RACCOLTA DI ARTICOLI DELLA CLASSE TERZA A Spunti




















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RACCOLTA DI ARTICOLI DELLA CLASSE TERZA A Spunti per discutere e scrivere in classe Anno scolastico 2015/2016 IC SINOPOLI FERRINI ROMA
VIA ALLA LETTURA! Ecco una raccolta di articoli scritti dagli alunni della classe terza A durante l’anno scolastico 2015/2016. Buona lettura!
E SE RIMANESSIMO AL BUIO? Ogni giorno compiamo dei gesti meccanicamente, come accendere la luce, ricare il nostro smartphone, usare il microonde o l’asciugacapelli… ma vi è mai capitato di fermarvi a pensare: “E se domani non disponessimo più di energia elettrica? ”. La fonte principale per soddisfare la nostra domanda di energia è rappresentata dai combustibili fossili: petrolio, gas naturale e carbone. Purtroppo queste risorse non sono eterne e, se sfruttate eccessivamente, nel tempo finiranno con l’esaurirsi: si stima, ad esempio, che le riserve di gas naturale potrebbero essere sufficienti solo per altri 60 anni e quelle di petrolio per 40!!!! Già da tempo, nel tentativo di trovare una soluzione, molti Paesi hanno iniziato a ricavare energia da altre fonti come il Sole (energia solare), l’acqua (energia idrica), il vento (energia eolica), i rifiuti (energia delle biomasse) e addirittura il calore del centro della Terra (energia geotermica): parliamo delle energie rinnovabili e/o alternative perché, a differenza dei combustibili fossili, sono inesauribili e, cosa non meno importante, hanno un minore impatto ambientale. Non credete che tali caratteristiche le rendano strategiche per il futuro del mondo intero? Del resto, se la Terra è stata, ed è, generosa con noi uomini, perché ci ha offerto (ma non si sa se continuerà a farlo) enormi risorse da sfruttare, perché non ricambiare? Allora… proviamo a fare qualcosa anche noi: spegniamo la luce, apriamo la finestra e godiamoci il panorama! L’energia è un bene prezioso e non deve essere sprecato. GIULIA ORLANDI
NON SPRECHIAMO ENERGIA!
UN PICCOLO PASSO PER L’UOMO, UN GRANDE PASSO PER L’UMANITA’ Il 21 luglio 1969 alle 4: 57 ora italiana, un uomo per la prima volta posò il piede sulla Luna: quell’uomo si chiamava Neil Armstrong. Era nato il 5 agosto 1930 a Wapakoneta, in Ohio. Entrò nella storia con il suo «piccolo passo» sulla superficie lunare, evento da lui stesso definito «un grande passo per l'umanità» . Mentre molti astronauti erano noti per le loro eccentricità, Armstrong era un uomo semplice ed affidabile. Forse è per questa sua dote che nel 1962 fu ammesso al NASA Astronaut Corps e, tre anni dopo, affrontò la prima missione spaziale, Gemini 8, completando per la prima volta un aggancio fra due navi spaziali in orbita. La sua seconda volta nello spazio lo fece entrare nella storia: alla guida della missione Apollo 11, di cui facevano parte anche gli astronauti Buzz Aldrin e Michael Collins, atterrò s 1 ulla Luna e fu protagonista di questo storico sbarco. Il successo della missione non era scontato, invece tutto andò per il meglio e gli astronauti divennero il simbolo dell'America vincitrice nella corsa alla Luna, battendo il colosso sovietico. Lasciato il lavoro alla NASA, divenne professore di ingegneria all'Università di Cincinnati e qui scomparve nell'agosto del 2012. In suo onore, l'asteroide 1982 PC è stato chiamato 6469 Armstrong ed un cratere lunare porta il suo nome. La spedizione di Armstrong è particolarmente affascinante: ha comportato molta preparazione e coraggio ed è davvero straordinaria. La conquista della Luna è forse la più importante impresa scientifica di tutti i tempi ed un grande risultato dell'ingegno dell'uomo. � RICCARDO RIZZO
QUI BASE LUNA!
