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Parte III L’analisi del testo letterario Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Lingue

Parte III L’analisi del testo letterario Università degli Studi di Cagliari Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Corso di riallineamento Comprensione verbale Docente M. L. Sancassano

I testi letterari: tipologie

I testi letterari: tipologie

L’analisi del testo narrativo Per analizzare un testo narrativo è indispensabile considerare: la le

L’analisi del testo narrativo Per analizzare un testo narrativo è indispensabile considerare: la le fabula e l’intreccio; sequenze; il narratore e il suo punto di vista; i personaggi; la dimensione temporale; la dimensione spaziale; le scelte stilistico-espressive dell’autore.

Fabula e intreccio Analizzare questi elementi del testo significa osservare come scorrono gli eventi

Fabula e intreccio Analizzare questi elementi del testo significa osservare come scorrono gli eventi La fabula è la vera e propria storia, cioè gli eventi così come si succedono naturalmente = ordine in cui gli eventi accadono nella realtà (es. : 1>2>3). L’intreccio è l’ordine con cui vengono narrati gli eventi che costituiscono la fabula. Quest’ordine può rispettare o meno la cronologia o il rapporto di causa-effetto = ordine in cui vengono presentate le vicende narrate (es. : 6>3>2>1)

Esercizio guidato (da I. Svevo, La coscienza di Zeno) Ricostruire la fabula del seguente

Esercizio guidato (da I. Svevo, La coscienza di Zeno) Ricostruire la fabula del seguente testo, giàdiviso in sequenze numerate: (1)“Sul frontespizio di un vocabolario trovo questa mia registrazione fatta con bella scrittura e qualche ornato: <Oggi, 2 febbraio 1886, passo dagli studi di legge a quelli di chimica. Ultima sigaretta!!!> (2)Era un’ultima sigaretta molto importante. (3) Ricordo tutte le speranze che l’accompagnarono. (4) M’ero arrabbiato con il diritto canonico che mi pareva tanto lontano dalla vita e correvo alla scienza ch’è la vita stessa benché ridotta in un matraccio. Quell’ultima sigaretta significava proprio il desiderio di attività (anche manuale) e di sereno pensiero sobrio e sodo”.

Le sequenze narrative Nell’analisi del testo letterario è fondamentale individuare le sequenze, ovvero gli

Le sequenze narrative Nell’analisi del testo letterario è fondamentale individuare le sequenze, ovvero gli “stacchi”, i cambi d’inquadratura, di parola, di scena, di tempo che avvengono nella pagina. Il testo va trasformato in una sorta di copione cinematografico. Al termine di tale operazione di scomposizione diverrà chiaro se l’autore preferisca il dialogo o la narrazione e come e quanto li usa e in quali contesti.

Esercizio guidato (da L. Pirandello, Il figlio cambiato) “Avevo udito urlare durante tutta la

Esercizio guidato (da L. Pirandello, Il figlio cambiato) “Avevo udito urlare durante tutta la notte, e a una cert’ora fonda e perduta tra il sonno e la veglia non avrei saputo più dire se quelle urla fossero di bestia o umane. La mattina dopo venni a sapere dalle donne del vicinato ch’erano state di disperazione levate da una madre (una certa Sara Longo), a cui, mentre dormiva, avevano rubato il figlio di tre mesi, lasciandogliene in cambio un altro. - Rubato? E chi gliel’ha rubato? - -Le <Donne>! - Mi spiegarono che le <Donne> erano certi spiriti della notte, streghe dell’aria…. ”

Il narratore e il punto di vista Altro elemento importante è l’identificazione del punto

Il narratore e il punto di vista Altro elemento importante è l’identificazione del punto di vista del narratore a cui l’autore affida la responsabilità di narrare la storia. Il punto di vista è l’atteggiamento che il narratore assume nei confronti degli eventi che racconta. Schematicamente sono rintracciabili tre opzioni fondamentali: un testo può essere presentato da almeno tre punti di vista diversi, ovvero tre focalizzazioni.

Le tre possibili focalizzazioni

Le tre possibili focalizzazioni

La focalizzazione 0 Il narratore parla in terza persona e descrive non solo le

La focalizzazione 0 Il narratore parla in terza persona e descrive non solo le azioni dei personaggi mentre si compiono, ma anche i loro pensieri, ciò che verrà dopo e il perché delle loo azioni. Il narratore è definito “onnisciente” perché sa molto di più dei personaggi del suo romanzo e spiega al lettore il loro comportamento.

