Maria Donna della Bellezza interiore MADRE ANNA MARIA
Maria, Donna della Bellezza interiore MADRE ANNA MARIA CANOPI
Maria, Donna della Bellezza interiore 1. Maria, Donna del silenzio Maria è l'immenso e immacolato spazio di silenzio nel quale Dio ha seminato il suo Verbo di vita per introdurlo nel mondo. Il formarsi delle galassie, delle miriadi di stelle che si muovono nello spazio celeste è un avvenimento meno grande e meraviglioso di questo. Ma noi lo possiamo intuire e almeno lontanamente immaginare soltanto con i sensi della fede. Iniziamo a trovare Maria nella semplice e disadorna realtà di Nazareth, di quello che apparentemente è un qualsiasi punto della Terra, luogo in cui ella è nata, è cresciuta e vissuta … Vergine, silenzio in attesa della parola di amore che Dio vuole pronunziare al cuore dell'umanità e, dopo che al celeste Messaggero ella ha risposto “Fiat”, in lei non c'è veramente più spazio per le parole umane poiché tutto il suo essere è al servizio della gestazione del Verbo divino e Lui solo esprime. 2
Maria, Donna della Bellezza interiore E poi divenne silenzio di un cuore ferito dalla profezia del pio vegliardo Simeone. E ancora di un cuore che conobbe la durezza dell'umana crudeltà e lo struggimento della fuga e dell'esilio in terra straniera. Ma dopo il rientro in Galilea dove poté mai essere registrato il silenzio dei lunghi anni di Nazareth accanto a quel figlio che si faceva ragazzo, giovane, uomo? Esso è rimasto racchiuso nel cuore di Maria, come la voce del mare nella concavità della conchiglia. Proprio nel silenzio di Nazareth è maturata la Parola che doveva risuonare in tutto il mondo, non prima però di aver ricevuto il battesimo di sangue nella notte dell'agonia nel Getsemani e sulla croce. 3
Maria, Donna della Bellezza interiore Maria era là, nel Cenacolo, in mezzo ai discepoli del Signore, per essere la memoria viva della Chiesa nascente, per custodire ancora e per sempre, nel suo cuore di Madre, l'ineffabile mistero, la Pentecoste, colmando gli apostoli di Spirito Santo, li rese eloquenti perché andassero a portare dovunque l'annuncio della Risurrezione, la Parola di salvezza. Maria rimaneva invece la tacita e invisibile presenza, che li accompagnava, che li precedeva, che stava là, dove il seme della parola veniva gettato per formare il Cristo nei nuovi credenti. 4
Maria, Donna della Bellezza interiore Da lei noi tutti abbiamo bisogno di apprendere quel silenzio che è purità e semplicità di cuore, umile sentire di sé e alto sentire di Dio e dei fratelli. Abbiamo bisogno di apprendere il silenzio che nasce dal non coltivare i sogni ambiziosi e illusioni ma dall’accettare con sano realismo le situazioni anche più sconcertanti della vita e aprirsi allo stupore delle imprevedibili visite del Signore, delle sue sorprendenti chiamate. Da lei possiamo apprendere quel vero silenzio che è il morire a se stessi per vivere in Cristo. Non è facile far tacere il proprio io, non è facile passare dalla molteplicità delle cose e dal multiloquio concitato, alla sobrietà dei pensieri, alla compostezza dei sentimenti e alla essenzialità delle parole. Occorre giungere alla verginità del cuore. Allora il Signore vi può deporre il suo dono come fece con Maria. Soltanto chi ha ricevuto da Dio il dono del silenzio del cuore sa proferire una parola che va al cuore, che è vita e comunica vita. 5
Maria, Donna della Bellezza interiore 2. Maria, Donna dell’ascolto e dell’obbedienza Questo binomio è inseparabile perché se non c'è ascolto, non vi può essere nemmeno obbedienza e se non c'è obbedienza è segno che non c'è vero ascolto. Dio ha concepito Maria fin dall'eternità come colei che ha l'orecchio del cuore incessantemente aperto all'ascolto della Parola e al pieno consenso. Molti artisti l’hanno raffigurata fanciullina dedita al lavoro domestico, accanto all’anziana madre ma anche intenta ad apprendere le Sacre Scritture appoggiata alle ginocchia di Anna, sotto lo sguardo compiaciuto di Gioacchino. Poesia idillica? Può sembrare. 6