“STRANGE FRUIT”, LA CANZONE CHE HA SFIDATO LE DISCRIMINAZIONI Era il 1939, Billie Holiday si esibisce al “Caffè Society” di New York, uno dei pochi locali che permette alle persone di colore di entrare. Qui la cantante incontra per la prima volta Meeropol, poeta, scrittore, compositore e proprio sui tavoli di questo locale, scrivono la canzone “Strange Fruit”. In quello stesso anno in Europa, la Germania nazista invade la Polonia. Il suo autore la scrive dopo aver visto una fotografia relativa al linciaggio di due uomini: Thomas Shipp e Abraham Smith, due neri delle piantagioni del sud; questa immagine lo ha scosso profondamente e per lungo tempo. La denuncia razziale è ancora un tabù per l’epoca: “Gli alberi del sud producono uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero che ondeggia nella brezza del sud, uno strano frutto che pende dai pioppi …. qui c’è un frutto che i corvi possono beccare, che la pioggia inzuppa, che il vento sfianca, che il sale marcisce, che l’albero lascia cadere, qui c’è uno strano e amaro raccolto”. Gli strani frutti sono i poveri corpi martoriati, impiccati, che penzolano dai pioppi. La stessa cantante Billie Holiday ha una vita segnata da tristi esperienze, dal razzismo, dal carcere, dall’ abuso di alcool e droghe: forse proprio per questo, sa interpretare al meglio le vicende ed i sentimenti descritti in questa canzone. Dimostra inoltre un forte coraggio, durante la seconda guerra mondiale, in cui si combatte per riportare nel mondo la libertà, a parlare e cantare di neri linciati ed appesi come “strani frutti” , ricordando che l’ America deve e dovrà confrontarsi ancora con degli enormi problemi da risolvere, come la discriminazione razziale. MARCELLO FLAMINI � �
L’ACCOGLIENZA DELL’ALTRO Il fenomeno sempre più drammatico dell’immigrazione sta facendo crescere sempre più sentimenti razzisti in tante persone, soprattutto perché a volte nelle persone scattano la diffidenza e la paura del “diverso”, in ambito religioso, culturale o a causa della provenienza, del colore della pelle o dei modi di vita. Personalmente, penso che l’amore, il rispetto, la curiosità, l’accoglienza, la solidarietà, così come anche il confronto, ci possano aiutare a creare legami con persone di diversa provenienza e cultura. Certo, il rispetto deve essere reciproco. Penso anche chi provi sentimenti razzisti innanzitutto viva male con se stesso e quindi con gli altri, e sia più solo di chi vuole emarginare. Accettare noi stessi e la nostra vita non può che portare ad accettare e rispettare gli altri. Solo così si può vincere la diffidenza, la paura, l’odio ed il razzismo. Nelle scuole di oggi, convivono bambini e ragazzi di tante razze, religioni, culture: proprio la scuola dovrebbe essere il luogo in cui tutti noi dovremmo imparare il rispetto dell’altro. Purtroppo però a scuola avvengono a volte episodi che tendono ad emarginare alcuni ragazzi, facendoli sentire inferiori agli altri ed umiliandoli. Questo non dovrebbe mai avvenire: noi ragazzi dobbiamo comprendere che imparare a confrontarci è un bene prima di tutto per noi stessi, perché, attraverso lo scambio di idee, tradizioni, culture, ognuno non può che arricchirsi ed arricchire gli altri. CAROLINA BERSANI
A PROPOSITO DELL’IKEBANA � L’ikebana è l’arte giapponese dell’arrangiare i fiori: non consiste solamente nel sistemare dei fiori in un vaso, ma si tratta di una vera e propria forma espressiva che unisce l’arte con la filosofia e la religione. Nasce più di 600 anni fa in Cina, o forse in India, ma si sviluppa principalmente in Giappone, la cui cultura esalta in special modo l’amore ed il rispetto per la natura, un tempo come tributo verso gli dei ed in seguito come pura espressione artistica. L’arte nasce con il nome di “Kadō” (fiori viventi) e inizialmente poteva essere praticata solo da nobili e monaci buddisti, mentre poi viene estesa a tutti i ceti sociali. L’ ikebana riguarda non solo fiori ma anche rami e, volendo, muschio, tronchetti e foglie. Mentre in occidente nelle composizioni floreali si tende a far risaltare la quantità dei fiori usati ed il colore, nell’ikebana invece si enfatizzano gli aspetti lineari della composizione e la semplicità: infatti rami e fiori sono disposti secondo un sistema ternario, quasi sempre a formare