Prof Trunfio N Gli antichissimi abitanti delle nostre
Prof. Trunfio N. Gli antichissimi abitanti delle nostre terre: i Sanniti.
Linea del tempo 2700 ai fa 2000 anni fa 1000 anni fa O G G I Cristo Circa 2700 anni fasi diffuse la civiltà dei Sanniti
Il loro territorio I Sanniti abitavano nel territorio che oggi corrisponde alle regioni di Alto Abruzzo, Molise, C ampania interna (Benevento, Avellino)
LE TRIBU’ DEI SANNITI erano composti da 5 tribù: I Pentri (zona del Matese in Molise), I Caudini (zona della valle Caudina tra AV e BN), i Frentani (zona costiera tra alto Molise e Basso Abruzzo), i Carrecini (Zone interne Alto Molise) e noi Irpini (Avellino e provincia).
I centri principali del Samnium erano: Bovianum, (Boviano) Beneventum (Benevento) Aesernia (Isernia) Altilia (Sepino) Aufidena (Alfedena); Venafrum (Venafro); Allifae (Alife); Abellinum vetus (Atripalda, nei pressi di Avellino). Aeclanum (Passo di Mirabella Ecalno Compsa (Conza della Campania). Aequum Tuticum: (Ariano Irpino. )
Il viaggio I giovani del Lupo partirono dal centro dell’Appennino, nel cuore dell’Italia, alla ricerca di una nuova terra. Attraversarono foreste, fiumi e finchè non si trovarono sul crinale dell’ Appennino. Qui videro una distesa di dolci colline. I giovani del lupo si erano affacciati sulla regione che ancora oggi chiamiamo Irpinia.
Rito Ver Sacrum o Primavera sacra: La separazione degli uomini che dovevano partire da quelli che dovevano restare avveniva durante un rito primaverile detto primavera sacra. Tutto ciò che era nato in primavera, bambini ed animali domestici, veniva consacrato agli dei. Sarebbero cresciuti e una volta diventati adulti avrebbero lasciato i luoghi che li avevano visti nascere alla ricerca di una nuova terra. Il rito avveniva in primavera perché la primavera è la stagione della rinascita, la stagione nella quale la natura trova la forza di iniziare tutto da capo. Le diverse tribù dei sanniti, seguivano, nel loro viaggio verso una nuova terra, un animale sacro. Gli Irpini seguivano il LUPO.
Totem Animale Guida Hyrpus: Il Lupo. Poiché sono stato il Totem degli antichi Hirpini ora sono il simbolo dell’Irpinia. Abitante delle selve più fitte, era molto importante per la religione degli antichi popoli italici. La sua forza, la sua abilità nel cacciare in gruppo, lo facevano considerare sacro a Marte, dio della guerra, della forza, della rigenerazione. Non dimentichiamo infine, che secondo il mito anche Romolo e Remo furono nutriti da una lupa.
ECONOMIA Le loro attività economiche ruotavano principalmente intorno alla caccia, alla pastorizia e al commercio, ma sappiamo che anche la guerra era un'attività molto importante, tanto che i Sanniti vennero spesso scelti come mercenari poiché ritenuti combattenti di grande valore.
VITA PUBBLICA I loro villaggi si chiamavano Pagi. Più pagi formavano un Touto. L’autorità amministrativa più importante era il meddix tuticus (magistrato-console), che veniva eletto dall’assemblea e gestiva molto potere. Vi erano anche dei funzionari minori: censor, legatus (kenzstur in osco), aidilis, praetor, prefectus. Simbolo del potere era un trono di pietra.
Religione Adoravano divinità classiche assimilabili agli dei etruschi e greci. Si tratta di nomi legati alla natura e che richiamano gli elementi essenziali della sopravvivenza di questo popolo. Il signore supremo era Jupiter Giove, Kerres generava i raccolti, Flora, nutriva le messi. Famel era la dea terra, Mamerte, equivalente di Marte, era il dio armato. Compagno di quest’ultimo era Heres. Entrambi erano divinità che accompagnavano il popolo in guerra. Fatui e Feronia proteggevano i pastori. Infine Lucina era della nascita, molto importante per il popolo, considerato il numero dell’elevata mortalità.
Religione Tra le altre divinità va ricordata la Dea Mefhis o Mefite (Meftai è parola osca e vuoldire: in mezzo), dea del passaggio, tra i vivi e i morti, della nascita, ma anche della guarigione, adorata nel tempio della Valle d’Ansanto (Rocca San Felice), a Casalbore ed in altri centri del Sannio. Associata agli effetti benefici che i fanghi e l'acqua sulfurea arrecavano ai numerosi visitatori, ma pure temutissima perché ribelle a tutti i sacerdoti non concedeva a nessuno di avvicinarsi troppo. Infatti nella valle d’Ansanto i gas esalati dalla terra sono pericolosissimi. Xoanon ligneo VII a. c.