Esercizio guidato (da A. Manzoni, I promessi sposi) Nel brano seguente individuare le espressioni

Esercizio guidato (da A. Manzoni, I promessi sposi) Nel brano seguente individuare le espressioni spia della focalizzazione 0: “Quel lato del monastero era contiguo ad una casa abitata da un giovane, scellerato di professione, uno de’ tanti che, in que’ tempi, e co’ i loro sgherri, e con l’alleanze d’altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo nomina Egidio, senza parlar del casato. Costui, da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall’empietà dell’impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose”.

Focalizzazione interna Il narratore può raccontare sia in prima persona che in terza persona.

Focalizzazione interna Il narratore può raccontare sia in prima persona che in terza persona. Può essere il protagonista che racconta la sua storia (narrazione in prima persona), oppure adottare il punto di vista di un determinato personaggio (narratore in terza persona) o ancora ci possono essere più narratori che raccontano fatti diversi. In tutti questi casi il narratore ha una conoscenza limitata dei fatti e li apprende a mano che accadono.

Esercizio guidato (da I. Calvino, Il barone rampante) Individuare le parole spia della focalizzazione

Esercizio guidato (da I. Calvino, Il barone rampante) Individuare le parole spia della focalizzazione interna: “Ricordo quando s’ammalò. Ce ne accorgemmo perché portò il suo giaciglio sul grande noce là in mezzo alla piazza. Prima, i luoghi dove dormiva li aveva sempre tenuti nascosti, col suo istinto selvatico. Ora sentiva il bisogno d’essere sempre in vista agli altri. A me si strinse il cuore: avevo sempre pensato che non gli sarebbe piaciuto di morire solo, e forse quello era già un segno. Gli mandammo un medico, su con una scala; quando scese fece una smorfia e allargò le braccia. Salii io sulla scala. – Cosimo, - principiai a dirgli, - hai sessantacinque anni passati, come puoi continuare a stare lì in cima? ”

Focalizzazione esterna Il narratore, esterno alla storia, racconta i fatti in terza persona così

Focalizzazione esterna Il narratore, esterno alla storia, racconta i fatti in terza persona così come accadono: non preannuncia evoluzioni future o spiegazioni del passato né chiarisce la psicologia dei personaggi. Talvolta sembra anzi che ne sappia meno dei personaggi, è semplice cronista delle vicende.

Esercizio guidato (G. Verga, I Malavoglia) Individuare le frasi in cui è evidente una

Esercizio guidato (G. Verga, I Malavoglia) Individuare le frasi in cui è evidente una focalizzazione esterna: “Il peggio era che i lupini li aveva presi a credenza e lo Zio Crocifisso non si contentava di <buone parole e mele fradicie>, per questo lo chiamavano Campana di legno, perché non ci sentiva di quell’orecchio, quando lo volevano pagare con delle chiacchiere e diceva che <alla credenza ci si pensa>. Egli era un buon diavolaccio, e viveva imprestando agli amici, non faceva altro mestiere, che per questo stava in piazza tutto il giorno, colle mani nelle tasche, o addossato almuro della chiesa, con quel giubbone tutto lacero che non gli avreste dato un baiocco. ”

Il punto di vista: riepilogo E’ il punto di vista con cui è condotta

Il punto di vista: riepilogo E’ il punto di vista con cui è condotta la narrazione. Il narratore può raccontare lui la storia, in modo distaccato, esponendola secondo la propria ottica, oppure può assumere il punto di vista di uno dei personaggi e rappresentare le vicende dalla loro prospettiva ideologica e magari anche linguistica. Il primo caso è tipico dell’epos antico (il narratore sa tutta la verità sull’accaduto e il suo racconto ha un carattere monologico); il secondo è tipico del romanzo moderno: in esso il racconto procede secondo focalizzazioni diverse, a seconda della prospettiva dei personaggi, e assume il carattere della polifonia o della plurivocità.

I personaggi Definire il sistema dei personaggi in un testo narrativo è utile per

I personaggi Definire il sistema dei personaggi in un testo narrativo è utile per comprenderne la struttura e il messaggio. Spesso i personaggi vengono costruiti secondo uno schema binario, per similarità o opposizione. Per analizzare i personaggi di un testo è fondamentale tener conto della loro presentazione e caratterizzazione.

