LINQUINAMENTO DA PLASTICA di GABRIELE BROCCA CHE COSA
L’INQUINAMENTO DA PLASTICA di GABRIELE BROCCA
CHE COSA È LA PLASTICA? ü Le materie plastiche sono un gruppo di composti chimici sintetici, usati per preparare un gran numero di materiali di uso comune. ü Questi composti sono economici, sicuri, leggeri e versatili, e per questi motivi hanno sostituito i metalli, il legno, il cuoio, le fibre naturali e altri materiali non sintetici, nella produzione di buste, bottiglie, tessuti, casalinghi, parti di auto, articoli sanitari e altro ancora. ü Ci sono due modi di preparare oggetti di plastica, che usano materiali di tipo diverso: ü Le termoplastiche sono sostanze solide a temperatura ambiente, che diventano liquide per riscaldamento e possono prendere la forma desiderata. ü Le termoindurenti sono preparate da materiali fluidi, che dopo aver assunto la forma definitiva subiscono un processo chimico che li indurisce e rende impossibile cambiare ancora la forma.
VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA PLASTICA L'Era della Plastica ü La produzione mondiale di plastica è di circa 200 milioni di tonnellate/anno. Per confronto, la produzione mondiale di carta è circa 330 milioni di tonnellate/anno. ü Tale produzione, in costante aumento negli ultimi 50 anni, ha fatto sì che venisse coniata l’espressione "Era della Plastica" per quello che ha inciso sui nostri comportamenti e abitudini quotidiane, e per il contribuito allo sviluppo di importanti settori come trasporti, comunicazioni, elettronica, informatica. Utilizzo della plastica
VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA PLASTICA Quali sono le principali caratteristiche alla base del successo della plastica? ü La plastica è leggera ü La plastica è quasi totalmente immune agli agenti chimici ü Le materie plastiche hanno proprietà molto variabili e quindi sono adatte all'impiego in moltissimi settori differenti ü Le plastiche sono facilmente lavorate con basso consumo di energia (basta pensare per esempio che per ottenere una bottiglia dal vetro bisogna arrivare a una temperatura di circa 1000°C, mentre bastano solo 250°C circa per ottenere una bottiglia di plastica) ü La plastica può essere raccolta e riciclata con relativa facilità Grazie a tutte queste caratteristiche, la plastica ha sostituito in molti casi i materiali classici che venivano utilizzati un tempo (carta, vetro, legno, metalli e ceramiche).
VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA PLASTICA La plastica offre solo vantaggi? Accanto ai vantaggi, sono sempre più fortemente emersi negli anni problemi di inquinamento ambientale causato dalla dispersione della plastica nei rifiuti urbani, e conseguentemente nelle discariche. La plastica dispersa nell’ambiente origina un grande danno paesaggistico e un inquinamento dell’ecosistema, soprattutto a causa della natura "indistruttibile" di questi materiali.
PERCHÉ LA PLASTICA INQUINA Il problema è come smaltire i rifiuti che contengono materie plastiche Il metodo tradizionale di smaltimento dei rifiuti (interramento in discariche ed incenerimento) non può essere applicato alla plastica perchè: ü alcune materie plastiche quando bruciano producono gas tossici; ü quasi tutte le plastiche bruciando producono una notevole quantità di calore che, se non viene utilizzato per produrre energia, si disperde nell’ambiente circostante causando un indesiderato aumento della temperatura (inquinamento termico); ü la plastica non è degradabile, se non in tempi lunghissimi (centinaia di anni), quindi una volta abbandonata permane nell’ambiente.
PERCHÉ LA PLASTICA INQUINA Anche la produzione è fonte di inquinamento: un esempio
IMPATTO AMBIENTALE Quanta plastica c’è? Tutta la plastica prodotta sinora (si stima circa 8 miliardi di tonnellate!) esiste ancora oggi in qualche forma. 79% accumulato nell’ambiente 9% riciclato 12% bruciato
INQUINAMENTO DEGLI OCEANI Plastica in mare. Quanta ne finisce ogni anno? ü Molto probabilmente più di 10 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno in mare. ü Negli oceani si formano vere e proprie isole di plastica grazie alla presenza dei vortici degli oceani. ü Ci sono 5 vortici nel mondo alimentati da detriti galleggianti che impiegano anche sei anni per raggiungere l’isola.
INQUINAMENTO DEGLI OCEANI Plastica in mare. Quanta ne finisce ogni anno? ü Molto probabilmente più di 10 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno in mare. ü Negli oceani si formano vere e proprie isole di plastica grazie alla presenza dei vortici degli oceani. ü Ci sono 5 vortici nel mondo alimentati da detriti galleggianti che impiegano anche sei anni per raggiungere l’isola.
INQUINAMENTO DEGLI OCEANI Plastica in mare. Quanta ne finisce ogni anno? ü Molto probabilmente più di 10 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno in mare. ü Negli oceani si formano vere e proprie isole di plastica grazie alla presenza dei vortici degli oceani. ü Ci sono 5 vortici nel mondo alimentati da detriti galleggianti che impiegano anche sei anni per raggiungere l’isola. ü La plastica sta uccidendo gli abitanti del mare ü La plastica può uccidere uccelli, foche, delfini e tartarughe. Gli animali possono infatti essere intrappolati dalla plastica oppure possono confonderla con cibo e soffocare.