Maria, Donna della Bellezza interiore Ma non sarebbe comunque mai adeguata a esprimere l’intensa spiritualità familiare in cui Maria fu educata quale discepola del Signore. Pure in assorta meditazione o rapita contemplazione viene raffigurata dall’intuizione della fede e dell’arte la Vergine Annunziata. Ella è come sempre in attesa della visita e nello stesso tempo sorpresa all’arrivo del Divino Messaggero, perché la Parola è sempre un evento. Tutte le volte arriva a noi inedita e irripetibile, è la grazia vitale di ogni momento. L’ascolto-obbedienza per Maria coincideva proprio con la vita; era un semplicissimo e perfettissimo ricamo di grazia che si andava formando sulla modesta trama del quotidiano. 7
Maria, Donna della Bellezza interiore L’obbedienza non si può improvvisare. Essa è l’atto di culto fondamentale che Dio richiede alle sue creature per legarle a sé con vincolo d’amore. Perciò soltanto una profonda educazione alla fede e alla carità la rende possibile, autentica e matura. È uno stato permanente dell’adesione di tutto l’essere a Dio. Se è vero che il momento più intenso dell’ascoltoobbedienza fu per Maria quello dell’Annunzio, evento dell’Incarnazione del Verbo nel suo grembo, è eppure stupendamente vero il fatto che, sia prima sia dopo l’Annunzio, ogni altro istante della sua esistenza fu sincronizzato con quel “Eccomi, sì” che l’Angelo raccolse quale primo fiore della terra nuova e della nuova umanità e subito lo portò sull’altare del Cielo perché il cuore di Dio potesse trasalire di gioia nel sentire il soave profumo della sua primogenita. 8
Maria, Donna della Bellezza interiore La madre è, sin dalla sua Immacolata Concezione, nel sì del Figlio, e il Figlio nasce passando attraverso il sì che è nel cuore docile e amante della madre, mistero ineffabile. Come distinguere la potenzialità del seme dalla linfa che scorre nella pianta? Nell’ordine della grazia e di ciò che essa opera per l’eternità, il prima e il poi si annullano ma la Vergine Maria e il Verbo Incarnato hanno percorso insieme anche sentieri del tempo ed entrambi hanno appreso l’obbedienza dalle cose patite nel susseguirsi dei giorni sempre più carichi del presagio della Passione. L’ascolto-obbedienza dell’ora dell’Annunzio e degli anni silenziosi di Nazareth si estese quindi a tutto il percorso della vita pubblica di Gesù, a cominciare dal deserto delle tentazioni fino all’ultimo atto del dramma che si concluse sul Calvario. 9
Maria, Donna della Bellezza interiore Il culto della personalità, così malinteso e così diffuso nella cultura del nostro tempo, ci induce spesso a schivare l’obbedienza come una violazione della nostra libertà e ci fa invece sacrificare tutto e tutti sull’altare del nostro grande idolo davanti al quale pretendiamo che gli altri e perfino Dio debbano inchinarsi. Come sottrarci a questo tremendo inganno? Guardando a Maria il nostro sguardo è riportato su Gesù e chi vede Gesù, nello Spirito, vede il Padre. Chi poi vede il Padre non ha più bisogno di nulla perché il Padre è tutto. Egli colma di pace e di gioia i suoi figli quando, nel Figlio primogenito, gli dicono con lancio di gratitudine e di amore “Padre, sì”. L’obbedienza non è davvero altro che la piena comunione con Dio nell’amore, è un mistero nuziale che ci fa anticipare nel tempo presente la beatitudine dell’eterno consenso a quell’amore da cui siamo scaturiti e al quale, con ogni atto buono della nostra vita, ritorniamo. 10