Altri luoghi di Culto Tra gli altri luoghi di culto è molto importante il santuario di Pietrabbondante, tra l’Abruzzo e il Molise, dove sono state rinvenute le tavole della loro religione.
Collana d’ambra (Ansanto)
L’EQUIPAGGIAMENTO DEL SOLDATO SANNITA I soldati Sanniti avevano un’ armatura di bronzo, una lancia molto sottile detta PILUM e in testa mettevano un elmo con una piuma rossa. Le loro armi erano: le lance, il giavellotto, gli scudi tondi e rettangolari. Alcune di essere furono impiegate anche dai romani. Tipici erano i gambali ed i pennacchi sull’elmo, comuni a tutti i popoli italici.
Quando i Sanniti minacciarono Capua, i Romani si assunsero la difesa della città. Fu questa la scintilla che fece divampare la prima guerra sannitica guerra. (342 -343 a. C. ) Essa fu combattuta ai confini della Campania. Una seconda guerra fu combattuta sul confine meridionale del Sannio, nel 321 a. C. Presso Caudium. L’ESERCITO E LE GUERRE CONTRO ROMA
LE FORCHE CAUDINE In questa battaglia, i Sanniti, guidati da Gaio Ponzio, inflissero ai Romani la più dura umiliazione della loro storia: dopo aerli duramente sconfitti fecero passare i superstiti inchinati sotto il giogo delle celebri forche caudine.
COME ANDO’ A FINIRE Pochi anni dopo riprese la terza e ultima guerra, il cui teatro di guerra si spostò dall'Etruria alla Lucania, fino alla battaglia di Aquilonia del 294 avanti Cristo, tra i monti dell'Irpinia, in cui caddero le ultime speranze dei Sanniti e si affermò definitivamente la supremazia di Roma. Altre volte i Sannitii provarono a liberarsi da Roma, perfino cercando l’alleanza di Pirro e di Annibale, ma invano.
ARTE DEI SANNITI Nel Sannio le fibule , usate anche dagli uomini, ebbero una straordinaria diffusione come accessori dell’abbigliamento e delle acconciature Le fibule di bronzo sono di diverse forme: fibule ad arco ondulato, fibule a grande navicella romboidale e lunga staffa …
FIBULE FIBULA DI BRONZO AD ARCO SERPEGGIANTE Le fibule erano dei fermagli per le tuniche (spille). FIBULA DI BRONZO A QUATTRO SPIRALI LUCERNA CON DELFINI VASI I Sanniti mettevano nei vasi l’olio, il vino, l’acqua e i cereali. Anticamente non c’era la luce elettrica, ma c’erano le lucerne che illuminavano le stanze. Le lucerne funzionavano con uno stoppino imbevuto d’olio o di grasso di animale. UNGUENTARI Vasi che contenevano unguenti (oli) per il corpo.
La lavorazione dei metalli si confermò nell’ambito della civiltà sannitica come una delle principali risorse. Lavoravano il bronzo. La lega del bronzo, è costituita dal rame cui si aggiunge lo stagno. Le officine sannite produssero numerosi manufatti in bronzo ed in ferro, che andavano dagli ornamenti e le suppellettili, alle armi. Scudi
Elmi
LA LINGUA OSCA Parlano una lingua indoeuropea detta Osco. Sanno usare la scrittura. La adoperano per motivi religiosi e per l’economia. Un’ iscrizione SANNITICA si legge in verticale, dal basso a destra.
Alfabeto L'alfabeto sannitico nella sua forma più evoluta (III secolo a. C. ) si compone di 21 lettere: Alfabeto osco sannitico Le vocali, originariamente solo 4 (/a, e, i, u/), sono state successivamente portate a 6 con l'aggiunta di altre 2 lettere, /í/ ed /ú/, per indicare il suono intermedio tra "i-e" con la prima, e quello tra "o -u" con la seconda. Questi segni, che occupano infatti le due ultime posizioni nella sequenza alfabetica, caratterizzano le iscrizioni non antecedenti il III secolo a. C. _L'andamento della scrittura procede da destra verso sinistra. _ Sono possibili legature tra due o più lettere di una stessa parola,
I Sanniti scrivevano su tavolette di cera
FINE
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