Liceo scientifico P Calamandrei Via Comunale Maranda 84







































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Liceo scientifico "P. Calamandrei" Via Comunale Maranda 84 Ponticelli-Napoli DIRIGENTE SCOLASTICO PROF. SEBASTIANO PESCE ANNO SCOLASTICO 2007/2008 “Ricerca statistica effettuata a mezzo QUESTIONARIO SOCIO-CULTURALE classi prime in entrata” Progetto accoglienza su
Lavoro a cura di Prof. ssa Bianca Fasano Prof. ssa Anna Siviglia Classi e coordinatori 1 ac SILVANA OTTAVIANO – 1 bc GIUSEPPE NIGRO – 1 al NICOLINA ROBERTO 1 bl CRISTINA SCARPERROTTA – 1 cl VINCENZA CERIELLO – 1 as PATRIZIA CAPUTO 1 bs ELISA MARGHERITA CUNTO – 1 at ANTONELLA LA PIETRA 1 bt m. LUISA CORCIONE – 1 ct CONCETTA MEO – 1 dt MICHELINA GATTO 1 bt ANTONIO DI MASO – 1 ft ANNA MANNO – 1 gt CONCETTA MAIORANO Statistica operata su dati grezzi provenienti da: 1 A classico, 1 B classico, 1 A linguistico, 1 B linguistico, 1 C linguistico, 1 B sperimentale 1 A tradizionale, 1 B tradizionale, 1 C tradizionale, 1 D tradizionale, 1 G tradizionale, 1 F tradizionale, (12 CLASSI)
Questo powerpoint è riassuntivo • Difatti, per ogni classe, sono stati realizzati 35 grafici, per un totale su 12 classi di 420 grafici, da cui si è successivamente tratto il dato riassuntivo. • I grafici, classe per classe, verranno consegnati in forma virtuale ai coordinatori. • Il lavoro, per chi vi opera, potenzialmente, non è finito, potendo offrire altri dati di studio.
Tot. allievi in ingresso: 218 ragazze e 172 ragazzi
Il questionario è stato distribuito su di una popolazione (N) di 390 elementi La percentuale femminile di presenza su di un campione di 390 elementi è risultata essere di 218/ 390, con 45 % di maschi e 55 % di femmine. La effettiva campionatura è stata effettuata su dati grezzi provenienti da 12 classi, ossia: 1 A classico, 1 B classico, 1 A linguistico, 1 B linguistico, 1 C linguistico, 1 B sperimentale 1 A tradizionale, 1 B tradizionale, 1 C tradizionale, 1 D tradizionale, 1 G tradizionale, 1 F tradizionale, ) Con una presenza di 198 allieve su 134 allievi, ossia ca. il 59% del totale. La spiegazione è nel fatto che al liceo linguistico, differentemente ad altri tipi di scuola, quali ad esempio gli istituti tecnici, vi è una maggioranza di iscrizioni femminili.
Tot. Allieve 198 Tot. Allievi 134 Popolazione censita
Grazie • Pienamente cosciente del lavoro richiesto ai colleghi che hanno consegnato i quesiti a loro affidati, come coordinatori delle classi, compilando le tabelle, un grazie per il lavoro svolto. • Un grazie anche alla segreteria ed in particolare al signor Mariano La Rocca, per le notizie fornite, anche sotto forma di stampe di tabulati e per avere sopportato di tanto in tanto la nostra presenza ai computer.