Maria, Donna della Bellezza interiore 3. Maria, Donna della Preghiera Maria è, in quanto tale, sostanzialmente preghiera. Il suo stesso silenzio di umiltà è purissima lode e il suo ascolto-obbedienza è potente intercessione. Giustamente si è affermato che se uno obbedisce a Dio e lo invoca, Dio obbedisce a lui, ascolta la sua preghiera. Maria respira il Verbo divino e restituisce al Padre, nello Spirito Santo, il Verbo stesso. Nel suo cuore vergine, indiviso, il puro e intenso desiderio di Dio è preghiera che lo Spirito compie in lei con gemiti inesprimibili. E questa è già in germe la preghiera della Chiesa. Maria era talmente ignara di sé da poter trasalire di commozione e di gioia senza neppure essere sfiorata dal pensiero o dalla segreta speranza di poter essere direttamente coinvolta nel grande evento. 11
Maria, Donna della Bellezza interiore A Betlemme la preghiera di Maria diventò anche dolce ninna nanna e premurosa cura verso il neonato. Non doveva forse pulirlo, vestirlo, cullarlo, allattarlo, come tutti gli altri bambini? Ogni attenzione materna era però, da parte sua, un’azione liturgica, un sacro rito che preludeva alla liturgia della Madre Chiesa, alla liturgia Eucaristica. Così si può dire anche della sua vita orante negli anni che trascorse a Nazareth con Gesù, o seguendolo poi di villaggio in villaggio, dove Egli andava, annunziando la buona novella. E non sarebbe legittimo pensare che, forse, pure le notti che Gesù frequentemente passava vegliando in preghiera furono dalla madre condivise, ritirata in altro luogo, ma là in spirito poiché inseparabile come nessun’altra madre dal figlio delle sue viscere e del suo cuore. 12
Maria, Donna della Bellezza interiore Giunta l’ora della prova estrema pregò perché la dolcezza della carne fosse sostenuta dalla fortezza dello spirito pronto al sacrificio. Se ai discepoli Gesù rivolse un accorato appello a vegliare e a pregare con Lui per non entrare in tentazione, che cosa, almeno con lo sguardo, non avrà chiesto a sua madre negli ultimi giorni e mentre saliva il Calvario portando la croce? Come una statua ella rimase, infatti, ai piedi dell’infame patibolo e lo stesso schianto del suo cuore, trafitto dalla spada che squarciava il costato di Gesù, era la grande supplica che dalla terra penetrava nell’alto dei cieli squarciando le fosche nubi dell’umana angoscia. Perciò la sua figura di orante rimane soprattutto quella di lassù, ai piedi della croce, anzi delle tre croci, poiché erano ormai tutte sue le croci degli uomini e di tutte conosceva lo strazio nel proprio cuore. 13
Maria, Donna della Bellezza interiore Ma dopo il ritorno di Gesù al Padre, la vita cominciava un altro corso. Allora fu la presenza della madre la forza catalizzante che tenne i discepoli uniti in preghiera fino alla venuta della Potenza dall’alto che il Risorto aveva promesso. Maria nel Cenacolo della Pentecoste è l’icona della Chiesa orante. A Betlemme aveva accolto tra le braccia e adorato, nel piccolo corpo del bambino, il Dio onnipotente e misericordioso. A Gerusalemme raccolse sotto il suo manto il primo nucleo del nuovo Israele, l’infanzia del grande corpo mistico di Cristo e lo iniziò alla preghiera, frutto dell’affidarsi all’azione trasformante dello Spirito Santo. 14
Maria, Donna della Bellezza interiore 4. Maria, Donna della Fede Figlia di Abramo, Maria, come disse il Concilio Vaticano II, avanzò nella peregrinazione della fede. Non fu privilegiata più di altri con prove ed evidenze, anzi le fu richiesto di camminare su strade più ardue e impraticabili poiché doveva essere la prima dei credenti della nuova alleanza e procedere davanti al nuovo popolo di Dio che deve compiere il suo esodo dal mondo verso la vera terra promessa. Pensando a lei così semplice e buona, piena di grazia e attenta alla Parola, si potrebbe ritenere che tutto dovesserle stato facile, ma non dobbiamo dimenticare che gli eventi di cui si trovò ad essere protagonista erano tali da non iscriversi minimamente in nessuna logica spiegazione. 15
