelle in cui si coglie la forma e la grandezza dello strumento; 2. le altre, più importanti, sono le striature irregolari, le graffiature lasciate dai difetti e dalle irregolarità dell’attrezzo.
BITEMARKS Anche in questo caso la definizione italiana è poco utilizzata; si tratta comunque dei “segni di morsicatura”, impronte lasciate dai denti che si possono ritrovare nei resti di cibo, in un chewingum masticato e lasciato in un portacenere, e così via.
Blood Pattern Analysis BPA La BPA è lo studio della morfologia, della quantità, della posizione, dell'orientamento e della distribuzione delle tracce ematiche rinvenute sulla scena del crimine, volto a determinare la dinamica dell'evento criminale
Perizia “Esame ad opera di un esperto debitamente riconosciuto e qualificato diretto all’ottenimento e alla convalida di una valutazione e di una constatazione specifica” [Devoto-Oli]
Chi la chiede? • Il pubblico ministero (parte nel processo penale) chiede una consulenza tecnica di parte CTP • La difesa (parte nel processo penale) chiede una consulenza tecnica di parte CTP • Il giudice chiede una perizia d’ufficio CTU
Su chi viene effettuata? Autore di reato: • per valutare l’imputabilità • per valutare la pericolosità sociale • per valutare la capacità di una valida partecipazione al processo
Su chi viene effettuata? Vittima di reato, per valutarne le condizioni psichiche: • nei reati sessuali • nel reato di maltrattamento del minore • nel reato di circonvenzione di persona incapace
Su chi viene effettuata? Testimone • per valutare la sua capacità di testimoniare
PEDOFILIA Secondo l’inquadramento classico, proposto da Freud nel 1905 e ripreso successivamente da Fenichel nel 1945, la pedofilia rappresenterebbe una scelta oggettuale narcisistica, dove nel bambino a cui vengono rivolte le attenzioni il pedofilo vede l’immagine a specchio di se stesso, bambino.
I SOGGETTI CON PEDOFILIA Il soggetto con Pedofilia deve avere almeno 16 anni o più anni, e deve essere di almeno 5 anni maggiore del bambino.
CHILD MOLESTER Soggetto che si intrattiene in attività sessuali illecite con minori, indipendentemente dal sesso, dall’unicità o ripetitività degli atti, dalla presenza o assenza di condotte violente; se la vittima sia pubere o prepubere, conosciuta o meno, legata o meno da vincoli di parentela con l’aggressore.
PEDOFILI O CHILD MOLESTER? Sul piano clinico la definizione finisce con il sovrapporsi. In realtà, non tutti i pedofili possono essere considerati child molester. Perché?
PEDOFILO O CHILD MOLESTER? Perché per il Pedofilo si parla anche di fantasie, quindi di situazioni non agite. Inoltre, perché è possibile che il pedofilo pratichi attività autoerotiche, o scelga di vivere le proprie fantasie con adulti dai tratti somatici infantili, dalla corporatura minuta, dai caratteri sessuali secondari poco definiti e appariscenti. Mentre Il Child Molester è un soggetto che AGISCE SEMPRE comportamenti sessuali in danno di minori.