I giovani rispetto al “sé”, come aspetto fisico e psicologico. Secondo ricerche effettuate sui giovani italiani appaiono chiari dei segni: 1. Dal punto di vista fisico, si osserva equivalenza tra gli adolescenti sottopeso (19%) e quelli in soprappeso o obesi (16%); • 2. tra le ragazze si osserva una prevalenza di soggetti sottopeso (il 26%), mentre tra i ragazzi è più frequente la situazione di soprappeso (pari al 20%). • Dalle risposte date sull’auto percezione, (e tanto emerge anche dai dati realizzati per mezzo dei questionari sui ragazzi e sulle ragazze del primo anno), appare comunque come lo standard di normalità, in Italia, sia per tutti spostato verso il sottopeso: il 42% ha infatti ammesso di essere a dieta. Logica conseguenza di questo approccio con il proprio corpo è la partecipazione ad attività fisiche: il 68% svolge intesa attività almeno una volta a settimana. Anche in questo caso la prevalenza è maschile (79% contro 58%). •
Il problema più importante è dunque “mantenere la linea”, in molti casi precisato chiaramente. il successivo l’altezza. Essere più carino/a è già più lontano. Gli altri motivi di insoddisfazione hanno una bassa presenza • • • 1. Più magro 2. Più alto 3. più grasso 4. Alto e robusto 5. Robusto 6. meno pessimista 7. Più carino 8. Meno impulsivo 9. meno timido 10. Più testardo 38 20 2 2 2 1 6 1 1 1
Conclusioni in percentuale: 224/347 =65% si accettano; 123/347= 35% non si accettano. Su totale risposte. Vorrei cambiare. Totale percentuale su 347 risposte Conclusioni in percentuale: 65% 224/347 =65% si accettano; 70% 60% 50% 40% 123/347= 35% non si accettano. Su totale risposte. 12% 30% 4% 2 Acambi 3 Aessere+ 4 Aessere- 20% 10% 0% 20% 1 Aaccetti 1
Come si vedono i nostri ragazzi? Solo lo 0, 71% si reputa disubbidiente. Il 24, 90% si trova simpatico, segue “autonomo” e vivace. Quasi a a pari merito sensibili e leali. Poco volubili e ribelli
I giovani rispetto all’ambiente familiare Nel trascorrere del tempo, la relazione genitori-figli è soggetta a cambiamenti legati sia al contesto sociale, stesso della famiglia che ad eventi contingenti esterni. Tale relazione non può dunque essere inscritta all'interno di una chiave di lettura univoca ma è modificata proprio a causa delle molteplici variabili che intervengono e quindi di difficile diagnostica.
Dalla diapositiva riferita a come vengono prese le decisioni importanti, la figura del padre non sembra assumere più quel ruolo essenziale dal punto di vista decisionale, che appartiene al passato. Difatti le decisioni vengono prese essenzialmente da entrambi i genitori, (45%), o da tutti i membri della famiglia, (44%). Malgrado ciò, il giudizio più temuto dai figli resta quello del padre. (51%)
Ma è la figura materna ad offrire più opportunità di consiglio per i nostri ragazzi: ben il 33%, rispetto ad un 5% che chiede consiglio al padre. Ovvio: del padre si teme il giudizio, che appare meno preoccupante al momento in cui ai genitori si chiede consiglio assieme: 31%.
Sembra avvicinarsi Il tempo in cui le vacanze, per gli adolescenti, coinciderà con il momento in cui sperimentare una maggiore autonomia dalle relazioni familiari, come viene confermato anche dal fatto che, benché la quota più rilevante degli intervistati, desideri trascorrere le vacanze con i propri genitori (53%), un forte 39% le passerebbe o le passa, con gli amici, che anche in questo spazio appaiono importanti. Un 8% pensano alle vacanze insieme ai parenti, seppure la percentuale sia poco significativa.
LA RELAZIONE AMICALE, SPECIALMENTE CON I COMPAGNI DI SCUOLA, HA UN RUOLO FORTE • Divenendo meno primari i legami con il proprio nucleo familiare, il ragazzo sceglie generalmente la via dell'amicizia "forte". Il nucleo familiare resta una sorgente di significato per i bisogni individuali di riconoscimento, ma l'adolescente prova il bisogno di svincolarsi dall'orizzonte dei valori familiari, per esplorare gli altri orizzonti , ossia quelli degli altri. Il gruppo dei pari è necessario perché capace di mediare la complessità delle relazioni nuove in cui l'adolescente si trova coinvolto. Di primaria importanza risulta, per i ragazzi, attivare reti sociali amicali che lo accompagnino nel suo cammino di transizione verso l'età adolescenziale. In questo tempo della vita, come metterà in luce l'analisi che segue, è centrale la rete degli amici, cioè di quei soggetti che, sulla base di orientamenti comuni, identità di intenti, affinità personali, decidono di entrare volontariamente e per libera scelta nella relazione amicale. Per i nostri ragazzi sono in linea di massima, compagni di scuola.