Maria, Donna della Bellezza interiore Quando le accadde la cosa più imprevedibile e sconcertante, il trovarsi incinta, ancora vergine, per opera dello Spirito Santo, la fede ereditata dai Padri divenne per lei un dramma sconvolgente. Era davanti all’impossibile, bisognava credere alla parola detta dall’Angelo e accettarne tutte le conseguenze sul piano umano e spirituale. La sua semplice risposta “ecco la serva del Signore” cominciava già a trasudare lacrime e sangue. Il mistero di cui era portatrice la superava infinitamente e diveniva essa stessa mistero, anzi sconcertante enigma per il suo sposo promesso. Che avrebbe fatto egli davanti all’evidenza di una condizione umana che nascondeva il più inevidente intervento divino? La Vergine era esposta al rischio di essere giudicata infedele e quindi divenire ripudiata o rinviata. Il costo della fede è già alto, ma il dramma è soltanto al primo atto. 16
Maria, Donna della Bellezza interiore Maria sapeva soltanto di essere fra coloro dei quali Dio si prende cura, perciò cantò prestando a tutti la propria voce. Tornata poi a Nazareth si trovò a vivere la prova del rapido scorrere dei mesi di gestazione accanto a Giuseppe che, come lei, ora sapeva e obbediva alla voce dell’Angelo, ma non comprendeva. Che dire, inoltre, di quel parto avvenuto nello squallore di una capanna e di tutto quell’increscioso susseguirsi di avvenimenti che spinsero la Sacra Famiglia a emigrare in Egitto per sottrarre il bambino all’ira di un tiranno? Credere senza comprendere, quando i pastori che visitavano il bambino ne dicevano meraviglie; credere senza comprendere, quando Simeone e Anna lo accoglievano nel Tempio come colui che avevano lungamente atteso; credere senza comprendere, anche quando le veniva annunciato il dolore per quel figlio. Credere in tali situazioni poteva essere per Maria ancora abbastanza facile. 17
Maria, Donna della Bellezza interiore Ma credere quando Gesù stesso, il suo dolce figlio, diventava incomprensibile… Non è forse detto nel Vangelo che proprio i suoi parenti e quelli del suo villaggio trovavano ostacolo alla fede in Lui quale Messia per il fatto che lo avevano visto crescere in modo del tutto ordinario in mezzo a loro? Del resto non è forse anche vero che, per coloro che sono chiamati a seguire il Signore più da vicino, la fede diventa una prova più esigente? Pensiamo all’esperienza di tanti santi passati attraverso il crogiolo dell’aridità e della notte dei sensi e dello spirito. Maria non cercava i segni straordinari poiché la cosa più straordinaria era proprio, nel caso del suo figlio, l’ordinarietà. 18
Maria, Donna della Bellezza interiore Rientra pienamente in questa logica trascendente, che è stoltezza per il mondo, il cammino di fede che portò Maria fin sotto l’albero della croce da cui pendeva, volontariamente impotente, quel figlio che le era stato dato come agnello pasquale da offrire in olocausto. Si dice, ed è vero, che il cuore umano ha delle ragioni che vanno oltre la ragione e che perciò non si arrende alla logica. Di fronte all’assurdità della morte toccata al figlio come può aver reagito Maria nel suo umanissimo cuore di madre? La fede non è un concetto astratto, non sta soltanto al piano superiore, ma è forza vitale che coinvolge tutto l’essere umano. Perciò Maria, anche in quell’ora tremenda, fu beata nel credere. Mentre vedeva il figlio morire credeva più fortemente nel figlio vivente che ha il potere di far risorgere i morti. Credeva che tutto si era compiuto così come doveva compiersi affinché tutti gli uomini potessero volgere lo sguardo a colui che era venuto per dare la vita in abbondanza. 19
