Metodologia della ricerca psicosociale e indicazioni per le


























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Metodologia della ricerca psicosociale e indicazioni per le esercitazioni Modelli, metodi, strumenti, raccolta dei dati Dr. Gisele Ronga Appunti metodologici consigliati agli studenti frequentanti utili per effettuare esercitazioni proposte in classe.
Proposte di esercitazione da presentare in aula. 1. Predisporre un progetto sperimentale sul tema dell’esclusione sociale e/o del pregiudizio etnico, sessuale e di genere identificando e descrivendo: la metodologia, obiettivi della ricerca, variabili dipendenti e indipendenti, setting, persone da coinvolgere (in qualità di soggetti sperimentali e di controllo), conduzione dell’esperimento (tempi, rilevazioni, azioni), strumenti e risultati. 2. Indagine con questionario strutturato sulle esperienze pregresse di bullismo, di violenza assistita o di violenza di genere. 3. Osservazione naturalistica di tipo etnografico sui fenomeni di esclusione e descrizione del fenomeno.
Premesse indispensabili per la formulazione di un disegno di ricerca: • PERCHE’ (interesse) = scelta dell’argomento • Creatività condizione necessaria, ma non sufficiente (RAZIONALE scientifico e sociale) = ANALISI DELLA LETTERATURA - Studiare le teorie, i modelli, gli esperimenti, ipotesi CHE NE DERIVANO (CONVERGENTI O CONTRASTANTI/Concordanza discordanza) e risultati già ottenuti circa un fenomeno. RICERCA BIBLIOGRAFICA PER EFFETTUARE UNA RASSEGNA AGGIORNATA DELLA LETTERATURA: -Cataloghi on-line: Google; Google schoolar, OPAC SBN -Pych. Info (https: //www. apa. org/pubs/index. aspx) ERIC (https: //eric. ed. gov); Med. Line (https: //www. nlm. nih. gov/bsd/pmresources. html) ; Psyc. Article (https: //www. apa. org/pubs/databases/psycarticles/index. aspx) (banche dati specialistiche on-line)
Dalla teoria al modello: dall’astratto al concreto • Individuazione di una teoria es: ansia sociale nelle interazioni (individuazione delle teorie esistenti) -come iperattivazione emozionale (arousal) che si manifesta attraverso sintomi psicofisiologici - Come preoccupazione, ideazioni di pensieri negativi (componente cognitiva) Teoria generale 2 componenti che interferiscono negativamente sulle prestazioni e sulla qualità dell’esecuzione di un compito
Il MODELLO: un «ponte» tra l’astratto (TEORIA) e il concreto (IPOTESI) • Il modello consente di operazionalizzare le ipotesi (ossia di renderle concretamente verificabili) che derivano da una teoria (astratta) • Da una teoria si possono ricavare più modelli Th. : ansia s. = attivazione della componente emotiva e cognitiva (centrata sul Sé più che sul compito) incide sulla prestazione/esecuzione di un compito (giudizio/valutazione del soggetto). Modello 1: In presenza di una figura autoritaria, severa ed esigente che valuta un compito si attiva soprattutto la componente cognitiva (preoccupazione) a causa della valutazione e presumibilmente un processo di autosvalutazione. TEORIA MODELLO IPOTESI
Il modello e le ipotesi Diverse ipotesi (derivanti dallo stesso modello) potrebbero prevedere diverse modalità di rilevazione delle variabili, articolazioni del modello stesso e in generale il disegno di ricerca in quanto spostano il focus dell’attenzione: • Hp. 1: «nel corso di un esame, in presenza di un esaminatore scolastico autoritario –sulla base del confronto con l’accezione di autoritarismo che ciascun soggetto condivide- la preoccupazione autopercepita dal soggetto è superiore all’attivazione emozionale autopercepita» (teoria sottostante: componente cognitiva) • Hp 2: la valutazione dell’autoritarismo non dipende dalla percezione del soggetto, ma è oggettivamente legata al comportamento dell’esaminatore • Hp 3: la preoccupazione e l’arousal sono rilevate attraverso segni comportamentali o psicofisiologici e non mediante la percezione soggettiva • Hp 4: la situazione di esame può non essere di tipo scolastico o universitario. . • Hp 5: preoccupazione autopercepita incide sul calo di autostima ecc.
