LERETTEO E LA LOGGETTA DELLE CARIATIDI LERETTEO COSTRUZIONE

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L’ERETTEO E LA LOGGETTA DELLE CARIATIDI

L’ERETTEO E LA LOGGETTA DELLE CARIATIDI

L’ERETTEO COSTRUZIONE Costruito su diversi livelli, in parte sulle fondamenta dell’antico tempio di Athena

L’ERETTEO COSTRUZIONE Costruito su diversi livelli, in parte sulle fondamenta dell’antico tempio di Athena Polias (“Protettrice della città”), l’Eretteo è il frutto di un intervento edilizio iniziato nel 421 a. C. , presto interrotto, poi ripresero nel 409 -408 e finalmente concluso nel 405 -404 a. C. La progettazione si può probabilmente attribuire a Pericle, il quale morì all’inizio della costruzione. Venne affidata la continuazione della costruzione a Filocle e al suo successore Archiloco.

L’Eretteo è un tempio in stile ionico particolarissimo, la cui irregolarità, asimmetria e differenze

L’Eretteo è un tempio in stile ionico particolarissimo, la cui irregolarità, asimmetria e differenze di quote sono dovute alla necessità di riunire in un unico edificio più luoghi, sedi di antichi culti relativi alle origini leggendarie della città.

Al suo interno vi sono le celle di due divinità: Athena Polias Poseidone-Eretteo, in

Al suo interno vi sono le celle di due divinità: Athena Polias Poseidone-Eretteo, in quanto il culto del dio marino era identificato con quello del re e riformatore religioso ateniese Eretteo. Presumibilmente nell’antichità il tempio includeva l’immagine in legno della dea Atena caduta dal cielo, come promemoria della competizione delle due divinità. All’interno del tempio si credeva vivesse il serpente sacro di Atene. POSEIDONE ERETTEO ATHENAPOLIAS

A tali celle, inoltre, sono collegati anche: un recinto sacro parzialmente aperto; la tomba

A tali celle, inoltre, sono collegati anche: un recinto sacro parzialmente aperto; la tomba di Cecrope (il mitico fondatore della città); la roccia con l’impronta del tridente con il quale Poseidone l’aveva percossa facendone scaturire acqua salata; il luogo all’aperto dove cresceva l’ulivo donato da Athena agli Ateniesi; il Poseidone, santuario di Pandrosio, figlia di Cecrope e sorella di Eretteo.

LA CELLA DI ATHENAPOLIAS La cella di Athena Polias, dove si conservava l’antichissima statua

LA CELLA DI ATHENAPOLIAS La cella di Athena Polias, dove si conservava l’antichissima statua di culto in legno d’olivo della dea, che la tradizione voleva caduta direttamente dal cielo; è preceduta dal fronte orientale dell’Eretteo con un portico di ordine ionico, del tipo prostilo esastilo.

La cella di Poseidone-Eretteo, divisa a sua volta in due spazi distinti, è preceduta

La cella di Poseidone-Eretteo, divisa a sua volta in due spazi distinti, è preceduta da un vestibolo con un fronte (fronte Nord dell’Eretteo) ionico di tipo tetrastilo. Questo vestibolo immette pure nel recinto, in parte aperto, avente il fianco occidentale costituito da semicolonne ioniche abbinate a pilastri. Dal recinto si accede anche alla cosiddetta Loggetta delle Cariatidi situata a una estremità del fianco meridionale del tempio.

L’intero complesso dell’Eretteo, nonostante i vari corpi di fabbrica di cui si compone, è

L’intero complesso dell’Eretteo, nonostante i vari corpi di fabbrica di cui si compone, è unificato da un fregio continuo, in cui delle sculture in marmo bianco del Pentelico emergono da una fascia di pietra grigio-azzurra di Eleusi. Il corpo principale, esteso da est a ovest, poggia su un crepidoma di 22, 76 x 11, 63 metri.

Sia la Loggetta delle Cariatidi sia il Portico Nord assumeva il significato di baldacchino.

Sia la Loggetta delle Cariatidi sia il Portico Nord assumeva il significato di baldacchino. Infatti la prima era stata costruita sulla tomba di Cecrope, mentre il secondo copriva la roccia percossa da Poseidone con il suo tridente. Inoltre, ospitando un altare dedicato al culto della folgore, il Portico Nord era dotato, in alto, nella copertura, di un’apertura dalla quale era visibile il cielo.

Il Portico Nord è tra gli edifici ionici, il più ornato. Le basi attiche

Il Portico Nord è tra gli edifici ionici, il più ornato. Le basi attiche delle colonne hanno il toro superiore decorato con un motivo a treccia, mentre il capitello è preceduto da un collarino in cui si alternano palmette e fiori di loto. Molto ornato risulta anche il portale che consente l’accesso all’ambiente parzialmente aperto verso Ovest, essendo sormontato da una cornice sostenuta da due mensole a voluta.

LA LOGGETTA DELLE CARIATIDI

LA LOGGETTA DELLE CARIATIDI

CITAZIONE DI VITRUVIO “Dopo aver gloriosamente vinto il conflitto, i Greci presero la comune

CITAZIONE DI VITRUVIO “Dopo aver gloriosamente vinto il conflitto, i Greci presero la comune decisione di far guerra agli abitanti di Caria. Espugnata la rocca, uccisero tutti gli uomini validi, incendiarono la città e ridussero in schiavitù le donne, senza però far loro smettere la stole o gli altri ornamenti matronali. Vollero infatti che espiassero per tutti i loro concittadini, oppresse dalla vergogna di una gravosa esemplare schiavitù non soltanto durante la celebrazione del trionfo, ma per sempre… Gli architetti del tempo rappresentarono allora nei pubblici edifici le immagini delle donne di Caria nell’atto di sopportare pesanti carichi, volendo ricordare ai posteri la loro colpa e il loro castigo”

COSA SONO Col nome di Cariatide si fa riferimento ad elementi architettonici che rappresentano

COSA SONO Col nome di Cariatide si fa riferimento ad elementi architettonici che rappresentano sculture di donne, vestite con delle lunghe tuniche, impiegate come colonne al fine di sostenere architravi, mensole o altre parti di un edificio sia esso pubblico o privato. Si pensa che l'autore sia lo scultore Alcamene, pupillo di Fidia. Le Cariatidi compaiono già nell’architettura egiziana, addossate ai pilastri, come appoggio più che sostegno, senza manifestare alcuno sforzo di fatica, anzi dando la sensazione di calma e serenità.

