RIEPILOGO 2 LA NARRAZIONE LA SEQUENZA LA SCALA












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RIEPILOGO 2 LA NARRAZIONE LA SEQUENZA LA SCALA DEI PIANI LA FOTOGRAFIA CLASSICA Istituzioni di Storia e Critica del Cinema prof. Enrico Carocci, A. A. 2012 -2013
La sceneggiatura è la descrizione di una serie di eventi, personaggi e dialoghi connessi tra loro. Ordina le scene di cui il film è composto e segue (nei modelli americani) due principi fondamentali: 1) La centralità del personaggio e dell’azione motivata dalla sua psicologia, attraverso cui passa l’identificazione
La sceneggiatura 2) La struttura in tre atti mutuata dalla drammaturgia greca teorizzata da Aristotele e short stories (paradigma di Syd Field)
La narrazione filmica La narrazione è “una catena di eventi legati da una relazione di causa ed effetto che si svolge nel tempo e nello spazio” (Bordwell-Thompson) La narrazione coincide con la “storia”: ne comprendiamo il senso individuando gli eventi principali e connettendoli tra loro secondo rapporti di causa ed effetto Di norma una narrazione è ellittica: ci mette nelle condizioni di dedurre fatti non esplicitati nel racconto del film
La narrazione: storia e discorso Fondamentale la distinzione tra “storia” e “discorso” (o tra “storia” e “intreccio”) La storia è la serie di tutti gli eventi di una narrazione, compresi quelli non espliciti L’intreccio comprende tutti gli eventi mostrati direttamente, nell’ordine in cui vengono presentati in un film Chi racconta la storia può presentare alcuni eventi in maniera diretta, alludendo ad altri e ignorandone altri ancora L’intreccio è l’organizzazione dei materiali narrativi così come il film li presenta
La narrazione e il narratore La narrazione è dunque “il processo con cui l’intreccio presenta allo spettatore le informazioni della storia” (Bordwell. Thompson) Talvolta il discorso del film è duplicato da un personaggionarratore, o da un narratore non diegetico (ad es. una voce narrante) È tuttavia possibile riconoscere sempre un’istanza astratta che ci dà informazioni su personaggi, ambienti, situazioni, azioni. Essa non coincide con una persona fisica (al cinema è una sintesi di contributi espressivi) Il narratore “invisibile” racconta eventi e mostra immagini, selezionando e combinando frammenti del racconto (nessun racconto narra mai tutto il suo mondo diegetico di riferimento)
La sequenza L’unità narrativa fondamentale è la sequenza, cioè un “insieme di piani che costituiscono un’unità narrativa definita secondo l’unità di luogo o di azione” (Vanoye), nello spazio e nel tempo La sequenza scompone le inquadrature lunghe e autonome del cinema “primitivo” in molte inquadrature brevi, che corrispondono a punti di vista diversi, e comunque connesse le une con le altre La sequenza stabilisce una gerarchia tra inquadrature (i dettagli dipendono dall’inquadratura generale, detta totale o piano d’insieme) Il montaggio istituzionale è una pratica comune di scomposizione e ricomposizione delle azioni secondo la costruzione dello spazio a 180°, che porta alla costruzione di una continuità spaziale e temporale immaginata
La scala dei piani Il processo di istituzionalizzazione è legato alla variazione della distanza e dell’angolo di ripresa della mdp all’interno di una sequenza Il cinema delle origini costruiva uno spazio-tempo molto simile a quello teatrale, ed era percepito da uno spettatore idealmente seduto al centro della sala in prima fila La scala dei piani è il campo delle possibilità che ha un’inquadratura per rappresentare un elemento profilmico (consente l’ideale ubiquità dello spettatore)
La scala dei piani Il campo lungo (CL) o lunghissimo (CLL) è un’inquadratura che comprende una porzione di spazio molto estesa Il campo medio (CM) prevede un equilibrio tra figura umana e ambiente (tipico del MRP) Nella figura intera (FI) la figura umana, dunque il personaggio, domina sull’ambiente
La scala dei piani La FI è successivamente articolata: primo piano (PP) piano americano (PA) primissimo piano (PPP) mezza figura (MF) particolare o dettaglio
La luce nel linguaggio classico Il principio della gerarchizzazione funziona all’interno dell’immagine grazie anche all’illuminazione Le luci modellano gli oggetti, creando zone luminose e zone d’ombra, e influenzano la nostra percezione della loro consistenza Esistono due tipi fondamentali di ombra: quella annessa e quella proiettata
La luce nel linguaggio classico Nel linguaggio classico la scena sarà di norma illuminata secondo il principio delle tre luci: la principale (key light), il riempimento (fill light) e il controluce (backlight)