Maria, Donna della Bellezza interiore Questa fede Maria l’aveva nell’anima e nel sangue e la esprimeva con il suo atteggiamento. La esprimeva soprattutto accogliendo, ormai come suo figlio, il discepolo Giovanni e in lui tutti i discepoli, tutti gli uomini e lasciandosi consegnare a lui come sua madre. Quale nuovo atto di fede ella fece ascoltando qui l’ultima parola di Gesù morente “donna ecco tuo figlio; ecco tua madre”. La donna, credendo, accoglieva la propria maternità universale. Noi spesso andiamo dicendo che, essendo la fede un dono, non possiamo farci nulla se non l’abbiamo, o se ne abbiamo poca. Di conseguenza non cambiamo la nostra condotta di vita che per certi aspetti è ancora pagana, giustifichiamo le nostre scelte quotidiane che rivelano la nostra incredulità e aspettiamo di sentire e di capire qualcosa per poter agire, diciamo, con più convinzione e coerenza. 20
Maria, Donna della Bellezza interiore In realtà aspettiamo a dare la nostra totale adesione di fede perché ci fa comodo rimanere nell’incredulità e mettere così uno schermo alla coscienza, fingiamo di essere nullatenenti per non dover pagare le tasse. Questo è però un gioco sleale e dovremmo avere il coraggio di confessarlo. Maria sta davanti a noi come specchio tersissimo; nella sua fede cristallina si riflette la nostra maschera di ambiguità. Se, dunque, vogliamo incontrare il suo sguardo, lo sguardo di nostra madre, senza morire di vergogna, buttiamoci nelle sue braccia e supplichiamola di farci cadere in ginocchio ogni volta che abbiamo la pretesa di vedere e di capire per credere e vivere nell’obbedienza della fede. 21
Maria, Donna della Bellezza interiore 5. Maria, Donna della Speranza e della Carità Maria venne al mondo come una splendida aurora che annuncia il giorno della salvezza. Anche se il mondo allora non se ne accorse, e ancora oggi molti luoghi sembra ignorarlo, quella nascita a Nazareth di Galilea cambiò l’aspetto dell’universo e recò una luce nuova, un’immacolata trasparenza che rendeva più dolce a Dio il discendere sul pianeta terra, per stabilirvi la sua dimora. Sulla speranza si è facilmente tentati di fare poesia ma in realtà questa virtù teologale è caratteristica dei forti, di coloro che attraversano i flutti tempestosi della storia e dell’umana esistenza stando disperatamente al timone della navicella e puntando lo sguardo nella notte fonda, finché appaia una piccola luce, anche una sola stella, fra cumuli di nubi persistenti. 22
Maria, Donna della Bellezza interiore Colei che è già nella gloria del Cielo, e che noi contempliamo come fulgido segno di speranza, è stata come noi pellegrina sulla terra e ha consumato i suoi piedi camminando su aspri sentieri, ha consumato il suo cuore in giorni e notti pieni di umani struggimenti e di angosce. Basti pensare ai tre giorni di ricerca affannosa del figlio giovinetto, rimasto a Gerusalemme, senza permesso, dopo i giorni della festa di Pasqua. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: “figlio perché ci hai fatto questo, ecco tuo padre ed io angosciati ti cercavamo”. La risposta del ragazzo non fu certo umanamente rassicurante, tanto è vero che, non comprendendo le sue parole, Maria e Giuseppe custodirono, con tacita coscienza, il segreto, e, da veri poveri, tornarono a Nazareth con lui, ma forse con il presagio di un altro e più angosciante smarrimento del figlio nella città santa. 23
Maria, Donna della Bellezza interiore Nella sua normale esistenza quotidiana, Maria non poteva fare a meno di vedere il senso della propria vita in relazione alla persona del figlio. Cresceva nella speranza vivendo da vera povera che poteva soltanto contare su Dio, sull’onnipotente che le aveva dato quell’unico figlio di grazia. Quali genitori, quale madre non fa ipoteche sui figli per il futuro? Lo si ritiene un diritto indiscutibile ma sono poi i fatti a dimostrare che il vero arbitro di ogni vita umana è unicamente Dio, Colui che della vita è la fonte inesauribile. Forse Maria, ricordando con lancinante dolore la profezia del vecchio Simeone, lottò nel suo cuore per spingere in alto mare la vela della sua speranza, minacciata dai flutti incalzanti degli eventi. E fu certamente sperando, come Abramo, contro ogni speranza che, sia pure tenendosi a distanza, si mise anche lei al seguito del Maestro, ormai pressato dalle folle. Pensava di aiutarlo, sperava di proteggerlo? Forse tutto questo e altro. Ma soltanto una cosa si può ritenere certa, Maria obbedì alla volontà di Dio che l’aveva associata al Figlio nell’opera della redenzione. 24
