Passaggio da Paliperidone palmitato PP mensile a trimestrale

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Passaggio da Paliperidone palmitato (PP) mensile a trimestrale nel “real world”: studio su un

Passaggio da Paliperidone palmitato (PP) mensile a trimestrale nel “real world”: studio su un campione di pazienti afferenti ad un servizio territoriale milanese. Giovanna Cirnigliaro 1, Eleonora Piccoli 1, Rita Cafaro 1, Laura Molteni 1, Luca Ferrara 1, Dario Gobbo 1, Bernardo Dell’Osso 1, 2, 3 1 University of Milan, Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milan, Italy. 2 Bipolar Disorders Clinic, Stanford University, CA, USA; CRC "Aldo Ravelli" for Neurotechnology & Experimental Brain Therapeutics. 3 CRC "Aldo Ravelli" for Neurotechnology & Experimental Brain Therapeutics, University of Milan, Italy. Xeplion (tot: 30) Trevicta (tot: 9) Maschi 16 2 Femmine 14 7 Precedente terapia depot 12 3 Terapia orale concomitante 18 5 Comorbilità organiche 16 3 Diagnosi -Schizofrenia -Disturbo Bipolare -Disturbo Schizzoaffettivo -Disturbo Delirante -Altra diagnosi 14 6 7 2 1 4 2 1 1 1 INTRODUZIONE Negli ultimi anni si è riscontrato un aumento dei tassi di prescrizione degli Antipsicotici iniettivi “long acting”. La formulazione intramuscolare di Paliperidone Palmitato trimestrale (PP 3 M), introdotta in Italia nel 2017, è un'opzione terapeutica indicata per i pazienti adulti con schizofrenia, adeguatamente trattati con la formulazione mensile (PP 1 M), che potrebbero beneficiare di intervalli di tempo senza iniezione più lunghi e con un profilo di tollerabilità e sicurezza sovrapponibile a quello di PP 1 M. SCOPO Questo studio si è proposto di indagare i motivi principali che portano lo psichiatra ad effettuare o meno il passaggio a PP 3 M nei pazienti già in trattamento con PP 1 M ed eventuali differenze sociodemografiche e cliniche tra il gruppo di pazienti in PPM 1 e quello in PPM 3. Fig. 1: Principali variabili cliniche e terapeutiche del campione METODI Sono stati reclutati pazienti in carico presso il Centro Psico-Sociale (CPS) di zona 20 del DSM dell’Ospedale Sacco (Milano) già in terapia con PP. Le caratteristiche socio-demografiche e cliniche del campione sono state raccolte dalle cartelle cliniche. I dati sono stati analizzati tramite il programma Graph. Pad Prism 5. 1 e il confronto tra le variabili è stato effettuato con il test del chi-quadro e il test t di Student. RISULTATI Nel campione analizzato, i pazienti in trattamento con PP sono 39. Di questi, 9 (23%) sono passati a PP 3 M a partire dal 2018, mentre 16 (41%) hanno in programma il passaggio a PP 3 M nei prossimi mesi. Il passaggio a PP 3 M è avvenuto nello stesso anno di introduzione di PP 1 M in un caso (11, 1%), nell’anno successivo all’introduzione di PP 1 M in 4 casi (44, 4%), a distanza di 3 anni dall’introduzione di PP 1 M in 3 casi (33, 3%), a distanza di 5 anni dall’introduzione di PP 1 M in un caso (11, 1%). Mediamente, il passaggio a PP 3 M è avvenuto dopo due anni di terapia con PP 1 M. Due passaggi a PP 3 M sono stati effettuati in ambiente comunitario, gli altri presso il CPS. Confrontando la popolazione di pazienti in PP 3 M con quella in PP 1 M, si osserva che i pazienti in PP 3 M presentavano minori tassi di comorbilità mediche rispetto a quelli in PP 1 M. Per quanto riguarda le altre variabili socio-demografiche e cliniche (genere, età, diagnosi, età d’esordio di malattia, età di presa in carico, assunzione di terapia “long acting” precedente al PP, assunzione di altri psicofarmaci per via orale) non sono state riscontrate differenze statisticamente significative tra i due gruppi. I curanti di riferimento dei pazienti in PP 1 M hanno riportato i seguenti motivi per cui non è stato effettuato il passaggio a PP 3 M (Figura 2): poca dimestichezza e confidenza con il farmaco (15 casi, 50%), quadro clinico ancora instabile in PP 1 M (6 casi, 20%), rifiuto del paziente al passaggio a PP 3 M (2 casi, 6, 7%), effetti collaterali con PP 1 M (un caso di disfunzione sessuale, un caso di allungamento del tratto QT, 6, 7%), problemi di tipo tecnico (4 casi, 13, 3%). Lo scarso livello di dimestichezza e confidenza con la formulazione trimestrale è risultato il motivo principale di non passaggio a PP 3 M, con una differenza statisticamente significativa rispetto agli altri motivi riferiti dai curanti (p<0, 05). Dopo aver ricevuto un’adeguata informazione relativa al PP 3 M e dopo aver discusso adeguatamente le criticità dei singoli casi, i curanti hanno proposto il passaggio a PP 3 M a 15 pazienti clinicamente stabili in PP 1 M che hanno accettato tale programma terapeutico. A: poca dimestichezza e confidenza con il farmaco B: quadro clinico ancora instabile in PP 1 M C: rifiuto del paziente al passaggio a PP 3 M D: effetti collaterali con PP 1 M E: problemi di tipo tecnico Fig. 2: Motivi di non passaggio da PP 1 M a PP 3 M CONCLUSIONI Dall’analisi dei dati riportati è presumibile pensare che un maggior impiego di PP 3 M in pazienti stabili in PP 1 M seguirà all’acquisizione di maggior confidenza da parte dei prescrittori attraverso una continua informazione sul profilo di efficacia, tollerabilità e sicurezza della molecola. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 1) The current data on the 3 -month paliperidone palmitate formulation for the treatment of schizophrenia. Bioque M, Bernardo M. Expert Opin Pharmacother. 2018. 2) Three-month paliperidone palmitate - a new treatment option for schizophrenia. Bernardo M, Bioque M. Expert Rev Clin Pharmacol. 2016. 3) Paliperidone Palmitate Intramuscular 3 -Monthly Formulation: A Review in Schizophrenia. Lamb YN, Keating GM. Drugs. 2016. 4) Long-acting injection four times a year. Review of the 3 -monthly paliperidone-palmitate injection. Herold R. Psychiatr Hung. 2017. Authors declare they do not have any affiliation or economic interest in any organization that may imply a conflict of interest with the content of the present study.