Piano Sociale Regionale 2019 2021 Centralit del cittadino








































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Piano Sociale Regionale 2019 -2021 Centralità del cittadino ed equità sociale nell’ambito del processo di integrazione tra sistemi di welfare Aprile 2019
INDICE I. INTRODUZIONE II. LE COORDINATE DEL PIANO III. IL QUADRO DI CONTESTO IV. I CONTENUTI DELLA PROGRAMMAZIONE
INTRODUZIONE Sono TRE i modelli di welfare regionale in Italia, che si differenziano sotto cinque punti di vista: il ruolo attribuito agli utenti e alle loro famiglie; il ruolo attribuito ai fornitori privati (non profit e a scopo di lucro); il ruolo attribuito agli enti locali; il ruolo della Regione nel sistema di welfare; l’ammontare di risorse investite negli interventi sociali. a) Le Regioni con approccio “comunitario-mercantile” b) Le Regioni con approccio “social-programmatorio” c) Le Regioni con un livello di scarso investimento nel sociale. Le Marche si collocano storicamente all’interno del modello con approccio “social-programmatorio”, avendo nel tempo, però, scelto di adottarne una versione più “leggera”, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della Regione, come istituzione Le Regioni appartenenti al secondo modello (l’esempio paradigmatico sono l’Emilia-Romagna e la Toscana) hanno spinto per costruire un modello centrato lungo l’asse Comuni-Regione, favorendo e supportando il ruolo dei primi dentro un’ottica di coordinamento e cooperazione e lasciando, quindi, meno spazio a forme di competizione. Dentro questo modello, la Regione assume un forte ruolo programmatorio e di indirizzo, oltre che di supporto, dell’azione Comunale. Il presente Piano Sociale si pone come obiettivo strategico di fondo quello di investire in un welfare territoriale pubblico, centrato su un ruolo forte di Comuni e Regione , dopo un decennio in cui la deriva verso una privatizzazione del welfare si è andata affermando in tutta Italia, in maniera più o meno esplicita o più frequentemente, implicita a seguito dei vincoli di bilancio. Un welfare territoriale pubblico inteso però in senso plurale e partecipato con la società civile secondo modalità di co-programmazione e co-progettazione, ma a regìa prevalente pubblica.
LE COORDINATE DEL PIANO 1. LO SCENARIO NORMATIVO DI RIFERIMENTO 2. L’IMPIANTO METODOLOGICO DI COSTRUZIONE E ATTUAZIONE 3. ARTICOLAZIONE E CONTENUTI
L’IMPIANTO METODOLOGICO – LA FASE DI COSTRUZIONE sul versante delle priorità di settore valutazione elementi di forza e criticità nella fase di applicazione del Piano precedente Aggiornare il “sistema regionale degli interventi e dei servizi sociali” alla nuova cornice nazionale ed europea di riferimento confronto con le Parti Sociali e con i principali Portatori di Interesse presenti connessione con il Piano Sanitario per indirizzo della programmazione sociosanitaria --> raccordo tra programmazione distrettuale e di ATS sul versante del sistema organizzativo dei servizi contributo tecnico dalle Università Marchigiane nell’analisi del modello marchigiano di welfare. ELEMENTI DI METODO 1. APPROCCIO SCIENTIFICO ALL’ANALISI DI CONTESTO 2. PERCORSO DI COSTRUZIONE PARALLELO E INTEGRATO CON IL PIANO SOCIO -SANITARIO 3. CONFRONTO ATTENTO CON LE PARTI SOCIALI E CON I PRINCIPALI PORTATORI DI INTERESSE Campagna di informazione, ascolto e interlocuzione sulle Linee di costruzione Presentazione alle OOSS e presso gli ATS per AAVV e confronto sulla BOZZA DI PIANO
L’IMPIANTO METODOLOGICO - LA FASE ATTUATIVA ITER REGIONALE Il Piano è approvato dall’Assemblea legislativa regionale su proposta della Giunta regionale La Giunta approva il Piano attuativo comprensivo delle: Piano sociosanitario Programmazio ne distrettuale e di ATS Schede interventi Linee Guida per la stesura dei Piani di Zona Apposito Organismo deputato alle attività di monitoraggio e di valutazione Monitoraggio e valutazione PROCESSO DI PARTECIPAZIONE
