LEQUAZIONE Modello matematico per la risoluzione dei problemi
L’EQUAZIONE Modello matematico per la risoluzione dei problemi
RISOLUZIONE DI EQUAZIONI Fin qui abbiamo detto cos'è un'equazione, cos'è una soluzione per un'equazione e come stabilire se un dato numero è soluzione o no dell'equazione data. Ora il problema è: come determinare la soluzione di un'equazione? Visto che la soluzione deve appartenere al dominio dell'equazione, siamo portati a pensare di adottare la tecnica della "sostituzione per tentativi", cioè di sostituire all'incognita dell'equazione tutti gli elementi del dominio fino a che non troviamo quello che rende vera l'uguaglianza tra primo e secondo membro. Chiaramente è umanamente impossibile sostituire tutti gli elementi del dominio se esso ne ha un numero infinito (come N o Z, …) Sarà dunque il caso di trovare una strategia efficace applicabile da tutti e a
RISOLUZIONE DI EQUAZIONI
RISOLUZIONE DI EQUAZIONI OSSERVAZIONI L'equazione (2) è banale rispetto all'equazione (1). Ciò porta alla seguente considerazione: visto che la (2) è un'equazione banalmente risolvibile e che ha le stesse soluzioni della (1), non c'è forse un modo per trasformare la (1) nella (2) dalla quale ricavare immediatamente la soluzione della (1)? Più in generale potremmo enunciare tale problema come segue: data un'equazione A(x)=B(x), è possibile trasformarla in un'equazione banale del tipo x=numero dalla quale sia evidente la soluzione? E se una tale trasformazione è possibile, siamo certi che le soluzioni dell'equazione finale sono le stesse identiche soluzioni dell'equazione di partenza?
EQUAZIONI EQUIVALENTI Si dicono equivalenti due equazioni che hanno le stesse identiche soluzioni. Esempio: x 2 - 2 x - 2 = 1 ha per soluzione i numeri -1 e +3 (x + 1)(x - 3) = 0 ha per soluzione i numeri -1 e +3 Perciò sono equivalenti. x 2 - 2 x - 2 = 1 ha per soluzione i numeri -1 e +3 3 x-4=5 ha per soluzione il numero 3 Perciò NON sono equivalenti.
PRIMO PRINCIPIO D'EQUIVALENZA Ecco il primo modo che consente di trasformare un'equazione in un'altra equazione ad essa equivalente: sommando o sottraendo ad ambo i membri di un'equazione una stessa quantità, si ottiene un'equazione equivalente a quella data.
LA BILANCIA E IL PRIMO PRINCIPIO
SECONDO PRINCIPIO D'EQUIVALENZA Ecco il secondo modo che consente di trasformare un'equazione in un'altra equazione ad essa equivalente: moltiplicando o dividendo ambo i membri di un'equazione una stessa quantità, diversa da zero si ottiene un'equazione equivalente a quella data.
LA BILANCIA E IL SECONDO PRINCIPIO
EQUAZIONE IN FORMA NORMALE Si dice equazione in forma normale un'equazione che ha uno dei membri uguale a zero. In simboli, un'equazione è in forma normale se ha la forma P(x)=0; in questo caso si dice anche l'espressione P(x) definisce l'equazione in forma normale. Esempi: L'equazione - 7 x +5 = 0 è in forma normale ed è definita dal polinomio - 7 x +5. L'equazione +3 x -5 =-1+10 x non è in forma normale.
RIDUZIONE A FORMA NORMALE
CONSEGUENZE DEL PRIMO PRINCIPIO DI EQUIVALENZA REGOLA DEL TRASPORTO Si può spostare un termine da un membro all’altro di un’equazione purché gli si cambi segno. Esempio data l’equazione 2 x+1=4 -x scriverla in forma normale. Applicando la regola del trasporto avremo: 2 x + 1 = + 4 – x 2 x + 1 + x = + 4 2 x + 1 + x – 4 = 0 da cui 3 x – 3 = 0
CONSEGUENZE DEL PRIMO PRINCIPIO DI EQUIVALENZA REGOLA DI CANCELLAZIONE Se nei due membri di un’equazione compaiono due addendi uguali, uno per ogni membro, questi possono essere cancellati. Esempio 2 x + 3 = 5 x + 3 Sono uguali 2 x = 5 x
CONSEGUENZE DEL SECONDO PRINCIPIO DI EQUIVALENZA REGOLA DEL CAMBIO DEI SEGNI Se si cambiano i segni a tutti i termini di un’equazione, in entrambi i membri, si ottiene un’equazione equivalente a quella data. Esempio – 2 x – 3 = + x – 1 + 2 x + 3 = – x + 1
UNA ULTERIORE CLASSIFICAZIONE Una equazione si dice: NUMERICA se non contiene altre lettere a parte l’incognita 1+x = LETTERALE se contiene altre lettere (dette costanti) a parte l’incognita ax + 2 = (a – 1) x + a INTERA se l’incognita non compare al denominatore x+1 FRAZIONARIA (o FRATTA) se l’incognita si trova in almeno uno dei denominatori x– 1 x+1 3 2 x – 1 3 1 x = 2 – – 2 x – 1 3 2 x + 3 =1 4
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