Maria, Donna della Bellezza interiore Il contenuto della sua speranza non è dunque un progetto ben definito ma, ancora, è sempre un mistero di grazia a cui ella riconduceva tutti i momenti e gli avvenimenti della propria esistenza. L’imprevedibile continuava a essere il suo cammino di povera che ogni giorno legava la propria fragile speranza alla grande promessa del Dio fedele. Se i discepoli di Gesù speravano che fosse finalmente giunto il momento in cui il maestro avrebbe ricostituito il Regno d’Israele, e aspiravano segretamente a occupare qualche posto d’onore, Maria, stando nascosta all’ombra dell’umile Re-Messia, non coltivava altra speranza se non quella di mantenersi fedele per poter vedere la gloria del Signore nella terra dei viventi. Perciò l’umano fallimento del figlio non deluse le sue attese, sapeva bene che cosa egli voleva indicare rispondendo a Pilato che lo provocava ad autodefinirsi con le parole “il mio regno non è di questo mondo”. 25
Maria, Donna della Bellezza interiore Nella speranza di Maria, già tutta orientata al Regno dei Cieli, convergevano, purificandosi dentro la sua limpida sorgente, tutte le speranze di Israele, a partire da quelle dei patriarchi e dei profeti fino a quella di Giovanni Battista che intravide il giorno di Gesù, ne trasalì di gioia e concluse la sua missione di battistrada. L’ora delle tenebre, però, giunse terribile e sembrò distruggere per sempre quella tenace speranza per tutti, anche per Maria. La disperazione era a un passo. Là, ritta sotto la croce, la madre faceva tuttavia come da muro e baluardo contro i flutti della morte che tentavano di ghermire l’ultima speranza del genere umano. Vinse, Maria, insieme con Gesù rimanendo costantemente ancorata alla Parola che aveva udito, alla Parola che in lei si era compiuta e che ancora si andava compiendo nel suo cuore trapassato dalla spada che aveva squarciato il cuore del figlio. 26
Maria, Donna della Bellezza interiore Ecco i fiumi d’acqua viva, zampillante per la vita eterna. Ristorandosi a questa sorgente Maria poté attendere l’alba del terzo giorno e versare lacrime, come rugiada, sulla nuova germinazione della vita chiusa nel sepolcro. Una madre non può accettare la morte del proprio figlio come realtà ineluttabile, ella lo fa rivivere sempre, quasi riaccogliendolo, proprio in forza della speranza nelle sue viscere. Così Maria accompagnò Gesù nel viaggio della morte verso la risurrezione, e così tiene ora accesa, nel cuore della madre Chiesa, la certezza che sempre, per ogni uomo che nasce e che muore, sorge e mai tramonta la speranza nella vita immortale, anticipo di quella gioia che, secondo la promessa di Gesù, non ci sarà mai tolta. Il virgulto di Iesse è divenuto un grande albero e il suo fiore è divenuto un frutto maturo. Sedendo alla sua ombra noi ce ne possiamo nutrire, ma lo sappiamo fare? O non passiamo forse oltre, in cerca di altri fiori e frutti di effimera stagione? Abbiamo bisogno di lavare le nostre povere speranze nella fresca speranza di colei che ogni giorno invochiamo. 27