un triangolo. Il ramo più lungo e più importante si avvicina al cielo, il ramo più corto rappresenta la terra ed il ramo intermedio l'uomo. Così come queste tre forze si devono armonizzare per formare l'universo, anche i fiori ed i rami si devono equilibrare nello spazio. Quest’arte dunque va rispettata e può essere capita a fondo solo se si è educati nei suoi confronti: si saluta con un inchino all’inizio e si ringrazia il Creatore alla fine. Ikebana è anche osservazione continua della natura e dei suoi mutamenti, come il cambiare della stagione, che assume un ruolo significativo per la composizione. Lo sviluppo dell’arte dell’ikebana in Giappone si deve probabilmente all’amore che ha questo popolo verso la natura, con la quale ha sempre avuto un grosso legame ed anche oggi, nel paesaggio urbano di asfalto e palazzi, le strade e le città giapponesi sono sempre piene di fiori e di giardini ed ogni casa è abbellita con arrangiamenti floreali. Per finire, vorrei invitare tutti a provare almeno una volta questa magnifica forma d’espressione, per avvicinarsi alla natura ed apprendere fino in fondo la sua bellezza. MICHELE POE
11 SETTEMBRE 2001, UN GIORNO DA RICORDARE Dopo 15 anni dal drammatico attacco terroristico in cui New York è stata piegata dal dolore, il ricordo di chi ha vissuto quei momenti e le immagini di chi ha visto l’accaduto solo attraverso foto e video sono ancora presenti e reali ed ogni volta, è come se si aprissero vecchie ferite, difficili da rimarginare. Ricordo brevemente i fatti: il primo aereo “suicida” comparve nei cieli della metropoli americana alle 8: 45 dell’ 11 settembre 2001 ed inizialmente era diretto a Los Angeles, ma dopo essere stato dirottato, si schiantò su una delle due Twin Towers, simbolo dell’economia americana. L’impatto del secondo aereo con l’altra torre avvenne alle 9: 03 e molti assistettero in diretta all’evento, anche a migliaia di chilometri di distanza, dato che erano già presenti sul posto giornalisti di tutto il mondo. I velivoli erano stati dirottati da terroristi chiamati “Al Qaeda”, gruppo guidato da Osama Bin Laden. Nello stesso momento, anche il Pentagono subì un attacco ad opera di altri dirottatori; infine un quarto aereo, probabilmente diretto a Washington verso la Casa Bianca, si schiantò su un campo della Pennsylvania. Le conseguenze di questi attentati sono state disastrose: intanto ci sono stati circa 3000 morti. Da quella data poi, le sorti del mondo sono mutate: infatti gli Stati Uniti hanno avuto un comportamento ancora più difensivo e protezionistico in politica internazionale, diventando ancora più duri e diretti. A causa di tutto ciò, le borse di tutto il mondo hanno subito dei duri contraccolpi, individuati tra le cause della crisi economica che tutto il mondo sta ancora affrontando. Per quanto riguarda le norme di sicurezza dei viaggiatori che si recano negli USA infine, queste sono state intensificate e sono stati istituiti nuovi controlli più rigidi sulle persone e sui bagagli da portare a bordo, regole attualmente valide anche oggi in tutto il mondo. LUCA INDELICATO
“RACE il colore della vittoria” Questo film racconta la storia vera di un uomo di colore , James Cleveland detto “Jesse” Owens, interpretato da Stephan James, figlio di un povero agricoltore del sud degli Stati Uniti. Jesse parte per l’università, lasciando una figlia piccola e una ragazza ancora da sposare, Ruth Solomon, interpretata da Shanice Banton. Per un uomo di colore negli Stati Uniti frequentare l’università, negli anni 30, é una grande conquista. Jesse affronta le tensioni razziali dell’Ohio State University ed incontra il coach Larry Snyder, interpretato da Jason Sudeikis, che ottiene per Jesse addirittura la convocazione per le Olimpiadi. Il Comitato olimpico Americano medita di boicottare le Olimpiadi, in segno di protesta contro il regime hitleriano: alla fine la partecipazione americana è confermata. I giochi olimpici si tengono a Berlino, dove sono organizzati come una grande celebrazione del regime nazista. Sono state spese cifre enormi per ristrutturare stadi e palazzi, per mettere in mostra la potenza della Germania nazista. Il successo sportivo delle Olimpiadi sarebbe servito alla propaganda per confermare le tesi naziste, relative alla superiorità della