Il modello e le ipotesi • Modello 2. «l’ansia consiste nella preoccupazione di essere valutati da un esaminatore autoritario e implica una riduzione dell’efficacia nella prestazione» - Riduzione dell’efficacia (non è centrata sul soggetto) - Esaminatore autoritario • Modello 3: (operativo, concretizzabile mediante sperimentazioni applicative che comportano un intervento di tipo educativo, preventivo o clinico) «l’ansia di essere valutati da una persona autoritaria può essere ridotta e l’interferenza sulla prestazione può essere contenuta, se si induce nei soggetti una riflessione anticipatoria e realistica degli effetti di un eventuale insuccesso sul Sé reale e ideale» -prevedibilità Verifiche tramite sperimentazioni, tecniche cognitive su gruppi prescelti e artificiali (sogg. Universitari molto ansiosi) o naturali (classi scolastiche) Esperimento di Milligram (1961): COMPORTAMENTO DEI SOGGETTI NEL RAPPORTO CON UNA AUTORITA’ PER OSSERVARE I COMPORTAMENTI ESEGUITI ma agiti in contrasto ai propri valori etici https: //www. youtube. com/watch? v=js 77 KL-0 Ta. Y https: //upload. wikimedia. org/wikipedia/commons/d/dd/Obedience_%281965%29. webm Il Codice Etico per la ricerca in psicologia: https: //www. aipass. org/node/11560
Definizione e rapporto delle variabili e formulazione del piano di ricerca Variabile indipendente Variabile interveniente • Variabile: qualsiasi caratteristica che può assumere valori diversi, che possono essere misurati • Variabile Indipendente (V. I. ) = quella che si ipotizza produca degli effetti di influenzamento su altre variabili • Variabile dipendente (V. D. ): subisce (o si ipotizza che subisca o cambi in funzione di VI) gli effetti della V. I. • Variabile interveniente detta anche Variabile di disturbo: interviene a disturbare il rapporto tra Variabile Indipendente e Variabile Dipendente (necessità del controllo).
Definizione e rapporto delle variabili e formulazione del piano di ricerca INTERAZIONE TRA VARIABILI: OGGETTO CENTRALE DELLA RICERCA IN BASE ALLA POSSIBILITA’ O MENO DI MANIPOLARE LE VARIABILI, strutturare un campione, controllare le variabili intervenienti, è POSSIBILE STRUTTURARE UN DISEGNO DI RICERCA (oltre agli strumenti disponibili, rilevazione e tipologia di dati e analisi degli stessi): Piani di ricerca in cui è possibile la Piani di ricerca in cui è possibile una Piani di ricerca in cui NON è possibile manipolazione delle VI e un controllo manipolazione delle VI, ma il grado di la manipolazione delle VI: Altri piani di ricerca in cui NON è rigoroso delle variabili intervenienti: controllo delle variabili intervenienti - Molte sperimentazioni applicative prevista la manipolazione delle VI e il è limitato: (in psicologia dell’educazione, controllo delle variabili intervenienti: -studi di laboratorio; sociale, del lavoro, clinica, -ricerche demoscopiche -ricerche di osservazione delle -st. di psicofisiologia clinica; riabilitazione) (sollecitazione delle opinioni interazioni sociali (mod. di mediante interviste o questionari); -uso di test psicodiagnostici comunicazione, espressioni -ricerche in cui i gruppi sono già standardizzati; precostituiti (per età, genere, livello linguistiche spontanee e non -metodo osservativo stimolato provocate) socioeconomico, ecc. ) e non (osservazione delle risposte a -simulazioni sul computer. «costruibili» artificialmente dallo situazioni stimolo con intervento -analisi di videoregistrazioni del attivo del ricercatore e interazione sperimentatore. funzionamento di famiglie o reparti clinica); lavorativi -ricerche mediante role-playing. -ricerche etologiche condotte sulla prima infanzia o sugli animali. (sono condizioni di ricerca non sperimentali e definite ricerche «sul campo» )