L’IMPIANTO METODOLOGICO - LA FASE ATTUATIVA PROCESSO DI PARTECIPAZIONE ELENCO STAKEHOLDER COINVOLTI AMBITI TERRITORIALI SOCIALI ACUDIPA - Associazione italiana per la Cura Dipendenze Patologiche Alleanza Cooperative Italiane - Marche Alleanza Povertà Marche ANCI Marche ASSNAS - Associazione Assistenti Sociali CUPLA – Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo - Marche CARITAS Marche Confcooperative Marche, Lega. Coop, AGCI CONI Marche Consiglio del Volontariato Consulta Disabili Consulta famiglia Consulta giovani Consulta tra le Fondazioni delle Casse di Risparmio Marchigiane Coordinamento Comunità di Accoglienza per minorenni CREA - Coordinamento Regionale Enti Accreditati (Comunità Terapeutiche Dipendenze Patologiche) DISTRETTI SANITARI Federazione regionale CNCA Fondazione CARISAP Forum III Settore INRCA Ordine Assistenti Sociali Marche Organizzazioni Sindacali confederali e dei pensionati Osservatorio Regionale Associazioni Promozione Sociale Tavolo operativo del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere Università delle Marche
IL QUADRO DI CONTESTO 1. PUNTI DI FORZA E PUNTI DI DEBOLEZZA DELLA PROGRAMMAZIONE CONCLUSA 2. IL CONTESTO SOCIODEMOGRAFICO E LE QUESTIONI SOCIALI EMERGENTI 3. IL QUADRO DELLE RISORSE
PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DELLA PROGRAMMAZIONE CONCLUSA PUNTI DI FORZA CRITICITA’ Il ruolo e le funzioni dell’ATS • rinnovato riconoscimento istituzionale dell’ATS • il lavoro si è spostato su attività amministrative gestionali e interventi di emergenza a scapito della dimensione programmatoria Finanziamento e organizzazione degli ATS • disponibilità finanziarie trasferite dalla Regione ai Comuni notevolmente più rilevanti • l’assenza del “fondo unico” ha generato una grave carenza relativa al personale strutturato di ATS, il che ha potenziato una debolezza organizzativa • i processi di accorpamento degli ATS sembrano minacciare la già precaria organizzazione degli ATS: a una loro complessiva riduzione non deve essere associata una riduzione del personale coinvolto La programmazione e le azioni implementate • ATS sono stati i protagonisti del processo di costruzione dell’integrazione socio-sanitaria, • il supporto dal livello nazionale a misure attive di inserimento lavorativo ha promosso l’avvio di percorsi integrati per gli interventi sociali e per l’occupazione: • finanziamento tramite bandi e fondi europei ha reso sempre più di corto raggio, più burocratico e faticoso (orientato alla rendicontazione più che al risultato) il respiro della programmazione • assenza di una programmazione regionale sociale, con un accento posto sull’assenza di processi valutativi finalizzati a evidenziare le buone pratiche • processo di integrazione socio-sanitaria sembra aver dato in alcuni casi buoni frutti, il mancato coinvolgimento dei vertici organizzativi a livello di effettiva partecipazione dei sindaci e dei direttori dei distretti I processi di governance locale e la partecipazione • costante dialogo tra Regione e Coordinatori di ATS • l’assetto regolativo territoriale negli ultimi anni si è caratterizzato da una elevata autonomia organizzativa degli ATS che ha permesso lo sviluppo di progettazioni innovative • la fragilità degli assetti istituzionali, associata al taglio del fondo unico, ha radicalmente cambiato il sistema, scalzando la programmazione partecipata + con la riforma delle province del 2012, è venuto meno uno spazio deputato al confronto e alla progettazione di innovazioni organizzative fortemente radicate ai bisogni del territorio + a livello regionale l’incompiutezza del processo di costruzione del quadro regolativo sociale (legge 32/2015) ha ulteriormente contributo a indebolire l’assetto istituzionale sociale • lo sviluppo di relazioni integrate tra sociale e lavoro sembra essere non particolarmente sostenuta a livello regionale. • scarsa chiarezza in ordine alle strategie e ai processi di integrazione tra politiche sociali e sanitarie non solo in termini di gestione associata dei servizi, ma anche di programmazione integrata.
