MIUR USR LOMBARDIA AMBITO TERRITORIALE DI MANTOVA FORMAZIONE
MIUR- USR LOMBARDIA - AMBITO TERRITORIALE DI MANTOVA FORMAZIONE DIRIGENTI SCOLASTICI Formazione RAV Condividere procedure, riferimenti normativi, significati GRUPPO 1 _ ALTO MANTOVANO GRUPPO 2 _ CENTRO MANTOVA GRUPPO 3 _ BASSO MANTOVANO Tutor d’Aula Luisa Bartoli Tutor d’Aula Cristina Bonaglia Tutor d’Aula Patrizia Mantovani 1 Asola, 07/04/2017 Auditorium
Articolazione dell’incontro odierno • PRIMA PARTE (richiamo del percorso pregresso, se opportuno) • SECONDA PARTE Esiti del monitoraggio sul percorso dei NIV e confronto Affondo : Ø nella prospettiva del “riallineamento” del RAV, le indicazioni della NOTA del 28/02/2017 Ø la questione degli “indicatori d’Istituto”: sollecitazioni dai materiali proposti dal Dott. D. Cristanini • Lavoro di gruppo Ø Individuare criticità, bisogni formativi, azioni strategiche nella prospettiva della messa a punto di un percorso da realizzare nel Piano di Formazione d’Ambito e da destinare ai NIV 2
PRIMA PARTE RIPRESA DEL PERCORSO E DEI SUOI OBIETTIVI, CON RICHIAMO DEI PASSAGGI INELUDIBILI CONNESSI ALLA ELABORAZIONE DEL RAV 3
ü 1° Incontro - 23/01 • Condivisione dei fondamentali riferimenti normativi • Condivisione dei significati: il lessico del RAV • Analisi di 1 o 2 RAV elaborati da scuole di altra regione Lavoro individuale dei partecipanti nelle rispettive sedi: • Analisi dei RAV della propria scuola, individuazione delle eventuali criticità e formulazione ipotesi di modifica ü 2° Incontro • Incontri consulenziali /lavoro per NIV a livello d’Istituto ü 3° Incontro - 07/04 • Condivisione delle analisi effettuate e individuazione dei bisogni formativi sull’area tematica “Valutazione e miglioramento” 4° Incontro – (eventuale) da progettare. 4
Il fine è MIGLIORARE LA QUALITÀ DELL’OFFERTA FORMATIVA, il soggetto è la SCUOLA AUTONOMA PLAN Ciclo di ACT DEMING DO CHECK 7
Obiettivo di processo TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO PRIORITA’ RIFERITE AGLI ESITI DEGLI STUDENTI PIANO TRIENNALE 8
PRIORITA’ Nel RAV, le PRIORITA’ si riferiscono agli obiettivi generali che la scuola si prefigge di realizzare nel lungo periodo attraverso l’AZIONE di MIGLIORAMENTO «Le priorità che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti. Si suggerisce di specificare quale delle quattro aree degli Esiti si intenda affrontare (Risultati scolastici, Risultati nelle prove standardizzate nazionali, Competenze chiave e di cittadinanza, Risultati a distanza) e di articolare all'interno quali priorità si intendano perseguire. » 9
LA SCELTA DELLE PRIORITÀ (Slide Cristanini del 30/11/2016) IMPORTANZA C R T I C I T A’ ESITI DI ALTA IMPORTANZA E ALTA CRITICITÀ ESITI DI ALTA IMPORTANZA E BASSA CRITICITÀ DA AFFRONTARE PRIORITARIAMENTE DA MANTENERE E CONSOLIDARE ESITI DI BASSA IMPORTANZA E ALTA CRITICITÀ ESITI DI BASSA IMPORTANZA E BASSA CRITICITÀ DA AFFRONTARE IN UN SECONDO TEMPO DA MANTENERE 10
TRAGUARDI Riguardano i risultati attesi (lungo periodo) in relazione alle priorità strategiche. Essi articolano in forma osservabile e/o misurabile i contenuti delle priorità e rappresentano le mete verso cui la scuola tende nella sua azione di miglioramento Per ogni PRIORITA’ individuata deve essere articolato il relativo TRAGUARDO. Essi pertanto sono riferiti agli ESITI degli STUDENTI. Come garantire la CONTROLLABILITA’? Definendo il RISULTATO SPECIFICO che la scuola cercherà di raggiungere. 11
OBIETTIVI DI PROCESSO Rappresentano una definizione operativa delle attività su cui si intende agire concretamente per raggiungere le priorità strategiche individuate. Costituiscono degli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (1 anno) e riguardano una o più aree di processo Nella loro definizione bisogna tener conto dell’individuazione dei punti di forza e di debolezza individuati, per garantire la COERENZA e la FATTIBILITA’ dell’azione di miglioramento. 12