Disegno sperimentale e il controllo: relazione causale tra variabili • Prime scelte: numero e tipologia delle condizioni sperimentali (quanti e quali sono i livelli della variabile indipendente): quando si conduce un esperimento si devono generare almeno 2 condizioni sperimentali (es. almeno una variazione prevista nella variabile indipendente: TRATTAMENTO VS ASSENZA DI TRATTAMENTO) o più condizioni sperimentali (Tratt 1, tratt 2, Tratt 3. . ecc. ) considerando il principio di PARSIMONIA • Es: disegno con due condizioni sperimentali Trattamento (VI) Post-test (VD) Condizione 1 Film violento Livello di aggressività Condizione 2 Film neutro Livello di aggressività
Disegno sperimentale e il controllo: relazione causale tra variabili • «CONTROLLO» : avere una pietra di paragone in base al quale valutare l’influenza della V. I. sulla V. D. Es. Quali sono gli effetti della (VI= definizione d) sull’attenzione (VD)? Trattamento (VI) Post-test (VD) Gruppo 1 (sperimentale) Esercizio «difficile» Percezione del livello di difficoltà Gruppo 2 (sperimentale) Esercizio «facile» Percezione del livello di difficoltà Gruppo 3 (di controllo o di confronto) Esercizio «neutro» Percezione del livello di difficoltà Hp: la definizione della complessità di un esercizio (VI), può incidere sulla percezione della facilità o della difficoltà dell’esecuzione di un compito, a differenza degli esercizi in cui è nulla la definizione della difficoltà
LE SLIDES SUCCESSIVE NON SONO STATE PRESENTATE A LEZIONE MA POSSONO ESSERE CONSULTATE DALLO STUDENTE INTERESSATO ALL’AMBITO METODOLOGICO.
Quasi esperimenti • Quando non è possibile controllare tutte le variabili (per es. costruire ad hoc un gruppo di controllo –causalizzando i soggetti), è possibile svolgere dei quasi esperimenti; la differenza con gli esperimenti propriamente detti consiste nel fatto che nei quasi esperimento non è possibile assegnare casualmente i soggetti alle varie condizioni sperimentali (o ai gruppi sperimentali e di controllo) ma solo selezionarli in base a raggruppamenti già esistenti • Il gruppo è selezionato in base a criteri che il ricercatore non può scegliere (ma può effettuare dei raggruppamenti) • Esercizio: descrivere le variabili e il comportamento che si intende analizzare (https: //www. youtube. com/watch? v=3 u. FElu. MQ_j. U)
Strategie di ricerca alternative a quelle sperimentali • Sono tutti quegli studi in cui non è possibile applicare la ricerca sperimentale; • Scopo descrivere un comportamento o un fenomeno e osservare la relazione tra variabili (non necessariamente correlate tra loro casualmente)
Metodi descrittivi • METODI DESCRITTIVI Scopo: identificare e descrivere le variabili relative ad un fenomeno (ricerche esplorative) e possono essere utili a individuare le possibili relazioni tra le variabili (r. correlazionali), senza identificare necessariamente rapporti di causa effetto tra le stesse. -esempio di studio descrittivo di tipo esplorativo: Fenomeno: affluenza degli Studenti in Biblioteca; Un ricercatore che voglia effettuare una ricerca puramente descrittiva conta il numero degli Studenti che fruisce del servizio bibliotecario. -esempio di studio descrittivo di tipo correlazionale: Osservando un fenomeno è possibile trovare/ipotizzare e verificare delle ipotesi relative alla correlazione tra variabili, formulando inferenze e deduzioni. Affluenza alla biblioteca e orari (si nota che l’affluenza è maggiore nel p. m). Il ricercatore può verificare l’ipotesi secondo cui la maggiore affluenza sia pomeridiana chiedendo una maggiore durata dell’apertura in pomeriggio al personale (verificando se il numero di studenti effettivamente aumenta). Limite: le relazioni causa effetto possono essere solo dedotte sul piano logico, ma non possono essere dimostrate sperimentalmente; - Numero di sigarette fumate (causa) e incremento dei tumori (effetto) e non viceversa. Vantaggio: è largamente usata in ps. Sociale sia nelle fasi pre-test, sia in quelle condizioni in cui il metodo sperimentale non è applicabile.