razza ariana. Tra i dieci atleti neri della squadra americana, il migliore è Jesse Owens, che il 3 agosto vince la medaglia d’oro nei cento metri, il 4 agosto nel salto in lungo e il 5 agosto nei duecento metri. Infine, il 9 agosto vince la IV medaglia d’oro nella staffetta. Era una gara a cui l’atleta di colore non era nemmeno iscritto, ma partecipa dopo che la squadra americana ha deciso di non far gareggiare due atleti ebrei a causa delle pressioni naziste: tutto questo è avvenuto sotto gli occhi increduli di Hitler. La figura e la storia di Owens sottolineano il duplice razzismo vigente negli USA e in Germania: Jesse non partecipò solo per vincere una medaglia, ma per “sconfiggere” il razzismo, che negli Stati Uniti imperversava e vietava ai neri di vivere liberamente. Il film, diretto da Stephen Hopkins, è veramente appassionante e gli attori sono bravi, gli ambienti sono ricostruiti fedelmente e soprattutto la suspence durante le gare, lascia senza fiato fino alla vittoria. CACCIAPUOTI VINCENZO
IL MANIFESTO DEL FUTURISMO SU “LE FIGARO” Il Manifesto del Futurismo è stato scritto da Filippo Tommaso Marinetti, uno dei maggiori esponenti del Futurismo, ed è stato pubblicato per esprimere pensieri ed idee dei Futuristi di quel tempo; apparve in anteprima sulla “Gazzetta dell'Emilia” di Bologna in data 5 febbraio 1909 e dopo poco, con il titolo” Manifesto iniziale del Futurismo”, fu pubblicato in francese sulla prima pagina del quotidiano “Le Figaro” di Parigi, giornale nato nel 1826 sotto Carlo X di Borbone, il 20 febbraio 1909. Quando il testo del Manifesto venne pubblicato, ottenne subito fama internazionale. Tramite gli undici punti da cui è composto, Marinetti vuole esprimere un punto di rottura con il passato, in modo energico ed aggressivo: mette in evidenza l’eroismo bellico, il disprezzo per il sentimentalismo romantico, il presente, che è la realtà in cui l’uomo contemporaneo vive, l’odio per il passato e quindi per tutto quello che lo ricorda, come musei, biblioteche, opere d’arte, testi storici ed accademie; esalta l’amore per la guerra, per la violenza, per la rivoluzione, per le invenzioni e per le macchine. Ora vi chiederete perché ho deciso di parlare proprio del Futurismo? ! Be’, ve lo dico subito: questo movimento artistico e culturale è l’unico che è riuscito a coinvolgermi veramente ed in modo totale perché è diverso dagli altri, è più divertente, è piuttosto semplice e soprattutto… è RIVOLUZIONARIO! ALICE DAL MONTE �
LE SPOSE BAMBINE Ogni giorno più di 34 mila bambine, tra i sei e quindici anni, sono costrette ad unirsi in matrimonio con uomini che possiedono anche il triplo dei loro anni. Questo fenomeno è chiamato matrimonio precoce: si sviluppa soprattutto nei paesi con molta popolazione, come la Cina, oppure nei paesi poveri, come in alcune zone dell’ Asia. Molte bambine sono costrette dunque a sposarsi con uomini molto ricchi ed adulti, per aiutare la propria famiglia in campo economico. Questo fenomeno è molto negativo: non porta infatti solamente all'abbandono degli studi e degli hobby quotidiani ma crea conseguenze devastanti nella mente e nell'anima di queste piccole e fragili ragazze, che spesso, dopo qualche anno di matrimonio, si tolgono la vita perché non riescono a sopportare un peso del genere. Una sottomissione così grande, il non poter fare quello che si vuole, anche semplicemente non poter giocare con le bambole o correre nei prati, perché ormai loro ricoprono un ruolo importante cioè quello di madre e di moglie, le porta al suicidio. Molte fra queste spose bambine sono costrette ad avere una gravidanza poco dopo il matrimonio, dunque in età giovanissima. Ormai è raro trovare in tali paesi ragazze di venti - venticinque anni senza uno o più figli o che non si siano sposate in tenera età. Voi lettori probabilmente vi chiederete come questo sia possibile, come si possa anche minimamente pensare di togliere la libertà di scelta nella vita di una giovane ragazza, con milioni di opportunità davanti. Quello che sconvolge ancora di più è che in tutta questa storia, i governi non agiscano per risolvere tale grave questione. Le persone dovrebbero prestare più attenzione a questo argomento perché è una privazione troppo grande non potersi scegliere un futuro. CLAUDIA MARTIELLO