Omero e il mondo omerico prof ssa Elisabetta
Omero e il mondo omerico prof. ssa Elisabetta Bazzetta 1
Il cantore misterioso: Omero chi era costui? Sin dall’antichità l’Iliade e l’Odissea sono tradizionalmente attribuite ad un mitico poeta di nome Omero. Chi era Omero? Si tratta d’un artista realmente esistito o di un personaggio di fantasia? Nonostante l’esistenza d’una gran quantità di dati biografici (le Vite di Omero sono ben sette, fra quelle anonime e quelle attribuite ad un preciso autore), gli antichi, in realtà, non sapevano niente di lui. Le notizie dovevano essere state escogitate per appagare la curiosità del pubblico nei confronti di un poeta così famoso, e furono poi tramandate nel tempo senza subire sostanziali alterazioni: lo dimostra il fatto che biografie omeriche più recenti, come la Vita falsamente attribuita ad Erodoto o il racconto della gara poetica che sarebbe avvenuta fra Omero ed Esiodo, hanno utilizzato materiale più antico, risalente almeno al VI sec. a. C. , senza apportarvi cambiamenti. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 2
Lo stesso nome “Omero” era oggetto di varie interpretazioni concorrenti: sulla base della tradizione che lo voleva un cantore cieco, fu fatto derivare da o mé oròn, “colui che non vede”: si pensi però che la cecità era considerata spesso nell’antichità una caratteristica dei profeti e dei cantori. In realtà in greco la parola omeros significa “ostaggio”, e non contiene evidentemente nessun riferimento né all’attività poetica né alla cecità. Sin dall’antichità si dibatte dunque la cosiddetta : prof. ssa Elisabetta Bazzetta 3
questione omerica è veramente esistito un poeta di nome Omero? Ø I due poemi sono opera della stessa mano? Ø Ciascuno dei due è attribuibile ad un solo autore? Malgrado l’assidua opera di molti studiosi, il problema resta a tutt’oggi insoluto. Ø prof. ssa Elisabetta Bazzetta 4
Aedi e rapsodi Gli aedi e i rapsodi erano cantori professionisti esperti nel creare e declamare componimenti orali presso le corti e i palazzi della Grecia preomerica. Le composizioni, per lo più in lingua eolica, erano cantate, con l’accompagnamento della cetra, di fronte a un pubblico aristocratico, che si riconosceva con facilità nelle gesta narrate e negli eroi che ne erano protagonisti, oppure di fronte al pubblico più eterogeneo delle feste religiose. Dalla tradizione omerica sappiamo che questi cantori potevano vivere nei palazzi dei re, come ospiti fissi. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 5
LA VERITA’ STORICA IN OMERO n n VERITA’ STORICA I morti sono cremati Non si parla di tombe circolari n n Si parla del ferro n Elenca nomi di città n In epoca micenea i morti erano tumulati In grandiose tombe circolari La lavorazione del ferro non era ancora conosciuta La geografia non è attendibile prof. ssa Elisabetta Bazzetta 6
IL MONDO OMERICO AMBIENTE: Le mucche non erano munte. Solo le capre e le pecore erano munte per ottenere il formaggio. Si allevavano oche ma non erano apparsi i polli domestici. ABITAZIONI: All’interno della casa, una grande sala ospitava la famiglia e gli ospiti sia a mangiare che a dormire. I letti venivano accatastati in un angolo. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 7
ABITAZIONI: All’interno della casa, una grande sala ospitava la famiglia e gli ospiti sia a mangiare che a dormire. I letti venivano accatastati in un angolo. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 8
n Il mégaron, la stanza principale del palazzo omerico, era sede delle attività più importanti, eccetto la preparazione dei cibi. Nel mégaron del palazzo di Alcinoo Odisseo narra agli ospiti le sue avventure; frattanto, nel mégaron della reggia di Itaca, si svolgono le vicende della moglie Penelope, dei Proci e del figlio Telemaco. In questo stesso scenario, Odisseo riprenderà il controllo sulla sua dimora, uccidendo a colpi d’arco i pretendenti. Il mégaron era la parte più intima della casa, spaziosa, e piuttosto buia; provvisto di un focolare al centro, quest'ambiente era il luogo rituale per le offerte alle divinità domestiche e agli antenati. Quest’usanza spiega l’omonimia tra l’ampia sala del palazzo e le fosse, scavate nel terreno e rivestite in muratura, destinate ad accogliere libagioni e vittime sacrificali per le divinità ctonie, chiamate appunto mégara prof. ssa Elisabetta Bazzetta 9
VESTIARIO La nudità non turbava nessuno. Uomini e donne portavano lo stesso indumento: quadrati di lana , legati con cinture e spille. CIBO Il tipico pasto omerico consisteva in : manzo allo spiedo, pane, cipolle, mele. Il pane più comune era la maza una sorta di galletta fatto con farina d’orzo, e l’artos un piccolo pane bianco rotondo consumato prevalentemente nei giorni di festa. Nessuna posata né salvietta. L’olio era usato come cosmetico. I grassi alimentari usati erano: midollo, sego, lardo. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 10