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MIGLIORARE I PROCESSI PER MIGLIORARE GLI ESITI PRIORITÀ OBIETTIVI DI PROCESSO Obiettivi generali che la scuola si prefigge di realizzare nel lungo periodo attraverso l’azione di miglioramento. Gli obiettivi di processo rappresentano una definizione operativa delle attività su cui si intende agire concretamente per raggiungere le priorità strategiche individuate. Le priorità che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti. Essi costituiscono degli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (un anno scolastico) e riguardano una o più aree di processo. TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO Si tratta dei risultati previsti a lungo termine (3 anni). Essi articolano in forma osservabile e/o misurabile i contenuti delle priorità e rappresentano le mete verso cui la scuola tende nella sua azione di miglioramento. (Slide Cristanini del 30/11/2016) 14
IL CONTROLLO DELLE PRIORITÀ E DEI TRAGUARDI DEL RAV PER L’ASSEGNAZIONE DEGLI OBIETTIVI AI DIRIGENTI SCOLASTICI IL SISTEMA METTE A DISPOSIZIONE DEI DIRETTORI USR GLI ESITI DEI CONTROLLI EFFETTUATI IN BASE A: ü COERENZA TRA RISULTATI DELL’AUTOVALUTAZIONE E SCELTA DELLE PRIORITÀ ; ü COERENZA TRA LE PRIORITÀ E L’AREA DI RIFERIMENTO INDICATA; ü ANALISI SEMANTICA DELLA FORMULAZIONE DELLE PRIORITÀ E DEI TRAGUARDI MEDIANTE IL MODELLO DELLA GRAMMATICA VALENZIALE 15 (Slide Cristanini del 30/11/2016)
IL CONTROLLO DELLE PRIORITÀ E DEI TRAGUARDI DEL RAV PER L’ASSEGNAZIONE DEGLI OBIETTIVI AI DIRIGENTI SCOLASTICI L’ ANALISI SEMANTICA Secondo la grammatica valenziale, la valenza del verbo è la proprietà che esso ha, in base al proprio significato, di chiamare a sé gli elementi necessari e sufficienti con i quali può costruire una frase di senso compiuto. Le non conformità riguardano un’insufficiente saturazione delle valenze dei verbi utilizzati per esprimere le priorità e i traguardi, e di conseguenza essi sono poco chiari. “La grammatica valenziale è servita al MIUR per impostare, sulla base del RAV compilato lo scorso anno, un programma informatico di analisi delle risposte dei dirigenti adatto a verificarne la precisione e la coerenza. Una frase senza verbo o con il verbo ma priva di uno degli “argomenti” che lo completano risulterebbe elusiva. Es. : parlare di “potenziamento” senza dire che cosa si potenzia. La grammatica associata all’informatica serve a questo: rivela subito la mancata completezza dell'informazione”. (Slide Cristanini del 30/11/2016) 16
SECONDA PARTE ESITI DEL MONITORAGGIO SUL PERCORSO DEI NIV E SVILUPPO DEL SNV PER L’ANNO SCOLASTICO 2016 -’ 17 17
GRUPPO 1 _ ALTO MANTOVANO Tutor d’Aula Luisa Bartoli 18
GRUPPO 1 _ ALTO MANTOVANO Tutor d’Aula Luisa Bartoli 19
GRUPPO 1 _ ALTO MANTOVANO Tutor d’Aula Luisa Bartoli 20
Indicatori di gradimento sulle attività didattico-educative dell'Istituto Stiamo lavorando sulla formulazione di indicatori significativi per l'Istituto considerando, in parallelo, PTOF e sezioni del RAV diversi inserimenti nella prima stesura 2014/15 ai punti 1. 1. , 1. 2, 1. 3, 1. 4, 2. 1, 2. 2, 2. 3, ma nessun è stato recepito nella versione stampata del pdf finale 21
La parola ai NIV. Traccia per il confronto sugli esiti del monitoraggio Proviamo a condividere qualche esempio … 1) … di riformulazione priorità e traguardi 2) … di riformulazione degli obiettivi di processo 3) … di motivazione della riformulazione/modifica dell’autovalutazione in rubrica 4) Gli obiettivi di processo sono stati riformulati o ridotti? 5) Indicatori di scuola: scuola come hanno proceduto i NIV? Il NIV ha valutato di inserire nuovi indicatori in occasione della imminente riapertura della piattaforma del RAV? 6) L’attività del NIV ha puntato al riallineamento fra PTOF, RAV e PDM? quali le difficoltà, se ci sono state? 7) Punti di forza dell’attività dei NIV e punti di debolezza: quali correttivi sarebbe utile introdurre? 22