Maria, Donna della Bellezza interiore 6. Maria, Donna della Gratuità Il concetto di gratuita non è per noi fra i più accessibili, anzi è forse fra i più ardui. Siamo, infatti, sempre avviluppati dentro le spire del nostro egoismo e delle nostre personali ambizioni, palesi o segrete, e fatichiamo perfino a pensare e a credere che ci sia qualcuno che sa amare e agire gratuitamente nulla chiedendo e nulla pretendendo, come di diritto, per sé. Qui sta anche la nostra difficoltà a credere in un Dio che ci ama per primo e che rimane fedele al suo amore, nonostante tutto e per sempre. Maria è invece una creatura nata sotto il segno della gratuità, ed esprime in tutta la sua esistenza proprio ciò che è la grazia, il dono semplicemente dono, che rende gratuito anche chi lo riceve. 28
Maria, Donna della Bellezza interiore Si iscrive, in questo mistero di grazia, tutta la vita cristiana. Ma dove esso maggiormente si evidenzia, e dovrebbe risplendere in modo tutto particolare, è nella vita consacrata, in coloro che ricevono una speciale vocazione a vivere interamente dedicati a Dio, vocazione che viene perciò definita contemplativa. Ed è contemplativa non perché escluda l’azione, e sia un dolce far niente, ma perché è intensamente, incessantemente ed esclusivamente orientata alla ricerca del volto di Dio e dedita alla lode della sua gloria. Secondo la più antica tradizione della Chiesa d’Oriente, che poi anche quella di Occidente ha accolto, Maria, quando era ancora in età tenerissima, fu condotta al tempio e lasciata là perché vi fosse educata fino all’età di 12 anni. 29
Maria, Donna della Bellezza interiore Molto significativo, anche se non è purissima parola del Vangelo, è il racconto degli Apocrifi secondo i quali, accompagnata al Tempio dai genitori e da un corteo di vergini recanti in mano le lampade accese, la bambina salì di corsa i gradini dell’altare, senza voltarsi indietro. Il sacerdote la accolse e, baciatala, la benedisse esclamando: “Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni. Nell’ultimo giorno il Signore manifesterà in te, ai figli d’Israele, la sua redenzione”. La mise poi sul terzo gradino dell’altare e il Signore Dio la rivestì di grazia ed ella danzò con i suoi piedi e tutta la casa d’Israele prese a volerle bene. I suoi genitori scesero ammirati e lodarono il padrone, Dio, perché la bambina non si era voltata indietro. Maria era allevata nel Tempio del Signore come una colomba e riceveva il vitto per mano di un angelo. 30
Maria, Donna della Bellezza interiore Dalla suggestiva narrazione traspare soprattutto la spontanea freschezza della bambina che, attratta dal Signore, sale di corsa la scala del Tempio, senza voltarsi indietro e, come trasportata dalla gioia, danza sui gradini dell’altare sotto lo sguardo del Signore proprio per lui che l’ha rivestita di grazia, danza per la gioia dei suoi occhi. Inoltre è da notare che la fanciulla nel Tempio prende il cibo dalla mano di un angelo; è totalmente affidata alle cure del Signore. Vive, quindi, nella pura gratuità e altro non fa che lodare Dio in semplicità di cuore sentendosi fatta proprio per quello. 31
Maria, Donna della Bellezza interiore Avendo accettato, almeno in parte, questa antica tradizione, la Chiesa venera la Madonna anche ricordando l’evento della presentazione al Tempio e ne celebra la festa il 21 novembre, giorno che, molto opportunamente, viene dedicato alla preghiera per le religiose claustrali, per le contemplative. La loro vocazione ha infatti le caratteristiche proprie della vita di Maria nel Tempio e in modo speciale il sigillo della gratuità. Nulla sembra più inutile e sprecato di una vita chiusa fra alte mura, tutta dedita a servire e onorare il Signore nel silenzio e nella preghiera. Eppure non c’è dubbio che il Signore stesso l’ha definita “la parte migliore”, e ha assicurato che non sarà mai tolta a chi la sceglie poiché dura per l’eternità. 32