IL CONTESTO SOCIO-DEMOGRAFICO E LE QUESTIONI SOCIALI EMERGENTI FOCUS POVERTA’ Incidenza della severa deprivazione materiale (% individui )
IL CONTESTO SOCIO-DEMOGRAFICO E LE QUESTIONI SOCIALI EMERGENTI FOCUS SISMA Per una analisi dettagliata del contesto delle aree del sisma occorre prevedere un approfondimento basato su dati raccolti ad hoc che fotografino la situazione effettiva, poco messa a fuoco dagli indicatori delle statistiche correnti. Nell’ambito degli obiettivi strategici del presente piano è stata colta questa necessità e prevista nell’agenda della strategia del supporto alla fase di riprogrammazione della rete dei servizi nelle aree colpite dal sisma (Obiettivo strategico 7). La superficie della zona colpita, c. d. “cratere”, è di 3. 978 kmq ed ha interessato 85 Comuni, il 72% dei quali con meno di 3000 residenti. Il “cratere” rappresenta il 42% del territorio regionale ed ha una bassa densità demografica (86 abitanti per kmq), con territorio composto per la maggior parte da boschi e ambienti semi naturali, per il 53% e da terreni agricoli per il 42% (dati al 2015). La popolazione residente del cratere a fine 2017 conta circa 344 mila individui, 4. 196 in meno rispetto all’anno precedente, corrispondenti al 22% della popolazione marchigiana. Gli individui di 65 anni e più, quasi 90 mila, rappresentano il 26% della popolazione totale del cratere. Nei territori del cratere, il tasso di crescita totale (-12, 1 ogni 1. 000 abitanti) risente della componente naturale del bilancio demografico (-6, 7 ogni 1. 000 abitanti).
IL QUADRO DELLE RISORSE FINANZIARIE
IL QUADRO DELLE RISORSE FINANZIARIE 2019 2020 2021 Milioni di euro Risorse di provenienza statale Risorse di provenienza regionale Risorse della programmazione europea 2014 -2020 TOTALE N. B. : Alcuni fondi (europei o statali) erogati direttamente agli Enti del territorio (Ambiti Sociali, Comuni, Soggetti erogatori di prestazioni) e il loro ammontare non è quindi compreso nella previsione ci cui sopra. 32, 6 29, 6 11, 0 73, 2 32, 8 34, 5 11, 1 78, 4 32, 3 30, 5 10, 2 73, 0
IL QUADRO DELLE RISORSE FINANZIARIE RISORSE DI PROVENIENZA STATALE
IL QUADRO DELLE RISORSE FINANZIARIE RISORSE DI PROVENIENZA REGIONALE
I CONTENUTI DELLA PROGRAMMAZIONE 1. GLI OBIETTIVI STRATEGICI DI SISTEMA 2. LE DIRETTRICI TRASVERSALI DI SVILUPPO E GLI INTERVENTI DI SETTORE
I CONTENUTI DELLA PROGRAMMAZIONE La programmazione regionale, dovendo agire sia sul versante del sistema organizzativo dei servizi che su quello delle priorità di settore, viene articolata in: obiettivi strategici di sistema, orientati all’innovazione del sistema e al rafforzamento del livello territoriale, da raggiungere attraverso specifiche “azioni di sistema”, previste da specifici riferimenti normativi e dettagliate e descritte negli output attesi direttrici di sviluppo settoriale che, a partire da un’analisi delle criticità e dei punti di forza di specifici temi, individuano interventi da sviluppare per dare attuazione all’evoluzione di azioni e di politiche settoriali. Obiettivi strategici e direttrici di sviluppo sono strettamente connessi: il perseguimento degli obiettivi strategici consente di aggiornare e innovare il sistema in modo da creare le condizioni ottimali per lo sviluppo settoriale delineato nelle direttrici individuate.