Priorità e traguardi Esiti degli studenti Priorità Risultati nelle Ridurre a livello d'Istituto la differenziazione prove degli esiti della Prova Nazionale (ITALIANO e standardizzate MATEMATICA) tra le classi parallele nazionali Competenze chiave e di cittadinanza Traguardi Attestare la variabilità TRA le classi sul valore del 7% Migliorare gli esiti della Prova Nazionale (ITALIANO e MATEMATICA)nelle classi quinte Attestare il numero di allievi al Livello 1 sul valore del 10% Riservare una deldicurricolo d’Istituto a Migliorare la quota capacità organizzare il percorsi processi metacognitivi di propriosui apprendimento medianteeuna autoregolazione (competenza chiave gestione efficace di tempo, informazioni e "imparare") abilità, siaad a livello individuale che in gruppo Assumere nelle progettazioni Stabilizzare l’impiego , nel didattiche il curricolo , della processo di apprendimento verticale della competenza rubrica valutativa relativa imparare ad imparare (profilo alla competenza chiave +“imparare rubrica + compito ad imparare” contestualizzato) Riservare una deldicurricolo d’Istituto a Migliorare la quota capacità negoziare percorsi di Educazione allascambiare, Cittadinanza attiva (confrontarsi, discutere, ecollaborare) responsabilequale ("competenze sociali e abilità di base comune ai civiche") profili delle competenze chiave “imparare ad imparare” e "comp. sociali e civiche" Assumere nelle progettazioni Stabilizzare l’impiego , nel didattiche il curricolo della processo di apprendimento, verticale della competenza rubrica valutativa relativa chiave "competenze sociali e alla competenza chiave civiche" rubrica) “comp. (profilo sociali e+civiche”
Obiettivi di processo Area di processo Obiettivi di processo Curricolo, progettazione e valutazione Consolidare ambiti disciplinari con compiti di progettazione didattica e definizione di prove comuni standard d'Istituto Assumere i processi cognitivi dei quadri di riferimento INVALSI nei piani di lavoro annuali Concludere il curricolo verticale (discipline di studio e competenze chiave "imparare ad imparare" e "competenze sociali e civiche") Consolidare iniziative di recupero/potenziamento nell'ambito delle competenze di base in ITA e MATE Ambiente di apprendimento Prevedere, nella matrice della progettazione didattica, una voce relativa a predisposizione e cura del setting d'aula Esplicitare nella progettazione gli interventi del docente volti a rendere l'ambiente di apprendimento "sensibile al discente" Inclusione e differenziazione Redigere, ove possibile, PEI e PDP sulla base dei profili di competenza disciplinari/per competenze chiave del curricolo d'Istituto Sperimentare in team sussidiazioni e strategie didattiche inclusive: flipped classroom, EAS, Cmap, supporti per la pianificazione scritta/orale Pianificare in team e condurre esperienze di apprendimento sul gruppo classe impiegando sussidiazioni e strategie didattiche inclusive Continuità e orientamento Adeguare il Patto Educativo di Corresponsabilità per ordine di scuola, curandone il raccordo in verticale Monitorare e adeguare i profili di competenza disciplinari/per competenze chiave delle annualità ponte Incrementare il coinvolgimento delle famiglie nelle diverse fasi del progetto continuità e orientamento Orientamento strategico e org. della scuola Istituire una struttura interna di accoglienza e di accompagnamento per i docenti Prevedere e curare la connessione del Piano di Formazione al Piano di Miglioramento Incrementare l'impiego del sito della scuola migliorandone i requisiti di trasparenza, accessibilità e