Maria, Donna della Bellezza interiore La gratuità di Maria, e di ogni anima consacrata nella vita contemplativa, proclama altamente la gratuità di Dio, ne è come la più luminosa icona e il canto più armonioso. Non abbiamo forse nel Magnificat l’inno alla magnanimità di Dio e quindi un solenne rendimento di grazie? Gratuità e gratitudine, infatti, si intrecciano e formano un’unica grande melodia che esprime l’esultanza e la danza di tutto il creato sotto gli occhi del creatore. Nell’opera della creazione Dio ha dispiegato tutta la sua gratuità, la sovrabbondanza del suo amore effusivo, perciò ha disseminato di creature lo spazio e ha messo in esse la potenzialità di riprodursi, di moltiplicarsi all’infinito. Le creature, dalla stella più fulgente al vermiciattolo della terra, esistono per esistere, vivono per vivere, la loro bellezza è il canto della loro esistenza, in tal modo rendono gloria a Dio. Noi spesso valutiamo la realtà con il limite angusto del nostro personale interesse, perciò definiamo brutte e inutili tante cose che sono invece la manifestazione della Divina gratuità. 33
Maria, Donna della Bellezza interiore Una visione del mondo e della storia con lo sguardo alterato dalla nostra mentalità utilitaristica, dai nostri camuffati e spudorati egoismi, non corrisponde al disegno di Dio. La gratuità con cui Egli ha creato il mondo l’ha ancor più dispiegata nell’opera della redenzione. Se ne fossimo più consapevoli potremmo essere sempre pervasi di stupore e di gioia, come lo era Maria. Invece siamo spesso tormentati dall’ansia di possedere e strumentalizzare le persone e le cose per affermare noi stessi, siamo sempre insoddisfatti perché non apprezziamo ciò che già ci è donato e bramiamo ciò che ci sembra negato. Un uomo pienamente gratuito, che si senta colmato da Dio e che viva totalmente per Dio e per il prossimo, senza mai commettere frode, cioè senza autopossedersi e senza prendere qualcosa egoisticamente per sé, un uomo tale non esiste al di fuori dell’uomo Gesù Cristo; così pure una donna veramente gratuita non esiste al di fuori di Maria, la tutta di Dio e tutta donata, la ricolma di grazia e di gratitudine. 34
Maria, Donna della Bellezza interiore Ma noi tutti siamo chiamati a imitarli, a essere partecipi della loro grazia, quindi a divenire gratuiti e riconoscenti. Se siamo gratuiti siamo anche grati, e se siamo grati siamo anche graditi, graditi a Dio e ai fratelli. E questo equivale a vivere non secondo la carne, ma secondo lo spirito, da uomini pasquali, liberati dalla schiavitù di quel vecchio io che sempre vuole usurpare il posto di Dio. Forse se potessimo vedere quanto i nostri pensieri, i nostri sentimenti e desideri, i nostri atti, anche i più eroici, in realtà sono impuri, cioè impregnati di orgoglio e di vanità, di amor proprio e di egoismo, certo ci spaventeremmo. Occorre, tuttavia, guardarsi dal cadere nel pessimismo e soprattutto dalla tentazione di diffidare degli altri, misurandoli su noi stessi. Spesso non riusciamo a vedere negli altri il bene che non è in noi. 35
Maria, Donna della Bellezza interiore Essere gratuiti per noi non è possibile che a condizione di riconoscerci gratificati, perdonati e salvati da Dio. Il comando di Gesù “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, ci dà la misura della nostra dipendenza e insieme della nostra libertà. Nulla possediamo o siamo che non abbiamo ricevuto, perciò di nulla possiamo vantarci. Ma sarà nostro merito il non aver arrestato in noi il fiume della grazia che vuole scorrere verso tutte le sponde. Maria, nella sua sovrana libertà, a somiglianza di Dio, va sempre oltre quello che noi chiameremmo “il giusto, il dovuto”, perché ha la coscienza del “tutto” che ha ricevuto e quindi l’urgenza di ringraziare ridonando quel tutto. In questo c’è anche il segreto della sua santa letizia, la sua anima davvero sempre esulta nel Signore, perché, essendo piccola, vede come Egli agisce con magnificenza verso tutti i piccoli. 36
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