INQUINAMENTO DEGLI OCEANI Plastica in mare. Quanta ne finisce ogni anno? ü Molto probabilmente più di 10 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno in mare. ü Negli oceani si formano vere e proprie isole di plastica grazie alla presenza dei vortici degli oceani. ü Ci sono 5 vortici nel mondo alimentati da detriti galleggianti che impiegano anche sei anni per raggiungere l’isola. ü La plastica sta uccidendo gli abitanti del mare ü La plastica può uccidere uccelli, foche, delfini e tartarughe. Gli animali possono infatti essere intrappolati dalla plastica oppure possono confonderla con cibo e soffocare. ü Ad esempio, le tartarughe marine non sanno distinguere tra una gustosa medusa e un sacchetto di plastica. Se ingerito il sacchetto di plastica causa blocchi interni e la morte dell’animale. ü La plastica più dura può essere fatale. Infatti, pezzi di plastica possono causare danni allo stomaco di uccelli e balene.
INQUINAMENTO DEGLI OCEANI Plastica in mare. Quanta ne finisce ogni anno? ü Molto probabilmente più di 10 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno in mare. ü Negli oceani si formano vere e proprie isole di plastica grazie alla presenza dei vortici degli oceani. ü Ci sono 5 vortici nel mondo alimentati da detriti galleggianti che impiegano anche sei anni per raggiungere l’isola. ü La plastica sta uccidendo gli abitanti del mare ü La plastica può uccidere uccelli, foche, delfini e tartarughe. Gli animali possono infatti essere intrappolati dalla plastica oppure possono confonderla con cibo e soffocare. ü Ad esempio, le tartarughe marine non sanno distinguere tra una gustosa medusa e un sacchetto di plastica. Se ingerito il sacchetto di plastica causa blocchi interni e la morte dell’animale. ü La plastica più dura può essere fatale. Infatti, pezzi di plastica possono causare danni allo stomaco di uccelli e balene.
I LUOGHI PIÙ INQUINATI AL MONDO Great Pacific Garbage Patch ü Chiamata anche "Pacific Trash Vortex" quest'isola di plastica è il più grande accumulo di spazzatura galleggiante al mondo. ü Composta prevalentemente da plastica, metalli leggeri e residui organici in degradazione, è situata nell'Oceano Pacifico e si sposta seguendo la corrente oceanica del vortice subtropicale del Nord Pacifico. ü Le sue dimensioni sono immense: le stime parlano di un minimo di 700. 000 km² di estensione fino a più di 10 milioni di km², per un totale di circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti accumulati (c'è chi parla perfino di 100 milioni). ü Per dare un'idea più precisa, le sue dimensioni sono simili a quelle della Penisola Iberica, o maggiori di tutti gli Stati Uniti nella peggiore delle previsioni.
I LUOGHI PIÙ INQUINATI AL MONDO South Pacific Garbage Patch ü Grande 8 volte l'Italia e più estesa del Messico. ü L'isola ha una superficie che si aggira intorno ai 2, 6 milioni di chilometri quadrati e contiene prevalentemente microframmenti di materie plastiche erose dagli agenti atmosferici.
I LUOGHI PIÙ INQUINATI AL MONDO North Atlantic Garbage Patch ü Scoperta per la prima volta nel 1972, l'isola del Nord Atlantico è la seconda più grande per estensione (si stima che potrebbe sfiorare i 4 milioni di km²). ü Mossa dalla corrente oceanica nord atlantica, è famosa per la densità di rifiuti al proprio interno. ü Le stime parlano di oltre 200 mila detriti per chilometro quadrato.
POSSIBILI RIMEDI Alcuni passi fondamentali per risolvere il problema della plastica 1. Ridurre la nostra dipendenza dalla plastica usando meno articoli in plastica monouso, come cannucce, sacchetti di plastica, imballaggi, bicchieri di plastica, piatti, posate, bottiglie. 2. Una diversa gestione dei rifiuti, incrementando il riciclaggio. 3. Fermare lo scarico di plastica in mare con accordi internazionali. 4. Aumento dei fondi per la pulizia perché questa sia efficace.
L’OPINIONE DI UN ESPERTO La plastica inquina? La risposta è: ‘dipende’. Si possono fare esempi infiniti di quanto le materie plastiche abbiano contribuito a diminuire l’inquinamento e abbiano consentito applicazioni non raggiungibili da altri materiali. Allora qual è il problema? L’uso scorretto e l’abuso. Problemi che si risolvono nell’unico modo possibile: con l’intelligenza. Ma anche lo spreco, la scarsa conoscenza delle possibilità di riciclo, la nostra pigrizia mentale, contribuiscono ad aumentare l’impatto ambientale dei materiali che utilizziamo, non solo di plastica. A un consumatore cosa direi? Di usare meno e meglio e quando possibile di ri-usare. A un produttore cosa direi? Di spingere la ricerca e la progettazione nella direzione del ri-uso e del riciclo.
L’OPINIONE DI UN ESPERTO La plastica inquina? Un oggetto ideale, qualunque esso sia , dovrebbe poter assolvere al suo scopo mantenendo tutte le caratteristiche desiderate per il tempo di utilizzo. Il materiale di cui è costituito dovrebbe quindi poter essere riciclato per lo stesso scopo o per altri scopi e alla fine del ciclo di vita biodegradarsi in tempi rapidissimi, tendenti allo zero. L’idealità non esiste, ma la via per migliorare c’è, si chiama RICERCA. Maurizio Veronelli (ricercatore)
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