Ricerca d’Archivio • Si limita a scegliere ed esaminare con metodi descrittivi e correlazionali i dati di interesse. • Il vantaggio della ricerca d'Archivio: poter essere utilizzata quando per motivi sia pratici che etici non possibile l'utilizzo di altre metodologie. • Es: studio dei fenomeni accaduti nel passato (Olocausto); argomenti molto delicati come l‘aborto, la pedofilia, fenomeni, cioè in cui la procedura sperimentale non è applicabile. • Limiti sono dovuti appunto alla reperibilità e qualità dei dati contenuti negli archivi
Osservazione come metodo • ES: Collet e Marsh (1974), hanno condotto una ricerca con lo scopo di osservare comportamenti delle persone quando si incrociano per la strada. Per effettuare questa ricerca posizionarono una videocamera settimo piano un edificio modo da riprendere un passaggio pedonale molto affollato e raccolsero una serie di casi in cui le persone si incrociavano in modo da doversi spostare per evitare la collisione; successivamente osservarono delle differenze tra il comportamento adottato dagli uomini (postura frontale) e quello delle donne (tendenza a voltarsi dall’altra parte). I ricercatori effettuarono una ipotesi: che il comportamento delle donne fosse dettato dal desiderio di evitare un contatto con il seno durante la collisione. Ad osservazioni successive notarono che questa ipotesi potesse ritenersi vera perché le donne più frequentemente degli uomini tendevano a portare un braccio davanti al seno. OSSERVAZIONE: Tecnica di rilevazione del comportamento che consiste nel guardare cosa succede a particolari soggetti, se l’osservazione è condotta su soggetti nel proprio ambiente naturale senza essere disturbati dall'osservatore (esempio precedente), è definita naturalistica. La presenza dell’osservatore è nascosta (videocamera). Quando non si può o non si vuole effettuare questa tipologia di osservazione, si ricorre all’osservazione partecipante: il ricercatore entra nella scena da osservare , senza comunque interferire con essa, rendendo quanto più è possibile familiare la propria presenza ai soggetti da osservare.
Osservazione come strumento di raccolta dei dati 1. DURATA: quantità di tempo dedicato alla ricerca e alla durata di ogni singola sessione (un giorno; fasce orarie, cioè periodi di tempo appositamente selezionate). 2. definizione dell’unità di tempo: suddivisione delle sessioni (sec; intera ricerca). • E’ importante definire l’oggetto dell’osservazione e quali aspetti sono rilevanti. Es. «comportamento pro-sociale» : si devono identificare i comportamenti che lo rappresentano, come porgere la mano ad una persona che è inciampata; osservare il numero di persone che assumo un atteggiamento di indifferenza rispetto alla necessità di un aiuto. Effetto spettatore: https: //www. youtube. com/watch? v=ZLFI 9 S 5 h. AQU - Frequenza: quante volte il comportamento si verifica - latenza: quanto tempo passa tra l’inizio dell’osservazione e la comparsa del comportamento in esame - Intervallo: quanto tempo passa tra un comportamento e un altro. Per la raccolta dei dati il ricercatore può avvalersi di una ceck-list pre-codificata (formulari) o schede a codifica flessibile. Per un comportamento violento, l’ansia ecc. il ricercatore può anche codificare l’intensità (1=intensità lieve; 2=intensità media; 3= intensità forte). - E’ preferibile la concordanza tra più osservatori
L’inchiesta • Si svolge attraverso la sollecitazione di domande; la raccolta dei dati (opinioni, atteggiamenti, comportamenti, stili di vita) è «GUIDATA» : vengono poste domande in serie ordinata relative ad un argomento ad un campione rappresentativo della popolazione; con l’inchiesta è possibile verificare la correlazioni tra variabili. • La raccolta dei dati può avvenire telefonicamente o attraverso la somministrazione dei questionari (on-line; postale); sono utili quando il numero dei soggetti del campione è esteso, ma il limite consiste nella «superficialità delle risposte» , che rispondono di fatto a domande pre-codificate. • La raccolta dei dati viene effettuata nel minor tempo possibile per evitare distorsioni dovuti ai cambiamenti sociali repentini, ma possono anche essere condotte secondo un disegno longitudinale, il cui scopo è verificare se esiste un cambiamento nel campione in esame rispetto ad una variabile di interesse.