I VINCOLI DI CONTESTO PER LA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI riposizionamento istituzionale sisma ha profondamente modificato l’assetto organizzativo dei servizi sociali in un vastissimo territorio regionale compreso in tre province accentramento nel livello nazionale di molte strategie e indicazioni operative precedentemente affidate alla competenza esclusiva in capo alle Regioni in tutta la materia delle politiche sociali nuovi LEA assistenza sociosanitaria erogazione congiunta di cambiamenti sistema finanziamento politiche sociali prestazioni sanitarie e sociali nell’ambito di percorsi assistenziali domiciliari, territoriali, semiresidenziali e residenziali alla forte riduzione dei trasferimenti indistinti dello Stato alle Regioni negli anni scorsi ha corrisposto, nella nostra regione, un recupero dei tagli con fondi di provenienza sanitaria, fondi europei e fondi di provenienza nazionale ma fortemente finalizzati ad obiettivi indicati dal governo centrale
5 4 AGGIORNAMEN TO DEL SISTEMA DELLE PROFESSIONI SOCIALI 1 RIORDINO DEL SISTEMA DEI SERVIZI RAFFORZAMEN TO DEL SISTEMA DEGLI ATS IN TERMINI DI CAPACITÀ GESTIONALI E DI PROGRAMMAZI ONE 2 RAFFORZAMEN TO DEL LIVELLO DI INTEGRAZIONE DEGLI INTERVENTI 3 CONSOLIDAME NTO DEI PROCESSI DI PROGRAMMAZI ONE, PROGETTAZIO NE, PARTECIPAZIO NE MONITORAGGI Oe CONTROLLO. SUPPORTO ALLA FASE DI RIPROGRAMMA ZIONE DELLA RETE DEI SERVIZI NELLE AREE COLPITE DAL SISMA 7 6 ISTITUZIONE SISTEMA INFORMATIVO SOCIALE REGIONALE IN RACCORDO CON IL “SISTEMA INFORMATIVO UNITARIO DEI SERVIZI SOCIALI” RECEPIMENTO NORMATIVA NAZIONALE DI RIFORMA DEL TERZO SETTORE 8 OBIETTIVI STRATEGICI POLITICHE SOCIALI LEGATE ALLA PROMOZIONE DELLA PRATICA SPORTIVA E MOTORIA PER TUTTE LE ETÀ E PER TUTTI SOSTEGNO AI GIOVANI E APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE CHE RIFORMA IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE POLITICHE PER LA CASA E TEMATICHE LEGATE AL DISAGIO ABITATIVO SOSTEGNO ALLE CAPACITÀ GENITORIALI SOSTEGNO ALLE PERSONE CON DISABILITA’ SOSTEGNOALL’INVECCHIAME NTO ATTIVO SOSTEGNO ALLE PERSONE IN SITUAZIONE DI NON AUTOSUFFICIENZA 08/05/2018 PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE LOTTA ALL’ESCLUSIONE SOCIALE, ALLA FRAGILITÀ E ALLA POVERTÀ DIRETTRICI DI SVILUPPO
OBIETTIVI STRATEGICI
OS 1 - RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DEGLI ATS in termini di capacità gestionali e di programmazione di tutto il sistema dei servizi sociali e socio -sanitari, compreso il potenziamento delle competenze dei Coordinatori di ATS
OS 2 - RAFFORZAMENTO DEL LIVELLO DI INTEGRAZIONE DEGLI INTERVENTI prioritariamente tra la componente sociale del sistema regionale e la componente sanitaria e socio-sanitaria, attraverso il ruolo tecnico di governo delle Unità Operative Sociali e Sanitarie (UO. Se. S), istituite dalla DGRM n. 110/15, e politico dei Comitati dei sindaci degli ATS; ma anche con altri settori del welfare: politiche attive del lavoro, della formazione e dell’istruzione, politiche per la casa e agricoltura sociale. Il rafforzamento della gestione associata dei servizi sociali è una condizione necessaria per superare la frammentazione istituzionale che resta una delle principali criticità del sistema marchigiano. Per declinarla la Regione si propone di esercitare con maggiore incisività una funzione di regia complessiva rispetto ad alcuni obiettivi riguardanti principalmente il riequilibrio dell’offerta territoriale dei servizi a fronte della presenza di situazioni fortemente sperequative tra i differenti contesti territoriali.
OS 3 - CONSOLIDAMENTO DEI PROCESSI DI PROGRAMMAZIONE, PROGETTAZIONE, PARTECIPAZIONE MONITORAGGIO/CONTROLLO si tratta di riprendere l’attività programmatoria a livello regionale e territoriale privilegiando la metodologia della co-programmazione e della co-progettazione pubblico/privato
OS 4 - RIORDINO DEL SISTEMA DEI SERVIZI consiste nella definizione di regole a tutt’oggi mancanti in materia di accesso equo ai servizi e di qualità dell’offerta.