Non sono soli. In realtà è rassicurante, da un lato, che non lo siano. Solo l’ 8% asserisce di avere “pochi amici”. Il 91% ne ha MOLTI
Dagli amici ci si attende innanzi tutto sincerità (57%) e quindi comprensione, (27%), solidarietà, (11%) e pochissima ammirazione, (2%)
Se chiediamo loro cosa non perdonerebbero ad un amico… • E’ soprattutto, ma davvero prima di tutto, la falsità, la bugia, la slealtà, il venir meno, dunque , a quelle che il ragazzo/a considera la peculiarità dell’amicizia, ossia la sincerità, in virtù di quel precedente 57%. Le principali funzioni della amicizia sono: una funzione di socializzazione; una funzione di protezione; una funzione di conforto/conferma; una funzione di legame.
La logica conseguenza è che ogni elemento del “gruppo”, per il 62% segue le decisioni degli altri membri, per il 23% decide di comune accordo (che è più o meno lo stesso), e per il 10% impone le sue. Che speriamo siano giuste, visto che le decisioni del gruppo devono avere una base di origine e quel 10% potrebbero dare avvio alle decisioni comuni…
Ma quali sono gli argomenti di discussione preferiti dagli amici quando si incontrano? La famiglia è all’ultimo posto. Parlano di gusti e preferenze (35%), di se stessi (29%), di sport (24%) e, nel generale “altro”(9%), di ragazze ( i maschi, si spera) e di ragazzi (le femmine). Parlano dei primi amori.
Cosa fanno questi giovani, insieme? Per il 44% passeggiano. Nel 23% dei casi si recano in un “Pub”, mentre l’andare al cinema ottiene il 12, 28% delle risposte. L’ 11, 60% precisa di prendere decisioni comuni e alterne. Restano a casa, magari al computer, il 5, 58% dei casi ed un modico 3, 57% fa “altro”, in cui ricorre anche il restare con la madre, con fratelli e sorelle, o solo. Ma è raro.
Trattiamo adesso il comportamento del nostro campione rispetto agli insegnanti ed alla scuola. La prima cosa che appare chiara è la determinazione delle scelte: Per il 77% dei casi “corrisponde agli interessi”. Che tocca punte dell’ 84% per alcune classi come il classico e lo scientifico tradizionale.
Dai giovani che hanno compilato il questionario appare il ritratto di quello che considerano un “insegnante ideale”. Al primo posto, che si creda o meno, appare la “competenza”, con il 32%. Segue “che comprenda le esigenze dell’allievo” (26%), “che renda le lezioni vivaci e divertenti” (22%), che “si faccia rispettare” (12%) e soltanto il 7% lo desidera “imparziale”. La cosa sorprende un po’, visto che gli studenti lamentano spessa la “parzialità” dei loro insegnanti.
Ma, in realtà, cosa chiedono ai nuovi insegnanti, entrando in una nuova scuola, questi ragazzi? Alcuni dati restano pressoché invariati: 36% di competenza, 4% di imparzialità. Ma il desiderio che si comprendano le esigenze sale al 50%. La “flessibilità” è una variabile appena accennata: 9%. Continuiamo con i controlli incrociati.
Gli allievi vorrebbero da parte degli insegnanti un 37% di “disponibilità a spiegare più volte un argomento”, un 20% di “disponibilità allo scambio di idee”, un 18% di “lezioni stimolanti”, un 10% di “accettazione delle proposte” e per l’ 8% la “disponibilità ad accettare la valutazione degli allievi”
A questo punto, sempre per i controlli incrociati, chiediamo ai ragazzi “Quale è il peggior difetto di un insegnante”. Il 36% delle risposte riguarda “l’indifferenza verso gli alunni”, Segue (23%) “serietà eccessiva”, 18% “rigidità”, 15% eccesso di severità. Trascurabile, al solito, la parzialità (7%). A QUESTO PUNTO, EVIDENTEMENTE, DANNO PER SCONTATO CHE SIANO PREPARATI.