Questionario • È tra gli Strumenti più utilizzati in ambito psicosociale per la rilevazione di atteggiamenti, opinioni, pensieri. • Sono composti da domande chiuse il soggetto sceglie tra varie alternative) o aperte (esprime liberamente la propria opinione) ESEMPIO DI QUESTIONARIO: (BULLISMO) (https: //www. retepromozionesalute. it/restarea/allegati/REG 19/aa_23 76. pdf)
Tecniche implicite • Soprattutto per la rilevazione dei pregiudizi (https: //www. youtube. com/watch? v=O 4 Iih. CY 1 l. CQ) e degli stereotipi (https: //www. youtube. com/watch? v=k 6 B 3 Vd. BCm 30) (QUANDO IL SOGGETTO è RESTIO AD ESPRIMERE LA PROPRIA OPINIONE NON SOCIALMENTE DESIDERABILI) • TECNICA DEL PRIMING: presuppone che gli stereotipi siano costituiti da ASSOCIAZIONI SEMANTICHE (ogni volta che una categoria o etichetta viene attivata –es. immigrato- si attiva anche l’associazione ad un attributo stereotipico). 1. Stimolo Prime (etichetta «immigrato» ) per pochi millisecondi (sotto la soglia della consapevolezza) 2. Presentazione dell’aggettivo immediatamente dopo lo stimolo Prime Compito del soggetto è indicare più velocemente possibile (sotto la soglia della coscienza) se l’aggettivo ha connotazione positiva o negativa.
Studi di caso singolo • Vengono utilizzati quando il caso è singolo o unico; hanno il vantaggio di fornire una descrizione profonda e accurata del caso in esame. Per questo motivo, tuttavia, i risultati sono difficilmente generalizzabili.
Metodo qualitativo • Non si «pretende la conferma o la s-conferma di un’ipotesi» , ma la produzione di «senso» e significati. • Le tecniche di analisi dei dati non sono verifiche finali (come per la procedura sperimentale), ma si caratterizzano per un lavoro in progress, in itinere • Il campione non è rappresentativo, ma significativo.
Procedura • Identificazione dell’oggetto di analisi • Analisi di dati parallela alla loro raccolta; -prevede una codifica delle categorie che emergono dall’analisi dei dati sempre più generalizzata (fino ad arrivare al core, cioè a categorie centrali) -Affinità o le relazioni tra le categorie; - La ricerca si arresta quando si raggiunge la validità per saturazione: la raccolta di nuovi dati è ininfluente o non dice nulla di nuovo sul modello esplicato e continua a sostenerlo. - Report finale:
Una rassegna di strumenti per raccolta dati nell’ambito della ricerca qualitativa • • • Osservazioni esterne mediante griglie, osservazione partecipante Resoconti sul processo di ciò che accade o è accaduto ad un fenomeno; Interviste aperte e non strutturate Metodo narrativo del colloquio Tecniche basate sull’immaginazione o sul disegno, sul gioco e il role playng per bambini e adolescenti Tecniche di focus-group Uso di video, foto, produzioni artistiche o letterarie Storie di vita, diari, narrazioni autobiografiche Analisi dei testi (discorsi, leggi, ecc. )
Bibliografia • Cardano M. , Ortalda F. , (2016), Metodologia della ricerca psicosociale, UTET Università • Di Nuovo S. , Hichy Z, (2007), Metodologia della ricerca psicosociale, Il Mulino