L’ATTIVITA’ DEL RE I viaggi erano lo sport invernale e servivano a stringere alleanze e combinare matrimoni. Tutti i re si conoscevano tra loro. L’ESERCITO Ogni re conosceva personalmente i suoi uomini. Per radunare l’esercito bastava un’ora. L’organizzazione era semplicissima perchè i gradi dell’esercito erano: re, eroi, soldati semplici. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 11
L’ESERCITO Ogni re conosceva personalmente i suoi uomini. Per radunare l’esercito bastava un’ora. L’organizzazione era semplicissima perchè i gradi dell’esercito erano: re, eroi, soldati semplici. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 12
L’ESERCITO ELITE. Eroi con pesanti armature, con i cocchi; ingaggiavano duelli individuali. ASTATI Muniti di lunga lancia, protetti da pelli. FROMBOLIERI e ARCIERI. Formavano la retroguardia. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 13
L’ ARMATURA Lo scudo poteva pesare 80 chilogrammi. n Il prezzo di un’armatura era intorno ai nove capi bovini, ma poteva arrivare anche a cento. n Si combatteva anche con pugnali, spade e mazze. n prof. ssa Elisabetta Bazzetta 14
Se in passato si riteneva che l’intera produzione poetica preomerica si fondasse completamente sulla trasmissione orale, oggi, prevale una interpretazione che tende ad escludere nella storia letteraria greca un periodo di oralismo puro. È plausibile che i rapsodi ( colui che cuce insieme i canti” dal verbo ràptein, “cucire” e odè, “canto”, ) utilizzassero la scrittura, se non per comporre, almeno per rielaborare e trasmettere all’interno delle loro cerchie il materiale declamatorio. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 15
MA LA CITTA’ DI TROIA ESISTE? L'esistenza della città fu verificata dai lavori dell'archeologo Heinrich Schliemann, che cominciò i suoi scavi in Asia Minore nel 1870. Nel 1872 scoprì una serie di reperti costituiti da monete e oggetti in oro. All'inizio li attribuì all'età di Priamo, ma studi più approfonditi rivelarono la presenza nel sito di ben nove città di epoche diverse, stratificate le une sulle altre. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 16
Il tesoro di Priamo n Nel 1873 Schliemann scoprì oltre ottomila oggetti d’oro che lui chiamò IL tesoro di Priamo. In realtà tali oggetti si riferivano invece ad un insediamento di mille anni più antico. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 17
n n Sulla collina di Hissarlik nel corso di quattro millenni si sono sovrapposti dieci insediamenti. Questa è l’immagine ricostruita della Troia VI VII che corrisponde a quella descritta da OMERO prof. ssa Elisabetta Bazzetta 18
n Questo è l’attuale sito archeologico che è divenuto Parco nazionale e che dal 1998 fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO prof. ssa Elisabetta Bazzetta 19
LA CITTA’ DI TROIA La città protagonista della famosa guerra era al terzo livello partendo dall'alto. Schliemann stupì i suoi colleghi, basando la ricerca del sito di Troia sullo studio dei classici greci. E la trovò nel punto esatto in cui Omero la indicava: vicino all'odierna città di Hissarlik. La città di Priamo si rivelò piccolissima, più che una città era una cittadella, che si elevava a terrazze fino al palazzo, con ai suoi piedi le case del popolo. La caduta di Troia per mano degli Achei è stata stimata dagli archeologi attorno al 1240 a. C. . prof. ssa Elisabetta Bazzetta 20
Poemi ciclici e inni omerici Con “poemi ciclici” si intende una vasta produzione di componimenti epici collegati tra loro (da cui “cicli”), elaborati tra l’VIII e il VI secolo da autori diversi, che trattavano personaggi e avvenimenti riconducibili all’Iliade e all’Odissea, costituendo l’antefatto e il seguito dei due grandi poemi. n prof. ssa Elisabetta Bazzetta 21
Il ciclo troiano, quello più conosciuto e celebre, comprendeva la Teogonia, la Titanomachia e le Ciprie che narravano fatti anteriori all’Iliade (compresi tutti i precedenti della guerra di Troia); l’Etiopide, la Piccola Iliade, la Distruzione di Troia, e i Ritorni, si ponevano tra l’Iliade e l’Odissea: L’Etiopide si allacciava all’ultimo verso dell’Iliade, mentre i Ritorni descrivevano le avventure dei condottieri achei di ritorno in patria, dopo la guerra di Troia; la Tesprotide e la Telegonia concludevano il ciclo, narrando le vicende successive all'Odissea, dall'uccisione dei Proci fino alla morte di Odisseo. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 22
ANCORA OGGI VA DI MODA OMERO n Vari scrittori italiani contemporanei come Alessandro Baricco hanno scritto degli eroi omerici. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 23
TROY Anche il mondo cinematografico continua a raccontare le storie di Omero: (Film Troy con Brad Pitt) …nonostante ci siano molte divergenze…. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 24
È segno che il racconto di Omero non finisce mai di stupire……. prof. ssa Elisabetta Bazzetta 25
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