La presentazione del personaggio La presentazione di un personaggio può essere diretta o indiretta.

La presentazione del personaggio La presentazione di un personaggio può essere diretta o indiretta. Nel primo caso il narratore ritaglia uno spazio all’interno della storia per descrivere fisicamente e psicologicamente il personaggio > la presentazione diretta sospende la storia. Nel secondo caso il narratore traccia un ritratto del personaggio attraverso le sue parole, i suoi pensieri, le azioni che compie > il ritratto emerge spontaneamente dal racconto e la descrizione indiretta fa parte della storia.

Esercizio guidato (da I. Nievo, Le confessioni di un italiano) Individuare la modalità di

Esercizio guidato (da I. Nievo, Le confessioni di un italiano) Individuare la modalità di presentazione adottata nel brano seguente: “La Pisana era una bimba vispa, irrequieta, permalosetta, dai begli occhioni castani, e dai lunghissimi capelli, che a tre anni conosceva già certe sue arti da donnetta per invaghire di sé, e avrebbe dato ragione a coloro che sostengono le donne non essere mai bambine, ma nascere donne belle e fatte, col germe in corpo di tutti i vizi e di tutte le malizie possibili. ”

Esercizio guidato (da G. Verga, I Malavoglia) Individuare la modalità di presentazione adottata nel

Esercizio guidato (da G. Verga, I Malavoglia) Individuare la modalità di presentazione adottata nel brano seguente: “Diceva pure, - Gli uomini son fatti come le dita di una mano: il dito grosso deve fare da dito grosso, e il dito piccolo deve fare da dito piccolo. E la famigliuola di padron ‘Ntoni era realmente disposta come le dita di una mano. Prima veniva lui, il dito grosso, che comandava le feste e le quarant’ore, poi suo figlio Bastiano, Bastianazzo, perché era grande e grosso come il San Cristoforo ch’era dipinto sotto l’arco della pescheria della città; e così grande e grosso com’era filava diritto alla manovra comandata, e non si sarebbe soffiato il naso se suo padre non gli avesse detto <soffiati il naso>…”

Modalità di presentazione e relativi mezzi espressivi Ai due tipi di presentazione corrispondono mezzi

Modalità di presentazione e relativi mezzi espressivi Ai due tipi di presentazione corrispondono mezzi espressivi diversi. Nella presentazione diretta ci si avvale dell’aggettivazione (“denotazione”) e delle figure retoriche e stilistiche (accumulo, similitudine, metafora, climax). Nella presentazione indiretta conta la quantità di azione e di parola affidata al personaggio.

Presentazione diretta: domande-guida E’ possibile distinguere in maniera netta tra qualità fisiche e psicologiche,

Presentazione diretta: domande-guida E’ possibile distinguere in maniera netta tra qualità fisiche e psicologiche, morali, intellettuali oppure le une sono legate alle altre? Ci sono aggettivi onnivalenti (“eccezionale”)? E’ presente una graduazione nelle coppie o nei gruppi di aggettivi a seconda dell’intensità, della positività o negatività. . ? (->+ = climax ascendente; +>- = climax discendente) E’ presente un cumulo di aggettivi o essi sono separati da altri elementi? Ci sono atti del protagonista usati chiaramente in funzione denotativa? Ci sono similitudini o metafore?

Presentazione indiretta: domande-guida Quali sono le caratteristiche morali e psicologiche emergono dai dialoghi a

Presentazione indiretta: domande-guida Quali sono le caratteristiche morali e psicologiche emergono dai dialoghi a cui partecipa il personaggio? Qual è il peso delle sue parole o delle sue azioni sull’andamento del racconto? Quale tecnica usa lo scrittore per “incastonare” alcune osservazioni descrittive senza interrompere la storia?

La dimensione temporale Ogni racconto è costruito su assi temporali e spaziali (cronotopo=intersezione e

La dimensione temporale Ogni racconto è costruito su assi temporali e spaziali (cronotopo=intersezione e relazione reciproca tra le categorie di tempo e di spazio nel testo letterario). Fondamentale è la distinzione tra il tempo della storia (= reale durata degli eventi) e il tempo della narrazione, ovvero il tempo interno del racconto, stabilito dal narratore in funzione della narrazione. Il tempo della narrazione non rispecchia la durata reale degli eventi e permette di identificare i centri d’interesse del racconto.