interattività Sviluppo e valorizzazione risorse umane Estendere a tutti i docenti l'elaborazione di un bilancio delle competenze iniziale con adeguamento a fine anno Elaborare un repertorio delle competenze presenti in Istituto mediante apposito format da compilare a cura del docente (scheda di autopresentazione) Curare la composizione dei gruppi di lavoro integrando il criterio della rappresentanza con quello della valorizzazione di interessi e competenze Integrazione con il Portare a compimento la Lettera d'Intenti tra IC e Comuni afferenti nell'ambito del progetto "Verso un distretto educativo territorio e rapporti asolano" Incrementare l'interazione scuola-famiglia sui versanti educativo e didattico (presentazione dei percorsi annuali, rinnovo Patto con le famiglie di Corresponsabilità)
Riferimenti normativi. Affondo sulla nota del 28/02/2017 • DPR 80/2013, Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione (N. B. art. 6) materia di istruzione e formazione • DIRETTIVA 11/2014, Priorità strategiche del SNV 2014 -2017 • NOTA MIUR 7904/1 settembre 2015, Pubblicazione RAV e primi orientamenti per il Pd. M • NOTA MIUR 4173/5 aprile 2016, Riapertura e aggiornamento del rapporto di autovalutazione per l’a. s. 2015/2016 • NOTA MIUR 28. 02. 2017, PROT. N. 2182, Sviluppo del Sistema Nazionale di Valutazione per l’anno scolastico 2016/2017 • MATERIALI incontro di FORMAZIONE del 30/11/2016 - CRISTANINI, Dall’AUTOVALUTAZIONE al MIGLIORAMENTO - PREVITALI, La valutazione dei Dirigenti Scolastici 25
NOTA MIUR 28/02/2017 Lo sviluppo del SNV per l’anno scolastico 2016/17 Direttiva 11/2014 – avvio del procedimento di valutazione previsto dal DPR 80/2013 • 2014/15: prima versione RAV • 2015/16: a. definizione del PDM in relazione alle priorità individuate; b. conferma, revisione, riscrittura RAV L. 107/2015 – introduzione del PTOF, elaborato e reso noto entro ottobre 2016 e … • … comprensivo del PDM, scaturito dall’autovalutazione • … punto di riferimento per la rendicontazione dei risultati = presentazione unitaria del rapporto tra visione strategica, obiettivi, risorse utilizzate e risultati ottenuti allo scadere del triennio 2018/19. • 2016/17: ridefinizione del RAV, compilazione del questionario scuola(20/04) • RAV e PDM sono aggiornabili annualmente • Monitoraggio MIUR entro il 2016/17 relativo alle azioni di miglioramento 26
INDICATORE • Gli indicatori sono strumenti in grado di mostrare (misurare) l’andamento di un fenomeno che si ritiene rappresentativo per l’analisi e sono utilizzati per monitorare o valutare il grado di successo, oppure l’adeguatezza delle attività implementate • “Un indicatore è una misura sintetica, in genere espressa in forma quantitativa, coincidente con una variabile o composta da più variabili, in grado di riassumere l'andamento del fenomeno cui è riferito”. 27
COME DEFINIRE GLI INDICATORI CHE COSA VOGLIAMO RILEVARE/MISURARE? QUALI EVIDENZE OSSERVABILI/RILEVABILI/ MISURABILI POSSONO FORNIRCI INFORMAZIONI E DATI VALIDI SU CIÒ CHE VOGLIAMO RILEVARE/MISURARE? DOVE SI TROVANO O COME SI POSSONO ACQUISIRE LE INFORMAZIONI E I DATI NECESSARI? 28 (Slide Cristanini del 30/11/2016)
COME COSTRUIRE UN SISTEMA DI INDICATORI OGGETTO DA VALUTARE CRITERI DI QUALITÀ INDICATORI Aspetti idonei a Segnali connessi a definire la qualità evidenze dell’oggetto osservabili/ misurabili, idonei Valori in base a a segnalare il cui attribuire più o livello di presenza meno qualità del criterio all’oggetto della valutazione 29
COME COSTRUIRE UN SISTEMA DI INDICATORI (ESEMPIO) OGGETTO DA VALUTARE CRITERI DI QUALITÀ - Flessibilità Individualizzazione delle attività didattiche - Multimedialità dell'azione didattica in rapporto alle diversità individuali Pertinenza rispetto ai bisogni dei soggetti INDICATORI Considerazione degli stili cognitivi nella progettazione delle attività didattiche Percentuale delle classi che prevedono nell’orario settimanale attività diversificate in relazione alle situazioni individuali Percentuale degli alunni che seguono percorsi individualizzati: per attività di recupero per attività di sviluppo 30