Diamo Uno sguardo alle “attività extracurricolari” che prediligono: in testa c’è il “viaggio di istruzione con 46%. Segue l’attività sportiva con il 28% e successivamente quasi a pari merito cineforum(13%) e teatro (10%).
Chiunque sia insegnante conosce la difficoltà di spiegare ad una classe disattenta. Pure i ragazzi delle classi in studio affermano, per il 76%, di concentrarsi sulle spiegazioni. Il 18% prende appunti. Qualche coraggioso, ossia il 4%, ammette di distrarsi. 15 allievi su 332. (4, 5%)
Dando uno sguardo agli studi fatti a casa: Gli allievi si dividono in due grandi gruppi: quelli che leggono ad alta voce (51%) e quelli che leggono silenziosamente (44%) un pallido 2% ammette di non studiare perché apprende a scuola e l’ 1% ha qualcuno che gli spiega le lezioni.
Concludiamo l’excursus degli studi in casa con “per concentrarti hai bisogno”: appaiono due indirizzi di massima, ossia il silenzio, per il 69% dei casi e… la musica, per il 21%. Un modico 8% afferma di essere in grado di studiare anche restando in mezzo alla famiglia.
Per quanto riguarda “il tempo libero”, diamo uno sguardo a “con chi lo trascorri”: I primi ad essere messi in gioco sono gli amici del quartiere con 39%. Seguono i compagni di scuola, con 32%. Fratelli, sorelle e cugini sono al 12% Quel 5% “da solo” fa pensare.
E, con chiunque siano, cosa preferiscono fare? Il 27% delle risposte danno un “uscire con gli amici “(del quartiere, o di scuola), il 22% è “praticare uno sport”. Il 19% “ascoltare musica”. Il 17% “giocare al computer o navigare in internet” Solo il 9% ed il 6% sono dedicati alla lettura ed alla televisione. Pensiamo a quel 6% osservando i successivi dati sulla televisione.
TELEVISIONE: una media “nazionale darebbe più o meno questi risultati: Un'ora 19. 1% Due ore 37. 3% Tre ore 22. 7% Più di tre ore 12. 8% Non guardo quasi mai la televisione 8. 1% Dalle indagini statistiche a livello nazionale emerge che il 62% degli adolescenti ha un televisore nella propria camera. In una giornata tipo il 69% utilizza il computer e internet per circa 2 ore. Quali sono i nostri dati?
Sembrano alti, se si tiene conto che dal prospetto precedente lettura e televisione sono la cenerentola del tempo libero, secondo i nostri rilevamenti. Difatti, il 16% dichiara di trascorrervi un’ora. Il 46% parla di due ore ed il 38% ne dichiara tre.
Le statistiche dicono che alcuni adolescenti passano in un giorno più ore davanti alla tv che non sui banchi di scuola. Il fenomeno è preoccupante, anche perché la qualità delle trasmissioni televisive non è sempre delle migliori, a causa, per esempio, della violenza di alcune trasmissioni. Film, telefilm e anche telegiornali trasmettono immagini violente a tutte le ore della giornata, tanto che a dieci anni di vita già un ragazzo rischia di aver assistito a migliaia di morti sullo schermo. Inoltre alcune trasmissioni di intrattenimento sono piuttosto stupide o volgari, per non parlare della pubblicità che rischia di confondere tutti con le sue proposte assillanti e che tendono ad alterare la conoscenza delle cose, presentandoci un mondo e una società che non corrispondono a quella reale.
Restando collegati alla televisione, chiediamoci se seguono le notizie del telegiornale: N = 317. Il 41% dichiara di seguirle “spesso”, il 57% le segue “qualche volta” e soltanto il 2% non le segue MAI
Ed ecco cosa preferiscono seguire in TV: 32% film; 20% sport; 14% fiction; 11% varietà; 9% spettacoli a quiz; e, fanalino di coda, i cartoon.
Chiudiamo questa rapida osservazione precisando dove trascorrono le vacanze i giovani allievi della rilevazione statistica: su 361 risposte, di cui alcune variamente collegate, il 71% fuori della propria regione, il 16% nella provincia dove si abita ed il 13% all’estero.