OS 5 - AGGIORNAMENTO DEL SISTEMA DELLE PROFESSIONI SOCIALI limitatamente a quelle di competenza regionale. Le linee di intervento riguardano: a) una forza lavoro di professionisti quantitativamente più numerosa b) una forza lavoro contratti e condizioni di lavoro più stabili c) potenziale regolazione di nuove figure professionali da normare più puntualmente d) rafforzamento di attività formative che coinvolgano operatori di differenti e) migliorare la regolazione dell’impiego di alcune figure professionali ed evitare problematicità nel rapporto pubblico-privato;
OS 6 - ISTITUZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO DEI SERVIZI SOCIALI e sua implementazione. Innovazione e aggiornamento del sistema dei servizi non possono fare a meno della Il percorso avviene in stretto raccordo con l’avvio del “Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali (SIUSS) di cui all’art. 24 del D. lgs. 147/2017, mirando nel contempo anche a raccordasi eintegrarsi con i sistemi informativi di livello regionale relativi alla sanità, alle politiche attive del lavoro, al sistema informativo relativo al terzo settore, secondo due principi: - razionalizzazione del sistema dei flussi a vario titolo attivati (programmazione, rendicontazione, statistiche) dal territorio verso la Regione e verso il livello centrale - valorizzazione di sistemi informativi-gestionali già attivi sul territorio
OS 7 - SUPPORTO ALLA FASE DI RIPROGRAMMAZIONE DELLA RETE DEI SERVIZI NELLE AREE COLPITE DAL SISMA Si tratta di promuovere nelle aree colpite dal sisma lo sviluppo o il potenziamento dell’insieme dei servizi rivolti alla persona e alla comunità, per favorirne la resilienza e sostenere il recupero di attrattività anche dei territori marginali, implementando anche le indicazioni del “Patto per lo sviluppo”
OS 8 - RECEPIMENTO DELLA NORMATIVA NAZIONALE CHE RIFORMA IL TERZO SETTORE processo di applicazione della normativa nazionale che riforma il terzo settore di cui al D. Lgs. n. 117/2017 “Codice del Terzo settore”, attivando un percorso di confronto stabile con il Forum Terzo Settore Marche, il Consiglio Regionale del volontariato e con l’Osservatorio Regionale sulla Promozione sociale.
DIRETTRICI DI SVILUPPO
Le direttrici trasversali di sviluppo articolano la programmazione regionale per tema e riguardano prevalentemente: a) azioni innovative o azioni già avviate da rendere più efficaci tramite nuove procedure e strumenti; b) azioni già avviate da potenziare e ampliare negli obiettivi. Esse adottano un approccio fortemente trasversale per favorire l’integrazione degli interventi, non solo sociali e sanitari, ma anche educativi, formativi, per il lavoro, per la casa. Il presente Piano individua le seguenti DIRETTRICI TRASVERSALI DI SVILUPPO 1. LOTTA ALL’ESCLUSIONE SOCIALE, ALLA FRAGILITÀ E ALLA POVERTÀ; 2. PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE E VITTIME DI TRATTA 3. SOSTEGNO ALLE PERSONE IN SITUAZIONE DI NON AUTOSUFFICIENZA; 4. SOSTEGNO ALL’INVECCHIAMENTO ATTIVO 5. SOSTEGNO ALLE PERSONE CON DISABILITA’ 6. SOSTEGNO ALLE CAPACITÀ GENITORIALI; 7. POLITICHE PER LA CASA E TEMATICHE LEGATE AL DISAGIO ABITATIVO; 8. POLITICHE SOCIALI LEGATE ALLA PROMOZIONE DELLA PRATICA SPORTIVA E MOTORIA PER TUTTE LE ETÀ E PER TUTTI; 9. SOSTEGNO AI GIOVANI E APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE CHE RIFORMA IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE
• AREA IMMIGRAZIONE E TRATTA D 1 - LOTTA ALL’ESCLUSIONE SOCIALE, ALLA FRAGILITÀ E ALLA POVERTÀ • DIPENDENZE DA SOSTANZE (LEGALI ED ILLEGALI), PATOLOGIE DA GIOCO D’AZZARDO E DIPENDENZE DIGITALI • PERSONE ADULTE E MINORENNI SOTTOPOSTE A PROVVEDIMENTI DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
• D 2 - PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE CONSOLIDAMENTO E SVILUPPO DELLA RETE REGIONALE ANTIVIOLENZA • INTEGRAZIONE E POTENZIAMENTO DEI SERVIZI RESI DA CENTRI ANTIVIOLENZA E CASE RIFUGIO/ACCOGLIENZA PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA
• INTERVENTI PREVISTI DAL FONDO NAZIONALE PER LE NON AUTOSUFFICIENZE • PROGETTO “SERVIZI DI SOLLIEVO” IN FAVORE DI PERSONE CON PROBLEMI DI SALUTE MENTALE E DELLE LORO FAMIGLIE D 3 - SOSTEGNO ALLE PERSONE IN SITUAZIONE DI NON AUTOSUFFICIENZA • INTERVENTI PREVISTI DAL FONDO DI SOLIDARIETÀ
• LR N. 3/2018 - SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO DEGLI ANZIANI E LR N. 1/2019 PROMOZIONE DELL’INVECCHIAMENTO ATTIVO D 4 - SOSTEGNO ALL’INVECCHIAMENTO ATTIVO
• L. R. 18/1996 – INTEGRAZIONE SCOLASTICA • L. R. 18/1996 – INSERIMENTO LAVORATIVO • L. R. 18/1996 – ASSISTENZA DOMESTICA ED EDUCATIVA DOMICILIARE • L. 112/2016 – “DOPO DI NOI” D 5 – SOSTEGNO ALLE PERSONE CON DISABILITA’ • L. R. 21/2018 – “VITA INDIPENDENTE” • L. R. 21/2016 – “AUTORIZZAZIONI E ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLE STRUTTURE E DEI SERVIZI SANITARI, SOCIOSANITARI E SOCIALI PUBBLICI E PRIVATI”
• ATTUAZIONE DELLE INDICAZIONI DERIVANTI DALLE LINEE GUIDA NAZIONALI PER L’INTERVENTO SU FAMIGLIE E MINORI IN CONDIZIONE DI VULNERABILITÀ, PER L’AFFIDAMENTO FAMILIARE, E PER I MINORI IN COMUNITÀ • L. R. 9/2003 SISTEMA DEI SERVIZI PER L’INFANZIA, L’ADOLESCENZA ED IL SOSTEGNO ALLE FUNZIONI GENITORIALI • L. R. 7/1994 MINORI COLLOCATI FUORI DALLA FAMIGLIA DI ORIGINE D 6 - SOSTEGNO ALLE CAPACITA’ GENITORIALI • ADOZIONE • L. R. 14/2017 RETE DELLE CITTÀ SOSTENIBILI AMICHE DEI BAMBINI • VOUCHER DI CONCILIAZIONE • L. R. 30/98 INTERVENTI DI SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA
• AVVIO DI UNA DIRETTRICE DI D 7 – POLITICHE PER LA CASA E DISAGIO ABITATIVO PROGRAMMAZIONE SOCIALE SUL TEMA DELL’ABITARE SOCIALE E DEL DISAGIO ABITATIVO IN COLLABORAZIONE CON IL SERVIZIO REGIONALE COMPETENTE
D 8 – POLITICHE SOCIALI LEGATE ALLA PROMOZIONE DELLA PRATICA SPORTIVA E MOTORIA • RAFFORZAMENTO DEGLI INTERVENTI A RILEVANZA SOCIALE PREVISTI DAL PIANO REGIONALE DELLO SPORT
• L. R. 24/2011 – NORME IN MATERIA DI POLITICHE GIOVANILI D 9 – SOSTEGNO AI GIOVANI E RIFORMA SERVIZIO CIVILE • SISTEMA DI SERVIZIO CIVILE REGIONALE (L. R. 15/2005) E APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA NAZIONALE DI RIFORMA DEL SERVIZIO CIVILE (L. 64/2001 ART. 26 E D. LGS. 40/2017)
Grazie per l’attenzione DOTT. GIOVANNI SANTARELLI DIRIGENTE SERVIZIO POLITICHE SOCIALI E SPORT