LE CARATTERISTICHE DI UN BUON INDICATORE • IDONEITÀ A FORNIRE EFFETTIVAMENTE INFORMAZIONI SUL LIVELLO DI RAGGIUNGIMENTO DELL’OBIETTIVO • RILEVANZA, SIGNIFICATIVITÀ RISPETTO ALL’OBIETTIVO • CHIARA INTERPRETABILITÀ, MANCANZA DI AMBIGUITÀ • SICURA REPERIBILITÀ DEI DATI NECESSARI PER MISURARE LA GRANDEZZA O VERIFICARE LA PRESENZA/ASSENZA DELL’ASPETTO CONSIDERATO 31
TERZA PARTE LAVORO DI GRUPPO. CRITICITÀ, BISOGNI FORMATIVI E AZIONI STRATEGICHE PER LO SVILUPPO DI COMPETENZA AUTOVALUTATIVA 32
ESITI DEL MONITORAGGIO BISOGNI FORMATIVI Ambiti 19 e 20 Bisogni formativi segnalati per “aree tematiche” n. Istituti - A 19 1. Autonomia organizzativa e didattica 16/28 2. Didattica per competenze, innovazione metodologica e competenze di base 16/28 3. Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento 15/28 4. Competenze di lingua straniera 13/28 Formazione territoriale delle figure di sistema (middle management) Progettazione educativa e didattica per competenze. Linee guida. “Avanguardie Educative”. Dall’adozione all’elaborazione di idee per innovare la didattica Promuovere sul territorio la formazione CLIL 5. Inclusione e disabilità Progettazione territoriale delle iniziative CTI/CTS. Il piano d’Ambito come risorsa. 12/28 6. Coesione sociale e prevenzione del disagio 11/28 7. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale 12/28 8. Scuola e lavoro 8/28 Scuola e “progetto di vita”. Ripensare la continuità e l’orientamento Costruire un curricolo territoriale di Educazione alla Cittadinanza Verso una progettazione territoriale del l’alternanza scuola-lavoro 9. Valutazione e miglioramento Elaborare, monitorare e rendicontare i Piani di Miglioramento 16/28 33
ESITI DEL MONITORAGGIO BISOGNI FORMATIVI Ambiti 19 e 20 Bisogni formativi segnalati per “aree tematiche” n. Istituti - A 20 1. Autonomia organizzativa e didattica 13/28 2. Didattica per competenze, innovazione metodologica e competenze di base 13/28 3. Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento 12/28 4. Competenze di lingua straniera 12/28 Formazione territoriale delle figure di sistema (middle management) Progettazione educativa e didattica per competenze. Linee guida. “Avanguardie Educative”. Dall’adozione all’elaborazione di idee per innovare la didattica Promuovere sul territorio la formazione CLIL 5. Inclusione e disabilità Progettazione territoriale delle iniziative CTI/CTS. Il piano d’Ambito come risorsa. 10/28 6. Coesione sociale e prevenzione del disagio 10/28 7. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale 16/28 8. Scuola e lavoro 4/28 Scuola e “progetto di vita”. Ripensare la continuità e l’orientamento Costruire un curricolo territoriale di Educazione alla Cittadinanza Verso una progettazione territoriale del l’alternanza scuola-lavoro 9. Valutazione e miglioramento Elaborare, monitorare e rendicontare i Piani di Miglioramento 15/28 34
Consegna • Il recente monitoraggio inviato alle scuole da parte dei 2 Ambiti 19 e 20, ha rilevato l’esigenza di promuovere percorsi di formazione in materia di valutazione ed autovalutazione. • Su quali aspetti, a nostro avviso, risulta utile investire? ü Valutazione degli apprendimenti (valutazione diagnostica, formativa, sommativa) ü Valutazione di sistema (processi autovalutativi e pianificazione del miglioramento) ü Costruzione di strumenti (di monitoraggio e misurazione del miglioramento) • Elaborare un documento di sintesi specificando CRITICITA’ BISOGNI FORMATIVI AZIONI STRATEGICHE 35
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