I TELAMONI I loro corrispettivi maschili prendono invece il nome di Telamoni. Si tratta

I TELAMONI I loro corrispettivi maschili prendono invece il nome di Telamoni. Si tratta quindi di antropomorfizzazioni di figure architettoniche, riproponendo le stesse secondo proporzioni umane e accompagnandole con altri elementi architettonici dove necessario.

COME VENGONO RITRATTE Le maestranze ritraggono le Cariatidi ben erette, possenti, il capitello sopra

COME VENGONO RITRATTE Le maestranze ritraggono le Cariatidi ben erette, possenti, il capitello sopra il loro capo e la base su cui poggiano sono gli elementi di raccordo tra la loro figura e il resto dell’architettura in cui sono inserite, questi elementi sono necessari per armonizzare le proporzioni umane a quelle della colonna. La loro è una funzione attiva e non passiva, portante e non decorativa, in quanto sostituiscono con il loro corpo il ruolo di colonne o parastre. Alcune Cariatidi mutano leggermente la configurazione statica, utilizzando anche la mano o il braccio come sostegno dell’architrave. A differenza dei Telamoni, scolpiti con le braccia alzate sopra il capo per sopportare il peso degli elementi architettonici e raffigurati con sembianze di sforzo, esse manifestano sempre un aspetto sereno e disteso.

QUANDO E DOVE SONO PRESENTI Nell’architettura orientale l’uso è diffuso, vengono addossate ai pilastri,

QUANDO E DOVE SONO PRESENTI Nell’architettura orientale l’uso è diffuso, vengono addossate ai pilastri, ma sono incurvate sotto lo sforzo del peso da sorreggere. Usate altresì nell’arte etrusca, negli oggetti di terracotta e bronzo; ancora nell’arte romana, meno statiche e meno ornate; rare nell’architettura romanica e gotica. Riprese, infine, nel rinascimento con il ritorno dei motivi classici. Uno dei più grandi esempi dove poter studiare e ammirare le Cariatidi è l’Eretteo, un tempio situato sull’Acropoli di Atene.

INTERPRETAZIONI La più convincente sostiene che le cariatidi sono parte di un monumento fuori

INTERPRETAZIONI La più convincente sostiene che le cariatidi sono parte di un monumento fuori -terra che era compreso nel monumento della Tomba di Cecrope, il primo re di Atene, che si trovava direttamente sotto. Esse erano le portatrici di libagione e rendevano tributo alla tomba del Re. Si potrebbe, nel caso specifico dell’Eretteo, ricollegare la storia narrata da Vitruvio con le antenate delle Cariatidi ovvero le Korai, modelli appartenenti alla statuaria greca, fanciulle nel pieno della loro femminilità e dall’aspetto imperturbabile. Secondo un’altra ipotesi le figure scolpite si potrebbero correlare al ricordo di qualche cerimonia, nello specifico alla processione delle Panatenee, le feste religiose più importanti della città perché dedicate alla dea Atena.

LE CARIATIDI OGGI Oggigiorno le Cariatidi come oggetto architettonico possono essere individuate in diversi

LE CARIATIDI OGGI Oggigiorno le Cariatidi come oggetto architettonico possono essere individuate in diversi luoghi: il Parlamento di Vienna, arricchito da un balcone a primo piano sorretto da quattro coppie di Cariatidi. Esse sono scolpite con la gamba destra in posizione di riposo, in tutte le coppie la figura a sinistra poggia il braccio sulla cariatide vicina, appaiono quindi come strette in un abbraccio. Il panneggio è ricco e i volti sono sereni, quasi noncuranti della loro funzione di sostegno della loggia soprastante.

 Un altro affascinante esempio si può ritrovare a casa Sartori a Noghere (Trieste).

Un altro affascinante esempio si può ritrovare a casa Sartori a Noghere (Trieste). Le quattro Cariatidi sono scolpite con un drappo che copre solo la parte inferiore del corpo, lasciano i seni scoperti, e sorreggono un balcone a primo piano. Esse verranno aggiunte solo all’ inizio del ‘ 900, estrapolate dal Teatro Armonia di Piazza Goldoni a Trieste dopo la sua demolizione.

Cinque statue delle Cariatidi sono conservate presso il Museo dell'Acropoli di Atene, di cui

Cinque statue delle Cariatidi sono conservate presso il Museo dell'Acropoli di Atene, di cui una fu parzialmente rovinata da un colpo di cannone sparato dall’Armata dell’Impero Ottomano, mentre una sesta statua è conservata presso il British Museum. MUSEO DELL’ACROPOLI DI ATENE LA SESTA STATUA CONSERVATA PRESSO IL BRITISH MUSEUM

Le statue attualmente situate presso il Tempio dell’Eretteo, sull’Acropoli di Atene, sono delle riproduzioni.

Le statue attualmente situate presso il Tempio dell’Eretteo, sull’Acropoli di Atene, sono delle riproduzioni.

Martina e Erika

Martina e Erika